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Full text of "MC microcomputer 200"

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ANNO XIX -NOVEMBRE 1999 - SPED. ABB.POST. 45'o ART. 2 COMMA 20'B LEGflE 662-23/12' 



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DAL 1981 IL MONDO DELL'INF 


MC 

compì 

200 

numei 


WebRacer 
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CentroHL Powerdrome 
Enhanced 600 
Uno vero studio audio 

































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NOVEMBRE 


1999 



102 INTELLIGIOCHI 


di Corrado Giusto&i 

106 TECNICA 

I dischi rigidi a 10.000 giri di Franco Paiamaro 


112 COME USARE 

97 di Aldo Ascenti 


116 SPECIALE 




i con il portatile di Pierfrancesco Fravolmi 


PROVE 

128 CentroHL Powerdrome Enhanced 600 di P. Fravolini 
134 BVRP Phone Tolls Suite di Raffaello De Masi 


8 EDITORIALE 

di Marco Marinacci 

24 POSTA 

a cura di Rino Nicotra 

28 NEWS 

a cura di Franco Paiamaro e Fabio Della Vecchia 

ANTEPRIMA 

82 ECDL. la patente europea per l'informatica di AldoAscenti 

86 Windows 2000 di Aldo Ascenti 

90 ARTE INFORMATICA 

Scenografia di Ida Garosa 


96 PLAYWORLD 
di Francesco Carlà 


94 DIECI ANNI FA' 

Venerdì 13 di Raffaello De Masi 


di Internet • Il parte di Francesco Carlà 


H AC I dischi rigidi 
J V/U a 10.000 giri 


MCmicrocomputer n, 200 




























2 d 2UUUI 



OVERVIEW 
LaCie Hard C 

Kensington WebRacer d> Raffaello Da Mas- 
Snapl Server di Franco Paiamaro 
144 Traxdata CDR-W 4424 Plus di l 



150 


154 


158 

162 

164 

168 


172 


176 


182 


184 


188 


Jl 


DIGITAL IMAGING 

Bryce 4 di Raffaello De Masi 

COMPUTER & VIDEO 

CVweb 2000 di Bruno Rosati 


138 


LaCie Hard Disk USB 


INTERNET 

Internet pratica - Novità, software, trip e ... di Bruno Rosati 
Avvisi ai naviganti - Waterloo di Raffaello De Masi 
A caccia di driver di Raffaello De Masi 


MATHEMATICA 

Conversione Automatica... di Francesco Romani 

DESKTOP PUBLISHING 

Grafici creativi di Mauro Gandim 

LINUX 

Pluto Meeting '99 di Giuseppe Zanetti 

PD-SOFTWARE OS/2 

IBM e OS/2 Team OS/2 Italia 

MACINTOSH 

Omnis Studio 2.1 di Raffaello De Masi 

AMIGA 

Appunti di viaggio di Daniele Franza 



116 


Registriamo l'audio 
con il notebook 


Direttore 

Meteo Manttucci 

Vicedirettore 

Rino Nicolta 

Assistente di direzione 

Robot In Rollìi 

Direzione Tecnica 

Andrei) do Prisco e Cottado Giusto.vi 

Hanno collaboraro 

Alilo Ascenti Francesco lulwo CjMiwano. 
nuoto Connetti Francesco Catta. 
Ilatt.nrilo tv M.lst. Valter Di Dio, 
PwrtrancetQD Fravutitu. Mauro Ganduii, 
irla Garosa Andina Momosi 
franco PaUinaro 
FntittoK» Romani Btiti'o Rosai' 

I no Some Giuseppe fanelli 

Copertina e direziona artistica 

Paola filoni 

Grafica e impaginariono 

•Villano Sultani' * atrio Della Vecchia 

Fotografia 

Dario tassa 

Coordinamento produzione 


Pubblicità 

tura Marini* .Vuole tCubeta i uve Oi Grog»® 

Fisa Reame» 

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PuObucit» USA: Gloo-sr Ad Mei 94 Giove Street 
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l'oipo*ntio>i PO Bu»B?-163 Teipei Taiwan R.O C . 
un .8B6I2I775I7S5 la» .886I7I/418M0 
Direttore Responsabile 
Marco Marmacci 

\t™ainiw n iru(xrta-.e»Tv 

http AWaw pluncom a 

I ‘leosviusxsiad TitajWeaRceiMn 2'99t d*,lgwc 198' 
ISSN 1 1233714 Copyngh! © Ptur,corti su - Tutti ' duini 
riservati - Manoscritti* foto ougutai. anche w non pub- 
tv'iati non si nnMuacone ed o vietata la rceoduPone 
"on autorizzata, anche pampe. di testi * lotogralm 
Abbonamento a '* numen Ita'n L 60 000, Europa o 
Recalo M.Ktnirrii iv L 150 000. Americhe, Asia e Atn- 
cat 700 000 Oceania L 760 000 
•’c postale f 00100007 intestate a Plgticom S i I. 
V io Ettore Francescluni 73* 00165 Rema 
Stompa e allestimento 

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70097 Carosello Balsamo IMilnngl 

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Abbonamenti c servizi tei 0643219201 
Fa» 0643219301 ornar abbonamenli@pkfflCOm « 
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Redazioni :a 0643219202 0643219302 

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Pubblicità: lei 06 43219203 tan 06 43219303 
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Associalo USPI 


Novembre 1999 


ISSN 1123-2714 












Informazione pubblicitaria 


I SERVIZI DI CERTIFICAZIONE 


La recente globalizzazione dei mercati, i nuovi orientamenti 
nella domanda di servizi alla Pubblica Amministrazione, l'in¬ 
tensificarsi della concorrenza ed il rapido sviluppo delle tec¬ 
nologie stanno spingendo gli attori del Sistema Paese all'in¬ 
novazione e alla diversificazione dei servizi offerti ponendo 
maggiore enfasi sull'utilizzo di nuovi strumenti di comunica¬ 
zione, basati su reti "aperte" (Internet). 

Un ruolo abilitante per lo sviluppo di queste nuove modalità 
di interazione tra i soggetti è svolto dalle funzioni della fir¬ 
ma digitale. Telecom Italia con il servizio Village 
Trust, attivato sin dal 1998, si e' voluta posizio¬ 
nare sul mercato quale fornitore di una soluzio¬ 
ne di elevatissimo livello per la realizzazione di 
infrastrutture telematiche di sicurezza a chiave 
pubblica, in conformità con la normativa italiana 
in tema di firma digitale. 

Village Trust è infatti il servizio di Outsourcing 
Tecnologico offerto da Telecom Italia ai Clienti 
che vogliono emettere certificazioni digitali con 
il proprio marchio, in tempi brevi e con investi¬ 
menti minimi in conformità con le recenti nor¬ 
mative italiane. Per tutti gli utilizzatori dei certificati, l'entità 
visibile nel processo di certificazione è il Cliente, non Tele¬ 
com Italia. 

Dato l'utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione, basati 
su reti "aperte" come Internet, e' sempre piu' importante 
erogare servizi che mantengano un elevato livello di sicu¬ 
rezza i cui requisiti sono: Autenticazione (si garantisce che il 
mittente delle informazioni sia realmente il soggetto che di¬ 
chiara di essere): Confidenzialità ( le informazioni scambiate 
tra due interlocutori sono comprensibili solo al mittente e 
al destinatario); Integrità (le informazioni raggiungono il de¬ 
stinatario senza alterazioni): Non ripudiabilità (il 
mittente/destinatario non può negare di aver inviato/ricevu¬ 
to le informazioni). _ 


servizio Village Trust 


Village Trust è il servizio di Outsourcing Tecnologico offerto 
da Telecom Italia ai Clienti che vogliono emettere certificazioni 
digitali con il proprio marchio, in tempi brevi e con investimen¬ 
ti minimi in conformità con le recenti normative italiane. Per 
tutti gli utilizzatori dei certificati, l'entità visibile nel processo di 
certificazione è il Cliente, non Telecom Italia. 

Village Trust fornisce al Cliente l'infrastruttura completa per 
lo svolgimento delle attività di certificazione in ambiente alta¬ 
mente sicuro ed affidabile, conforme agli standard internazio¬ 
nali e alla normativa vigente. La soluzione proposta si basa sul 
prodotto "Certificate Management System" commercializzato 
da GTE CyberTrust Solutions Ine., società leader nel settore 
della sicurezza e dei sistemi di gestione certificati. 

Con Village Trust il Cliente può svolgere il ruolo di Certificato- 
re senza doversi dotare di una propria infrastruttura di certifica¬ 
zione ma utilizzando semplicemente un collegamento di rete IP 
(ad esempio Internet, Interbusiness, Telecom Italia Net, ...) e un 
Browser (Netscape Navigator o Microsoft Internet Explorer). 


Una Infrastruttura a Chiave Pubblica (PKI) permette di rag¬ 
giungere gli obiettivi di sicurezza presentati avvalendosi 
dell'utilizzo dei certificati digitali. Un certificato digitale è un 
documento elettronico che attesta l'appartenenza di una 
chiave pubblica da parte di un determinato soggetto, sia es¬ 
so un ente o una persona. Questi attestati vengono emessi 
da una Autorità di Certificazione, cioè un'entità in cui confi¬ 
dano tutti gli utilizzatori della PKI. Mediante l'utilizzo dei 
certificati digitali, mittente e destinatario di una transazione 
hanno a disposizione un meccanismo che garan¬ 
tisce ad entrambi l'identità della controparte. 
Una PKI dunque è una infrastruttura globale ne¬ 
cessaria per poter fornire servizi di crittografia 
a chiave pubblica e di firma digitale; gli elementi 
principali di una PKI sono: Certification Autho- 
rity (CA); Registration Authority (RA); Servizi 
aggiuntivi. 

Obiettivo di una infrastruttura a chiave pubblica 
è la gestione di chiavi e certificati; tale obiettivo 
viene realizzato attraverso una serie di servizi 
alcuni dei quali sono di seguito riportati: Gestio¬ 
ne dei certificati (CA); gestione delle liste di revoca (CA); 
Registration Authority; Directory Service; Time-Stamping; 
Cross-certificazione (per i dettagli vedi riquadro servizi In¬ 
frastrutturali). Il servizio Village Trust supporta tali servizi e 
permette di avere a disposizione una PKI. 

In Italia esiste un contesto normativo che si è evoluto 
nell'arco di circa due anni attraverso i seguenti punti: 

Legge 59/97 (Bassanini I) (Si delega il governo ad emanare 
un DPR per l'equiparazione del documento cartaceo a quel¬ 
lo informatico); DPR 513/97 (Vengono affrontati gli aspetti 
principali relativi all'impiego di documenti elettronici, firme 
digitali, chiavi crittografiche e servizi di certificazione); 
DPCM (8/02/1999) (Vengono stabilite le regole tecniche di 
base, per la certificazione delle chiavi, per la validazione 
temporale e per la protezione dei documenti informatici); 
circolare AIPA CR/22 del 26/7/99 (iscrizione all'albo dei 
Certificatori). Allo stato attuale, si può considerare, a tutti 
gli effetti di legge, il documento cartaceo equiparato a quel¬ 
lo informatico e la firma autografa alla firma digitale. 

Al fine di rendere la PKI utilizzabile è necessario che venga¬ 
no predisposte le modalità con cui tale infrastruttura comu¬ 
nica con lo strato applicativo. In particolare, le operazioni di 
comunicazione tra lo strato applicativo e la PKI sono le se¬ 
guenti: Richiesta di certificato (interazione con la PKI); Pre¬ 
levamento di certificato (interazione con la PKI); Inserimen¬ 
to del certificato all'interno di una smarteard; Prelevamento 
della lista dei certificati sospesi o revocati (interazione con 
la PKI); Firma digitale (interazione con lo strato applicativo): 
Verifica della firma (interazione con lo strato applicativo); 
Cifratura (interazione con lo strato applicativo); Decifratura 
(interazione con lo strato applicativo). 

Dato lo schema che segue, con il nome Applicativi Village 







DIGITALE DI TELECOM ITALIA 


Trust Telecom Italia definisce una serie di ambienti di svi¬ 
luppo, che permettono di realizzare applicazioni in grado di 
interagire con la PKI e di utilizzare i certificati digitali, e un 
insieme di applicazioni sicure già sviluppate per posta sicura, 
firma di file e pagine html. 


nalità di generazione delle chiavi, di richiesta e di preleva¬ 
mento del certificato, i seguenti ambienti di sviluppo per¬ 
mettono l'utilizzo di smartcard RSA attive (generazione 
delle chiavi a bordo della carta) 

Le applicazioni sicure sono prodotti software che realizza- 


Interazlone con la PKI 


PKI/CA 
Village Trust 


Richiesta certificato 


Prelevamento certificato 

o CRL 


Interazione con l'utente 



Soluzioni in cui si utilizza 
il certificato X.509: 


a E-mail sicura 
o Web sicuro 

□ Applicazioni crittografiche 

□ Applicazioni di firma digitale 


Lo schema mostra come gli Applicativi Village Trust inte¬ 
ragiscono con la piattaforma di Certification Authority es¬ 
senzialmente nel momento della richiesta di certificato, 
del prelevamento del certificato e dell'accesso al servizio 
di Directory per la consultazione delle informazioni pub¬ 
bliche. Nel momento in cui il certificato digitale deve esse¬ 
re utilizzato per fornire le diverse soluzioni di firma digita¬ 
le, posta sicura, web sicuro, crittografia, l'interazione è 
prevalentemente con il lato utente (integrazione delle fun¬ 
zionalità di sicurezza con sistemi proprietari oppure realiz¬ 
zazione di soluzioni di sicurezza). 

L'offerta Telecom Italia degli Applicativi per Village Trust 
si compone di tre categorie di prodotti software: gli am¬ 
bienti di sviluppo; le applicazioni sicure; i prodotti di Di¬ 
rectory. 

Gli ambienti di sviluppo forniscono allo strato applicativo 
tutte le funzionalità necessarie per realizzare soluzioni si¬ 
cure o per l'integrazione di queste ultime in applicazioni 
già esistenti. In particolare, per quanto riguarda le funzio¬ 


no applicazioni di posta sicura, web sicuro (firma di pagine 
HTML), firma digitale di un qualunque tipo di file, Intranet 
sicura. Le applicazioni supportano l'utilizzo di smartcard 
RSA attive. 

I Prodotti Directory servono per la pubblicazione di infor¬ 
mazioni, la loro integrazione e lo scambio di documenti su 
dorsali Internet/lntranet. 

Tra le soluzioni proposte da Telecom Italia si riportano le 
seguenti: 

Soluzione firma digitale 
Soluzione posta sicura 
Soluzione per la Intranet Sicura 
Soluzione per lo sportello virtuale 

Molteplici sono le esperienze e le iniziative in essere sul ter¬ 
ritorio nazionale basate sui servizi di certificazione di Tele¬ 
com Italia. In ambito Pubblica Amministrazione Locale, ad 
esempio, il Comune di Pesaro ha realizzato servizi di spor¬ 
tello unico per le attività produttive, 
rivolti principalmente alle imprese, 
per agevolare l'interazione con il 
Comune nell'espletamento delle 
pratiche amministrative. 

Il Comune di Siena ed il Comune di 
Torino impiegano la firma digitale 
per l'automazione dell'iter relativo 
agli atti deliberativi e per l'erogazio¬ 
ne di servizi al cittadino. 

Altri significativi progetti sono in via 
di realizzazione, come nel caso del 
progetto di Federcasa-CISPEL che 
prevede l'interazione autenticata con 
il Sistema Informativo del Ministero 
delle Finanze, ed altre iniziative a cu¬ 
ra, ad esempio, dell'Unione Naziona¬ 
le Comunità Montane e I' ANCITEL. 


Servìzi Infrastrutturali 

Funzionalità 

Standard di riferimento 

Gestione dei certificati (CA) 

□ Emissione 

□ Pubblicazione 

□ Custodia 

□ Revoca/sospensione 

X.509 (versione 3) 

Gestione delle liste di revoca (CA) 

□ Pubblicazione 

□ Custodia 

X.509 (versione 2) 

Registration Authority (RA) 

□ Identificazione del 
soggetto che richiede un 
certificato digitale 

- 

Directory Service 

□ Pubblicazione di certificati 
e liste di revoca (CRL) in un 
Directory conforme 
allo standard 

X.500- standard relativo 
al Directory 

LDAP- standard relativo 
all’accesso al Directory 

Time stamping 

□ Associazione di un 
documento ad un riferimento 
temporale (data, ora) 

- 

Cross-Certificazione 

j Interoperabilità tra diverse 
Autorità di certificazione 

- 


Informazione pubblicitaria 
































Cmicrocomputer numero 200, novembre 
1999. Sono passati nove anni e un mese dal 
mero 100, ottobre 1990, e diciotto anni e 
mesi fai numero 1, settembre 1981. E fra due 
il 202, il primo del 2000. 

neri a parte, "Bella ed amabile illu- 
r la quale i dì anniversari di un avve- 
r verità non ha a che fare con essi 
unque altro dì dell'anno, paiono ave- 

'attinenza particolare.così quan- 

i è l'anno, o tanti anni, accadde la tal 
tale, questa ci pare, per così dire, 
che flHMri giorni". Non 
ma u^^^mPensien di Giacomo Leo- 
~^^^Knosciu^^Ke poeta pessimista e mol- 
gro^^Kìsatore. 

Personalment^^Kengo che certe ricorrenze 
siano un' occasior^B guardarsi indietro, riflettere 
su un passato e valutare l'evoluzione nel periodo di 
tempo trascorso, in modo da trarre indicazioni su co¬ 
sa sia lecito aspettarsi nel medesimo periodo proiet¬ 
tato nel futuro. Trovo anche che, in determinate oc¬ 
casioni, non ricordare per niente la ricorrenza sia 
quasi irrispettoso: come non fare gli auguri di buon 
compleanno ad una persona cara, anche se quel 
giorno non ha obiettivamente niente di diverso da 
tutti gli altri. 

Cosi, far passare il numero duecento di MC sen¬ 
za neppure una parola non sarebbe rispettoso. Ma 
trovo che autocelebrarsi più di tanto non sia di stile: 
allora lo facciamo semplicemente in maniera scher¬ 
zosa, nel racconto fantascientifico ambientato fra 
cento anni pubblicato poche pagine più avanti. Ci 
trovate citati alcuni di noi, divertitevi a riconoscerci .. 
se la cosa vi diverte. Altrimenti, perdonateci e pas¬ 
sate alle pagine successive! 

Relativamente, invece, alle riflessioni su una de¬ 
cina o una ventina di anni di informatica, ho pensato 
di non farlo da solo, ma di ospitare le riflessioni di 
qualcuno che questi anni li ha vissuti in uno dei punti 
nei quali la dinamica è stata maggiore: Maurizio Be- 
dina è uno dei principali responsabili della filiale ita¬ 
liana della Microsoft fin dalla sua costituzione, oltre 
quindici anni fa. Apple, IBM e Microsoft sono secon¬ 
do me, in ordine cronologico, le tre aziende che han¬ 
no o hanno avuto il maggior ruolo nello sviluppo 
dell'informatica e nel passaggio dall'informatica dei 
camici bianchi al personal computer e al computer di 
massa. Apple perché l'Apple II è stato il primo per- 


8 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









sonai computer davvero utile ed affidabile (e la Ap¬ 
ple è stata la prima a basare il proprio sistema opera¬ 
tivo sulla metafora della scrivania e sull'uso delle ico¬ 
ne, prima di Windows), IBM perché solo l'introduzio¬ 
ne dello standard PC ha permesso l'inizio della gros¬ 
sa diffusione, Microsoft perché /'hardware ha biso¬ 
gno di un sistema operativo e perché il tutto serve 
"solo " per usare il software... 

Cento numeri fa abbiamo avuto come ospite 
d'onore Bill Gates: ricordo con piacere una distesa 
chiacchierata in un angolo del salone deH'Hilton. Nei 
dieci anni precedenti era passato dall'essere un in¬ 
traprendente giovanotto all'essere ritenuto uno dei 
cinque americani più ricchi. Nei successivi dieci è di¬ 
ventato... semplicemente Bill Gates, senza che oc¬ 
corra aggiungere altro. Non mi piace etichettare le 
persone in base alla loro ricchezza, e non è interes¬ 
sante per noi né per i nostri lettori occuparci delle di¬ 
sponibilità economiche di chicchessia: è interessan¬ 
te il significato, il fatto che oggi l'informatica, anzi il 
mondo dell'ICT, sia così sviluppata da riuscire a con¬ 
ferire ad una persona una collocazione così impor¬ 
tante a livello mondiale. 

Sono andato a rileggermi, quasi per curiosità, 
quanto ci aveva detto all'epoca, e credo che sia inte¬ 
ressante riproporre alcuni punti della nostra "chiac¬ 
chierata per informazione, per curiosità o per rifles¬ 


sione. La sola riflessione che voglio fare io è che so¬ 
no certo che a quell'epoca Bill, per quanto in grande 
potesse pensare, non pensava che sarebbe e sa¬ 
remmo arrivati così più avanti. Nessuno di noi lo 
pensava: si, ci auguravamo l'informatica per tutti, ci 
auguravamo l'aumento di prestazioni, ci auguravamo 
il contenimento dei costi, ci auguravamo l'impiego 
diffuso della telematica: ma non immaginavamo che 
si sarebbe arrivati, in soli dieci anni, a questi livelli. 
Non possiamo che chiederci dove saremo fra altri 
dieci anni, e tentare di spingerci più avanti possibile 
nelle ipotesi. Personalmente mi auguro che ci sia 
magari una minore accelerazione dal punto di vista 
delle possibilità operative, ma un maggior consolida¬ 
mento dal punto di vista dell'affidabilità e della razio¬ 
nalizzazione del modo di procedere. 

E Bill dove sarà fra dieci anni? In questi ultimi die¬ 
ci... è "semplicemente" rimasto al comando della 
sua Microsoft, e la ha portata ad essere famosa e 
onnipresente come la Coca Cola; per tanti irrinuncia¬ 
bile proprio come la bevanda americana. Il nostro in¬ 
contro si era concluso con la dichiarazione che le 
prossime tappe del suo programma sarebbero state 
la Cappella Sistina e i Fori... per quanto riguarda la 
tappa della Cappella Sistina, in effetti, in una succes¬ 
siva occasione Bill ha poi chiesto di in¬ 
contrare il Papa... e ai Fori? Sarà incoro¬ 
nato imperatore? 



Bill Gates, 9 settembre 1990. 

Dall'intervista rilasciata a Corrado Giustozzi e Marco Marinacci 
per MCmicrocomputer numero 100 (ottobre 1990). 

Windows chiave del futuro 


"La chiave del futuro sta oramai soprattutto in Windows. MS-DOS e Windows 
resteranno sulla scena ancora per molto tempo 


La Microsoft 

"Quando ero al liceo usavamo pa¬ 
recchio i computer in time-sharmg ed 
alcuni minicomputer. Scrissi dei giochi 
ed un compilatore per il PDP-8. Molto 
probabilmente la pietra miliare fu nel 
1971, quando Paul (Alien) vide il primo 
chip 8008 e ne ottenne la documenta¬ 
zione. Mi chiese se potevo scrivere un 


Basic per quel chip, ma era veramente 
impossibile! Il set di istruzioni era trop¬ 
po limitato. Poi nel 1974 la Intel pre¬ 
sentò t'8080, e quando Paul me lo mo¬ 
strò mi accorsi che la differenza era 
enorme: l'8080 era addirittura migliore 
del PDP-8 che a quell'epoca era "il" 
mimcomputer. Fu subito evidente che 
avremmo potuto scrivere un ottimo 


Basic per questo chip e decidemmo 
che l'avremmo fatto. Ma non era chia¬ 
ro chi avrebbe costruito l'hardware; 
cosi io fini per tornamene ad Harvard 
Paul andò a Boston a lavorare per la 
Honeywell dove poteva affrontare la 
questione. Avevamo un sacco di idee 
folli in proposito: ad esempio collegare 
qualche migliaio di questi chip assie- 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 


9 




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il «tei la sua poema e pan a oueta di un 
pccolo planitano -n cui. «kendentemente 
dalla Kisaoni sii pianeta, oaTora dd g«- 
no i dalle conduw» imtiootegichi. i pos 
sibili espteran Hwamma le cane parti del 
odo. Potrai osseman ! odo al momento 
delta tua nasata, vedere I Sole tramoncare devo Salano, inorare su Mane i 
«gire le comm appena scopeti. Basterà un die dd mouse [erscopnre tutta 
una sere diafana® fenomeni cdesti Ma non è tato Paniti tamtam 5 con¬ 
timi anche un Menu [spere che fra le akre cose 0 pemene di creare sequoia 
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pna collcnone di muscasselct e CD, spesso 
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mente retupeaMt 
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dura prema dall midlreerua artafrcsale all ava» 
punii, morve un Wto Tueosal ton Om* 
Shanfgudtn il neofu «traverso le regole v 
suggenme» migkon e le sratrgre piu ramn* 

4 »™?° = 2 r^L 


CONTINTASCA IV 

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finanaane, mota («valentemente ale tare, 
gkt, ma comunque adatto and» al profeis» 
nrsu, pe tenere sempre iato controllo ogu 
aspetto economreo della ptopna annua 
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l'aereo gmealogco della tua tanta’ Ad 
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re anagrafiche t moltmedal Par» usuata 
lire drrero op d oboi gtneatagci alboo 
degl ascendenti, de discendenti moto, ea 

Incora ed espcro nel temalo GEDCOM 


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TUTTIVIDEO III 

Programmi nudalo pe l'appassionilo i 
video che Ha Insogno di catalogare la p-opra 
collena» d ndroassene, spesso costituire 
da parecchi dementi 

Quatean tipo d «sfamano» sira fu» 
moire recuperabile. 

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famiglia elmetti sul meato Commi d 
etabenre dee, prtmevevlo d eftnuari I 
controllo dd peso e una pa.vVa.we ddu 
d«u con uni sempiou e uni vosaclu ma 
uste. 

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ESPLORANDO II 

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di Sfmucotan animazioni tndimenwonilr, immipi» e smutanon de fenomeni sp«gaii li uuteanno id impossessaro d roneenai and» 
comptesir «t modo direttene e «mutante Sarai Ebreo d nangire rd programmi seguente i numerou Ini ipetestuil e i coHegunent-, on 
Siglati, o, «ì alenare,-!, pova conwluite ton» un vero epropno libro d testo In qualsasi mommo avrai sempre l’oppatuna d stare 
pare li testo o I «rea schermati Ogni nolo e completato da un aro glossino mutomedole di termini spade e da ceronia d resi a rapo 
«a miApta. a completamento o a problema, pe pemettero d wnficari i nsukao raggiunti far» «otarr salari « dico pe raotratare 6 
volta m «Ita i progressi effettuati nello studio, 
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-ESPLORANDO II: la Fisica dalla Cinetica, Dinamica e Termodinamica, fino alla Fisica Atomica.. con un clic! 

■ESPLORANDO II: L’Astronomia le leggi che governano l'Universo non avranno piu segreti per te’ 

•ESPLORANDO II: le Scremi della Vita dalla cellula alta classificazione dei menti, tutta la biologia a portata di mouse! 

■ESPLORANDO II: le Sóeme della Tena impara a conoscere il mondo in cui viviamo! 

-ESPLORANDO II: la Matematica Superiore: l'algebra non b più un problema adesso! 

•ESPLORANDO II: la Geometria Superiore Pitagora, Euclide, Talete.. la geometria finalmente ( chiara e intuitiva 




ESPLORANDO II: 

La Geometria Inferiore 

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memo Wirnmul p,«o. rena. puno^ 

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dele aree e de pemrètn. Tecremi d Pagai, 
Eudide e Talete Geometra soldi. 

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ESPLORANDO II: Elettro¬ 
nica Analogica e Digitale 

Tra gl argomenti trinati nono» d elettroni 
ca genitale: coreree continua, reti evenni» 
denrosaoa ecc Magnewro Nono» d 
elenronca analoga semateOonon duo 
vamrstw, ex Nozioni d ttemarea digale 
dalla logia bmana ai microproceson 
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ne inde i Mo professatile È n erado 
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emina», gestione nar4 e piastra, sanili, 
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e mukimMiono) per li gestore della tui 
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porr effettuare u tonuMiu m Euro, e greve 
de inde 11 gestione dell'inno 2000 
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a gratula dd raion 4 Un 300.000 


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viu 4 venta e conato con i dm. I pro¬ 
grammi permette 4 svduppm l ramato 
daffari con la clienteli. 4 panificare il con- 
rollo degl igei» e 4 wnfian i esulati ddle 
non commerciali 

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i rivolge a tulle le penile e mede mende 
che hanno bisogno 4 un programmi che 
gestsanmodosempleeedefFeereelicon- 
ulta ordinala n punsi doppa 

Un 299.000 compreso un inno 4 issisi» 
n gratula dd raion 4 Un 100.000 


FALCO III 

Contabilità Semplificata 

Rivolto i quelle mende che operano ri ragne 
4 conalta semplficau Csstace l'Euro e 

l'amo 2000 

lira 299.000 compreso» armo 4 1 
gratta dd raion 4 Un 100.000 


'"■VliA.-n.il, 


ETICHETTE PRO 


OPERAZIONE 

ETICHETTE III PRO 

F un patte programma per 11 ormone 4 
etchene foni sedera 4rrtumente r code 
4 «elette Avoy o tteirt le tue «ehette ps- 
sonikote I programmi e ripido 4 leròe- 
ra diti di ardevi estera» (Access, dBase lift» 
Fio, Ertd| e 4 «impara i piu diffùs codio a 
birre / 

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SOLUZIONE FATTURA IV 

Romene 4 radigen, irthman t «impara, 
qualsas tipo di anura (ditterai. atcompa- 
jsitora. riepilogami rese 4 acoedsol, su 
4 arre* de di presunorv di servino 

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commettali e castani, pronti afuso Tuffi gli 
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Urti di un agente t dei sua sub agenti 
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rapporti con denei e mandaun. il magitnrao. 
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compracene e «ampi 4 modifi, su «rigeli 
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fermio 4 orai pài diffusi o 4 posoulcan 
le dmenuon del modulo, l'elemento ampo 
permaie 4 son-pire sui modul raion tosa 
nuo in archivi epurali dal programmi 
(Access, Dbase, Form, Eredi. 

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me per ottenere un computer della po¬ 
tenza eccezionale, e scrivere un com¬ 
pilatore PIVI per controllare questa po¬ 
tenza. Ma il vero inizio di tutto fu nel 
gennaio 1975, quando la rivista Popu- 
lar Electronics pubblicò il 
progetto dell'Altair; capim¬ 
mo che si trattava di qualco¬ 
sa che avrebbe cambiato il 
mondo. Ci dicemmo: non vo¬ 
gliamo che tutto ciò succeda 
senza di noi, no? Cosi chia¬ 
mammo questi ragazzi e due 
mesi dopo avevo già scritto il 
Basic. Paul si trasferì laggiù ad 
aprile ed io a giugno del 
1975". 

Le prime macchine 

"Il periodo dal 1975 al 1980 
si può definire l'era degli otto 
bit. Compatibilità significava 
avere lo stesso Basic su macchi- mm 
ne differenti, Non avevano lo 
stesso set di istruzioni, ma potevano 
far girare gli stessi programmi Basic.. 
Apple, Commodore, Radio Shack. si¬ 
stemi CP/M, per ciascuno avevamo 
preparato un Basic. Incoraggiavamo la 
gente a scambiarsi programmi Basic.e 
le riviste a pubblicare i listati. Vi erano 
però due gravi problemi. Il primo era 
che la compatibilità del Basic era trop¬ 
po ad alto livello ed il basic non era 
troppo potente. Non era possibile fare, 
che so. un word processor portabile, 
era impensabile farlo in Basic. L’altro 
problema era lo spazio di indirizzamen¬ 
to di memoria di soli 64 Kbyte. Ricor¬ 
remmo a dei trucchi assurdi per supe¬ 
rare questa limitazione, cose ben peg¬ 
giori di quelle che si fanno oggi con la 
memoria LIMI” 

Arriva la IBM 

Nel 1980, il grande evento: l'IBM de¬ 
cide di entrare nel mercato dei micro¬ 
computer e contatta la Microsoft per 
avere una consulenza sul sistema ope¬ 
rativo. "Tutti sottolineavano che il pun¬ 
to cruciale da cui tutto iniziò fu il pro¬ 
getto del PC . Beh, in parte lo fu, ma 
in parte no. Quando l'IBM venne da 
noi per la prima volta ci fece vedere 
una macchina ad otto bit senza grafi¬ 
ca, come tutti gli altri microcomputer 
dell'epoca. Il gruppo con cui inziavamo 
a lavorare era un buon gruppo, compo¬ 
sto da poca gente. Li convincemmo ad 
usare un microprocessore a sedici bit, 
una scelta chiave. Di solito si fa risalire 
l'inizio dell'era del PC all'ottobre 1981 
quando la macchina cominciò ad esse¬ 
re consegnata, lo però cominciai a la¬ 


vorare su di essa l'anno prima. L'IBM 
venne a trovarmi per la prima volta ai 
primi di agosto del 1980. Scrivemmo 
le specifiche, firmammo i con- 
trat- 





ti. e a dicem¬ 
bre avevamo già 
un primo prototi¬ 
po. Ad aprile fu 
consegnato 
all'IBM, a settem¬ 
bre fu annunciato, 
il dodici settem¬ 
bre 1981, e con¬ 
segnato il quindici 
ottobre. '* 

I PC compatibili 

In seguito la 
Microsoft comin¬ 
ciò a lavorare an¬ 
che con i primi co¬ 
struttori di compu¬ 
ter compatibili (di 
cui solo Compaq è 
ancora sul mercato) per dotare anche 
loro di MS-DOS e dunque allargare la 
base di compatibilità. "Non è chiaro 
quale sarebbe oggi il modello standard 
di computer se non avessimo spinto al¬ 
tri costruttori a costruire macchine 
compatibili”. 

II primo MS-DOS 

In sintesi accadde che solo ad un 
certo punto venne fuori che l'IBM non 
voleva solo il Basic Microsoft, ma an¬ 
che un vero sistema operativo e degli 
applicativi da commercializzare "Ave¬ 
vamo fatto qualcosa a livello di sistemi 
operativi, ma solo sugli otto bit. Per 
soddisfare la richiesta avremmo dovu¬ 
to scrivere più codice di quanto ne 
avevamo scritto dagli inizi della società 
ed in soli otto mesi. Paul conosceva 
una ditta di Seattle che produceva 



hardware ed aveva fatto un DOS per 
l'8086; cosi comprammo questo 86- 
DOS Idetto anche SCP-DOSI e assu¬ 
memmo Tim Patterson che 
ne era l'autore. Tim venne a 
■ lavorare per noi; lui ed altre 
1 tre persone della Microsoft 
fecero l'MS-DOS versione 
! uno, metà del quale consi- 
I steva del lavoro che Tim 
? aveva fatto in precedenza 
I Cosi in effetti l'autore prin- 
I cipale dell'MS-DOS e Tim 
I Patterson, che lavora an- 
I cora con noi ed ha conti- 
I nuato ad occuparsi di MS- 
[ DOS per la maggior parte 
I del tempo" 

Gli standard 

"Non c'è posto 
per tanti standard 
diversi. Il mercato 
dovrebbe crescere 
di cinque volte per 
permettersi di sop¬ 
portarli. Quanto 
dovrebbero essere 
grandi le software 
house per fare 
molteplici versioni 
con relativa docu¬ 
mentazione dei 
propri prodotti? 
Cosa succedereb¬ 
be ad una compa¬ 
gnia che volesse 
spostare un file da 
una macchina ad 
un’altra? La ragio¬ 
ne principale per 
cui ci sono cosi po¬ 
chi standard, anzi 
in pratica ce n'è uno solo, è che ciò ri¬ 
torna utile agli utenti. Se una piattafor¬ 
ma è popolare avrà a disposizione mol¬ 
ti software. I processori Intel sono 
molto potenti e lo saranno sempre di 
più; in un piaio d'anni avremo cinquan¬ 
ta MIPS sulla scrivania. Ora spiegate¬ 
mi perché ci sarebbe bisogno di diver¬ 
sificare: forse perché qualcun altro 
avrà settanta MIPS? E a chi interessa? 
Non abbiamo bisogno di cinquanta MI¬ 
PS per il word processing o gli spread¬ 
sheet o qualsiasi compito di oggi, e 
sessanta non risolverebbero nessun 
nuovo problema. Le applicazioni devo¬ 
no essere portabili e questo richiede 
compatibilità". 

I programmi 

"Prossima tappa la Cappella Sistina 
e poi i Fori." 


14 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









Lit. 149.000 


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W 1 
















































Il futuro 
è in Internet 

di Maurizio Bedina 


Innanzitutto complimenti per la lun¬ 
gimiranza all'amico Marinacci. Una te¬ 
stata di ICT che fa uscire il numero 
200 nel novembre 1999 è sicuramen¬ 
te ben condotta. Non era facile diciot¬ 
to anni fa partire pianificando non solo 
di produrre esattamente duecento nu¬ 
meri prima del duemila, ma anche 
che... probabilmente i professionisti di 
ICT saranno forse maldisposti alla let¬ 
tura durante il mese di dicembre 
1999! 

Scherzi a parte, forse il settore ICT, 
tra tutti i comparti dell'industria, è 
quello in cui la velocità e l'accelerazio¬ 
ne sono sempre stati tali da rendere 
quasi impossibile fare qualsiasi tipo di 
previsione. 

Alcune scommesse sono state vin¬ 
te, da chi ha rischiato. Penso alla 
scommessa di Microsoft sull'interfac¬ 
cia grafica di Windows, o, sempre in 
casa Microsoft, alla scommessa sugli 
applicativi di produttività personale co¬ 
me Office. 

Ma argomenti spinosi nel 1990, ci¬ 
tati sul numero cento di MC (il futuro 
di OS/2, la tecnologia RISC per i mi¬ 
croprocessori) hanno totalmente per¬ 
so di significato. E la maggior parte 
delle aziende inserzioniste di pubbli¬ 
cità sono scomparse nel nulla, altre ne 
sono nate, e cosi via. 

L'insegnamento più grande che sta 
dandoci l'ICT è che saper cambiare 
(adattare i prodotti, il canale, le meto¬ 
dologie, eccetera) non è sufficiente. 
Occorre anche eccellere nella velocità 
con cui i cambiamenti vengono identi¬ 
ficati, analizzati, e se serve implemen¬ 
tati. 

Fortunatamente i clienti - gli utilizza¬ 
tori privati, i professionisti, le piccole 
e grandi aziende - hanno imparato che 
l’ICT è un'industria dalla quale si può 
pretendere di tutto, al limite del mira¬ 
colo. Questo ha spronato i vendor e i 
loro partner a rischiare, investire, crea¬ 
re, commercializzare e supportare or¬ 
mai non più prodotti, ma soluzioni 
sempre più complesse. Da questa 


corsa alle prestazioni nasce un merca¬ 
to che non ha mai smesso di evolver¬ 
si, e che sotto molti aspetti è ancora 
tutto da sviluppare. 

Per l'Italia, basti pensare all'adozio¬ 
ne dell'ICT da parte della piccola e pic¬ 
colissima impresa, per intenderci più 
di tre milioni e mezzo di aziende, 
Stando a dati presentati in SMAU, an¬ 
cora quasi metà delle aziende non ha 
neanche un PC. 

Dicevamo che, ogni tanto, i clienti 
decretano violentemente il successo 
di una tecnologia: tutti gli operatori 
devono cavalcarla, alcuni meglio di al¬ 
tri, Più o meno rapidamente, la tecno¬ 
logia si propaga e quello che fino a po¬ 
chi mesi prima sembrava impensabile 
diventa realtà. 

Invece, mentre - curiosamente - il 
nostro paese ha capitanato la corsa 
europea alla telefonia cellulare, stiamo 
lentamente scivolando sempre più in¬ 
dietro nella graduatoria degli utilizzato- 
ri di Internet. Alle soglie del mercato 
unico europeo, stiamo per entrare in 
uno scenario in cui la spina dorsale 
del sistema-ltalia, le piccole imprese, 
perde velocemente competitività sul 
panorama globale. La concorrenza dei 
paesi più avanzati costerà meno gra¬ 
zie alla disponibilità di Internet a facili¬ 
tare la comunicazione e le transazioni. 
Ma anche quella dei paesi meno avan¬ 
zati si farà sentire, proprio a causa del¬ 
la caduta delle barriere alla comunica¬ 
zione verso i clienti finali. Potremmo 
diventare un paese di e-consumatori 
e-importatori. 

E' evidente che quanto si fa e si di¬ 
ce relativamente a Internet (ai vantag¬ 
gi. ai problemi, alle opportunità) non è 
sufficiente. Le affermazioni di grossi 
personaggi dell'ICT, le iniziative di as¬ 
sociazioni e federazioni, gli spunti da 
parte di alcuni ministeri e della Presi¬ 
denza del Consiglio, e la normale atti¬ 
vità di comunicazione degli operatori 
del settore, non hanno ancora inne¬ 
scato il circolo virtuoso. 

Cosa manca? Cosa deve succede¬ 


re? Come fare per saltare su un auto¬ 
bus che è già in corsa, e che che po¬ 
trebbe addirittura restituire al nostro 
paese un ruolo importante nell’ICT, 
ruolo al quale ormai da tempo appa¬ 
rentemente abbiamo rinunciato? 

La nostra opinione è che tutte le 
parti in causa devono attivarsi e fare 
qualcosa. 

I vendor e i loro partner, mettendo a 
disposizione la propria forza di comu¬ 
nicazione e producendo soluzioni faci¬ 
li, accessibili, flessibili (possibilmente 
manifestando un senso di urgenza co¬ 
mune, come accade per la campagna 
"Soluzioni 2000" che vede coinvolte 
piu di venti aziende italiane fornitrici di 
ICT). Internet non va presentata ai 
clienti come un'entità astratta, biso¬ 
gnosa di tecnologie particolari: Inter¬ 
net esìste, costa poco, e si può rag¬ 
giungere oggi stesso, in poche ore, 
grazie a un PC e a prodotti disponibili 
sul solito canale dei rivenditori. 

II governo e le istituzioni, coordinan¬ 
do le risorse esistenti (iniziando da at¬ 
tività già partite, come ad esempio il 
Forum per la Società dell’Informazio¬ 
ne o il Piano per lo Sviluppo delle Tec¬ 
nologie nella Didattica del Ministero 
della Pubblica Istruzione) e soprattutto 
predisponendo agevolazioni e incenti¬ 
vi per l'uso di Internet, hanno una fun¬ 
zione importante. E purtroppo già qui 
iniziano le dolenti note, visto che que¬ 
sto aspetto è stato trascurato - nono¬ 
stante le promesse - nella Legge Fi¬ 
nanziaria del 2000... 

Infine, le aziende stesse dovrebbero 
dare priorità a Internet rispetto a qual¬ 
siasi altro investimento relativo al pro¬ 
prio business, Può sembrare un'esor¬ 
tazione aggressiva, ma non è cosi. 
Non siamo più ai tempi dell'invenzio¬ 
ne del telefono o dell'automobile, in 
cui attendere qualche anno per adot¬ 
tare le nuove tecnologie non avrebbe 
portato nessuna conseguenza negati¬ 
va. Nell’era deU'informazione, ogni 
giorno, ogni ora, ogni minuto è vitale 
e può fare una grossa differenza. 


16 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



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E siamo a 200 


A molti sembrerà normale, quasi bana¬ 
le, ma per un mensile specializzato non 
è cosa da poco toccare quota 200 nu¬ 
meri. Non sono sicuro che ci sia un'al¬ 
tra rivista italiana di informatica a rag¬ 
giungere questo traguardo: MCmicro- 
computer è ininterrottamente in edicola 
dal settembre del 1981, da 18 anni e, 
appunto, 200 numeri. Senza saltare 
mai... beh una volta sì, ma nel 1982... 

Non è una sviolinata a noi stessi, ma 
solo un modo come un altro di festeg¬ 
giare un grande evento. 

Già, un grande evento che alcuni di voi 
possono capire, altri un po' meno per¬ 
ché magari non ci seguono da tanto 
tempo. Ma noi, quelli di MC, fino a po¬ 
chi mesi fa eravamo una parte della Te- 
chnimedia, e la Technimedia si è, non 
senza fatica, divisa in più parti. Non è 
stato facile, come un gruppo di entusia¬ 
sti convinti, forse un po' esaltati e incu¬ 
ranti di quanto accade intorno, conti- 


di Rino Nicotra 

nuare a lavorare seguendo le nostre 
idee e convinzioni, senza mollare la pre¬ 
sa per raggiungere il nostro obiettivo, 
mentre c’era chi intorno a noi ci dava 
per morti, Ci siamo riusciti, ormai da 
marzo MCmicrocomputer è una rivista 
Pluricom, la nostra... nuova vecchia ca¬ 
sa. Ed MC ha ora tante nuove sorelline: 
non solo Byte Italia, ma anche WoW, 
Check Point, PC imaging, Enigma Ami¬ 
ga Life, Fictionaire. 

Un po' per celebrare questo momento, 
un po' per scherzare e un po' come au¬ 
gurio per il futuro, ecco qui dì seguito 
un racconto di fantasia scaturito dalla 
mente di quello che di noi è certamen¬ 
te il più "schizzato", un personaggio a 
volte strampalato ma solo nell'aspetto, 
e dalle idee acuminate come i dardi av¬ 
velenati di certe tribù del Sud America. 
Comunque un pezzo della nostra storia 
e, come molti di noi, sempre in prima li¬ 
nea a darsi da fare. A proposito, fra i 


molti lasciatemi dare un particolare sa¬ 
luto a quella grande penna del mio ami¬ 
co Professore e all'altro compagno d'ar¬ 
mi... del cui cognome mi sfugge sem¬ 
pre il colore... Ciao Lello, ciao Bruno! 

Quanto leggerete non è esattamente la 
versione originale, abbiamo dovuto ese¬ 
guire un "adattamento" per poter ospi¬ 
tare il racconto su queste pagine... Ci 
siamo anche avvalsi di particolari mar¬ 
chingegni dei servizi segreti per opera¬ 
re una sorta di filtro ideologico affinché 
certi concetti non trasparissero dai fatti 
raccontati... e naturalmente abbiamo 
minacciato il nostro direttore per aver¬ 
ne il benestare. 

Un salto in un futuro fantasioso che sia 
di buon auspicio per chi, come noi, ha 
fatto della propria passione una profes¬ 
sione. Cento di questi giorni., sarebbe¬ 
ro stati troppi, così siamo andati avanti 
solo di cento anni. 

Buon divertimento nel nostro 2099! 


Pluricom 2099 


Jubilee City, 2099. Il sordo rumore 
degli pneumoservi risuona incessante 
per le strade della città religiosa per 
eccellenza La megalopoli cristiana era 
tutta un cantiere per l'imminenza del 
Giubileo, una venticinquennale ricor¬ 
renza in cui onore era stata ribattezza¬ 
ta quella che per oltre tremila anni era 
stata Roma, la forza, fondata dagli 
Etruschi nel 1024 a.C. e non come ri¬ 
tenuto nel XX secolo solo nel 753 (o 
754) a.C.. 

La nuova datazione la rendeva più 
antica di Gerusalemme, con cui aveva 
avviato la federazione religiosa, nell'or- 
mai lontano 2038. Il bug del 2000, a 
lungo temuto, aveva infatti mostrato 
tutti i suoi danni proprio come i più in¬ 
fasti auruspici avevano sentenziato. La 


globalizzazione dell'economia era stata 
spazzata via in sole 21 ore, quelle nelle 
quali s'inscenavano le diverse istanze 
dell'alba del 1/1/00, dal Paese del Sol 
Levante fino alla costa ovest degli Sta¬ 
tes. Ma ciò nulla era stato in confronto 
alla devastazione prodotta dal bug 
dell'anno 2038, allorquando il collasso 
aveva riguardato i vari gusti del siste¬ 
ma operativo Lunix, il più diffuso del 
pianeta (come previsto già dal 1997 
dalla Aidicci, una società di ricerche). 
Nessuno, neanche il suo ideatore la- 
nus, aveva però previsto che il compi¬ 
latore per microprocessori a 64 bit, 
nelle sue ottimizzazioni del tutto auto¬ 
nome, avrebbe ritenuto inutile passare 
a 64 bit la variabile time, facendo cre¬ 
dere all'esterno di averlo fatto. Le con¬ 


seguenze di ciò, del tutto inattese, 
completarono l'opera iniziata 38 anni 
prima. 

Nel nuovo ordine, l'unica industria 
sopravvissuta era quella delle Informa¬ 
tion appliances, composta di oggetti 
poco più grandi del palmo della mano 
che ricevevano messaggi di vario tipo: 
testo, immagini, suoni ed anche video 
in movimento. 

I governi avevano sostituito le tasse 
sulla benzina, ormai inutile, con quelle 
sulle batterie, unico mezzo di tenere 
attivi questi oggetti. Gli stessi governi 
erano stati sostituiti da quattro grandi 
agglomerati: MicroMoll, MicroBarzott. 
MicroHard e MicroUnbelievable, fami¬ 
liarmente detta Unbie. Le comunica¬ 
zioni planetarie erano garantite dalla 


18 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




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Medioevo, con in più questi 
palmari che svolgevano il ruolo 
di giornali, TV, radio, Internet. 

Erano, insomma, l'unica forma 
d'intrattenimento. Ma tutta 
l'informazione andava in una 
sola direzione, dal produttore al 
consumatore. Le attività ma¬ 
nuali della giornata erano inter¬ 
rotte da improvvise trasmissio¬ 
ni, ricevute da pochi fortunati 
possessori delle diavolerie elet¬ 
troniche, che li mettevano a di¬ 
sposizione di tutti gli individui 
circostanti. Nuovi capannelli si 
formavano in continuazione, 
con masse umane vaganti co¬ 
me l'aria nell'acqua che bolle, 
alla ricerca d'una migliore rice¬ 
zione. Questo tipo d'informa¬ 
zione era equivalente all'oppio 
del lontano Oriente e alle foglie 
di coca del sud America 
A trasmettere queste infor¬ 
mazioni erano rimasti in pochi. 

Pazzi, già instradati dai loro ge¬ 
nitori ad una vita senza luce e 
senza denaro, ricchi solo 
dell'amore per i loro ascoltatori, 
che una volta erano lettori, Rhi- 
nus, o' professore, Adeps era¬ 
no i gestori della PluriWhat, una info- 
broadcast pirata che ammoniva chi si 
collegasse sugli effetti di cattivi usi dei 
palmari e delle voci che altre sirene ir¬ 
radiavano sulle stesse onde, spaccian¬ 
dole per informazione 
O' professore 
ed Adeps discute¬ 
vano animatamen¬ 
te, come di con¬ 
sueto, in qualche 
modo facilitati da 
un dialetto-ponte 
che avevano in¬ 
ventato per non 
farsi capire dagli 
altri. Tradotto 
nell'italiese di Ju- 
bilee City, il loro 
scambio sarebbe 
stato più o meno 
come quello che 
segue. "Ancora 
una volta la situa¬ 
zione non quaglia. 

Nonostante le mie 
raffinate strategie 


e il tuo sano pragmatismo, qui la pape¬ 
ra non galleggia, e i nuovi grandi non ci 
riconoscono come unica voce nella 
tempesta". "Ah. quindi i rapporti sin¬ 
tetici da duemila pagine che produci di 
continuo sarebbero raffinate strate¬ 
gie?” "Beh, se la metti cosi sappi che 


il tuo pragmatismo in realtà 
equivale al menefreghismo più 
totale", 

"Non litighiamo. Hai contatta¬ 
to Die Quelle?" "Ma chi, sen- 
tentiator ? Quando parla o s'in- 
bestialisce o dice cose stile av¬ 
vocato, ovvero precise e circo¬ 
stanziate ma che non servono 
ad un accipicchia. No, li consi¬ 
glio non se ne trova certo." 

"Insomma, esiste qualcuno 
che possa usarci al meglio, op¬ 
pure che lo dobbiamo inventa¬ 
re?" 

Per interrompere la conversa¬ 
zione che, va ricordato, è in¬ 
comprensibile agli altri, si fa 
avanti un losco figuro. "Secon¬ 
do me dovremmo organizzare 
dei veri e propri corsi di soprav¬ 
vivenza". disse Twentyfive, 
"magari per mare, verso la Sar¬ 
degna. lo...". "Ma che vuoi sar- 
degnare, che l'ultima volta i tuoi 
clienti sono stati divorati dagli 
squali e tutti se lo ricordano an¬ 
corai", lo blocca Rhinus. "Piut¬ 
tosto, seppia del cavolo, è pron¬ 
to questo notiziario delle 11 ?" 
"Certo, capo.,.", risponde senza 
entusiasmo una voce nell'om¬ 
bra. E' quella di Totano, un cor¬ 
pulento oriundo dalla barba pe¬ 
rennemente incolta, a suo tem¬ 
po corrotto dalla ganga della 
PluriWhat e portato in uno sga¬ 
buzzino a produrre presinfo. una droga 
leggera che lui spesso tagliava anche 
male. "Per averle ho torturato Descent 
fino all'alba: il maledetto ha una bella 
resistenza, ma alla fine ha digitato, lo 
poi, se non lo sapeste sono il più esper¬ 
to nell..." "SI, lo 
sappiamo, nella 
vellicazione dei 
manovellismi, e 
anche nel parlare 
per 24 anni conse¬ 
cutivi senza respi¬ 
rare. Ma questo 
notiziario è pronto 
o no?" "Beh, 
aspettavo che lo ri¬ 
leggesse... ma 
dov'è?" 

Totano si riferi¬ 
va a Diddio-sen- 
sei, ormai unico 
erede della tradi¬ 
zione degli antichi 
samurai. Egli era 
al lavoro, un lavo¬ 
ro oscuro. Da de- 



20 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 












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le seppuku, erro- 
nemente cono¬ 
sciuto come ha¬ 
rakiri. avrebbe puri¬ 
ficato la sua anima 
peccatrice. 

"San, ni, ichi, ze¬ 
ro!": il magico fra¬ 
sario, ereditato 
dall'antica sapien¬ 
za orientale, aveva 
accompagnato le 
ultime azioni pre¬ 
paratorie del no¬ 
stro. Senza fumo, 
senza rumore, 
senza trucco e 
senza inganno, un 
ignavo ed inutile 
essere umano, co¬ 
me tanti ce n'era- 
no, stava per as¬ 
surgere ad una 
nuova forma di vi¬ 
ta. La prima fase era quella della scan¬ 
sione con luce verde, necessaria al 
corretto allineamento delle molecole 
degli acidi desossiribonucleici, ed an¬ 
che peggio. Ma tutto andava come 
previsto. Subito dopo si aveva la rea¬ 
zione: uno strano intreccio di cupe luci 
scuoteva il corpo dell'eletto, del quale 
nessuno avrebbe sentito la mancanza. 
Al termine della fase 2 l’incubatrice si 
richiudeva automaticamente sul corpo 
ancora convulso, permettendone il len¬ 
to soffocamento con materiale pia¬ 
smatico. Pochi minuti dopo una scos¬ 
sa elettrica ridonava vita al nuovo cor¬ 
po completamente modificato, este¬ 


cenni si occupava di questo progetto, 
in segreto sia perché non si sapesse 
che perché si riteneva l'unico in grado. 
Antiche pratiche iperboree, unite alla 
genetica del XX secolo, gli avevano 
suggerito un'idea incredibile: il proget¬ 
to Genesi, l’intelligenza dall'assenza 
d’intelligenza. In pratica un essere vi¬ 
vente, animale o umano, comunque 
dotato d'intelligenza scarsa o meglio 
nulla, poteva essere riprogrammato, 
agendo sul DNA e mettendolo ad incu¬ 
bare in una speciale culla nella quale 
recuperare il tempo malamente perdu¬ 
to. Anche Diddio sapeva che il proble¬ 
ma della PluriWhat era l'assenza d'un 
capo, come una volta invece era nelle 
aziende del secolo 
precedente, e non 
era più. I principi fi¬ 
losofici del Sensei, 
derivanti diretta- 
mente dagli inse¬ 
gnamenti della di¬ 
vina Amaterasu, lo 
avevano convinto 
di essere il tramite 
per il concepimen¬ 
to, stante anche il 
nome che -non a 
caso- egli portava, 
modestamente. 

Davanti a sé aveva 
due categorie di 
oggetti: a sinistra 
le apparecchiature 
destinate all'espe¬ 
rimento; a destra 
la tradizionale kata- 
na. In caso di falli¬ 
mento solo il ritua¬ 


riormente e cerebralmente Le mani di 
Diddio-sensei presero meccanicamen¬ 
te la katana. 

All’apertura dell'Incubatrice il futuro 
leader della PluriWhat era li Un metro 
e poco più, glabro ovunque, ignudo, 
sguardo perso nel vuoto, una vera schi¬ 
fezza. Prima di lasciare la katana, il sen¬ 
sei attese le prime parole, sicuramente 
da leader. "Ferrari, Schumacher, no Ir¬ 
vine, no Hakkinen". Per la prima volta 
un fremito di disappunto tradi le emo¬ 
zioni di Diddio. Il pugno serrò la katana. 
"si, no, ma, però, benché, checché, 
imperocché, perdincibacco, quisquilie, 
pinzellacchere... uno che! ’’ 

La situazione era chiara: l'esperi¬ 
mento era fallito. Al vaniloquio del pre¬ 
sunto leader non restava da opporre 
che il seppuku dei veri samurai. Pun¬ 
tando la lama al ventre, Diddio-sensei 
pronunciava le sole parole che -tra¬ 
mandate dall'antica saggezza- avreb¬ 
bero permesso il suo ingresso nella 
Ginza, il regno dei cieli: "Nyussu wa 
omoshirokunai desu..." 

Improvvisamente, a questi suoni, il 
glabro sembra risvegliarsi, e chiede "E 
cche vvor di'?" 

Meccanicamente, il sensei risponde: 
"Non ci sono notizie interessanti", e 
preme la lama sul ventre, incidendolo 
in profondità. La morte è ormai sicura. 

"Accipicchia, come sarebbe? E Rhi- 
nus dov'è? E Adeps? So che non è 
colpa vostra, ma se lo fosse non lo sa¬ 
rebbe, e comunque non è miaaa. ma 
insomma Totano che lo paghiamo a fa- 
reee!" Gioia e tripudio, il capo era tor¬ 
nato, benché il sensei non potesse 
udirlo. Il suo sacrificio non era stato 
vano, e la Ginza lo aspettava. Se l'era 
meritata. 

Click. 

"Te l’avevo detto che non sanno de¬ 
cidere da soli", dice BarbaBrown a 
BarbaCopper. "Tutti gli esseri co¬ 
scienti, che siano reali, virtuali o simu¬ 
lati, finiscono per demandare le deci¬ 
sioni a divinità che loro stessi genera¬ 
no, siano esse singole o cosmiche" 

"Eppure i parametri della simulazio¬ 
ne erano corretti. Vabbe', per Intelli- 
giochi devo trovare un'altra cosa..." 

Click. 

Leo Sorge 


Le illustrazioni di questo scherzo sono 
della Manze1120991 e della Sony Pictu- 
res (Il tredicesimo piano). I disegni so¬ 
no di Franco Paiamaro. 

MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





o 

u 


Voglio il Modem di Elsa. 



Come perchè? 


A me piace che le cose fun¬ 
zionino bene, per questo 
voglio il modem 56K di Elsa. 
Perché so che Elsa è un'azienda tedesca 
seria che dà molta importanza alla qualità 
dei suoi prodotti e alla loro affidabilità nel 


tempo. E poi lo voglio anche perché ha un 
bel design e perché so che con Elsa spendo 
il giusto per un prodotto che vale davvero. 
Non ho dubbi, 
voglio Elsa. 

Capito perché? 


IEL5FÌ1 




www.elsa.com e-mail: medregion@elsa.com 







E-mail 
SENZA PACE 


Caro De Masi, 

mi perdoni se la importuno forse con 
una cosa senza grande importanza o in¬ 
teresse Non sono un utente Internet 
molto smaliziato e sono rimasto vittima, 
più o meno inconsapevole, dello spam¬ 
ming. Oggi ricevo venti o trenta messag¬ 
gi al giorno, ma buona parte sono pubbli¬ 
cità, mailing lisi cui mi sono abbonato per 
curiosità e da cui non riesco più a cancel¬ 
larmi, illustri sconosciuti che desiderano 
vendermi materiali di tutti i tipi, o inse¬ 
gnarmi come fare milioni senza muovere 
un dit o Si figuri che avevo u n recapito di 
e-mail [sT7 &yahoomaii.corrH ma l'ho ab¬ 
bandonato perche si riempiva pratica¬ 
mente ogni giorno di robaccia Oltre tutto 
eliminarla era faccenda molto lenta, visto 
che occorreva aspettare il refresh dello 
schermo per ogni dieci messaggi. In- 
somma. non so più che fare. Può darmi 
qualche consiglio utile? A sempre mag¬ 
gior onore e lustro di Atripalda e dei suoi 
concittadini. 

Aristide Farad 


C ome ebbi una volta a commentare in 
un articolo dedicato appunto all'e- 
mail, non si può gridare ai quattro venti il 
proprio indirizzo senza ritrovarsi la casella 
della posta, sotto casa, piena di pubbli¬ 
cità e volantini, oltre che di messaggi del¬ 
le varie catene, alimentari e di Sant'Anto¬ 
nio. 

Comunque, ormai il guaio è fatto e oc¬ 
corre metterci rimedio Per le mailmg list 
non dovrebbero esserci eccessivi proble¬ 
mi, visto che quasi sempre i messaggi ri¬ 
portano, alla fine, le istruzioni per la can¬ 


cellazione dalle liste stesse. Se questo 
non fosse, è quasi sempre sufficiente 
collegarsi al sito della list per trovare 
qualche form in linea che serva alla biso¬ 
gna, Le ricordo, infine, che molte m-list 
offrono un servizio settimanale di ''dige¬ 
st". riassunto delle notizie principali con 
l'URL dove recuperare il "pezzo" com¬ 
pleto. Può essere, questo, un giusto 
compromesso tra il desiderio di essere 
aggiornato e l'inutilità del bombardamen¬ 
to giornaliero. 

Ciononostante, per quanto uno cerchi 
di rimanere anonimo quanto più possibi¬ 
le, verrà il giorno in cui ci ritroveremo con 
un messaggio non richiesto nella nostra 
casella. Ci hanno trovato, e, in barba 
all'assoluta libertà che governa Internet, 
dobbiamo fare di tutto per tornare al 
buio, e difendere la nostra privacy. 

Niente paura, gli spammer non sono 
onnipotenti, anzi basta sovente qualche 
piccola precauzione per renderli inoffen¬ 
sivi, La prima cosa da fare è cercare di 
bloccare lo spam al momento deH'arrivo 
all'ISP. vale a dire anche pnma che arrivi 
alla nostra casella di posta Controllare se 
il nostro provider già offre un filtro di 
spam. Alcuni grossi fornitori, in proposi¬ 
to, permettono di personalizzare filtri in 
modo specifico e relativo alle preferenze 
dell'utente.Se questo servizio non viene 
fornito, recuperi da WWW un filtro anti- 
spamming (ce ne so no diversi su 
http://www.tucows.c0ml e lo personaliz¬ 
zi con efficacia Ancora meglio, ma si 
tratta di un'opzione a pagamento, ci si 
può iscrivere a un servizio antispamming 
in linea ImagiNet (http://www.imaginet 
com), ad esempio, offre un servizio del 
genere molto efficiente, al prezzo di 
5.95$ per l'iscrizione e con un canone 
mensile di 4.95$. Questi servizi funziona¬ 
no facendo passare tutta la posta in arri¬ 
vo attraverso un loro server, che la filtra 
e poi la passa alla nostra casella 

Gli spammer usano a piene mani i bul- 
letm board e i message board per recu¬ 
perare indirizzi. In genere vengono utiliz¬ 


zati programmi specializzati (i cosiddetti 
harvester - mietitori) che analizzano la 
messaggistica che circola in queste aree, 
riconoscendo e recuperando indirizzi (in 
altre parole recuperano qualunque strin¬ 
ga contenente il carattere verosi¬ 
milmente rappresentante un indirizzo di 
posta) Per evitare che il nostro indirizzo 
venga "catturato", occorre mascherarlo 
agli occhi dei mietitori cambiandone i 
connotati, pur lasciandolo riconoscibile 
agli indirizzatari del post Cosi rdm@pluri- 
com.it potrà divenire rdmantispam@pluri- 
comasenzaa.it o qualcosa di simile, in 
modo da rendere il nostro indirizzo senza 
utilità pratica, ma interpretabile senza dif¬ 
ficoltà dal nostro interlocutore. 

Non è finita 1 Vogliamo sapere da dove 
arrivano questi inaspettati ospiti? Le 
informazioni presenti nella testata del 
messaggio (eventualmente ampliata con 
l'apposito comando del suo Client di e- 
mail) mostrano diligentemente tutte le 
tappe che la missiva ha toccato per giun¬ 
gere a noi Purtroppo quasi mai quel che 
nell'header è scritto é interpretabile facil¬ 
mente; in linea di massima II lungo mes¬ 
saggio rappresentate il viaggio mostra, 
all'inizio, il momento dell'arrivo alla mo¬ 
stra mailbox e, in coda, il punto di parten¬ 
za.Se vuole procedere a una decifrazione 
più accurata, scarichi un'utility ad hoc, 
come Sam Spade (http;//www.samspa- 
de.com ), che aggiunge un commento 
esplicativo a tutte le sezioni significative 
della testata 

Stia molto attento ai messaggi redatti 
in HTML. Le indico, in poche parole, co¬ 
me possono essere pericolosi, in ottica 
di spam Premettiamo che non bisogna 
MAI rispondere a una lettera sconosciu¬ 
ta, anche se questa invita con messaggi 
del tipo: "Se desiderate essere esclusi 
da questa lista, inviate un messaggio 
..." E' proprio quello che gli spammer 
desiderano per verificare se un indirizzo 
di e-mail è valido. Ormai tutti conosco¬ 
no questo trucco e solo qualche sprovve¬ 
duto si sogna di rispondere Ma gli spam¬ 
mer sono una razza insonne e combatti¬ 
va. Molti messaggi non sollecitati, inviati 
in formato HTML, contengono, anche se 
sembrano incorporare solo testo, una 
piccola immagine, abitualmente solo un 
pixel. Quando si legge il messaggio e si 
è m linea, il nostro Client di posta, attra¬ 
verso un comando HTML contenuto nel 
messaggio, invia al server di partenza la 
richiesta di scaricare l'immagine, portan¬ 
dosi appresso la conferma che qualcuno 
ha aperto il messaggio e che quindi l'indi¬ 
rizzo di posta è attivo e valido. Per supe¬ 
rare questo problema, istruire il Client di 
posta di non mostrare automaticamente 
i'HTML, oppure leggere la posta solo 

Continua a pag 26 


Scrivete a MCmicrocomputer! 

Per scriverci avete a disposizione sia la posta tradizionale (Viale Ettore France- 
schini 73. 00155 Romai. sia il fax della redazione (0643219302). sia l’e-mail, all'in¬ 
dirizzo hnc oostawiiiu ricorri Tri Ogni giorno i messaggi vengono girati alle persone di 
competenza, per cui vi consigliamo di indirizzarvi alla casella della redazione piutto¬ 
sto che a quella dei singoli redattori E' piu semplice per voi e. anche se sembra 
strano, per noi... E' difficile che riusciamo a fornire risposte private (quindi non in¬ 
viate francobolli o buste affrancate); per le e-mail qualche volta succede Voi prova¬ 
te, basta che non vi offendiate se non vi rispondiamo. Vi assicuriamo comunque 
che leggiamo tutta la corrispondenza e teniamo nella massima considerazione ciò 
che ci viene segnalato. 


24 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 












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***** 


Segue da pag 24 

quando si è off-line. 

Altre tecniche per bloccare lo spam so¬ 
no abbastanza note; creare filtri che cesti¬ 
nano direttamente i messaggi con certe 
caratteristiche, stabilire un limite massi¬ 
mo di grandezza dei messaggi da scarica¬ 
re, insomma, cercare di prevenire ogni 
mossa dell'awersario. E, per buona misu¬ 
ra, adottare un programma specifico di 
antispammmg. Ce ne sono tantissimi, in 
giro, e una visitina ai più noti siti di sha¬ 
reware ci potrà rifornire del meglio in cir¬ 
colazione (BrigthMail, High Mountain 
Software Spameater Pro, Novasoft 
SpamKiller, Spamstop, Autodelete Spam 
sono solo alcuni dei nomi). Infine esisto¬ 
no alcuni siti che, organizzati per combat¬ 
tere lo spamming, possono mettere a di¬ 
sposizione numerose risorse e un bolletti¬ 
no sempre aggiornato di indirizzi sospetti. 

Raffaello De Masi 


None 

UN CONTROSENSO? 


Mi riferisco alla prova del PC di Infowa- 
re sul numero di settembre di MC. 

Nonostante l'autore Pierfrancesco Fra- 
volini dica che non è un controsenso ave¬ 
re G400, SB Live e Kit DVD Encore insie¬ 
me secondo me lo è. 

La G400 ha iout per TV e la SB Live ha 
Tout digitale a cui collegare un sistema ti¬ 
po Desktop Theatre della stessa Creati¬ 
ve. 

Ciò detto la scheda DXR3 è perfetta¬ 
mente inutile, basta installare un sempli¬ 
ce lettore DVD, magari meglio di quello 
Creative . 

La scheda DXR3 sarebbe stata neces¬ 
saria in caso di: 

alAssenza di una scheda video che ga¬ 
rantisse la decompressione Inel caso di 
cui al punto b); 

blProcessore non velocissimo; 

c/Assenza di uscita TV. 

Mi sembra che l'abbinamento G400 
32Mb DH+SB Live+PIII 500 sia più che 
sufficente 

Basta collegare Tout digitale del lettore 
DVD all'apposito ingresso della SB Live 
ed il gioco è fatto, al resto pensa la fanta¬ 
stica G400. 

Il PC così esageratamente pompato mi 
fa venire in mente i coatti che "abbelli¬ 
scono" le Golf GTI con delle pacchianate 
assurde.Non servono a niente, visto che 
la macchina va forte lo stesso, ma fanno 
tanta scena . 

Credo che le prove Hw vadano fatte 
con un pò più di imparzialità, visto anche 
che le volte Ipoche in verità) che vengo 


in possesso di una copia di 
MC ci trovo la prova di un PC Infoware 
e di un portatile Énface. 

Cordiali saluti e buon lavoro. 

Stefano Cenciarelli 


A pprofitto della sua lettera per fare al¬ 
cune precisazioni riguardo all'utilizzo 
dei lettori DVD-ROM con i film su DVD. 

L'uscita audio digitale presente sulla 
maggior parte dei lettori DVD-ROM non 
è utilizzabile come uscita per il Dolby Di¬ 
gital AC-3. Infatti su tali PIN troviamo so¬ 
lamente il segnale stereo 44.1 kHz, 16 
bit presente nei brani dei 
CD audio, mentre non é presente lo 
stream digitale AC-3, e nemmeno il DTS 
e neanche l'M-PEG. Questo perchè, al 
contrario dei lettori DVD da impianto hi-fi, 
i lettori DVD-ROM da computer, non 
hanno al loro interno l'elettronica predi¬ 
sposta ad estrarre i segnali audio dai file 
codificati MPEG-2 (che, ricordo, incorpo¬ 
rano sia l'audio che il video) Non è possi¬ 
bile quindi collegare tale uscita all'ingres¬ 
so di un decoder AC-3 esterno. 

Per ricavare lo stream AC-3 dal segna¬ 
le MPEG-2 è necessario avere o una 
scheda aggiuntiva, come la DXR3 instal¬ 
lata sul computer della prova, oppure ap¬ 
positi programmi come Powe r DVD 
|nttp://www.cyberlink.com.tw/engt ish/Pro 
ducts/PowerUVU.htm che estrae lo 
stream AC-3 e lo invia alla soundblaster 
live che a sua volta lo ripresenta sulla sua 
uscita digitale. Tale programma (con que¬ 
sta nuova funzione) è stato però presen¬ 
tato recentemente e non era ancora di¬ 
sponibile quando è stato scritto l'articolo. 

Pierfrancesco Fravolini 


Alia larga 
dal Diavolo! 


Caro De Masi, 

leggo sempre con grande piacere i 
suoi artìcoli e le risposte alle lettere dei 
lettori che, ogni tanto, compaiono in MC. 
Dopo tutto quello che ci ha raccontato 
sui virus, ci ha dato motivo per trascorre¬ 
re notti insonni. Ma la mia domanda, 
molto breve e diretta, è questa: "Secon¬ 
do lei, qual è il virus più pericoloso finora 
realizzato?" 

Saluti ad Atripalda, come dice lei "per¬ 
la del Mediterraneo"; povero me, che vi¬ 
vo in Trentino, sempre come dice lei, al 
freddo ,e al geloI Ma si sopravvive lo 
stesso. 

Ruggero Sals 


N agarov, eminente balistico russo, so¬ 
steneva che "più che ammazzarlo, 
un nemico, non si può". Questo portò, 
dopo la seconda guerra mondiale, alla 
realizzazione e alla successiva adozione, 
da parte degli eserciti, di cartucce sem¬ 
pre più piccole, quindi meno costose e 
più leggere. Cosi ì russi, oggi, adottano il 
7,62 Kurz, ereditato dalla cartuccia dello 
Sturmgewhere tedesco, e gli americani il 
.223 Remington, che stanno alle cartuc¬ 
ce precedenti (8 Mauser e .308 Winche¬ 
ster, per non parlare del 30.06 Spring¬ 
field) come Davide sta a Golia. 

Quindi, per ammazzare la nostra mac¬ 
china non c'è mica bisogno di un CIH o 
un Happy99, basta un'infezioncina da 
niente che se trascurata può avere effetti 
disastrosi. Perciò niente giustifica sciatte¬ 
ria e pigrizia nell'usare e nell’aggiornare il 
nostro pacchetto antivirus, inutile piange¬ 
re poi, a latte versato! 

Comunque, se proprio mi chiede di no¬ 
minare un virus tristemente famoso per 
la sua aggressività, mi sento di indicare, 
tra i primi, Satanbug. Si tratta di uno dei 
virus più infestanti mai visti, peraltro, al¬ 
meno all'Inizio, non facile da individuare. 

Satanbug, conosciuto anche nelle va¬ 
rianti S-bug, Backmodem e ancora Na- 
tas4744 ha in sé tutte le caratteristiche 
del virus killer a tutti i costi. E' un poli¬ 
morfico autoencriptante, multipartito e 
residente in memoria. Una volta caricato 
in memoria , infetta ogni dischetto inseri¬ 
to nel computer, ma si insedia anche sui 
file con suffisso .EXE e ,COM. E' classifi¬ 
cato in letteratura come "fast mfector", 
vale a dire che non segue particolari re¬ 
gole per infettare un file, ma attacca qua¬ 
lunque cosa con cui viene a contatto o 
che passa attraverso la memoria del 
computer. Le conseguenze di questo 
comportamento possono essere gravi, 
visto che , per esempio, in caso di esecu¬ 
zione di un backup, praticamente ogni fi¬ 
le, originario e della copia, sarà infettato 
Sebbene non sia particolarmente di¬ 
struttivo nei confronti dei file che colpi¬ 
sce, contiene all'interno una trappola che 
scatta casualmente con rapporto di fre¬ 
quenza 1/512, nel qual caso il disco rigido 
viene formattato. Onore al merito di chi 
l'ha costruito, il processo di formattazio¬ 
ne del disco scatta anche se si tenta di 
lanciare un debugger residente in memo¬ 
ria per cercare di analizzarne la struttura 
Vera "superstar" dei virus, Satanbug è 
ancora in campo dopo alcuni anni dalla 
sua comparsa, e il numero delle infezioni 
rilevate non accenna a diminuire. Fortu¬ 
natamente è ben noto e può essere indi¬ 
viduato e distrutto da tutti i pacchetti anti¬ 
virus commerciali, anche quelli freeware. 
E dopo queste notizie, tutti a lavarci le 
mani! 

Raffaello De Masi 

ME 


26 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 











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"Computer vicini e lontani..." 

Lo storico saluto che Nunzio Filogamo, pioniere della comunicazione, rivolgeva al proprio pubblico agli albori 
della radio e della televisione, adattato all'occasione, mi viene in aiuto per rendere l'idea di quanto 
mi ha maggiormente colpito alla ultima edizione della più importante fiera di informatica italiana: 
non solo nuovi prodotti hardware e soluzioni software ma, finalmente, un diffuso orientamento a dare al computer 
una collocazione meno generica, più specializzata anche nell'utilizzo consumer e, parallelamente, 

fortemente diretta alla comunicazione globale. 


di Rino Nicotra 



to a SMAU ’99 è proprio 
quella di vedere una sorta di 
volontà generale di avvicinar¬ 
si alla gente comune, tentan¬ 
do di coinvolgerla sempre di 
piu nell'evoluzione tecnologi¬ 
ca. 


C omputer vicini e lontani 
perché siamo sempre 
più attorniati da oggetti ge¬ 
stiti da microprocessori 
(DVD player, ricevitori satel¬ 
litari, telefomni. elettrodo¬ 
mestici intelligenti, console 
per giochi, black-box per na¬ 
vigare in Internet utilizzando 
la TV, ecc.) e, contempora¬ 
neamente, siamo in grado 
di interrogare banche dati 
lontane migliaia di chilome¬ 
tri, scambiare messaggi o fi¬ 
le e dialogare on line con 
chiunque in qualsiasi parte 
del mondo, consultare ser¬ 
ver ricchi di informazioni di 
qualsiasi genere, partecipa¬ 
re a congressi internazionali 
dove tutti i presenti sono 
comodamente seduti nel 
proprio ufficio collegati in vi- 
deoconferenza. 

Tutto ciò, per quanto 
possa risultare or¬ 
mai banale 
agli 


addetti ai lavori, non lo è 
affatto per la gente co¬ 
mune che, pur cono¬ 
scendo l'esistenza 
di tali utilizzi tecno¬ 
logici, li considera 
come "cose per 
altri", non ren¬ 
dendosi conto 
di come spesso 
tali tecnologie 
facciano parte 
delle nostre 
azioni quotidia¬ 
ne. 

La grande no¬ 
vità che ho col- 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 










ca si comincia a pensare a tutto cam¬ 
po, proponendo oggetti destinati ad un 
uso specifico per ogni occasione 
■■ (o quasi), lasciando il PC tuttofa¬ 
re all'appassionato smanettone 
che nel computer non vede solo 
il mezzo che gli consente di rag¬ 
giungere certi obiettivi, ma rap¬ 
presenta spesso l'obiettivo prin¬ 
cipale del suo passatempo prefe¬ 
rito Quindi non piu un'informati¬ 
ca per gli informatici ma una tec¬ 
nologia il più trasparente possibi¬ 
le, mascherata da oggetto di uso 
quotidiano, 

Ma allo SMAU qualcosa di nuo¬ 
vo si è vissuto davvero, e al di là 
dei nuovi telefonim, della minia¬ 
turizzazione esasperata di tutto 
ciò che è possibile rendere piu 
piccolo e leggero, dei masteriz- 
zatori USB, dei cabinet e acces¬ 
sori colorati, la vera novità è sta¬ 
ta la gran voglia di saperne di piu 
sulla comunicazione globale In¬ 
ternet e tutte le possibilità future 
della rete sono state di certo gli 
argomenti di maggiore interesse 
per tutti i visitatori. 

La possibilità di restare in contatto 
con chiunque e ovunque ci si trovi è si¬ 
curamente un argomento molto affa¬ 
scinante; se poi a questo aggiungiamo 
la possibilità di scambiarci immagini, 
testi, applicativi e quant'altro, utilizzan¬ 
do un piccolo oggetto che possiamo 
tenere comodamente in tasca, abbia¬ 
mo la sensazione di essere immersi 
nel futuro, in quel futuro: che fino a po¬ 
co tempo fa ci era consentito di vede¬ 
re solo nei film di fantascienza e che 
oggi, finalmente e senza più intimorire, 
inizia a far parte della nostra realtà 


Anche se, a tratti, girando per corridoi 
e stand non ho potuto fare a meno di 
ascoltare le lamentele di alcuni esposi¬ 
tori e visitatori cogliendo frasi del tipo - 
Lo SMAU non è più quello di una volta 
- oppure - non è più un appuntamento 
per gli operatori, ormai entrano tutti -. 

E - vero, lo SMAU non è più quello di 
una volta, non è più la manifesta¬ 
zione dedicata agli operatori del 
mondo informatico. D'altra parte 
neanche l'informatica è più quella 
di una volta e tanto meno è solo 
per gli operatori, Il mercato è 
cambiato, il mondo è cambiato, 
l'informatica è diventata un pro¬ 
dotto consumer e come tale, per 
vivere, ha la necessità di rispetta¬ 
re certi numeri, numeri che si 
possono fare solo coinvolgendo il 
più possibile la gente, i consuma¬ 
tori, coloro che fruiranno in massa 
delle nuove tecnologie. Anche a 
costo di pagare qualche scotto 
sotto forma di difetto organizzati¬ 
vo che si traduce in disagi per II 
visitatore e scarsa tranquillità per 
gli operatori. 


A differenza di quanto solita¬ 
mente ci si aspetta da un grande 
appuntamento fieristico, non ci sono 
state novità eclatanti a 
livello di prodotti pre- 
sentati. E' vero, le 

i i 

jWj 

ma 

non si sapesse 
già qualcosa. 

Sarà la potenza di In¬ 
ternet e la facilità 
con cui ormai circo¬ 
lano le informazioni, 
ma dagli spazi espositivi 
arrivavano solo conferme 


PC ultrapotente capace di fare tutto, ri¬ 
volgevano l'attenzione su prodotti de¬ 
dicati, soluzioni pensate per utilizzare 
tutta la potenza disponibile per fare po¬ 
che cose mirate e con la massima affi¬ 
dabilità. Anche queste non sono certo 
novità, basti pensare al successo 
delle console da gioco 
(Playstation, Dream- 
cast, ecc.) o all'ultima 
generazione di PDA 
(Personal Data Assi¬ 
stami. 

La cosa nuova è che 
finalmente in questa otti- 


I prodotti 


di cose già più o meno 
conosciute. 

Un aspetto interes¬ 
sante della fiera è stata 
la significativa presenza o——— 
di proposte che, a diffe¬ 
renza di quanto accadeva fino a poco 
tempo fa, anziché lanciare l'idea del 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


29 


























PROCESSORI 


di Andrea Monlesi 


AMD spinge ancora sull'acceleratore: 
il nuovo ATHLON vola a 700 


La società californiana non sembra 
proprio intenzionata a perdere 
tempo e presenta subito una 
versione del suo più recente 
microprocessore con la fre¬ 
quenza di clock di 700 MHz. Il 
K7 stabilisce cosi il nuovo 
record di velocità nella famiglia 
degli x86. 


Dopo anni passati a rincorrere la gran¬ 
de rivale Intel in termini di velocità e 
potenza di calcolo dei microprocessori, 
riuscendo infine in un'impresa che in 
tempi non lontani sarebbe sembrata 
improponibile, la AMD sembra oggi fer¬ 
mamente decisa ad approfittare della 
posizione di testa appena conquistata 
grazie al lancio sul mercato della sua 
nuova punta di diamante, il K7 "Athlon". 
Come un ciclista in fuga, l'azienda di 
Sunnyvale vuole infatti approfittare del 
momento di stasi in casa Pentium e 
tentare l'allungo sulla concorrenza, in 



ritardo questa 
volta sul lancio del 
futuro diretto rivale dell'Athlon 
(il "Willamette"), annunciando a meno di 
un mese dalla presentazione italiana 
della nuova CPU la disponibilità di una 
nuova versione da 700 MHz. 

L'ultimo nato nella famiglia K7, già 
battezzata dal chairman e CEO di AMD 
W.J. Sanders III come la "settima gene¬ 
razione" nel campo dei processori, si 
propone quindi oggi come il prodotto 
più performante per sistemi di fascia 
alta, workstation e server; questo gra¬ 
zie alle eccezionali capacità di calcolo, 
tanto in virgola mobile quanto su interi, 
ed alle alte prestazioni sulla grafica 3D 
che caratterizzano tutta la serie Athlon 


e che al banco di prova dei ben- 
chmark si sono dimostrate 
superiori a quelle di altri siste¬ 
mi con pari frequenze di 
clock. Non solo velocità, 
quindi, ma un'architettura 
superscalare e super-pipeli- 
ne del tutto nuova che può 
inoltre contare su 128 KB di 
cache già a livello 1 ed un bus di siste¬ 
ma da 200 MHz. AMD ha già sviluppa¬ 
to un nuovo chipset per la famiglia 
Athlon, l'AMD-750, ma tutti i protagoni¬ 
sti del mercato hardware si sono 
immediatamente fatti avanti con pro¬ 
dotti appositamente ideati per la nuova 
CPU: Asus e Microstar per le schede 
madri, VIA e SiS per i chipset, Award e 
Phoenix per il BIOS, tanto per fare alcu¬ 
ni nomi. Senza contare i driver per 
schede grafiche in versione ottimizzata 
per Athlon già rilasciati da tutti i princi¬ 
pali produttori. Il prezzo indicativo per il 
nuovo processore è di 849 dollari. 

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NETWORKING 


di Andrea Mortesi 


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Le proposte BreezeCOM per il Networking Wireless 



L'azienda israeliana estende il suo 
campo d'azione, passando dalle sole tec¬ 
nologie per LAN wireless ai dispositivi per 
IP-BWLL (IP Broadband Wireless Locai 
Loop), destinati al mercato dei Carrier e 
degli Internet Service Provider per offerte 
di accesso Internet ad alta velocità. 

Il numero di fornitori di servizi di accesso 
alle dorsali dei Carrier a lunga distanza sta 
aumentando rapidamente e tutti dovranno 
presto preoccuparsi di aumentare la loro 
offerta di servizi ed espandere le loro reti. 
Per questo sono nati i sistemi Wireless 
Locai Loop: accesso wireless alle reti di 
telefonia pubblica ed Internet caratterizza¬ 
to da rapidità di implementazione, bassi 
costi di realizzazione e supporto al servizio 
IP veloce in contemporanea alla telefonia. 
Inoltre, una volta installata, l'infrastruttura 
wireless può essere facilmente ampliata 
fino a supportare migliaia di utenti per 
cella. BreezeACCESS è il sistema 
Broadband WLL ideato e prodotto da 
BreezeCOM a questo scopo. I prodotti 
BreezeACCESS utilizzano tecnologie wire¬ 
less radio a commutazione di pacchetto 
punto-punto o punto-multipunto, garanten¬ 
do agli utenti una velocità di trasmissione 
dati di fino a 3 Mbps per la connettività alla 
rete e supportando un traffico aggregato 
di fino a 54 Mbps per cella in contempora¬ 
nea ad un traffico telefonico di alta qualità. 
Queste tecnologie proprietarie, progettate 


in collaborazione con i principali Carrier e 
conformi agli standard di comunicazione 
europei e mondiali, forniscono un'alloca¬ 
zione flessibile della larghezza di banda, 
permettendo quindi di assegnarne elevate 
quantità a richiesta per trasmissioni a raffi¬ 
ca. È quindi possibile gestire la larghezza 
di banda in funzione di differenti classi di 
utenti utilizzando le supportate funzionalità 
CIR (Committed Information Rate), MIR 
(Maximum Information Rate) e QoS 
(Quality of Service). Le risorse del siste¬ 
ma, inoltre, sono effettivamente utilizzate 
solo durante le trasmissioni effettive e non 
bloccate per tutta la durata di una sessio¬ 
ne come nelle soluzioni wireless a com¬ 
mutazione di circuito. 


Le celle del sistema BreezeACCESS 
hanno un raggio d'azione fino a 15 m, ridu¬ 
cendo notevolmente il numero di dispositi¬ 
vi necessari a servire aree di grandi dimen¬ 
sioni. Attualmente i sistemi 
BreezeACCESS utilizzano la banda a paga¬ 
mento dei 3,5 GHz e quella gratuita dei 2,4 
GHz per i sistemi ISM (Industriai Scientific 
and Medicai). È previsto in futuro lo sfrut¬ 
tamento della banda compresa tra i 2,5 ed 
i 2,7 GHz per i sistemi MMDS 
(Multichannel Multipoint Distribution 
Systems). 

Per Informazioni: 

BreezeCOM Ltd., 

[i tip.//www. nreezecom coni 


• SIMULAZIONE 


Fulvio Castellano 


L'Aeronautica Militare Italiana adotta Microsoft Flight Simulator 2000 
per addestramento piloti 


Metti un CI30 dell'Aeronautica Militare 
Italiana, 'assembli' una trentina di giornali¬ 
sti all’aeroporto di Linate, li imbarchi nella 
pancia dell'aereo, due tappi per gli orecchi 
per ripararli da-non-si-sa-quanti-decibel di 
frastuono e via, e dopo un'oretta di volo 
eccoti all'aeroporto militare di Latina dove 
ti aspettano alti ufficiali per presentarti, 
assieme ai manager Microsoft, l'ultima ver¬ 
sione di Microsoft Flight Simulator 2000 e 
ritorno a Linatel Un'esperienza tutta da 
vivere, entusiasmante e molto originale. 

Con Flight Simulator 2000 si vola davve¬ 
ro: lo fanno anche i piloti dell'AMI per i 
corsi di addestramento. 

La nuova versione di Flight Simulator, 
che da oltre 17 anni appassiona e affasci¬ 


na tutti gli amanti del mondo dell'a¬ 
viazione e del volo virtuale, è arrivato 
in Italia. Con un nuovo motore grafi¬ 
co, nuovi scenari tridimensionali, 
nuovi modelli di aerei e 20.000 aero¬ 
porti disponibili, rispetto ai 3.000 
della versione precedente. 

Flight Simulator 2000 si propone 
ancora una volta come il simulatore 
di volo civile di riferimento, in grado 
di offrire ore ed ore di emozionanti 
evoluzioni. 

L'innovativo motore grafico 3D 
consente di sperimentare un reali¬ 
smo eccellente - per esempio, nella 

Segue a pag. 34 



32 

























Hcomputer XA600 

Main Board Socket 370 • formato Micro ATX 
• Chipset Intel 810 • CPU Celeron 400MHz 
SDRAM 32Mb • Fdd 1,44MB • Scheda video integrata 

• HDD 6.4GB ATA-4 • Scheda sound integrata 

•Tastiera e mouse PS/2 

• Connettori: 2 seriali, I parallela, 2 USB, I Midi, 

3 pin jack audio 


Hcomputer XBS00 

Main Board Socket 7 • formato Micro ATX 
Chipset'VIA Apollo MVP4 • CPU AMD K-6III 400MHz 
SDRAM 32Mb • Fdd 1.44MB • Scheda video integrata 

• HDD 6,4GB ATA-4 • Scheda sound integrata 

•Tastiera e mouse PS/2 

• Connettori: 2 seriali, I parallela. 2 USB, I Midi, 

3 pin jack audio 


•^Computer 




Per informazioni 
06/72434.1 (r.a.) 


Rii 



0 


0 li ! 1 I N l 







Segue da pag. 32 


• SOFTWARE 


visualizzazione delle nuvole, la pioggia, le 
raffiche di vento - nei nuovi scenari di 
volo con grafica ad alta risoluzione; la 
gamma di aerei disponibili è stata arricchi¬ 
ta da due nuovi modelli, il British Airways 
Concorde e il Boeing 777-300, mentre 
sono stati aggiornati quelli già presenti 
nella versione 98. 

Flight Simulator 2000 dispone di un 
completo database di mappe Jeppesen, 
le stesse utilizzate nella realtà dai piloti, e 
di nuovi elementi tridimensionali, quali 
edifici, torri, navi, veicoli per rendere 
ancora più realistica la riproduzione degli 
scenari durante il volo. 

E’ possibile effettuare il download in 
tempo reale delle condizioni meteorologi¬ 
che dell’aeroporto di partenza. 

Flight Simulator 2000 è ottimizzato per 
la CPU Pentium III ed è disponibile com¬ 
pletamente in italiano. Inoltre, Microsoft 
ha pensato anche a chi vuole avere a 
disposizione un programma per PC da uti¬ 
lizzare come un vero e proprio corso di 
addestramento al volo: la versione 
Professional Edition di Flight Simulator 
2000 in lingua inglese. Rispetto alla ver¬ 
sione standard, questa dispone infarti di 
due tool che permettono di creare nuovi 
aerei e pannelli, due nuovi aerei (Mooney 
Bravo e King Air 350), di sei nuove città. 

Flight Simulator 2000 in versione italiana 
ha un prezzo stimato di vendita al pubbli¬ 
co di L. 129.000, mentre la versione 
Professional Edition (versione inglese) di 
L. 149.000. 

Questa è stata l'occasione per ufficializ¬ 
zare e intensificare la collaborazione (ini¬ 
ziata già nel '97) tra Microsoft e AMI. 
Dunque, l'Aeronautica Militare Italiana e 
Microsoft hanno annunciato l'adozione di 
Flight Simulator nei corsi di addestramen¬ 
to di base dei nuovi piloti militari. 

La Sezione Addestramento e Programmi 
del 70° Stormo si occupa, fra i propri 
scopi, di formulare proposte per i pro¬ 
grammi addestrativi in vigore per la sele¬ 
zione di ufficiali piloti dei corsi regolari 
d'Accademia e di Complemento, del per¬ 
sonale navigante di altre Forze Armate e 
Corpi Armati dello Stato, quali Esercito, 
Marina. Guardia di Finanza, Polizia di 
Stato, e di altri paesi esteri che di volta in 
volta stipulano accordi con l'Italia. In occa¬ 
sione dell'annuncio dell'ambizioso proget¬ 
to, è presentato anche il piano di persona¬ 
lizzazione dell'edizione 98 di Flight 
Simulator, attraverso lo sviluppo di un 
nuovo scenario di volo dedicato al CTR di 
Latina, Spazio Aereo Controllato dalla 
torre di controllo di Latina. 

Per informazioni: 

Microsoft, _ 

ìlittp ://www. microsott.it 


di F. Fulvio Castellano 


BUDDY B-200: il PC in condominio 


BUDDY B-200 è un prodotto basato su 
scheda e software plug-and-play che con¬ 
sente a più utenti di condividere lo stesso 
computer in ambiente Windows 9x. Gli 
utenti possono utilizzare simultaneamente 
e indipendentemente le stesse applicazioni 
(come Word Processor, fogli elettronici, 
ecc.) per creare e modificare i propri docu¬ 
menti. Possono anche condividere le stes¬ 
se unità, come CD-ROM, Zip, stampanti, 
modem e altro, evitando l'acquisto di più 
periferiche e riducendo pertanto i costi di 
acquisto e gestione. 

Progettato per il piccolo ufficio, la famiglia, 
la scuola, il B-200 utilizza la tecnologia 
Direct Video Drive, per trasmettere agli 
utenti i dati a 32 Mbit/sec. Il B-200 trasferi¬ 
sce via cavo al monitor, alla tastiera e al 
mouse dell'utente che la richiede qualsiasi 
applicazione, considerandola come un'altra 
videata. Inoltre, ogni gruppo di utenti Buddy 
può essere connesso ad una rete NT e Net 
Ware. Il B-200 sfrutta le risorse del sistema 
che altrimenti resterebbero inutilizzate, e 
consente al secondo utente di servirsi dello 
stesso PC, risolvendo la necessità di acqui¬ 
starne un altro. 

Buddy B-200 è una soluzione Ultra Thin 



Client a tutti gli effetti: risolve la problemati¬ 
ca di Total Cost of Ownership, nata con l'ar¬ 
chitettura Client/Server dove Client com¬ 
plessi necessitano di una gestione onerosa. 

Buddy è un prodotto di Austin Federation 
Ltd. E' distribuito in esclusiva per l'Italia da 
DIGITS e ha un prezzo al pubblico di lira 
399.000 IVA inclusa. 

Per informazioni: 

DIGITS srl, 

Tel. 081 5742122 


Un inaspettato connubio - moda e video¬ 
giochi - per il lancio di Shadow Man (sotto 
il marchio Acciaimi, un videogioco destina¬ 
to trasformarsi rapidamente in un fenome¬ 
no di costume (è proprio il caso di dirlo!). 

Videogiochi e moda, Halifax e Diesel, due 
realtà vicine al mondo dei giovani, al loro lin¬ 
guaggio, al loro modo di esprimersi, si sono 
incontrate in Shadow Man. Il protagonista 
del videogame di Halifax è la sintesi tra 
audacia e anticonformismo - si fa per dire - 
che emergono dallo stile Diesel. Diesel 
vestirà Shadow Man. il guerriero voodoo 
protagonista del videogioco, destinato a 
spopolare e, secondo i promotori, a lasciare 
un segno indelebile tra i giovani e gli appas¬ 
sionati di videogiochi. 

Shadow Man ha fatto la sua comparsa dal 
13 al 25 settembre, in una vetrina dedicata, 
all'interno dei Diesel Store di Milano, 
Roma, Perugia, Padova e Verona. I fan di 


Shadow Man hanno avuto, invece, la possi¬ 
bilità di incontrarlo a Smau, all'interno dello 
stand Halifax, dove è stato allestito un 
angolo Halifax/Diesel interamente dedicato 
al videogioco. 

Per informazioni: 

nttp://www hahlaxli 

iffp./Avww. diesel, corri 



• ACCORDI 


di F. Fulvio Castellano 


Halifax "sposa" Diesel e veste con i blue jeans 
il suo Shadow Man 


34 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 

























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•Risoluzione massima 1600 x 1200 
•Frequenza vert. -50 -150 Hz 
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•Advanced Digital on-Screen Controls 
TC0 99 -MPRII «Macintosh compatibile 
•Dream short lenght 





• PERIFERICHE 


di F. Fulvio Castellano 1 


3Com lancia nel nostro Paese Palm V, l'organizer 
sincronizzato tutto in italiano 


Costa 899 000 lire, ha una larghezza pari 
alla metà rispetto ai modelli precedenti e un 
peso di soli 115 grammi, rifiniture in allumì¬ 
nio anodizzato, curve e bordi arrotondati, 
tasti a scomparsa, copertura di protezione 
rimovibile in pelle in rilievo, nuovo schermo 
con contrasto e luninosità migliori, una bat¬ 
teria agli ioni di litio ricaricabile tramite la 
base di sincronizzazione dei dati HotSync in 
un tempo totale dì appena due minuti. 

Stiamo parlando dell'organizer sincronizza¬ 
to Palm V: è questa la novità dell'autunno 
che Palm Computing, divisione di 3Com 
Corporation, ha appena annunciato. E' il 
modello piu recente della famiglia di prodot¬ 
ti palmari siglati 3Com, e ora è disponibile in 
versione 'nazionalizzata', con software e 
manuali in italiano. 

Con il Palm V sono offerte caratteristiche 
avanzate, tra cui una base di sincronizzazio¬ 
ne in grado di ricaricare automaticamente la 
batteria, un rinnovato schermo a cristalli 


liquidi per una visione più nitida e chiara. 
Basato sulla piattaforma Palm Computing e 
dotato del software Palm OS3.X, migliorato 
con funzionalità di sincronizzazione di rete, il 
Palm V include il software Palm Desktop 
e connettività integrata a Microsoft 
Outlook, 

L'efficiente struttura di data Storage 
consente di immagazzinare in 2 MB di 
memoria 6000 indirizzi, 3000 appuntamenti, 
1500 attività, 1500 promemoria e 200 mes¬ 
saggi e-mail. Il Palm V offre compatibilità 
con Microsoft Exchange, Outlook 97 ed 
Express, Lotus cc: mail, e Qualcomm 
Eudora Pro. Sono anche disponibili il Palm V 
Modem, a 33.6 Kbp, che consente agli 
utenti di sincronizzare i propri dati in remoto 
tramite accesso dial-up, direttamente al pro¬ 
prio PC o a un server di accesso remoto. Il 
Palm V Travel Kit, che include un leggero 
cavo da viaggio HotSync oltre a un converti- 
tore/caricatore AC/DC per la ricarica del 


Palm V in ogni nazione al mondo. 

Nel frattempo 3Com annuncia un piano 
per costituire due aziende indipendenti nel 
settore networking e handheld computing, 
quest’ultima (Palm Computing) sarà quotata 
in Borsa, la prima nel settore dei palmari. 

Per informazioni: 

3COM, 

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il tuo software. 

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Lo hai pensato, creato, sviluppato. 

Lo hai portato sul mercato. 

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dai pirati informatici per un valore di 
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e un sempre maggior numero di questi sviluppatori ha adottato HASP 

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• HARDWARE 


di Franco Paiamaro 




Da Elsa una cascata di nuovi prodotti a SMAU 


L'azienda tedesca specializzata 
in prodotti per comunicazione 
dati e computer grafica ha pre¬ 
sentato le sue ultime novità allo 
SMAU '99. 


Modem per tutte le esigenze: il 
modem Microlink USB, presentato 
sia in versione 56K, sia ISDN, per¬ 
mette il collegamento " a caldo" al 
PC, consentendo una semplice ed 
immediata installazione, anche a 
PC acceso. 



Entrambe le ver¬ 
sioni del modem 
sono fornite con 
tool e software in 
bundle. Il Microlink 
56K Internet, dedi¬ 
cato al mercato 
consumer, è un 
modem V90 dal 
rapporto prezzo/ 
prestazioni molto 
vantaggioso: 

169,000 lire 
IVA inclusa. 

Sempre interes¬ 
sante, visto il grande 
sviluppo dei PC portatili, l'evoluzione 
dei prodotti PC-Card: Elsa propone i 
modem Microlink 56K MC (modem 
V90) e MC all prò (multifunzione: 
modem V90 e ISDN), studiati per le 
esigenze di comunicazione dati di chi 
per lavoro si trova spesso in viaggio. 

Dotate di avanzate funzioni di rispar¬ 
mio energetico queste PC-Card sono 


utilizzabili ovunque nel 
mondo. 

Le soluzioni proposte 
per la grafica professio¬ 
nale comprendono gli 
acceleratori grafici pro¬ 
fessionali su bus AGP 
Elsa Gloria XXL, 
basata su motore 
GLINT Gamma/MX e 
la Synergy II, basata su 
chip nVidia TNT2 
La prima è una scheda accelera- 
trice per workstation professionale, 
dedicata alla modellazione 3D e al 
CAD/CAM, con prestazioni molto inte¬ 
ressanti e proposta con gli occhiali 
LCD (da usare in congiunzione con un 
monitor tradizionale) per la visualizza¬ 
zione tridimensionale. 

La Synergy II è una soluzione "entry 
level" dalle buone prestazioni, dedica¬ 
ta agli utenti di applicazioni DTP, ela¬ 
borazione di immagini, CAD e visualiz¬ 
zazione 



DTP, CAD e DIP in testa. 

Presenti a SMAU anche i nuovi 
monitor con tecnologia LCD a scher¬ 
mo piatto, gli Elsa Economo 17LCD99 
e 20LCD99, con bassa emissione di 
radiazioni e prestazioni eccellenti; 
compatibili con qualsiasi scheda video 
e multipiattaforma (PC e Macintosh), 
sono certificati TCO 95, 

Abbiamo anche visto in anteprima 
la nuova scheda acceleratrice basata 
su chip GeForce 256, la Erazor X su 
bus AGP e dotata di 32 Mbyte di 
RAM; si tratta di una soluzione al 



"top" per il mercato consumer, verrà 
proposta con un interessante bundle 
software. 

Sempre per il mercato consumer, ed 
in abbinamento con molti prodotti, 
forte presenza degli occhiali ad ottura¬ 
tore con tecnologia LCD Elsa 3D 
Revelator, capaci di riprodurre una 
visione tridimensionale molto realisti¬ 
ca e coinvolgente 




Dal punto di vista dei 
monitor, ecco in Italia i 
nuovi prodotti della linea 
Economo, 
da 17" a 
24”, ideali, 
questi ulti¬ 
mi, per la 
visione in 
dimensioni 
reali di due 
pagine A4 
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applicazioni 
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HARDWARE 


di M. Cimelli 


Nuovi controller RAID da Mylex e schede SCSI 


Mylex presenta nuovi controller RAID e 
schede SCSI per il trasferimento, l'archi¬ 
viazione e la protezione dei dati, offrendo 
soluzioni professionali per sistemi server 
e applicazioni SAN in ambienti NT ed 
UNIX. 

Il SAN Array FFx, controller RAID ester¬ 
no FCAL to FCAL (Fibre Channel 
Arbitrated Loop), integra un processore 
RISC Intel a 233 MHz, un doppio bus PCI 
a 64 bit, un canale fibre channel-to-host e 
due channel-to-disk a 100 MB/s per cana¬ 
le che gestiscono più di 250 dispositivi 
con una capacità complessiva di 18 
TByte. I livelli RAID implementati su tutte 
le schede sono 0, 1, 0+1, 3. 5, 10, 30, 50 
e JBOD (Just a Bunch Of Disk). La cache 
è di 64 MB espandibile a 128. 

Con medesimo processore e bus dati, 
ma con cache da 32 a 256 MB, Mylex 
propone le eXtremeRAID 2000 e 3000 II 


primo è un controller RAID a bus PCI 
con quattro canali ultra3 SCSI a 160 
MB/s (2 interni + 4 connettori 
esterni). La capacità di trasferi¬ 
mento complessiva è di 4,32 
TByte per 60 dischi, con una mt 
media di 72 GByte. Il RAID * 
controller Mylex 3000 ha le 
stesse caratteristiche del modello 
2000 piu un connettore interno ultra2 
SCSI a 80 MB/s capace di pilotare fino a 
15 dischi SCSI locali. I due canali a fibre 
(FCAL) hanno un transfer-rate a 100 
MByte/s per canale, 

L'AcceleRAID 352, controller ultra3 SCSI 
a 160 MB/s con bus PCI 64 bit a 33 MHz, 
utilizza un processore RISC Intel i960rn a 
100 MHz con cache da 32/64 MB e 2 
canali per dispositivi SCSI (2 interni + 2 
connettori esterni) in grado di gestire fino 
a 2.16 TByte per 30 dischi, usando 72 



INTERNET 


di F. Fulvio Castellano 


sma 




GByte per con¬ 
troller. 

IBM ha annuncia¬ 
to l'acquisizione di 
Mylex Corporation e 
pagherà 12 dollari per 
azione ordinaria. Il con¬ 
trovalore totale dell'acqui¬ 
sizione ammonta a circa 
240 milioni di dollari 
Mylex diventerà, cosi 
una sussidiaria interamente 
controllata da IBM, dando la possibilità a 
quest'ultima di fornire alla clientela una 
linea più completa di soluzioni di imma¬ 
gazzinamento per l'industria 


Per informazioni: 

Mylex, 

Imviv myio\ i.-cvil 


Telecom Italia e TIM: l'obiettivo è la crescita del mercato Internet 


Se Internet sarà il motore dello sviluppo 
delle telecomunicazioni e un decisivo fat¬ 
tore di crescita per l'economia dei paesi 
avanzati, il Gruppo Telecom intende pro¬ 
muovere e realizzare tutte le iniziative 
necessarie a rimuovere gli ostacoli all'evo¬ 
luzione del mercato Internet ancora pre¬ 
senti nel contesto italiano. Questo, in sin¬ 
tesi, il significato dell'annuncio congiunto 
di Telecom Italia e di TIM sulla nuova 
offerta Internet presentata a Milano alla 
vigilia dell'apertura dello Smau. Non è 
pensabile, in questo contesto, per le fami¬ 
glie e le imprese italiane "vivere" senza 
Internet. In Italia, la diffusione di Internet 
sconta ancora un notevole ritardo a causa 
di una serie di barriere: alti costi del- 
l'hardware, bassa penetrazione dei PC 
nelle famiglie, scarsa conoscenza della 
lingua inglese, un sistema scolastico poco 
predisposto all'uso delle tecnologie, una 
bassa informatizzazione della Pubblica 
Amministrazione. 

Per quanto riguarda Telecom Italia que¬ 
sti saranno i fondamentali elementi: infra¬ 
strutture a larga banda e basso costo per i 
clienti consumer e SOHO; Internet Farm 
per offerte e-business chiavi in mano per 
le aziende; portali per accelerare la cresci¬ 
ta di contenuti e la domanda del mercato 
(scuola, entertainment, musica. PMI); pro¬ 


mozione della diffusione dei terminali di 
accesso (PC e altri). Per quanto riguarda 
TIM ecco i fondamentali elementi: spinge¬ 
re la diffusione di Internet nel mercato di 
massa facendo leva sulla penetrazione 
della telefonia mobile; attivare un volano 
di traffico sulla rete fissa incentivando 
l'uso di Internet dai vari terminali (dal 
telefonino al PC). 

L’offerta di Telecom Italia per la telefo¬ 
nia fissa avrà come capisaldi le Soluzioni 
Tin Easy PC/Tm EasyNET, che offriranno 
da dicembre '99 un PC "entry level" già 
configurato per Internet/Tin.it e dotato di 
smart card per il commercio elettronico. 
Altra offerta importante sarà Fast Internet 
con l’accesso ADSL Tin.it che consentirà 
la navigazione veloce su Internet con 
accesso "always on" a costo fisso, la 
disponibilità di video comunicazione su IP 
e la possibilità di utilizzo siti/servizi multi¬ 
mediali disponibili in rete (streaming 
audio-video, brevi filmati, canali radiofonici 
su Web, scambio immagini ad alta risolu¬ 
zione). Saranno disponibili, da 'ieri', i ser¬ 
vizi a larga banda per le aziende "Ring". 
Telecom Italia, prima in Europa, presenta 
una nuova piattaforma completa di servizi, 
rivolti alle Aziende, per la trasmissione 
dati a Larga Banda, ad alta velocità ed a 
basso costo di accesso, denominata 


"Ring". TIM, invece, prepara una grande 
rivoluzione: da novembre c'è post® nel 
telefonino di 17 milioni di italiani. 

Un solo numero per gestire tutte le pro¬ 
prie comunicazioni personali, una chiave 
di accesso gratuito a Internet: con il 
nuovo servizio UNI TIM (Universal 
Number TIM), tutti i clienti TIM potranno 
utilizzare il proprio numero di cellulare non 
solo per telefonare, come segreteria 
telefonica o per inviare e ricevere SMS, 
ma anche per gestire la posta elettronica, 
i fax e navigare su Web Ogni numero cel¬ 
lulare TIM diventa cosi la chiave di acces¬ 
so alla propria casella personale, una sorta 
di biglietto da visita declinabile con assolu¬ 
ta facilità. Ad esempio, numero di cellula¬ 
re 0338-3692468, e-mail 0338- 
l3692468®tTm~T1 fax mail 0338-0 
3692468, segreteria 0338-0-3692468. 

UNI.TIM include un accesso gratuito a 
Internet: per utilizzarlo sarà sufficiente 
configurare il proprio PC e collegarsi da 
rete fissa o mobile. Tutto con un solo 
numero, quello del telefonino TIM 

Per informazioni: 

Telecom _ 

Vvww teleconnraiia i,1 

TIM. 

GEmEMEI3 


40 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 















9 Creative Technologv Ltci. Tutti i nomi di prodotto o marchi sono marchi registrati dai legittimi proprietari. Tutte la i 
sono soggetto a cambiamento senta preavviso, in Italia • prodotti Creative toh»nono proniuso/ e diffusi da Creettve 


TELEFONIA 


dì Andrea Monlesì 


Con Eurosystems il telefono di casa va su linea GSM 


Presentato dall'azienda marchigiana un 
originale prodotto nel campo della telefo- \ Va 
ma, il Phone GSM 628. Si tratta di un 
apparecchio grazie al quale è possibile 
collegare alcuni modelli di telefoni cellulari 
Ericsson GSM alla rete di telefoni fissa di 
casa o dell'ufficio, con il risultato... di 
avere l'impianto di telefonia domestica 1 
collegato alla rete GSM. Sfruttando quindi la pre e 

linea del telefono cellulare si potranno cosi in casa, al 
utilizzare anche gli apparecchi di casa, com- Ma non è 
presi segreteria telefonica, centralini, ecc. telefonino; 
Chi lo desidera potrà quindi utilizzare sem- cellulari più 






soltanto un numero di telefono, 
lavoro e fuori: quello del GSM. 
una trovata per soli maniaci del 
sfruttando le tariffe telefoniche 
convenienti, in particolare quella 


tra GSM e GSM, l'uso del Phone 
GSM 628 di Eurosystems può 
anche rivelarsi economicamente 
vantaggioso, soprattutto per chi 
abbia frequente necessità di effet¬ 
tuare chiamate interurbane o verso 
telefoni cellulari, come professionisti 
o piccole aziende. 


Per Informazioni: 

Eurosystems Srl, 

Tel. 0734 228075 
http://www.eurosystems.it 



• SOFTWARE 


La forza dell'Open Source al servizio di Solaris 


Le piccole e medie aziende che adottano 
Solaris 7 di Sun e la piattaforma Sparc non 
dovranno piu penare per le attese legate 
aH'installazione e al test dei prodotti open 
source. SRD-ISP, una società di Roma che 
utilizza questo sistema da anni, ha prepara¬ 
to Open Toolkit, una distribuzione che con¬ 
sente. in appena un'ora, di arricchire i server 
e le workstation dei software di questa 
categoria. La procedura infatti automatizza 
l'installazione dei pacchetti per uso interno, 
al fine di non ripetere i passaggi per ogni 
nuova macchina da configurare. Vista la 


Vegstore Systems, specializzata in soluzio¬ 
ni hardware e software per la gestione elet¬ 
tronica di dati, documenti ed immagini, ha 
presentato allo SMAU le nuove soluzioni 
proposte dalle aziende distribuite da 
Vegstore. La tipologia di soluzioni proposte 
comprende controller e array RAID, sistemi 
di archiviazione su nastro, CD-Tower, UPS e 
accessori per reti aziendali. 

Vegstore lancia sul mercato una propria 
linea di personal computer, in grado di 
coprire tutti i segmenti di mercato. A partire 
dall'offerta Family, alla Business e la 
Microspace. tutte le proposte Vegstore si 
distinguono per le ottime prestazioni e qua¬ 
lità dei componenti utilizzati. 

La proposta Family comprende i modelli 
MicroATX, desktop e minitower, integranti 
schede madri con chipset Intel BX e ZX, 
processore Intel Celeron e Pentium III, 


comodità del prodotto hanno poi pensato di 
commercializzarlo, dopo aver verificato la 
funzionalità del software e rifinito gli script 
per la compilazione dei sorgenti. 

La procedura di OpenToolkit non si limita a 
correggere gli errori generati dai processi 
standard di compilazione, ma ritocca i file di 
configurazione e indica quali programmi 
sono necessari all'installazione di altri; infi¬ 
ne, configura la macchina per l'avvio al boot 
dei server di maggiore interesse. 

OpenToolkit risolve brillantemente i pro¬ 
blemi legati alla scelta Open Source. In bre- 


scheda video ATI on board. E’ il PC pensato 
per la casa, multimediale, espandibile e par¬ 
ticolarmente adatto alla navigazione su 
Internet. Business è la linea di PC apposita¬ 
mente progettati per l'uso aziendale, dispo¬ 
nibile nelle versioni Minitower ATX e 
Tower, con schede madri basate su chipset 
BX, processore Pentium III e scheda video 
ATI per tutti i modelli. La versione Tower 
consente l'utilizzo di due processori per lo 
sfruttamento ottimale dei moderni sistemi 
operativi evoluti. La disposizione dei compo¬ 
nenti e il sistema di apertura dello chàssis 
consentono la massima espandibilità e rapi¬ 
dità negli interventi di aggiornamento. 

Il PC realizzato per le applicazioni dove il 
design e il risparmio di spazio assumono un 
ruolo importante si chiama Microspace. In 
un volume leggermente superiore a quello 
di un portatile si possono integrare le perife- 


vissimo tempo installa un web server sicuro 
dotato di funzionalità di crittografia forte 
(ApacheSSL) e due database server diretta- 
mente interfacciabili via web attraverso il 
linguaggio PHP (come modulo Apache) Per 
gli utenti e i programmatori vengono poi 
messi a disposizione il linguaggio Perl, il 
compilatore GCC di GNU e una serie di uti¬ 
lità e librerie che rendono l'uso di Solaris piu 
produttivo e confortevole. 

Per informazioni: 

SRD-ISP. 06-225491 



riche di uso più comune al prezzo di un nor¬ 
male desktop. Scheda madre NLX, con chi¬ 
pset LX o BX per il supporto di CPU Celeron 
o Pentium III, sempre con video ATI. 

Per informazioni: 

Vegstore, 

Tel. 0445 381624 


HARDWARE 




Vegstore lancia la sua linea di PC 


42 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 










JepssenUnico. 
L'unico che fa tutto. 



JepssenUnico, ii computer che annulla 
definitivamente i confini tra la fantascienza 
e la realtà. Un unico prodotto, sintesi perfetta 
della rivoluzionaria tecnologia Jepssen, per 
un'infinità di funzioni diverse: controllo, 
automazione, elaborazione e comunicazione. 
Finalmente con JepssenUnico. puoi disporre 
di un sistema di controllo totale a cui affidare 
tutte le attività personali o lavorative, eseguite 
nel modo più logico, più preciso e più rapido 
possibile. Un computer che si prende cura di 
te, che esegue tutti i tuoi comandi e che, 
soprattutto, si adatta perfettamente alle lue 
esigenze attuali e a quelle future. 
Un computer realizzato nella filosofia Jepssen 
- una tecnologia "umanizzata" - capace di 
migliorare veramente la qualità della nostra 
vita: tu gli chiedi tutto ciò di cui hai bisogno, 
impartendo i comandi direttamente con la 
voce, lui te li esegue e te ne dà conferma 
sempre vocalmente. JepssenUnico é in grado 
di "governare" in modo semplice e naturale, 
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Computer Associates acquisisce Platinum Technologies 
e annuncia al CA-World99 l'integrazione dei suoi prodotti 


Nostra intervista con Donald IDon) LeClair, Vice President, Technology Integration Group 

Computer Associates International Ine. 


D Dopo l'acquisizione di PLATINUM 
Technologies esiste documentazione o 
una road-map relativa al futuro dei suoi 
prodotti che saranno integrati con quelli 
di CA? 

R Sono già pronti 6 documenti in cui si 
delineano le tappe principali d'mtegrazio- 
ne delle gamme di prodotti EMG ed 
IMG IEnterprise Management e 
Information Management rispettivamen¬ 
te! La prima famiglia comprende auto¬ 
mazione e sicurezza, mentre la seconda 
include ora anche la gamma di utility per 
gli ambienti database, lo sviluppo appli¬ 
cativo e una ricca offerta di soluzioni 
complete di data warehousing. 

D Platinum è piuttosto 'forte' nel setto¬ 
re del data warehousing, data minmg, 
business intelligence: in che modo que¬ 
sta esperienza/competenza verrà utiliz¬ 
zata da CA e integrata nei suoi prodotti? 

R CA intende integrare queste compe¬ 
tenze con la propria tecnologia dei 
Neugents - speciali agenti software 
basati sulle reti neurali che, in pratica, 
riescono ad analizzare e identificare dei 
pattern o "motivi ricorrenti" all'interno di 
grandi volumi di dati; ora ci si potrà ser¬ 
vire dei Neugents come strumenti per 
analizzare in modo più complesso le 
grosse quantità di dati resi disponibili 
grazie al data warehousing e al data 
minmg; grazie all'analisi effettuata con i 
Neugents si possono quindi mettere a 
punto applicazioni di e-busi- 
ness molto più chent-oriented. 

D il data mming è un insieme 
di tecnologie di tipo statistico 
molto avanzato che permette 
appunto di fare tante cose 
L'impiego delle reti neurali è 
un altro modo per affrontare il 
problema, in sostanza? 

R Si ma non è alternativo al 
primo, è complementare. 

Infatti in CA c'è una Umt che 
si chiama mterBiz Solutions e 
che intende già sfruttare la 
tecnologia di data warehou- 


di Francesco Fulvio Castellano 

sing della Platinum per applicazioni 
finanziarie, di manufacturing, di business 
e altro - come del resto ha potuto segui¬ 
re nella presentazione della nuova 
Divisione. 

D Sui portai ho letto che CA intende svi¬ 
luppare quello che voi chiamate 'portai 
for thè enterprise intelligence', cioè la 
business intelligence avanzata nelle 
aziende. Domanda; è un prodotto del 
tipo 'enterprise Information portai'? E' 
una specie di 'Yahoo! per aziende, una 
nuova generazione di soluzioni per gli 
knowledge management, o che cosa? 

R Si. è qualcosa di simile. Non so se 
conosce quel prodotto della Platinum 
che si chiama ADvisor e che viene utiliz¬ 
zato per la visualizzazione e la gestione 
dei processi legati al ciclo di vita delle 
applicazioni. Bene, si pre¬ 
vede che già dalla prossi¬ 
ma versione questo pro¬ 
dotto verrà utilizzato come 
base per un 'portale' e, 
quindi, per visualizzare in 
modalità Web le informa¬ 
zioni presenti nel data 
warehouse. 

D Uno dei prodotti di CA 
più importanti è Unicenter 
TNG che in realtà è una 
soluzione di 'System mana¬ 
gement'. Recentemente è sempre più 
insistente la voce di aziende che inten¬ 
dono integrare, 
anche limitatamente, 
certi aspetti di know¬ 
ledge management 
in questo tipo di 
applicazioni. Per 
esempio, come inse¬ 
rire la conoscenza 
implicita, o esplicita, 
relativa alle procedu¬ 
re aziendali in questo 
tipo di applicazioni e 
CA cosa intende 
fare? 

R SI, mettendo 
insieme Unicenter 




TNG e Jasmme 
abbiamo in prati¬ 
ca creato un'in¬ 
frastruttura che 
abbiamo lanciato 
con il nome di 
Jasmine TND 
(The Next Di¬ 
mensioni. Essa 
fungerà da sup¬ 
porto per la crea¬ 
zione, l'imple¬ 
mentazione e la 
gestione di tutte 
le applicazioni e le funzionalità di visua¬ 
lizzazione. 

In tal modo le soluzioni Platinum verran¬ 
no facilmente integrate all'interno di 
questa infrastruttura globale Così facen¬ 
do sarà possibile gestire ogni aspetto 
dell'intero ciclo di vita delle applicazioni 
ed estendere anche alle 
problematiche di 
’system management 1 
le funzionalità di know¬ 
ledge management e 
business intelligence In 
particolare verranno 
integrati nell'infrastrut- 
tura CA prodotti 
Platinum come Aion e 
ADvantage per l'analisi, 
la progettazione e la 
gestione del ciclo di vita 
delle applicazioni. 

D Cosa pensa dell'acquisizione di 
Platinum da parte di CA? Prima di inizia¬ 
re questa intervista, parlando del piu e 
del meno, lei non mi era sembrato cosi 
'felice' del connubio CA-Platinum. Ho 
capito male io o lei è in effetti di questo 
parere? Non mi dia una risposta diplo¬ 
matica! 

R Ritengo che in fondo sia un matrimo¬ 
nio perfetto in quanto le due aziende 
hanno gamme diverse di prodotti, com¬ 
petenze diverse e, aggiungo, comple¬ 
mentari. Non posso parlare a nome di 
altri, ma secondo me era un'opportunità 
da non mancare: un incastro perfetto 
Diamo al tempo... il tempo di maturare i 
prodotti nell'una nell'altra parte. 



44 


MCmicrocomputer n 200 - novembre 1999 













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Sicurezza dei dati: attacchi e 'counterattack' 
Le strategie di Computer Associates 


Nostra intervista a Kurt Ziegler, Jr. Senior Vice President, Security Business 
Computer Associates International Ine. 


D Quello della 'security' è un settore 
vastissimo, oltre che delicato. Le porrò 
solo poche domande e poi la lascerò libe¬ 
ro di dirmi ciò che vuole sull’argomento,.. 
Dunque, in generale, qual è il vostro 
approccio al problema sicurezza dei dati? 

R Per CA il concetto di sicurezza è quello 
di una... e-mail di business, sopra tutto 
per il settore dell'e-business. 

E' una opportunità di intrusione notevole 
perché le aziende informatizzate a carat¬ 
tere commerciale possono collegare le 
proprie attività interne a quelle esterne. 
CA si sta concentrando in un nuovo 
brand che si chiama ' e-trust ' secondo il 
quale i prodotti di CA potranno eliminare 
qualsiasi differenza tra l'utente interno e 
l'utente esterno, riducendo notevolmente 
i costi di gestione per le aziende e miglio¬ 
rando le applicazioni interne, oltre a otti¬ 
mizzare, di conseguenza, i servizi al fine 
di dare un prodotto-servizio di sicurezza 
completo ai nostri clienti. 

D Quali sono le tecniche più diffuse, 
secondo CA, adottate per la protezione 
dei dati aziendali? 

R Sono quattro le nostre tecniche per 
cercare di proteggerci da qualsiasi genere 
di attacco o intrusione. Anzitutto il rileva¬ 
mento dell'intrusione: abbiamo un pro¬ 
dotto che si occupa del monitoraggio del 
contenuto, delle firme, degli accessi 
impropri via rete: poi un sistema del con¬ 
trollo degli accessi, un firewall, che fun¬ 
ziona a livello di server per la gestione 
degli accessi e per l'analisi degli eventuali 
protocolli di servizio per le firme non 
autorizzate. Ancora: abbiamo un sistema 
di monitoraggio del contenuto con il 
quale c'è la possibilità di evitare che ci sia 
un accesso non concesso al sistema 
effettuato a distanza. Infine, abbiamo il 
prodotto per il rilevamento dei virus, o 
‘hostile applets' come li chiamiamo noi, 
un anti-virus classico, che rileva 'worms' 
piuttosto che virus in generale. 

D Generalizzando, ma non troppo, qual è 
il vostro contrattacco all'attacco? 

R Per quanto riguarda il 'counterattack' 


di Francesco Fulvio Castellano 

sono tantissime le tecniche a disposizio¬ 
ne. Però se vogliamo parlare di una nostra 
'policy' di contrattacco in sostanza sono 
tre: a) 'denial of Service', cioè non viene 
concesso il servizio; b) la possibilità con¬ 
creta, con prove, di adire le vie legali; c) 
quella di licenziare la persona che ha effet¬ 
tuato l'attacco: il più delle volte è all'inter¬ 
no dell'azienda stessa. C'è la possibilità di 
contrattaccare, dopo un attacco, però 
molto spesso questo tipo di approccio 
non è efficace perché chi ha effettuato 
l'attacco voleva proprio quello: cioè lo ha 
effettuato nei confronti di un terzo, che 
viene a questo punto contrattaccato e 
quindi danneggiato. Sostanzialmente, la 
nostra politica è quella di rilevare l'attacco 
e di bloccare tutto quanto dando l'allarme. 
Seconda possibilità, è quella di effettuare 
un 'login' e, quindi, monitorare ciò che sta 
accadendo con l'attacco, oppure di regi¬ 
strare il tutto come prova dell'attacco subi¬ 
to. In genere, la gestione del problema, tra 
i nostri clienti statunitensi, consente l'at¬ 
tacco perché è più facile poi provare che 
effettivamente il 'fatto' è avvenuto. Se il 
tentativo viene bloccato sul nascere è più 
difficile poi mettere in piedi una causa per 
danneggiamento senza prove. Ci sono 
casi, come quelli ad esempio relativi al 
nostro sistema di firewall, dove noi met¬ 
tiamo in funzione un server 'finto', sostan¬ 
zialmente, perché ciò ci consente di rileva¬ 
re i dati di chi sta effettuando o perpetuan¬ 
do l'attacco proprio mentre questa perso¬ 
na in attacco al server finto 'dedica' del 
tempo all'operazione. Per quanto riguarda 
il backup e le recovery deve assolutamen¬ 
te essere fatto un backup delle risorse di 
rete, e per quanto attiene la sicurezza 
bisogna stabilire il motivo principale per 
cui c'è stato un blocco del sistema e, a 
questo punto, analizzare correttamente il 
log perché è possibile che l'attacco sia 
avvenuto per alterare i dati di backup e, 
quindi, viene effettuato il backup automa¬ 
ticamente se ci sono dei problemi: è 
importante capire esattamente se l'attac¬ 
co è avvenuto per azzerare i dati di backup 
o meno. 

D Quali sono oggi le tecniche più evolu¬ 
te per l'identificazione delle persone che 
utilizzano gli accessi? 


R Per quanto riguarda le tecniche dì 
tendenza nella gestione della rete c'è 
anzitutto quella dì risolvere e di differen¬ 
ziare tra utente pubblico e ignoto e 
utente autorizzato che, quindi, ha la 
possibilità attraverso una 'password' o 
un ID o smart card, insomma con tecni¬ 
che più recenti, di aver accesso al siste¬ 
ma. Per le smart card, ci sono quelle 
passive e quelle attive: le passive sono 
quelle che utilizzano il 'secure ID’ dì 
identificazione con dati di copertura dì 
sicurezza, e le attive sono quelle dove 
viene utilizzata la biometrica con il rico¬ 
noscimento dell'impronta digitale, piut¬ 
tosto che il riconoscimento della geo¬ 
metria del viso, della mano, della voce 
oppure dell'iride dell'occhio. Un'altra è 
quella dell'utilizzo della ’public key infra- 
structure', della PKI di ‘chiave pubblica', 
che identifica sia l'utente che il server e 
consente una ’hand shake' <stretta di 
mano), che è poi il riconoscimento reci¬ 
proco di uno con l'altro. Un 'altra tecnica 
è quella che protegge la privacy attra¬ 
verso la crittografia, sia dell'ID che della 
password dell'utente e del server 
Ideale sarebbe la crittografia anche della 
transazione, oltre alla password dell'ID 
Altra tecnica è lo ’stop-down' del ser¬ 
ver, perché a questo punto il server non 
è più vulnerabile, è in grado di collegare 
le risorse soltanto verso utenti specifici 
che hanno quella possibilità di accesso, 
ed è in grado di rilevare l'intrusione e 
reagire. Per questa 'reazione dinamica' 
s'intende la possibilità dì stabilire che 
una determinata persona abbia fatto 
qualcosa di sospetto, ma non per que¬ 
sto scollegare o bloccare l'accesso 
automaticamente bensì limitare le pos¬ 
sibilità a questa persona di avere, ad 
esempio, credito dal sistema. Altra tec¬ 
nica piuttosto interessante, forse la più 
recente, è quella di non considerare 
come negativa la possibilità dì un utiliz¬ 
zo dì parola di password o dì ID non vali¬ 
di, ma piuttosto di far si che un sistema 
di 'cali center' possa chiamare questa 
persona - che potenzialmente potrebbe 
essere un cliente - e stabilire se l'ID 
non valido è stato inserito accidental¬ 
mente piuttosto che di proposito per 
'creare' un attacco. 


46 


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caratteristica interes¬ 
sante del Nokia 7110 è 
la capacità di memoria: 
fino a 1000 nominativi 
nella Rubrica (e 5 
numeri per ciascun 
nominativo), fino a 500 
SMS e fino a 600 note 
nell'Agenda. 

Il nuovo Nokia 3210 è 
un telefono cellulare 
GSM Dual Band 
900/1800 che unisce 
tecnologia e divertimen¬ 
to in un prodotto di pic¬ 
cole dimensioni. Le 
novità sono rappresenta¬ 
te dai cover colorati 
Xpress On, sostituibili su 
entrambi i lati e da 
Picture Messaging, fun¬ 
zione che permette di 
inviare SMS di 120 carat- 


gno. La batteria si trova all'Interno del 
telefono sotto al cover posteriore e l'an¬ 
tenna integrata mantiene l'armonia del 
design. Il Nokia 3210 va ad affiancare e a 
implementare l’attuale gamma di telefoni 
cellulari Nokia posizionandosi tra il Nokia 
5110 e il Nokia 6150. 

Il nuovo Nokia 8850 rappresenta ele¬ 
ganza minimalista e funzioni all’avanguar¬ 
dia, caratteristiche dell'8850 Dual Band 
GSM 900/1800. Oltre che per l'estrema 
leggerezza (91 g) e le ridotte dimensioni 
e per la nuova cromatura satinata, il 
Nokia 8850 è dotato della funzione di 
chiamata a riconoscimento vocale 
(voice dialing), ovvero la capacità di 
memorizzare vocalmente fino a otto 
nominativi, dell'innovativo metodo di 
scrittura intuitivo che facilita la scrittura 
degli SMS e del Picture Messaging 
che permette di inviare messaggi di 
testo di 120 caratteri corredati da un 
disegno. Il Nokia 8850 integra una 
porta a raggi infrarossi per collega¬ 
mento a PC compatibile; un modem 
per trasmissione dati, antenna inte¬ 
grata, avviso di chiamata con vibrazio¬ 
ne e illuminazione color argento del 
display sottolineano e sintetizzano il 
prestigio di questo esclusivo telefono 
cellulare Nokia. Nokia Card Phone 2.0 
è un telefono cellulare in formato 
PCMCIA. Rispetto alla versione prece¬ 
dente, Nokia Card Phone 2.0 è Dual 
Band GSM 900/1800 e supporta 
'HSCSD (High Speed Circuit Switch 
Data) che permette la trasmissione 
dati a una velocità fino a 43.2 Kbit/s 
Un'altra novità è rappresentata da un 
accessorio opzionale, l'auricolare, che 
permette di effettuare e ricevere chia¬ 
mate vocali da un PC compatibile 
anche privo di scheda audio full-duplex. 
Nokia Data Suite 3.0 è un accessorio 
per collegare i telefoni Nokia della serie 


5100 e 6100 a un PC portatile compati¬ 
bile: supporta le immagini oltre ai 
testi, permette l'invio e la ricezione 
di SMS concatenati e, creando un 
gruppo di utenti, è possibile inviare 
un unico SMS a tutti i nominativi in 
esso memorizzati. La gestione dell'a¬ 
genda è facilitata essendo questa sin¬ 
cronizzabile con Outlook 97/98 e Lotus 
Notes. Nokia Data Suite 3.0 ha una velo¬ 
cità di trasmissione dati fino a 14 4 kbit/s 
ed è compatibile con Windows 
95/98/NT4 0 Infine ecco il Nokia 6090, 
un nuovo telefono veicolare GSM 900, 
dotato di un ricetrasmettitore da 8 watt 
in grado di offrire una ricezione chiara e 
di fornire il miglior segnale possibile all'in¬ 
terno della rete. Il Nokia 6090 è predispo¬ 
sto per tutte le funzioni di comunicazione 
vocale e dati utilizzando la porta seriale 
RS232 per il collegamento al computer. Il 
telefono può essere utilizzato come 
modem ed è controllato attraverso i 
comandi AT II Nokia 6090 può essere 
facilmente installato sulla vettura e sup¬ 
porta due lettori di carta SIM: una ISO 
SIM nell’unità radio ed un'altra carta SIM, 
da inserire nel ricetrasmettitore, in for¬ 
mato Plug-in. Il nuovo telefono veicolare 
Nokia rappresenta quindi una piattaforma 
perfetta per creare un sistema di gestio¬ 
ne del parco macchine o altre soluzioni di 
'smart traffic'. Per chiudere, arriva l'an¬ 
nuncio che Omnitel, secondo operatore 
mobile d'Europa, e Nokia hanno siglato 
un accordo del valore di 800 miliardi di 
lire per la fornitura di nuove stazioni 
radiobase per potenziare la rete Omnitel. 
L'innovativa soluzione Nokia UltraSite è 
una stazione radiobase veramente multi¬ 
mediale che supporta tutti i servizi 
High Speed Circuit Switched Data 
(HSCSD), General Packel Radio 
Service (GPRS), Enhanced Data 
Rates for Global Evolution e 
WCDMA (Wideband Code 
Division Multiple 
Access). 


Per informazioni: 

Nokia. 

Tel 0652620 21 
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A SMAU 99 la casa svedese ha 
presentato i nuovi prodotti di 
comunicazione cellulare a 
cascata; 

il 7110, il 3210,18850, il 
CardPhone 2.0, Data Suite 3.0 e il 
telefono veicolare 6090. Nokia e 
Omnitel siglano accordo da 800 
miliardi di lire per stazioni radiobase. 


48 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 







Qual è la soluzione più rapida per cono¬ 
scere un pubblico veramente internazio¬ 
nale, le proposte più complete al mondo 
e la frizzante atmosfera di una prima? 
Facilissimo: incontrare i circa 7.500 espo¬ 
sitori da oltre 60 paesi per vedere tutti i 
prodotti e servizi dei seguenti settari: 
Informatica Network Computing Rileva¬ 
zione automatica di dati ' Sviluppo, 
costruzioni, produzione progettazione, 
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municazioni • Automazione d'ulllcio 
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e di sicurezza Ricerca e trasferimento di 
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• NETWORKING 


I di F Fulvio Castellano 




3Com per la connettività stabilisce 
nuovi standard per la piccola impresa 


Soluzioni avanzate OfficeConnect, 
corsi di formazione online, nuovo 
modem 56K Business ad 
alte prestazioni, e LAN Telephony con 
NBX 100 Communication System. 
Nostro incontro-intervista con 
Valentina Cimino, Mktg 
Director 3Com Italia. 


Parlare di 3Com i 
tempo difficile 
(per la messe di 
prodotti, nuovi annunci e l'innovazione 
tecnologica) e facile (per la disponibilità 
delle persone alla comunicazione). 
Imponente la partecipazione di 3Com 
Italia Spa a Smau 99. La società ha diviso 
la partecipazione in due aree: 'Business' 
e 'Personal'. Nella prima vi erano i siste¬ 
mi per i gestori di tic e per le imprese. 
Enfasi è stata data alla tecnologìa VPN e 
agli impianti per la fonia su reti LAN, quali 
il nuovo NBX 100. Nella seconda erano 
in mostra modem e schede di rete d'uso 
individuale (segnaliamo la nuova PC Card 
Megahertz Global GSM). Qui parleremo, 
per ovvie ragioni di spazio, di tre prodotti 
novità dedicati alla piccola media impresa 
(PMI). 3Com ha presentato 12 nuovi pro¬ 
dotti della famiglia 3Com OfficeConnect 
per semplificare la condivisione delle 
informazioni all'interno delle piccole 
imprese. Con un look innovativo e 
moderno, la famiglia OfficeConnect 
dispone di un semplice sistema di 
stacking, funzionalità di facile utilizzo e 
nuove soluzioni di sicurezza: tutto per 
rendere piu semplice la condivisione di 
file e periferiche e più sicuro l’accesso a 
Internet per le piccole imprese. Per 
garantire alle piccole aziende europee i 
vantaggi della connettività. 3Com ha inol- 
. tre creato 'The 
IL e a rn i n g 
Centre'. un 
programma di 
formazione 
online gratuito. 
È possibile 
iscriversi ai 
corsi online 
I registrandosi 
'all'indirizzo 




kvww.learninqcenter.3com.coml 
La rinnovata famiglia di prodotti 3Com 
OfficeConnect è caratterizzata da nume¬ 
rose nuove funzionalità. Un sistema di 
aggancio ergonomico e "monoblocco'' 
consente di impilare i diversi apparati di 
rete in maniera facile e veloce su qualsia¬ 
si scrivania. Inoltre i nuovi colori delle 
confezioni e delle mascherine 
dei prodotti facilitano l'indivi¬ 
duazione dei diversi tipi di 
soluzione: i prodotti 3Com 
OfficeConnect per il segmen¬ 
to WAN (Wide Area Network). 

_ tra cui il noto OfficeConnect LAN 

Modem, sono caratterizzati dal 
colore rosso; le soluzioni LAN (Locai 
Area Network) che comprendono hub, 
switch, NIC e PC Card sono di colore blu; 
i print server e i firewall sono identificati 
con il colore verde. Tra i nuovi prodotti di 
rete e i prodotti rinnovati che vanno ad 
ampliare la famiglia 3Com OfficeConnect 
c‘è OfficeConnect Fast Ethernet 
Networking Kit, che offre tutto il neces¬ 
sario per la realizzazione di un'infrastrut- 
tura di rete composta da quattro o più 
PC. La confezione include 2 schede di 
rete (NIC) 10/100, un hub a 4 porte, cavi 
e software. C'è poi OfficeConnect 
Network Assistant CD-ROM V 2: pen¬ 
sando alle esigenze di molti utenti con 
una limitata conoscenza tecnologica. 
3Com ha incluso nella confezione di oltre 
20 prodotti della linea 3Com 
OfficeConnect. dalle schede PC ai LAN 
modem, la nuova versione del CD-ROM 
3Com OfficeConnect Network Assistant. 
Disponibile in italiano, inglese, francese, 
tedesco e spagnolo, il CD dispone di 
numerose funzionalità tra cui il supporto 
per la connettività 
Internet, network _. 
printing e trouble- .v..'t. 

shooting avanzato. Il 
CD spiega in maniera 
chiara i concetti com¬ 
plessi di networking, 
semplificando la fase 
di installazione e di 
manutenzione di una 
piccola rete. Abbiamo 
poi OfficeConnect 
Fast Ethernet PCI 
NIC, che offre con¬ 
nettività semplice ed 




eco¬ 
nomica per gli utenti 
desktop; OfficeConnect 10/100 LAN PC 
Card, che offre connettività semplice ed 
economica per gli utenti laptop; 
OfficeConnect ISDN LAN Modem, che 
associa un hub Ethernet a 4 porte, un 
modem e la tecnologìa router per con¬ 
sentire a più utenti di condividere un'uni¬ 
ca connessione Internet ISDN Nuove 
funzionalità dial-in sono state aggiunte 
all'OfficeConnect LAN Modem per offri¬ 
re l'accesso remoto ai telelavoratori e 
alle piccole aziende che hanno più di un 
ufficio. E ancora OfficeConnect 56K 
Business Modem, attualmente in fase di 
lancio in Europa, che dispone di opzioni 
di connessione sia USB che RS232 ed è 
pienamente compatibile con sistemi 
operativi Macintosh e PC. Disponibili in 
tutto il mondo a partire dal dicembre 
1999, OfficeConnect Internet Firewalls 
sono il complemento ideale alla funziona¬ 
lità dial-in per accesso remoto di 
OfficeConnect LAN Modem. La linea 
OfficeConnect Internet Firewalls fornisce 
sicurezza economica per le piccole azien¬ 
de che desiderano ottimizzare il potenzia¬ 
le di Internet come strumento di busi¬ 
ness. La linea comprende: 
OfficeConnect Internet Firewall 25, che 
utilizza una tecnologia packet inspection 
per prevenire accessi alla rete non auto¬ 
rizzati e scongiurare intromissioni non 
desiderate da Internet. Può inoltre con¬ 
trollare l'utilizzo improprio di 
Internet da parte degli 
gggS' utenti LAN Dispone di 
due porte Ethernet e 
supporta fino a 25 utenti 
LAN. Abbiamo poi 
OfficeConnect Internet 
^ Firewall DMZ, che 
offre le stesse funzio¬ 
nalità di Internet 
Firewall 25, ma sup- 
5^ porta fino a 100 utenti 
gSg LAN e ha un'ulteriore 
* porta Ethernet DMZ 
e OfficeConnect 







r 


t 


Incontro con Valentina Cimino 

Direttore Marketing, è un po' l'anima e 'dea ex machina' della filiale italiana, per l'impegno 

profuso, la conoscenza del mercato e la disponibilità nella comunicazione all'esterno dell'a¬ 
zienda. Quello che segue è il suo pensiero sull'offerta 3Com. 

"Effettivamente la piccola media impresa è il punto di intervento per tutta l’ICT in questo . 
momento. Per 3Com non è una novità, lo è sempre stato e storicamente la nostra azienda è ' 
leader nelle soluzioni per le piccole e medie imprese in termini di prodotti soprattutto perché i 
è sempre riuscita a proporre prodotti semplici da usare e adatti quindi anche per clienti non 
preparati, innovativi e in grado di aggiornare tecnologie precedenti senza cosi perdere gli mve- | 
stimenti fatti da queste imprese, sempre assistiti nel post vendita e in grado di assicurare 
adeguati livelli di servizio. Si tratta quindi di prodotti semplici ed affidabili, che permettono ! 
effettivamente anche ad utenti non preparati specificamente sul networking di ottenere i van- , 
taggi indubbi collegati all'utilizzo delle reti. Proprio gli utenti del PMI hanno un estremo biso- 1 
gno oggi di parametri delle tecnologie per essere competitivi nel loro business. i 

Il tema di oggi ò Internet e tutto ciò che può voler dire business per le aziende, in una ver¬ 
sione business-to-business o business-to-end-user, motivo per cui le aziende italiane dovran- 
no rapidamente prendere decisioni su ciò che deve essere la loro scelta tecnologica per offri¬ 
re da un lato reti allargate, aperte alle aziende stesse e alle loro terze parti produttori di com- I 
ponenti, ecc., e. quindi, utilizzare Internet come un sistema operativo aperto verso gli altri . 
partner commerciali, oppure pensare a soluzioni concrete di commercio elettronico e, quindi, ' 
di vendere i propri prodotti e servizi a livello globale in tutto il mondo Hanno bisogno di fare i 
delle scelte d'investimento in questo senso per rimanere competitivi sul rispettivo mercato. 

3Com offre loro una nuova gamma di prodotti OfficeConnect dedicata specificamente alle j 
esigenze delle PMI, con una linea completa, tra cui spicca l'Office Connect LAN Modem che, 
dedicato con una linea ISDN, permette la condivisione di accesso a Internet fino a un massi- < 
mo di 25 utenti, che a questo punto possono essere collegati tra loro con una rete LAN, e poi . 
avere ancora 2 porte analogiche per collegare un fax e una segreteria telefonica. E‘ il classico ' 
oggetto 'centro' di una soluzione per una piccolissima impresa ad un costo veramente conte- i 
nulo, disponibile oggi a sole 759.000 lire, più IVA. Si tratta di un prodotto semplice, che fa 
parte tra l'altro dell'Iniziativa Soluzioni 2000 sulla quale viene offerta anche una garanzia di un | 
anno per la sostituzione del prodotto: una ulteriore garanzia per un utente ad avvicinare questi 
prodotti in maniera sicura. 

Tutto quello che comunque riguarda una maggiore condivisione dell'informazione rappre- , 
senta per le aziende il futuro perché, per essere competitivi in questo mercato, è necessario " 
poi avere le proprie informazioni disponibili in qualsiasi momento e in qualsiasi punto dell'atti- ■ 
vita, siano esse dati, comunicazioni vocali, immagini. Quindi, creare delle reti locali o geografi¬ 
che sempre in maniera più semplice e immediata può effettivamente cambiare lo scenario di | 
attività di un'azienda. In particolare oggi si parla della voce su rete locale, cosa che permette 
una ottimizzazione dei costi e che si può già fare attraverso le nuove soluzioni 3Com come il ' 
kit 10/100 che, per realtà piccolo/medie, è già disponibile per gestire contemporaneamente , 
voci e dati all'interno di un ufficio e di una rete locale. 

Su tutto questo chiaramente rimane sempre molto attraente, in questa fase, tutta la parte j 
Internet, che si muove su soluzioni che si basano su una velocità standard che a questo 
punto è di 56K sullo standard V.90, o su infrastruttura ISDN con i nuovi modem a 128K per 1 
sfruttare al massimo le velocità offerte dai 'provider' con gli attuali abbonamenti ISDN di tipo 
'premium'. La nostra visione del futuro é che solamente chi sarà in grado di fornire tutto que- J 
sto alle PMI in modo facile e immediato e soprattutto vicino all'utente finale sarà veramente . 
vincente, e la chiave di questo successo è anche rappresentata dal rapporto con il canale, e ' 
quindi con i partner, sui quali 3Com ha sempre investito, potendo oggi contare su una rete di | 
partner ormai consolidata su tutto il territorio nazionale in grado di offrire servizio e supporto 
alle PMI in Italia ". 

k _ _ — . J 



Web Site Filter for Internet Firewalls, 
disponibile separatamente, che estende 
le capacità di filtro di Internet di ciascun 
firewall Internet della famiglia 
OfficeConnect. Filtra automaticamente 
l'accesso dalla LAN a migliaia di siti Web 
giudicati inadeguati all'utilizzo business e 
fornisce agli utenti la possibilità di sele¬ 
zionare 12 categorie di siti Web in modo 
che l'accesso a Internet possa venire 
adattato alle esigenze dell’azienda. Nello 
stand 3Com abbiamo visto la sua più 
recente novità: si chiama 3Com 
OfficeConnect 56K Business Modem, 
ed unisce caratteristiche operative eccel¬ 
lenti e convenienza in un'unica soluzione 
ad alte prestazioni. Pensato per le piccole 
e medie imprese, il nuovo modem pre¬ 
senta una serie di funzioni a valore 
aggiunto poco comuni a questa categoria 
di prodotti, quali un ampio bundle di solu¬ 
zioni software, la tecnologia avanzata di 
compressione V.42 bis, tool di sicurezza 
e configurazione e una garanzia lifetime 
limited. OfficeConnect 56K Business 
Modem include ControlCenter, un'ele¬ 
gante interfaccia grafica che consente un 
accesso "point-and-click” a numerose 
caratteristiche del modem, tra le quali i 
livelli di sicurezza, la diagnostica delle 
connessioni e gli aggiornamenti dei dri¬ 
ver. Nella progettazione del Business 
Modem, 3Com ha puntato ad offrire 
tutte le principali funzionalità modem di 
taglio business senza necessità di una 
complessa configurazione o manutenzio¬ 
ne. Ad esempio, per eliminare le lunghe 
navigazioni sul Web alla ricerca delle più 
recenti release del firmware, 
ControlCenter presenta una funzione di 
AutoUpdate, attraverso la quale è possi¬ 
bile notificare agli utenti registrati i codici 
delle nuove versioni ogni volta che essi si 
collegano ad Internet, dando loro la pos¬ 
sibilità di aggiornare con un semplice 
click. Inoltre, la funzione Remote 
Configuration di 3Com OfficeConnect 
56K Business Modem - accessibile tra¬ 
mite ControlCenter - rende più semplice 
il supporto agli utenti remoti, quali forza 
vendita o telelavoratori. Come tutti i 
modem 3Com V.90, il nuovo 
OfficeConnect 56K Business Modem è 
progettato per offrire i migliori collega- 
menti possibili. Compatibile con la tecno¬ 
logia x2 di U.S. Robotics, il modem sfrut¬ 
ta al meglio l'esclusiva tecnologia adapti- 
ve speed leveling di 3Com, che consen¬ 
te di raggiungere connessioni avanzate 
ed alte velocità anche in caso di condizio¬ 
ni di linea disturbata. Anche se la 
Universal Serial Bus (USB) non è ancora 
completamente implementata in 
Windows 98, il Business Modem offre 
già l'hardware per sfruttare al meglio 
questo potenziale di velocità con un 
semplice aggiornamento nel firmware. In 


questo modo, gli utenti potranno adotta¬ 
re lo standard USB senza dover acquista¬ 
re un nuovo modem. Disponibile ad otto¬ 
bre, OfficeConnect 56K Business 
Modem sarà distribuito a un prezzo di lire 
442,000 IVA esclusa. In ambito LAN 
Telephony, è stato presentato 3Com 
NBX 100 Communication System, il 
primo dispositivo che consente alle 
aziende in crescita di disporre di un'unica 
infrastruttura di rete per gestire voce e 
dati all'interno delle proprie reti locali, in 
modo semplice, intuitivo ed economico. 
Orientato al mercato delle grandi impre¬ 
se è l'ampliamento nell'offerta 3Com di 


soluzioni networking di livello carrier ed 
enterprise, con particolare enfasi sulle 
innovative soluzioni per l'accesso remo¬ 
to. Alle crescenti esigenze in ambito 
VPN, che vanno dall'implementazione di 
infrastrutture di rete in grado di gestire 
applicazioni convergenti, alla possibilità di 
implementare i più sofisticati protocolli di 
sicurezza, 3Com risponde presentando 
nuove soluzioni basate sulla piattaforma 
PathBuilder. 

Per informazioni: 

3Com, 

h ttp://www. 3com. it 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


51 







DIGITAL IMAGING 


di F Fulvio Castellano 


1 99U 

smau7 


Hewlett-Packard landa la nuova generazione di macchine fotografiche 
digitali e stampanti HP PhotoSmart 


Hewlett-Packard annuncia la nuova gene¬ 
razione di fotocamere digitali e stampanti 
della lìnea PhotoSmart. nate per stampare 
immagini di qualità fotografica anche senza 
l'utilizzo del PC. PhotoSmart C500 è la 
nuova fotocamera digitale dedicata a tutti gli 
utenti che cercano qualità e funzionalità in 
un prodotto che combina risultati da veri 
professionisti e semplicità d'uso basta solo 
inquadrare e scattare 

PhotoSmart C500 offre immagini di qualità 
elevata grazie a una risoluzione di 2 Mp, è 
dotata di zoom digitale 3x ottico/2x, di batte¬ 
rie NiMH e consente l'innovativa funzione di 
stampa wireless: grazie alla tecnologia a 
infrarossi JetSend, è possibile, infatti, stam¬ 
pare in maniera veloce con le nuove stam¬ 
panti PhotoSmart PI000 e PI 100, semplice¬ 
mente premendo un pulsante sulla fotoca¬ 
mera. Il display LCD da 2 pollici consente dì 
visualizzare le foto sia in anteprima che 
dopo lo scatto La C500 comprende una 
scheda di memoria flash da 16 MB ed è 
compatibile con i sistemi Mac dotati di 
ingressi PC e USB. PhotoSmart C200 e la 
soluzione ideale per coloro che acquistano 
per la prima volta una fotocamera. Questo 
modello offre una risoluzione di 1 MP e 
dispone di uno zoom digitale 2x, di una 
scheda di memoria flash da 8 MB e di un 


display LCD da 1,8‘ per l'anteprima e la 
visualizzazione delle foto già scattate Le 
stampanti PhotoSmart PI000 e P1100 
offrono una eccellente combinazione di qua¬ 
lità fotografica e velocità e consentono dì 
stampare direttamente dalle fotocamere 
digitali senza l'utilizzo del PC Molto versatili, 
i due modelli consentono di ottenere del 
testo nitido e grafica di ottimo livello garan¬ 
tendo le stesse prestazioni della nuova 
DeskJet 970Cxi. Grazie alla tecnologia HP 
PhotoRET III Precision che assicura un'e¬ 
missione molto precìsa di un elevato nume¬ 
ro di gocce di inchiostro con la piu alta fre¬ 
quenza all'interno della gamma InkJet, è 
possibile ottenere una eccellente qualità del¬ 
l'immagine senza compromettere la velocità 
di stampa In particolare, la PhotoSmart 
P1100 prevede l'opzione di stampa 
fronte/retro e la possibilità di produrre fino a 
12 pagine al minuto in bianco e nero e 10 
ppm a colori. La PhotoSmart PI 000 stampa 
11 pagine al minuto in modalità B/N e 8.5 
ppm a colon. Disponibilità dai primi di 
dicembre '99. Infine, HP Photo Idea Kit con¬ 
sente di realizzare progetti di 'imaging digita¬ 
le' con risultati professionali e comprende: 
un CD con software MGI PhotoSuite II SE 
per Windows 95/98 e NT 4 0 per ritoccare, 
ridimensionare e modificare le foto. Non 




'// 


solo: con il CD è possibile creare, memoriz¬ 
zare e condividere progetti quali album e 
collage fotografici, biglietti da visita e carte 
lettera, slide show con sfondi ed effetti 
sonori e album Web da condividere fra più 
utenti: una selezione di 13 fogli di carta per 
stampanti HP a getto d'inchiostro; una bro¬ 
chure di istruzioni per l'installazione del CD 
Il Photo Idea Kit è commercializzato insieme 
a cartucce InkJet selezionate per i modelli 
DeskJet 600, 700 e 800. 

Per informazioni: 

Hewlett-Packard 
Tel 0292121 


• PERIFERICHE 


IBM Infoprint Color 8: nuova stampante a colorì professionale 


IBM ha annunciato la nuovissima prima 
'piccola' Infoprint Color 8. una stampante 
laser workgroup progettata per realizzare 
stampe a colon di documenti aziendali A 
differenza delle stampanti oggi disponibili, 
l'ultimo modello della linea Infoprint e in 
grado di produrre ben 8 pagine al minuto, 
sia a colori che in b/n, assicurando ottime 
prestazioni. 

Infoprint Color 8 ha disponibile 
un controllo automatico che 
invia agli amministratori 
di sistema dei messag¬ 
gi di errore tramite e- i 
mail. Migliorando ulte- j 
riormente le funzioni di 
gestione della stam¬ 
pante. l'utility Network 
Prmt Manager per Win 
9x e NT consente agli 


utenti di momtorare attivamente in tempo 
reale lo stato di più stampanti, fornendo 
contemporaneamente agli amministratori 
di rete un'interfaccia grafica semplice e 
intuitiva Scaricabile gratuitamente dal 
Web. questa utility permette di installare, 
configurare e controllare le stampanti in 
remoto da qualsiasi postazione di rete 
L'emergente modello di e-business preve¬ 
de la possibilità di accedere in 
tempo reale, e da qualsiasi 
luogo, alla rete globale. 
Infoprint Color 8 risponde 
a queste esigenze con il 
supporto Internet Printmg 
Protocol. Grazie a questo 
standard gli utenti e gli 
amministratori di rete pos- 
W sono accedere alle risorse di 
f stampa attraverso la rete 


Infoprint Color 8 è in grado di realizzare 
stampe di alta qualità, con una risoluzione 
di 600 x 600 punti e fino a 8 ppm a colori, 
Un vassoio standard da 500 fogli per piu 
formati (fino all'A4) soddisfa le esigenze di 
un'ampia gamma di applicazioni a colori 
per l'ambito aziendale. 

Infoprint Color 8 è conforme alla gestio¬ 
ne dell'anno 2000 e dell’Euro; è compati¬ 
bile con i più comuni sistemi operativi, 
quali IBM AIX, OS/400 e OS2, Windows 
3 x/95/98 e NT 4 0; Apple Macintosh; Sun 
Solaris ed altri ambienti UNIX. I linguaggi 
supportati sono PCL 5c e Adobe 
PostScript 3. 

Per informazioni: 

IBM. 

Tel 02 59621 
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52 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









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Con Image Time l'informazione è on-line 


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RealNetworks. Le interviste sono 
disponibili anche nella sola versio¬ 
ne audio e un'apposita form per¬ 
mette di porre domande agli inter¬ 
vistati e di ottenere una tempestiva 
risposta nella propria casella di 
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gestire in 
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Due momenti della dimostrazione effettuata 
da IBM sul suo PC ~indossatale * 


gli accessi, 
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re eccessivi 
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tempestività 
dell'operazio¬ 
ne, che 
dovrebbe 


Il sito dedicato da Image Time a SMAU 99 permette 
l'accesso alle interviste ordinate per persona o per 
azienda 


raggiungere gli interessati entro le 24 ore 
successive all'evento recensito. 

Image Time opera dal 1986, e si è specia¬ 
lizzata nel marketing e nella comunicazione 
d'impresa di aziende operanti nell'alta tecno¬ 
logia. Dopo anni di costante crescita è oggi 
al primo posto tra le agenzie che si occupa¬ 
no di informatica e tra le prime cinque in 
senso assoluto, con 
circa 7 miliardi di fattura¬ 
to e 35 dipendenti. 

Dal 1998 si è delineata 
per Image Time un'im¬ 
portante collaborazione 
con l'Agenzia americana 
Brodeur Worldwide, 
che ha acquisito quote 
della società, portando 
al recente cambiamento 
della ragione sociale il 
Brodeur Image Time. 


Per informazioni: 

Brodeur Image Time, 
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L'agenzia di pubbliche relazioni Image 
Time, che vanta clienti come IBM, Olivetti 
Lexicon, Data General e Oracle, ha deciso di 
dare fiducia alla rete delle reti quale stru¬ 
mento per un'informazione più tempestiva 
e versatile. Le iniziative proposte da Gianni 
Catalfamo aiuteranno gli addetti ai lavori e i 
curiosi, che vorranno accedere al sito 


lwww.imaqetime.com, a riceverti in antepri¬ 


ma comunicati stampa e comunicazioni 
sugli eventi. 

L'ultima novità, pro¬ 
posta in occasione di 
SMAU '99. è la possi¬ 
bilità di ricevere, quasi 
in tempo reale, intervi¬ 
ste in streaming video 
e audio a tecnici e diri¬ 
genti delle società 
clienti, aiutando a risol¬ 
vere la mancanza del 
dono dell'ubiquità che 
affligge molti giornali¬ 
sti del settore 
dell'lnformation Tech¬ 
nology. 

Il sito di Image Time 
predisposto per que¬ 
sto SMAU (smau.ima- 
getime.it) ospita una 
prima sperimentazio¬ 
ne di questa procedu¬ 
ra che, visto il successo ottenuto, verrà 
impiegata per molte delle conferenze che si 
susseguiranno nel corso dell’anno. 

Gli interessati potranno seguire, ad esem¬ 
pio, le interviste rilasciate da IBM sul PC 
Wearable e sul Microdrive o ricevere infor¬ 
mazioni sul progetto di digitalizzazione della 
pietà di Michelangelo, a patto di disporre 
dell'apposito plug-in, Reai Player G2. scari¬ 
carle seguendo il link alle pagine di 


• INFORMAZIONE 


L'Agenzia ANSA è ora sul telefonino: arrivano in voce notizie 
e aggiornamenti 


Il notiziario Ansa trova anche la voce, 
quella dei propri giornalisti che leggeranno 
le ultime notizie trasmesse dall'Agenzia 
Questo nuovo prodotto troverà una prima 
concreta applicazione grazie ad un accor¬ 
do con TIM (gruppo Telecom Italia) Il 
nuovo servizio, con la collaborazione della 
società Acotel, offre infatti a tutti i clienti 
TIM - GSM e Tacs - la possibilità di ascol¬ 


tare 24 ore su 24 le ultime notizie Ansa: 
chiamando il numero 9696; nella fase spe¬ 
rimentale il servizio sarà gratuito 
La salute è protagonista di un nuovo 
spazio Internet firmato Ansa All'indirizzo 
lwww.ansa.it/salutd si può infatti consulta¬ 
re Ansa Salute, il nuovo notiziario dove 
trovano spazio tutti i temi della sanità pri¬ 
vata e pubblica e che è dedicato non solo 


agli operatori del settore, che potranno 
consultare, con apposito abbonamento, 
notizie utili per il loro lavoro, ma anche a 
tutti i cittadini che vogliono essere infor¬ 
mati sui temi della salute. 

Per informazioni: 

Ansa, 

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54 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




































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SISTEMI OPERATIVI 


di Riccardo Pini 


1 99U 

smau7 


OS/2 allo SMAU 1999 


Piccolo viaggio nello stand della 
IBM allo SMAU appena conclu¬ 
sosi alla ricerca del nostro 
benamato sistema operativo, 
che anche se sotto diverse 
forme continua a vivere. 


Come l'introduzione riportava, la 
tecnologia di OS/2 continua a 
vivere, quantomeno nel campo 
dell’IT aziendale. Quest'anno, 
infatti, allo SMAU nel poderoso 
stand di IBM era presente niente¬ 
meno che OS/2 Warp Server For 
E-Business, meglio conosciuto dagli 
addetti ai lavori come Aurora, e 
WorkSpace On-Demand (WSOD) 2 0 
Lo stand di IBM era caratterizzato da 
una struttura simmetrica, con zone 
monotematiche che curavano un parti¬ 
colare aspetto dell'e-business, la parola 
d'ordine di IBM quest'anno allo SMAU 
era infatti: "my business e-business". 
Ritorniamo ad OS/2, che veniva ospita¬ 
to in una delle principali zone dello 
stand: la "software', per la precisione 
nelle "IBM Secureway Host Integration" 
e "IBM Securway WorkSpace On- 
Demand" Le due zone, contigue, vede¬ 
vano Aurora su di un portatile IBM 
Thinkpad 600E che serviva un WSOD 
su IBM Thinkpad 760XD. Un esempio 
quindi di implementazione di un'archi¬ 
tettura server-client tra soli due compu¬ 
ter, L'Hub era un Netgear Ethernet. Il 
software presente sulle macchine era: 
nel server DB2. Lotus Domino Go Web 
Server, Notes, SmartSuite, Netfimty, 
Java Development Kit Technology 
Edition, Ed in più gli script di configura¬ 
zione per gestire esempi di host sul 
Client quali: Dos/W3.11, Windows 9x, 
Linux. Importanti questi ultimi due 
visto il peso che ha, nel caso di Win 98, 
e che sta avendo, nel caso di Linux, nel 
mondo dei computer aziendali; e paral¬ 
lelamente in quello delle grandi reti 
dove ormai è facile trovare una certa 
eterogeneità di sistemi operativi e dove 
è quindi necessario per il server posse¬ 
dere la capacità di gestire in modo 
completamente trasparente all'utente 
diversi ambienti (concetto della scalabi- 
lità). Un esempio di questo lo possiamo 
vedere nella esemplificazione dimostra¬ 



ta allo stand dì come accedendo dal 
client/host WSOD in configurazione 
Windows 95 "long" si potesse avere a 
disposizione programmi quali: Java 
Word Processor, Java SpreadSheet, 
Netscape Communicator, Form 
Letters, terminale 3270, immagine di 
quanto era presente sul server, e di 
come con facilità estrema, ricollegan¬ 
dosi come altro utente, si avesse 
accesso ad una scrivania compieta- 
mente diversa. Per la precisione, nel 
caso di Windows 95 è necessario chiu¬ 
dere e riavviare una sessione nuova 
(arresto del sistema). Mentre nel caso 
di Client OS/2 (WSOD) basta un refresh 
di scrivania, molto più pratico e intuitivo 
oltre che sicuro. Per entrambi è però 
necessario selezionare tramite un cam¬ 
biamento di focus un diverso script sul 
server Aurora. Una nota a parte lo meri¬ 
ta Il programma shareware Injoy pre¬ 
sente sul server come "enhancement" 
del Dial-Up standard di Aurora. Il pro¬ 
gramma è disponibile anche per OS/2 
Warp 4 presso la BM T Micro 
|u hiì //vvww bmtmicio comi Era anche 
presente la beta di Netscape 
Communicator 4.61, ultima release del 
browser di Netscape per OS/2 con 
navigazione vocale. Mentre vi scrivo 
questo programma è disponibile in ver¬ 
sione definitiva sul sito IBM (sezione 
Software Choice) 

Questa è stata anche la prima uscita 
ufficiale allo SMAU di OS/2 Warp 
Server For E-Busmess Ovvero di OS/2 
in versione server. Anche se sembra 
che il Client verrà portato avanti sino al 
2003 con aggiornamenti di fixpack e 
device driver, l'IBM è sempre più orien¬ 


tata verso un'architettura di server- 
thinclient/host computer come ter¬ 
reno di applicazione della tecnolo¬ 
gia di OS/2, infatti la rete presente 
allo stand dava dimostrazioni di 
strutture con Aurora come primary 
domain controller, e WorkSpace 
On-Demand come esempi di 
implementazioni di netstation, thin- 
client e Windows-client II supporto 
di Aurora ad una ampia gamma di 
Client aiuta a preservare gli investi¬ 
menti già fatti in hardware e 
software oltre a permettere una 
più accurata gestione del costo 
totale di possesso. Questo viene 
realizzato da servizi software quali 
il supporto di più File System e 
dalla tecnologia JFS combinata con il 
LVM. 

Il JFS, Journaled File System, e il 
LVM. Logicai Volume Manager, hanno 
lo scopo di fornire veloci tempi di recu¬ 
pero, facilitare il compito di amministra¬ 
zione bilanciando in modo dinamico le 
richieste di file, ad esempio espanden¬ 
do dinamicamente partizioni ad interi 
volumi su diversi dischi fisici senza 
riformattare mantenendo una compati¬ 
bilità verso applicazioni esistenti su File 
System quali FAT. HPFS. 386HPFS ed 
avere file o partizioni fino a 2 Terabyte; 
oltre a permettere l'assegnazione in 
tempo reale delle lettere dei drive, 
Questa enorme flessibilità e potenza 
non necessita di un vero e proprio 
hardware da "server", anche un sempli¬ 
ce Pentium II con una quarantina di 
Megabyte di RAM come era il compu¬ 
ter in prova basta. Questo dimostra 
ancora una volta la semplicità e la com¬ 
pattezza del codice di OS/2 e la logica 
intuitiva della sua GUI, tanto che è pos¬ 
sibile usare un "semplice" portatile 
come server. Limitatamente ad un 
certo carico, chiaramente. Il discorso di 
un'attenta programmazione trova 
riscontro nella presenza nel pacchetto 
di Aurora di numerosi servizi integrati, 
alcuni esempi possono essere: l'IBM 
WebSphere Application Server 1.1, 
Domino Go Web Server, Java e LDAP 
toolkit, il Tivoli Lightweight Client 
Frameworks (prodotto di gestione IT 
per controllare applicazioni, sistemi e 
reti da un unico punto di controllo via 
Internet); Netfinity 5.2; il File System 

Continua a pag. 58 


56 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 








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NFS (che permette a drive AIX o UNIX 
di diventare risorse condivisibili per 
Aurora e i suoi clienti; oltre alle miglio¬ 
rie apportate al TCP/IP (che supporta 
64k di socket concorrenti, ed un miglior 
utilizzo del processore e della latenza 
nel trasferimento dati, e orinazione con 
chiave a 56 bit); all'uso intensivo del 
DDNS e DHCP; il PSnS (sistema di 
backup che supporta una vasta gamma 
di periferiche tipo IOMEGA Jaz e ZIP e 
che presenta una duplice forma di 
gestione: o GUI o a linea di comando 
tramite anche script in REXX o C, oltre 
alla nuova funzionalità di "dual-device 
backup set"). Tutto questo rende dispo¬ 
nibili strumenti per la costruzione e la 
gestione di siti Web, di Java servlet 
che risiedono sul server, e ai Client on- 
demand, rendendo cosi possibile anda¬ 
re oltre ai limiti del CGI e degli script 
PERL, inoltre questi servlet possono 
fornire forme ad accesso sicuro a sot¬ 
tostanti database, a sistemi basati su 
transazioni e ad applicazioni generando 


contenuti dinamici per client Web. Qui 
si inserisce la famiglia Lotus Domino: 
messaggistica e server di applicazioni 
Web. 

Queste caratteristiche di OS/2 Warp 
Server For E-Business trovano il giusto 
complemento in WorkSpace On- 
Demand 2.0, definibile come un client 
leggero in tre componenti basato su 
processori X86, ovvero un ambiente 
per network computing. WSOD consi¬ 
ste in un ambiente client e da server 
utility che hanno il compito di ammini¬ 
strare il primo, il quale prende tutto il 
codice necessario dal server (non c'è 
software sul client, salvo caching). Il 
secondo componente di WorkSpace 
On-Demand, il Manager, è un set di uti¬ 
lity utilizzate per installare configurazio¬ 
ni e mantenere l’hardware ed il softwa¬ 
re del client. Il terzo (disponibile come 
add-on) è il Feature for Windows 
Client, e fornisce il supporto per il roa- 
ming degli utenti, gestione dei desktop 
e delle applicazioni centralizzate sul 
server, Per concludere, il prodotto con¬ 
tiene anche il Network Station 


Manager V3.00 per gestire le IBM 
Network Station: computer di rete e 
workstation baste su processori X86 
usati come thinclient. 

Le dimostrazioni a cui ho potuto assi¬ 
stere, dimostrano la reale capacità di 
OS/2 che. come tecnologia informatica, 
è adattabile ad esigenze quali quella 
aziendale-mission criticai come lo e un 
server o essere capace di fornire un 
client leggero come WorkSpace On- 
Demand compatibile ora con tutti i più 
diffusi sistemi operativi. La prova è evi¬ 
dente se si apre un prompt dei coman¬ 
di e digitando ver/r ritroviamo la scritta 
OS/2 Warp 4.xxx. Il cuore anche se 
ammodernato è lo stesso. Tutto que¬ 
sto è stato OS/2 allo SMAU '99. 

Si ringrazia per la disponibilità e l'e¬ 
strema gentilezza i Sigg. Marco 
Raimondo (IBM) e Damele DeGioannmi 
(IBM). 


Per informazioni: 

IBM, 

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58 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









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Creative Labs: Multimedia a non finire! 


L’azienda tedesca specializzata in 
prodotti per comunicazione dati e 
computer grafica ha presentato le 
sue ultime novità allo SMAU ‘99. 


Allo SMAU Creative Labs ha presen¬ 
tato una nutrita serie di nuovi prodotti 
multimediali. Le novità più importanti 
riguardano la nuova linea di schede 
grafiche 3D Blaster. note agli utilizza¬ 



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ni/////1 nm 

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1 I ) 


u ' 

• 1 Hrmi/rmitj l'iprlinn • / Clumrti) Immuri • f )«mm Ah ultimimi 


tori per la loro potenza ed il realismo 
della visualizzazione La scheda top 
della nuova serie adotta la tecnologia 
GeForce 256, sviluppata di NVIDIA 
GeForce e un rivoluzionario processo¬ 
re grafico che trasferisce tutte le fun¬ 
zioni di rendering tridimensionale 
all'interno della scheda video; proprio 
per questo è stato definito una GPU, 
cioè una Graphics Processing Unit. 
Scaricando dalla CPU del computer i 
pesanti calcoli richiesti per la grafica 
3D, GeForce 256 consente la creazio¬ 
ne di giochi dotati di geometrie molto 
piu dettagliate, di una intelligenza arti¬ 
ficiale migliore e di una più accurata 
simulazione delle leggi fisiche, con il 
risultato di avere una giocabilità anco¬ 
ra piu coinvolgente La scheda 3D 
Blaster TNT2 M64 è invece una sche¬ 





da grafica di elevata qualità e versati¬ 
lità, caratterizzata da un rapporto prez¬ 
zo prestazioni estremamente favore¬ 
vole. La nuova scheda puù essere uti¬ 
lizzata con profitto in una grande 
varietà di applicazioni, dal desktop ai 
videogiochi, dal CAD al tempo libero. 
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immagini riprodotte 
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ta I/O (digitali, ottiche ed elettriche) da 
posizionare direttamente sul fronte 
del PC (bay da 5Ó1/4) e una ricca 
serie di software musicali che rendo¬ 
no la nuova scheda un prodotto deci¬ 
samente completo, da veri professio¬ 
nisti. Fra questi, Cubasis VST che pre¬ 
vede WaveLab e Recycle della famosa 
casa produttrice di software musicali 
Steinberg, un programma per l’editing 
musicale del formato MP3 e, natural¬ 
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campioni in formato SoundFont. 


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Rollcage e Aliens Versus Predator. 

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La nuova telecamera Creative è la 
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gini stili ad alta risoluzio¬ 
ne e sequenze video a 
colori per Internet. Video 
Blaster WebCam3 si basa 
su un sensore CMOS 
avanzato che possiede 
una risoluzione oltre tre 
volte maggiore rispetto ai 
modelli WebCam delle 
precedenti generazioni 
La nuova videocamera, 
che utilizza per il collega¬ 
mento un bus USB, con¬ 
sente di ottenere imma¬ 
gini molto dettagliate, 
grazie ad una lente 
di alta qualità e 
un circuito 
hardware 
avanzato 
per l'acqui- 
sizione e la 
“ compressio¬ 
ne delle immagini 

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DTT2500 Digital 

Il nuovo sistema di riproduzione porta 
l'esperienza del digitai surround alla 
portata di chiunque possieda un PC 
con DVD dotato di uscita audio Dolby 
Digital o di un lettore domestico di 
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Digital non richiede decoder né amplifi¬ 
catori: il sistema è già completo. Con 
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DVD da salotto è possibile ottenere il 
vero suono Dolby Digital multi¬ 
canale (5.1) utilizzato nei film. 
DTT2500 Digital può, inoltre, 
essere collegato via DIGITAL DIN 
a una scheda audio Creative 
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re l'audio surround anche ai filma¬ 
ti e ai videogiochi. Oltre al Dolby 
Digital, il sistema DTT2500 Digital 
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Continua a pag 62 


60 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 








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gli sviluppatori. Disponibile Pi» Punir orv.ì Intel/Win 95/98 ■ NT; Dee Alpho/NT; PoweiMoc/System 
7.6.1 o sup., SGI Silicon Grophics/lrix 5.2 o sup. / SUN Sun Microsystems/Soloris 2.5,1 o sup. LightWave 
30 è stato utilizzato per creare effetti speciali in: litanie. Star Ttek: Voyager, Star Trek: Deep Spoce Nice, 
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Segue da pag. 60 



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Logic (sia da ingresso digitale che ana¬ 
logico) e Creative Multi Speaker 
Surround (CMSS) con speciali modalità 
per musica e film con elaborazione dei 
formati digitali e analogici e audio sur¬ 
round. 


PC-DVD Blaster 6X 

Già disponibile nei migliori negozi, il 
nuovo sistema DVD Creative consiste 
di un drive DVD-ROM 6X ultra veloce e 
di un riproduttore software, WmDVD, 
per la visione dei film su DVD. PC-DVD 



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Blaster 6X è realmente una soluzione 
DVD ’plug and play 1 e opzioni quali 
schede per l’audio Dolby Digital AC-3 o 
l’uscita TV possono essere tranquilla¬ 
mente aggiunte in un secondo momen¬ 
to. In più, il nuovo prodotto offre tutte 
le funzionalità dì un drive CD-ROM 
24X. Grazie a una capacità fino 25 volte 
maggiore di quella dì un CD-ROM, il 
DVD garantisce una flessibilità di gran 
lunga superiore. I videogiochi offrono 
una maggiore interattività, mentre i film 
possono vantare una colonna audio in 8 
lingue, 9 differenti angolazioni di ripre¬ 
sa e 32 tracce per i sottotitoli. Il 
software di decodifica MPEG2 
WinDVD consente di guardare un film 
DVD dì alta qualità a un prezzo accessi¬ 
bile. 

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Creative Labs 
Tel 028228161 


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Da Dragon la soluzione per dettare ovunque 


Da molto tempo Dragon Systems ha 
dichiarato guerra alle tastiere e con l’annun¬ 
cio della versione italiana di Dragon Natu- 
rallySpeaking Mobile potremmo veder spari¬ 
re anche quelle dei computer portatili. 

Si tratta di un sistema che integra la ver¬ 
sione Preferred del noto software di ricono¬ 
scimento vocale NaturallySpeaking con un 
medito registratore digitale e un programma 
specifico per il riconoscimento del parlato 
registrato. Il piccolo registratore pesa circa 
100 grammi (incluse le batterie) e può esse¬ 
re comodamente riposto nel taschino della 
camicia; il suo sofisticato microfono permet¬ 
te di registrare testo e comandi di editing e 
formattazione anche in ambienti rumorosi 
senza l’ausilio dì un microfono a cuffia, gra¬ 
zie ad un'apposita funzionalità di riduzione 


dei disturbi. L’interfacciamento con il com¬ 
puter avverrò tramite una seriale ad alta 
velocità e le parole verranno trascritte in un 
tempo più breve rispetto a quello impiegato 
per dettarle. Nel registratore è incorporato 
un altoparlante, uno schedario multiplo, un 
segnale di ora e data e un display LCD 
retroilluminato. Con la memoria inte¬ 
grata è possibile registrare quaranta 
minuti di dettato, ai quali se ne possono 
aggiungere altri 81 utilizzando schede 
aggiuntive di memoria flash del tipo di quel¬ 
le disponibili per le fotocamere digitali. Il 
testo viene memorizzato in un particolare 
formato, la cui compressione è studiata per 
non perdere le informazioni necessane ad 
un'accurata trascrizione. Dragon 
NaturallySpeaking Mobile richiede un 



Pentium 133 con 32 Mbyte di RAM ed è già 
disponibile al prezzo di 699.000 lire IVA 
compresa. 

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Incas è in maggior produttore-distributore 
di materiali di consumo per stampanti pre¬ 
sente in Italia. Infatti, oltre a distribuire pro¬ 
dotti originali delle migliori marche e alter¬ 
native di alta qualità, è impegnata nella rea¬ 
lizzazione di cartucce "refilled", che per¬ 
mettono di risparmiare fino al 40% senza 
veder decadere la qualità di stampa. 
Questa tecnica è basata sul recupero delle 
cartucce originali esauste per stampanti HP 


e Canon che vengono testate, lavate con 
particolari liquidi e quindi ricaricate con 
inchiostri di produzione INCAS, ottenendo 
prodotti che coniugano il risparmio e il 
rispetto dell'ambiente. Altri interessanti pro¬ 
dotti INCAS sono le cartucce HP e Lexmark 
modificate per ospitare, sulla sommità, un 
serbatoio di colore aggiuntivo sostituibile 
fino a 6 volte, con questo sistema l'abbatti¬ 
mento dei costi di stampa può raggiungere 


il 50%. Per il mondo delle laser e delle foto¬ 
copiatrici Incas produce toner senza drum 
molto economici e ha in catalogo anche un 
vasto assortimento di prodotti per stampan¬ 
ti a impatto, che, almeno in Italia, sono ben 
lontane dallo scomparire. 

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62 


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Olidata Lightnote: notebook ultraleggero, 
che si potrà acquistare anche via Internet 


Per la presentazione dei nuovi pro¬ 
dotti, delle strategie e degli obiettivi 
aziendali, Olidata sceglie la propria 
sede in alternativa allo SMAU. 


Elegante, leggero, completo: entra in 
una borsetta, ed è un computer porta¬ 
tile completo e affidabile. 

Olidata presenta Lightnote, il subno¬ 
tebook ideale per chiunque si sposta 
spesso, per lavoro o studio, e desidera 
avere sempre con sé un sistema com¬ 
pleto, con la possibilità di collegarsi ad 
Internet ed in grado di comunicare 
senza fili (tramite la porta FIR) con altri 
dispositivi, p.e. la stampante o con un 
altro notebook. Oltre alle dimensioni e il 
peso, il Lightnote si distingue per l'uso 
del touch screen come dispositivo di 
puntamento, consentendo la selezione di 
funzioni o di oggetti direttamente sullo 
schermo con il dito o con la penna a cor¬ 
redo. La dotazione del Lightnote è di 
tutto rispetto: CPU Pentium 266 MHz 
MMX, 32 Mbyte di RAM (espandibile 
fino a 96 Mbyte), display Lcd da 8,2" 
800 x 600 con 256.000 colori visualizzabili 
grazie alla memoria video di 1,2 Mbyte, 
fax modem integrato da 56K, disco rigido 
da 3,2 Gbyte, audio stereo 16 bit. Il tutto 
contenuto in soli 26x14 x3 cm, per un 
peso di 1,3 Kg. Il Lightnote comprende 
una completa dotazione di interfacce: 
oltre alle classiche seriale e parallela, è 
presente una porta Usb, uno slot Pc Card 
PCMCIA di tipo II e la porta IrDA, Il floppy 
e Cd sono esterni, contribuendo a ridurre 
il peso complessivo e l'ingombro del 
notebook. Windows 98 è preinstallato 
sul disco rigido, assieme alla suite per 
l'ufficio di Lotus comprendente un word 
processor, il foglio di calcolo 1 -2-3 ed altri 
tool specifici per la produttività individua¬ 
le. Anche questo prodotto sarà disponibi¬ 
le in molti punti vendita in Italia, grazie 
alla presenza della società nella Grande 
Distribuzione Organizzata (ipermercati, 
centri commerciali, ecc.), oltre ad essere 
acquistabile anche via Internet, attraverso 
il nuovo sito per e-commerce di Olidata, 
in fase di attivazione. 

Olidata ha anche presentato la sua stra¬ 
tegia e gli obbiettivi aziendali. Il mercato è 
divisibile in tre segmenti: la pubblica 




amministrazione (PA) e i grandi utenti 
(LA, Large Account), il consumer - GDO 
(grande distribuzione organizzata) e 
SOHO (Small Office Home Office), per 
quest'ultimo è utilizzato come canale di 
vendita quello dei Dealer forte di 72 cen¬ 
tri. Attualmente Olidata ricopre un ruolo 
di primo piano come produttore di PC a 



Con l’occasione, l'Ing. Savim ci ha accompagnalo in 
visita ed illustrato l'azienda: gli uffici, lo stabilimento 
e i vari laboratori, nella foto uno scorcio dei banchi di 
collaudo della produzione. 



Il banco di installazione del software. 


livello nazionale, con 1*8,2 % del mer¬ 
cato. Il punto di forza della società è il 
"build to order”: costruire su ordina¬ 
zione, mantenendo una struttura 
molto snella e flessibile, con investi¬ 
menti di magazzino mirati e la garanzia 
della disponibilità immediata delle con¬ 
figurazioni più comuni. Il cliente può 
quindi scegliere la configurazione otti¬ 
male per le sue esigenze, sapendo 
che il prodotto che riceverà sarà stato 
costruito appositamente e con le spe¬ 
cifiche richieste. La società, quotata in 
borsa al mercato telematico, ha fattu¬ 
rato nel primo semestre 1999 201 
miliardi, contro i 149,8 del 1998, otte¬ 
nendo in pratica un incremento del 
34%. L'obbiettivo per il 1999 è di rag¬ 
giungere un fatturato di 450 miliardi. 

L'azienda è in reallestimento: sono stati 
fatti importanti investimenti, soprattutto 
in Cile (Sud America), dove è stata rileva¬ 
ta una struttura preesistente, e dove ora 
Olidata, con oltre 5000 PC prodotti l'an¬ 
no, rappresenta la seconda realtà di IT del 
paese (dopo Compaq). Un ulteriore inve¬ 
stimento è stato effetuato in ambito post 
vendita, con l'inaugurazione di un servi¬ 
zio di assistenza tecnica on-line (disponi¬ 
bile gratuitamente per tutti gli utenti di 
PC Olidata) che si avvale di un prodotto 
software realizzato in collaborazione con 
Symantec, basato su PC Anywhere (MC 
ha pubblicato la prova di PC Anywhere 
sul numero 177 a pag. 244), Il software si 
trova preinstallato su tutti i PC Olidata e 
tramite una apposita icona sul desktop è 
possibile accedere al servizio di teleassi¬ 
stenza. Il meccanismo di funzionamento 
è molto semplice: al costo della telefona¬ 
ta tra l'utente ed il proprio provider 
Internet, è possibile connettersi al sito 
Web di Olidata e, riempiendo un modulo 
di registrazione, accedere al servizio. 

Il servizio non è automatizzato, in quan¬ 
to il controllo remoto è operato da un tec¬ 
nico che, potendo accedere al PC a 
distanza, è in grado di effettuare una 
serie di controlli diagnostici, oltre a poter 
trasferire file e ad interagire con l'utente 
tramite una finestra di dialogo. 

Per informazioni: 

Olidata, 

numero verde: 167-012032 
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di Aldo Ascenti 


GEO rinnova la linea di 

Monolith, dinamica società lombarda, che 
si occupa di mobile computing dal 1995, ha 
presentato la nuova gamma di prodotti rin¬ 
novati nella forma e nella sostanza. Tra i 
nuovi notebook il Focus ha un design 
accattivante ed è il portatile "leggero", con 
un prezzo a partire da 3.390.000 IVA esclu¬ 
sa e un peso di circa 2,7 Kg, che può sup¬ 
portare fino al Mobile Pentium II a 366MHz 
ed è dotato di un bel display a matrice atti¬ 
va da 12,1 pollici. Il GEO Prodigy è invece il 
modello di punta, dotato di un ampio 
schermo TFT da 14,1" XGA animato da 
una veloce scheda ATI Rage da 4 o 8 
MByte, si tratta di un all-in-one che può 
montare l'Intel P-ll a 400MHz e viene ven- 



sm^ 

portatili e display TFT 


duto con RAM a partire da 64MByte. Il 
Prodigy è disponibile con HDD fino a 10 
GByte ad un prezzo che parte dai 
4.590.000 più IVA. 

Ci sono novità anche nel campo dei moni¬ 
tor a matrice attiva, i cui volumi di vendita 
crescono costantemente. Molto interes¬ 
sante il modello VT150, un 15 pollici con 
un elevato livello di contrasto offerto a 
1.990.000. Nella stessa linea figurano 
modelli fino a 18,1 pollici, ma i prezzi sal¬ 
gono sensibilmente. 


Per informazioni: 

Monolith Italia Spa, 

\http://www.e-Qeo.nei 


• SOFTWARE 


di Aldo Ascenti 


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Soluzioni Computer Associates per la piccola e media impresa 


Si estende la gamma dei prodotti "facili" 
di Computer Associates, con programmi 
che conciliano la versatilità e la potenza dei 
prodotti Enterprise del leader mondiale 
nelle applicazioni mission criticai, con le esi¬ 
genze di facilità d'uso e di gestione e di 
limitazione dei costi proprie delle pic¬ 
cole realtà aziendali. 
Oltre alle già note le ver¬ 
sioni Workgroup di 
ARCservelT, soluzione 
completa per la gestione 
dello Storage sotto 
Windows NT e Net¬ 
Ware, e Jasmme, un 
potente database, l'uni¬ 
co completamente 
orientato agli oggetti, 
ecco Ingres II ovvero lo 
strumento Computer Associates per la 
gestione e lo sviluppo di applicazioni relazio¬ 



nali a n livelli integrato con una struttura 
client-server e un RDBMS professionale. Di 
Ingres II è stata annunciata una imminente 
versione per Linux, a confermare l'interes¬ 
se di CA per questo sistema operativo. 

Sul fronte della sicurezza InoculatelT è un 
antivirus per reti NT e Novell certificato 
dall'ICSA (International Computer Security 
Association) come in grado di rilevare il 
100% dei virus "in thè wild", mentre Guard 
IT è un sistema firewall che permette di fil¬ 
trare efficacemete gli accessi da Internet 
non autorizzati.Numerosi anche i prodotti 
dedicati alla gestione di rete come AimIT 
che raccoglie, aggiorna continuamente e 
gestisce un inventario degli asset di 
hardware e software. ShipIT che permette 
la gestione a distanza delle procedure di 
installazione, aggiornamento, disinstallazio¬ 
ne e controllo del software, DoublelT che, 
agendo in background, aumenta la larghez¬ 


za di banda disponibile 
nella rete tramite 
meccanismi di com¬ 
pressione dei dati, e 
ControllT per control¬ 
lare a distanza un 
sistema Windows. 

Altri pacchetti inte¬ 
ressanti, che comple¬ 
tano l'offerta CA, 
sono ServicelT per la 
gestione completa di 
un help desk con loca¬ 
lizzazione e controllo delle chiamate e solu¬ 
zione dei problemi, e Master IT che con¬ 
sente di analizzare le prestazioni di un sito 
Internet o Intranet e ottimizzarne l'accesso. 


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Per informazioni: 

Computer Associate s SpA, 
Vitto //www cui coni 


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Da Unidata Internet ad alta velocità e commercio elettronico 


Internet ad alta velocità 

In anteprima Unidata propone alle azien¬ 
de la nuova tecnologia ADSL (Asimmetrie 
Digital Subscriber Line), che consente alle 
aziende di accedere ad Internet a velocità 
elevata. Il servizio viene proposto, in una 
prima fase, in alcune zone di Roma, dove 
Unidata ha creato una vera e propria rete 


di infrastrutture per l'accesso ADSL. La 
nuova tecnologia ADSL consente di avere 
collegamenti con velocità fino a 2 megabit 
in download, cioè da Internet verso il 
computer, e in 512 kbit in upload, cioè dal 
computer verso Internet, mentre la SDSL 
(Simmetrie Digital Subscriber Line) con¬ 
sente collegamenti fino ad 1 megabit in 


ambedue le direzioni. I servizi offerti 
vanno dal DSL Classic. per aziende che 
hanno la necessità di collegare un buon 
numero di terminali, e il DSL Flex, che 
consente la connessione anche a chi ha 
un numero limitato di terminali. In questo 

Continua a pag. 70 


MCmicrocomputer n. 200- novembre 1999 


68 















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Segue da pag. 68 


caso assieme alla connessione ed al 
modem viene consegnata una unità deno¬ 
minata Unibox che racchiude le funzioni 
di router, firewall, proxy cache e mail ser¬ 
ver. 

L'amministrazione del dispositivo 
Unibox è molto semplice come anche 
l'aggiornamento del software interno, che 
è residente su memoria flash. 


Il commercio elettronico Mercury 

Con Mercury Unidata offre una risposta 
adeguata alle nuove esigenze commerciali 
delle aziende, sempre più interessate ad 
estendere le applicazioni commerciali sui 
propri siti web. Mercury si avvale di 
Microsoft Site Server 3.0, ottimizzato per 
Windows NT Server ed è progettato per 
realizzare transazioni efficaci on line sia busi¬ 


ness to business, sia business to consu¬ 
mer Con Mercury sarà possibile creare un 
negozio virtuale in modo veloce, con ampie 
garanzie di protezione, senza necessità di 
programmazione in html e senza investi¬ 
menti per server dedicati. 

Per informazioni: 

Umdata SpA, 

Tel. 06 611141 




di Aldo Ascenli 


smai 


w 


Acer va oltre i portatili 


impiego 

di tool di gestione Intel LCDM che monito¬ 
rizzano e gestiscono il PC riducendone i 
costi di gestione. 

Acer Time Machine sarà impiegata anche 
nei PC della linea Aspire e sarà una bella 
rassicurazione per gli utenti meno esperti. 
Tra gli altri prodotti figurano anche una 
stampante fotografica e una gamma di 
videoproiettori. 


Per informazioni: 

Acer Italy Srl, 
VVtp/A'vww.acer.ii 


La capacità produttiva della società di 
Taiwan è rimasta solo lievemente danneg¬ 
giata dalla drammatica situazione causata 
dal terremoto del 21 settembre scorso e, 
seppur con qualche preoccupazione circa 
la futura disponibilità di componenti IC, pro¬ 
segue nella sua linea di forte espansione, 
presentando nuovi prodotti a 360 gradi, 
pensati per offrire tutto 
quello che l'elettronica 
può fare per migliorarci la 
vita. 

I telefonini GSM 
standard di autonomia 
vertici del mercato, 225 o 
in di stand-by e 10 di conver¬ 
sazione per i modelli G620 e 
G520, e nell'offerta sono previ¬ 
sti modelli di dimensioni ultra- 
ridotte, come il G70, che, pur 
essendo poco più grande di un 
biglietto da visita, incorpora fun 
ziom di gestione degli appuntamenti 
e la capacità di collegarsi a Internet e tra¬ 
smettere dati e fax fino a 9600 bps 

Per quanto riguarda i notebook, crescono 


le prestazioni dei modelli di punta, 
come il TravelMate 723TXV, un all-in- 
one professionale basato sul Pentium 
Il PE a 400MHz, con scheda grafica 
su AGP in grado di operare in Dual 
Display sullo schermo TFT da 14.1 
GByte e su un monitor esterno, 10 
_ GByte di HDD, DVD-Rom, e 
batteria Li-lon alla grafite, che 
consente una autonomia di 4 
ore. 

Anche sul piano dei 
mi desktop professionali le 
novità non mancano. Gli 
AcerPower sono macchine 
destinate alle imprese, pro¬ 
dotte pensando alla ridu¬ 
zione del total cost 
of ownership 
grazie alla 
tecnologia 
Acer Time 
che pro¬ 
tegge il sistema da eventua- 
crash, ripristinando l'ultima configu¬ 
razione funzionante in pochi minuti, e 


CONSUMABILI 


di Aldo Ascenli 


Con INCAS ricaricare è 


Incas è in maggior produttore-distribu¬ 
tore di materiali di consumo per stam¬ 
panti presente in Italia. Infatti, oltre a 
distribuire prodotti originali delle migliori 
marche e alternative di alta qualità, è 
impegnata nella realizzazione di cartucce 
"refilled", che permettono di risparmiare 
fino al 40% senza veder decadere la qua¬ 
lità di stampa. Questa tecnica è basata 
sul recupero delle cartucce originali 
esauste per stampanti HP e Canon che 
vengono testate, lavate con particolari 
liquidi e quindi ricaricate con inchiostri di 
produzione INCAS, ottenendo prodotti 



smai 


ss 


più facile 


che coniugano il risparmio e il rispet¬ 
to deH'ambiente. Altri interessanti 
prodotti INCAS sono le cartucce HP 
e Lexmark modificate per ospitare, 
sulla sommità, un serbatoio di colore 
aggiuntivo sostituibile fino a 6 volte, 
con questo sistema l'abbattimento 
dei costi di stampa può raggiungere il 
50% Per il mondo delle laser e delle 
fotocopiatrici Incas produce toner senza 
drum molto economici e ha in catalogo 
anche un vasto assortimento di prodotti 
per stampanti a impatto, che, almeno in 
Italia, sono ben lontane dallo scomparire. 


Per informazioni: 

INCAS Spa. _ 

1ptlp//www incasspa /il 


70 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 













DAL 1981 IL MONDO 




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VIDEOGIOCHI 


INTERNET: SOCIETÀ, 


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CULTURA E AVVENIMENTI 


LA CULTURA 


CON CD-ROM ALLEGATO 


DELL’INFORMATICA 


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• HARDWARE 


di Leo Sorge | sn%9 

Portatili IBM: i-Series a colori, 390X potente e versatile 


Grandi novità nell'universo dei portatili di 
IBM, che prendono colore ed ulteriore 
potenza. Nel primo caso Big Blue assorbe 
il messaggio di Nokia e diversifica l'esteti¬ 
ca dei ThinkPad i-Series 1400. I nuovi 
modelli per il consumer possono ora 
essere personalizzati con il colore preferi¬ 
to ben sette cover colorate opzionali 
sono messe a disposizione dell'utente. 
Per passare dal classico nero ThinkPad a 
colori più vivaci come il rosso Marte 
metallizzato, il verde Terra metallizzato, il 
blu Eclisse metallizzato, il grigio Luna 
metallizzato, il rosso Sino, il verde 
Andromeda e il blu Polare. 

Al di la’ dell'aspetto prettamente esteti¬ 
co, i ThinkPad i-Series sono ricchi di atten¬ 
zioni per il lavoratore mobile. Ad esempio 
c'è ThinkLight, un piccolo LED che illumi¬ 
na la tastiera e il poggiamani in condizioni 
di scarsa luminosità. Easy Launch è una 
pulsantiera per accedere rapidamente ad 
Internet. Molte anche le novità che rendo¬ 
no i nuovi nati davvero fruibili in casa. Tra 
le configurazioni specifiche, il modello 467 


e’ provvisto di DVD di serie e di un TFT da 
14', oltre che della connessione per televi¬ 
sore. La i-Series può riprodurre CD musi¬ 
cali fino a sei ore anche a notebook spen¬ 
to: il controllo avviene tramite l'LCD ester¬ 
no, e la riproduzione attraverso altoparlan¬ 
ti Altee Lansing SoundGuide con capacità 
3D. Tecnicamente parlando i nuovi 
modelli sono dotati di processori Celeron 
Mobile Intel a 400 e 433 MHz, schermi 
attivi da 12,1" o 14,1“ (o passivi da 13"), 
batteria per tre ore di funzionamento 
fax/modem 56k/V.90 integrato. Iva inclu¬ 
sa, il 1467 viene 5 milioni 640 mila lire 
(Celeron Mobile 433, TFT 14,1", 64 MB 
SDRAM, HD 4,8 GB, DVD 4x. modem 
56k). L'entry level 1427 viene invece 3 
milioni e mezzo (Celeron Mobile 400, HPA 
13", 32MB SDRAM, HD 4,8 GB, CD-ROM 
24X-10X, modem 56k). 

La gamma 390, presente allo Smau, si è 
poi arricchita del modello 390X nuovo por¬ 
tatile ThinkPad Si tratta d'una grande 
innovazione, in quanto viene usato il 
primo display IBM da 15". Rivolto sia a 


professionisti che a utenti aziendali, ha un 
costo che parte da 4 milioni 377 mila lire 

"Questo nuovo modello avrà una grande 
diffusione in Italia, perché offre alle azien¬ 
de medio-piccole il giusto bilanciamento 
tra prestazioni e costi, facendo diventare 
competitivo l'uso dei portatili anche in 
situazioni precedentemente escluse", ha 
commentato Giacinto Damiani, Director of 
PSG per Italia, Grecia. Israele e Turkia.Tra 
le tante innovazioni si segnala il Portable 
Drive Bay, un contenitore esterno collega¬ 
bile via PCMCIA che permette di ospitare 
periferiche quali Ultraslim Zip 100 Drive, 
Superdisk LSI20. CDROM/DVD Drive o 
un secondo HD della serie 570/600 Una 
batteria opzionale che porta l'autonomia 
fino a circa 6-7 ore. 

Come di consueto, per tutti i modelli è 
disponibile un'ampia gamma di accessori 
e aggiornamenti opzionali. La garanzia è di 
un anno. 

Per informazioni: 

http://www.pc.ibm.com/it/Thinkpad.html 




PERIFERICHE 




Galleria d'arte con le stampanti Lexmark 


Lungo le pareti sono esposte le riprodu¬ 
zioni in alta definizione di alcuni dei più 
celebri capolavori d'arte figurativa di tutti i 
tempi: in questa suggestiva, mi si perdoni 
il termine, cornice, sono esposte le stam¬ 
panti della serie "Z" di Lexmark. 


Le riproduzioni di questi dipinti 
saranno inseriti in un CD-Rom che 
Lexmark sta realizzando e che sarà 
venduto assieme alle sue stam¬ 
panti a partire da novembre. 

I modelli esposti sono i più 
recenti della serie Z. ZÌI, Z31 e 
Z51. 

La ZÌI Color JetPrinter è una 
stampante con qualità fotografica ad 
un prezzo senza eguali (150.000 Lire 
esclusa IVA al pubblico), destinata al mer¬ 
cato Consumer. 

II prezzo non deve trarre in inganno; la 
ZÌI è una stampante da 4 ppm in bianco 
e nero (2,5 ppm a colori), con risoluzione 
di ben 1200x1200 dpi 

La Z35 è una stampante di fascia media, 
veloce (8 ppm in B/N e 3,5 a colori) e con 
risoluzione di 1200x1200 dpi reali. La 
gestione della carta è affidata al sistema 
Accu-feed, e II sistema di stampa utilizza 
due testine; costa 300.000 Lire esclusa 
IVA. La stampante Z51 Color JetPrinter è 
studiata per fornire prestazioni ad alto 
livello per gli utenti professionisti, con 10 
pagine al minuto in B/N, La risoluzione è 
sempre di 1200x1200 dpi, ed implementa 


una nuova testina di stampa capace di 
spruzzare gocce da 7 picolitri. E' dotata di 
porta USB e costa 500.000 Lire esclusa 
IVA, con incluso il pacchetto software 
Corel Printhouse Magic 
Anche le nuove stampanti Laser di 
Lexmark sono esposte: la serie Optra era 
ben rappresentata dai modelli M410, 
T610 T612, T614 e T 616, con velocità di 
stampa variabili da 12 ppm a 35 ppm, dal¬ 
l'utente singolo al Workgroup 

Per informazioni: 

Lexmark International Srl, 

Tel. 02 703951 
fitto '//www lesmarl. r. 


72 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 















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News 

(h F Fulvio Costellano 


1 99U 

smau7 


Con le sue novità tecnologiche e la ricerca 
nel design Philips affronta il nuovo millennio 





Philips Consumer Electronics si 
è presentata all'ultima edizione 
dello Smau con una completa 
gamma di prodotti da pole posi- 
tion nella nuova era digitale. 


A sinistra il monitor Bnlliance 181 AS, 
a destra il monitor 107 SX 


all'occhiello della produzione è il 
nuovo lettore Philips DVD 950, 
disponibile anche nella versione 
'Silver Gloss' corrispondente al TV 
e al videoregistratore Design Line 
I CD-Recorder Audio, Dopo la 
presentazione dei primi CD- 
Recorder Audio all'lFA 1997, 
Philips presenta ora la nuova 
gamma 1999/2000 composta da 
quattro modelli caratterizzati da 
semplicità di utilizzo in fase di regi- 


Philips ha presentato il suo '2000 
secondo me', leitmotiv che ha 
accompagnato la società olandese 
a Smau99. Tra le principali novità 
abbiamo visto: una ampia gamma 
di TV widescreen che comprende 
un nuovo Fiat TV e la serie Design 
Line 'High Gloss' dal design esclusi¬ 
vo; la nuova gamma DVD; videoregistra¬ 
tori, sistemi hi-fi e componenti separati, 
prodotti audio portatili e i nuovi Audio 
CD-Recorder; un nuovo concetto di 
Home Cinema all'insegna del design più 
raffinato; i nuovi monitor LCD, le Web¬ 
Cam e i drive CD-RW; il sistema di rico¬ 
noscimento vocale FreeSpeech 2000 
per PC. 

Per comprensibili problemi di spazio ci 
limiteremo a segnalare alcune ine¬ 
vitabilmente incomplete 
caratteristiche tec¬ 
nologiche dei pro¬ 
dotti esposti. E 
iniziamo con la TV 
in grande forma¬ 
to. Philips lancia 
una ampia 
gamma di tele¬ 
visori a 16:9 - 
ben 28 modelli 
comprendenti 
versioni da 
24, 28, 32 e 
36 pollici CRT 
(Cathodic 
Ray Tube) tra 
cui i modelli 
Reai Fiat, e 
da 46 e 55 
pollici (TV a 
retroproie- 
zione), oltre al 
nuovo Fiat TV. La 
gamma di TV 


strazione, un'impeccabile qualità di 
riproduzione e nuove funzioni 'text 
input' ed 'editing' 

Home Cinema. Nuova serie di soluzio¬ 
ni A/V per un sistema completo e di alta 
qualità nato dall'esperienza Philips nel 
cinema in casa: TV, monitor (Fiat TV o 
maxischermo 32 pollici), videoregistrato¬ 
re, DVD e sistemi audio. Si potrà sce¬ 
gliere la soluzione che meglio si adatta 
ai propri desideri, esigenze e... pos¬ 
sibilità economiche. 

Philips ha presentato 
una gamma completa 
di periferiche per 
PC: nel settore dei 
monitor, l'LCD 
ultrapiatto da 18" e 
la sene XSD (Extra 
Space Design) a 
ingombro ridotto, i 
proiettori LCD, le 
nuove Web-cam e 
gli altoparlanti USB 
Per l’archiviazione dei 
dati, Philips propone 
una gamma di lettori 
CD-ReWritable in grado 
trasformare il CD in un 
gigantesco floppy disc, e 


In alto il DVD+RW. a lato il Vesta Pro 


widescreen Philips comprende 
anche una serie dal successo 
consolidato, la Design Line, che 
si è arricchita di due nuovi 
modelli, disponibili in due diver¬ 
se finiture colorate: 'Silver 
Gloss' e 'Blue Gloss'. Nella stessa otti¬ 
ca, Philips lancia una serie di originali TV 
14 pollici 'My TV', disponibili in quattro 
colori diversi. 

Nel settore della videoregistrazione 
Philips ha presentato i suoi ultimi model¬ 
li, tra cui il VR900 dotato dell'esclusivo 
sistema Tape Manager per gestire in 
modo efficace la propria videoteca. 
Nell'home cinema digitale con il DVD 
arrivano le grosse novità. 

La nuova 
gamma di pro¬ 
dotti DVD 
Philips è 
nata per 
offrire ai 


maggio¬ 
re scelta, 
in termini 
di caratteristi¬ 
che e design, 
oltre a suono 
e immagine di 
qualità. Il fiore 


74 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 
















Per informazioni: 

Philips, 

Iwww.oihiids il 


In lato il nuovo telefonino della sene Genie, a lato il software 
per il riconoscimento vocale Freespeech 2000, 
m basso 1 1 Fiat TV 


per archivi di dimensio¬ 
ni ancora più importan¬ 
ti, la nuova generazio¬ 
ne di archiviazione dati 
su disco: DVD+RW. 

Tra le soluzioni di rico¬ 
noscimento vocale il 
prodotto più interes¬ 
sante è Freespeech 
2000 Partendo da un 
testo dettato a voce in 
maniera naturale, que¬ 
sto nuovo pacchetto è 
in grado di creare, edi¬ 
tare e formattare docu¬ 
menti fino a 13 lingue, 
ed è dotato di un siste¬ 
ma che permette di 
navigare in Internet 
usando comandi vocali, 

"Il 2000 secondo me" è 
stato il tema portante della presenza di 
Philips all'edizione 1999 di SMAU. 
Philips indaga da tempo - attraverso le 
ricerche del gruppo Philips Design gui¬ 
dato da Stefano Marzano - sull’evoluzio¬ 
ne del rapporto tra uomo e tecnologia, 
con l'obiettivo di delineare scenari e ten¬ 


denze possibili di un futuro 
che è ormai alle porte e di 
proporre prodotti e tecnolo¬ 
gie in linea con le reali aspet¬ 
tative della gente. I progetti 
di ricerca "Vision of thè 
Future" e "La Casa 
Prossima Futura" esemplifi¬ 
cano chiaramente l’approc¬ 
cio di Philips sul tema del 
futuro dell'uomo e della tec¬ 
nologia. 

"Il 2000 secondo me" sarà 
il titolo della ricerca condotta 
in collaborazione con il Prof. 
Domenico De Masi, 
Ordinario di Sociologia del 
Lavoro all'Università La 
Sapienza di Roma: scopo 
dello studio è quello di 
proporre una previ¬ 
sione sull'evoluzio¬ 
ne delle tecnologie 
nel nuovo millen¬ 
nio, su quale 
impatto esse 
avranno sulla vita 
quotidiana e sul 
ruolo che l'uomo 
dovrà giocare nei 
loro confronti. La 
ricerca è stata divi¬ 
sa in due fasi. La 
prima parte si svi¬ 
luppa attraverso la 
realizzazione di 
interviste a un 
panel selezionato di 
11 opinion leader 
italiani che avranno 
compito di delineare il 
modo in cui si evolverà il rappor¬ 
to tra uomo e tecnologia nei prossimi 
cinque anni, 

Le risposte ai quesiti e i risultati di que¬ 
sta prima parte della ricerca sono stati 
resi noti da Philips nel corso della confe¬ 
renza stampa pre-SMAU a Milano. La 
seconda parte della ricerca si propone di 
studiare il modo in cui attualmente il 
pubblico giovanile percepisce il rapporto 
fra l'uomo e la tecnologia e di 
tracciare un profilo dell'orienta¬ 
mento dei giovani nell'approccio 
con le tecnologie. A tale scopo 
è stato intervistato un campione 
di giovani, scelti anche tra i visi¬ 
tatori dello stand Philips in 
SMAU. Tutti i dati raccolti ver¬ 
ranno analizzati dal Prof. De 
Masi e la sintesi finale verrà pre¬ 
sentata alla stampa nel mese di 
dicembre. 



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MCmicrocomputer n 200 - novembre 1999 






















MACINTOSH 


a cura di Paolo Cognetti 


HARDWARE 


iMac atto 2°: anche i piccoli crescono 


Per il terzo numero consecutivo ci trovia¬ 
mo di fronte a una novità con il marchio 
della Mela e anche questa volta di tutto rilie¬ 
vo, visto che va a toccare l’iMac, il gioiellino 
che ha contribuito non poco agli ottimi risul¬ 
tati fiscali di Apple Computer. 

A poco più di un anno dalla presentazione 
ufficiale, circa 2 milioni di unità vendute e 
oltre 2 miliardi di profitto, Steve 
Jobs ha presentato il nuovo 
iMac, anzi I nuovi iMac, 
visto che ora le versioni 
sono due più una 
"Special Edition", 

L'entry level, chia¬ 
mato semplice- 
mente iMac, è dota¬ 
to di un G3 a 350 
MHz, bus di sistema a 
100 MHz, 64 MB di Ram 
espandibile a 512, disco Ultra 
ATA da 6 GB, CD-ROM 24x, 2 
porte USB, controller grafico Rage 128 
built-m e porta AGP 2x. Sarà disponibile nel 
solo colore blueberry. 

Il fratellino maggiore si chiamerà iMac DV 
e, come si può facilmente intuire dalla sigla, 
è dotato di lettore DVD, ma anche, e 
soprattutto, del G3 a 400 MHz, di 
due porte FireWire (IEEE 1394 o 
I.Link), di uscita video VGA e HD 
Ultra ATA da 10GB. 

Sarò disponibile nei classici 
cinque colori anche se legger¬ 
mente rivisti nelle tonalità. 

L'iMac DV sarà anche in "Edizione 
Speciale", con 128 MB di Ram e disco 
da 13 GB. in un unico colore, il grigio antraci¬ 




te dei G4 Tutte le versioni sono inoltre dota¬ 
te di modem 56K, Ethernet 10/100 BaseT 
e predisposizione per scheda * 
AirPort. il sistema di connessione di | 
rete via radio compatibile con le i 
specifiche IEEE 802.11 e802.11HR 
Completamente nuova la parte 

audio: l'iMac è ora dotato di un fan¬ 
tastico sistema Odyssey della 
Harman Kardon composto da 
due casse frontali e, opzionale, 
un subwoofer (iSub) USB tra¬ 
slucido da 20 watt. Sempre 
presenti logicamente il 
microfono incorpora¬ 
to e la presa cuf¬ 
fia sul frontale. 

Il case è 
stato legger- 
mente rivisto, 

_ è stata tolta la l 
protezione 
interna metalli¬ 
ca e ora tutta la circuiteria del 
tubo catodico é perfettamente 
visibile; la profondità é diminuita di 
tre centimetri ed è inoltre più leggero. Sul 
frontale si nota la fessura del DVD slot-in 
contornata da un bordino colorato. 
Anche il comfort ottiene il suo plus: 
i nuovi iMac sono infatti sprovvisti di 
ventola di raffreddamento, che 
avviene ora per induzione, provvedi¬ 
mento che ha fatto precipitare la 
rumorosità ad appena 14 decibel. 

La dotazione software dovrebbe 
essere più o meno come la prece¬ 
dente, con l'aggiunta, per le versioni DVD, di 



Movie, un 
software 
per l'edi¬ 
ting 




video 
derivato da 
FinalCut, con 
pieno supporto per FireWire. 

Gli appassionati potranno ora utilizzare una 
vidoecamera digitale connessa via FireWire 
con iMac e montare in modo molto sempli¬ 
ce e divertente i propri filmati 

A livello di sistema troviamo nuovi pan¬ 
nelli di controllo per il suono e il moni¬ 
tor, nuovi "Temi" di scrivania e nuovi 
\ suoni stereo. 

I In previsione che gli utenti lasce- 
ranno sempre piu spesso l'iMac 
J acceso, la mancanza della ventola 
ha abbassato ulteriormente il consu¬ 
mo in modalità "Stop", il risveglio e 
stato velocizzato, cosi da ridurre al 
mimmo l’attesa. 

Infine i prezzi, anch'essi estremamen 
te interessanti: lire 2.399 000 per iMac, lire 
2.999.000 iMac DV e lire 3.599.000 per 
l'Edizione Speciale (tutti IVA compresa) Ma 
ancora più interessanti sono quelli americani 
dove, con l'iMac, la Apple è entrata per la 
prima volta nel mercato dei computer sub- 
1000 $ 

Per informazioni: 

Apple Computer, 

Tel 02243261 
l'i m> /M'ww dinne 


• STRATEGIE 


Apple Computer distribuisce e supporta 


Non c'è mese che Apple Computer, nel¬ 
l'ambito della strategia tesa ad assicurare 
una distribuzione più capillare dei propri pro¬ 
dotti consumer, non annunci nuovi accordi 
con grandi catene di distribuzione informati¬ 
ca. Questo mese è la volta di Vobis. la gran¬ 
de catena europea con più di 200 Maxistore 
in Italia. Vobis allestirà all’interno dei propri 
punti vendita uno spazio dedicato compieta- 
mente a iBook e iMac. L'area sarà immedia¬ 
tamente riconoscibile da sovrastrutture il 
linea con il merchandising Apple 


AppleCare Hardware Support permette 
agli utenti Macintosh di usufruire dell'assi¬ 
stenza telefonica data dall'Hot Line Tecnica 
Apple oltre che del sirvizio di riparazione 
OnSite comprendente parti di ricambio, 
manodopera e spese di viaggio Con l'acqui¬ 
sto del pacchetto, viene fornita una card con 
tutte le informazioni per il servizio oltre ad 
un codice personale da citare nelle richieste 
AppleCare HS è disponibile in tre configura¬ 
zioni: AppleCare Hardware Support upgrade 
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permette di estendere la garanzia al suppor¬ 
to OnSite; AppleCare Hardware Support 
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76 


MCmicrocomputer n 200 - novembre 1999 














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• PROCESSORI 


Azioni su! G4/500 giù! 


SISTEMI OPERATIVI 


di F. Fulvio Castellano 




Visto in anteprima Mac OS 9 allo SMAU 


Proprio nel giorno dell'annuncio dei nuovi 
strabilianti risultati fiscali, Apple incassa il 
primo passo falso le non pei propria colpa) 
della seconda era Jobs Ma andiamo con 
ordine. A meta ottobre come previsto Apple 
Computer annuncia i risultati del quadrime¬ 
stre fiscale che superano di gran lunga 
anche le previsioni più ottimistiche. Il fattu¬ 
rato è stato di 1,34 miliardi di dollari, circa il 
14% in meno del rispettivo quadrimestre 
del 1998, ma il profitto è stato di 111 milioni 
di dollari, cinque in più del 1998 

Stracciate quindi le previsioni pessimisti¬ 
che che davano le azioni in calo per le diffi¬ 
coltà di Apple di consegnare i G4 e gli 
iBook. Effettivamente il terremoto a Taiwan, 
che ha bloccato la produzione dei portatili 
per una settimana, ha permesso ad Apple di 
consegnare appena 6.000 iBook contro i 
200.000 prenotati e questo ha portato ad 
avere un arretrato di ordini per circa 700.000 
milioni di dollari In mezzo a tanta euforia 
ecco però la doccia fredda: il G4/500 viene 
cancellato momentaneamente dal listino. 
Tutto è cominciato con l'annuncio da parte 
di Motorola che la produzione non sarebbe 
riuscita a far fronte alla quantità di G4 richie¬ 
sta. ma non solo MacWeek 
|i wv.".'. n i,i. .n!'l rende noto che il G4 
è afflitto da un bug che si manifesta a velo¬ 
cità di 500 MHz o superiori e tutto questo 
ben 20 giorni dopo la presentazione dei 
nuovi Macintosh Ecco quindi la decisione 
coraggiosa (e obbligata) di ridisegnare il listi¬ 
no. Le nuove configurazioni sono: 

G4 a 350 MHz con 1 MB di L2 Cache, 64 
MB, HD da 10 GB, CD-ROM 24x, controller 
grafico ATI Rage 128 PCI con 16 MB, 2 
FireWire, 2 USB. Ethernet 10/100 BaseT e 
modem 56K; G4 a 400 MHz con 1 MB di L2 
Cache, 128 MB, HD da 20 GB, DVD-ROM, 
drive ZIP, DVD-ROM Video, controller grafi¬ 
co ATI Rage 128 AGP con 16 MB, 2 
FireWire più una interna, 2 USB su due bus 
separati, Ethernet 10/100 BaseT. modem 
56 K e Airport (IEEE 802.11) opzionale; 

G4 a 450 MHz con 1 MB di L2 Cache, 256 
MB, HD da 28 GB, Zip drive. DVD-ROM 
Video, controller grafico ATI Rage 128 AGP 
con 16 MB, 2 FireWire piu una interna, 2 
USB su bus separati e Ethernet 10/100 
BaseT. L'abbassamento della linea di 50 
MHz non ha comportato variazioni di listino: 
chi quindi aveva deciso di acquistare il 
G4/500, si troverà a poter ordinare per la 
stessa cifra il G4/450 II 500 MHz sarà rein¬ 
tegrato nella linea non appena Motorola 
sara in grado di far fronte agli ordini (e non 
appena risolto il bug trovato) Nel frattempo 
anche IBM, si appresta a produrre G4 con le 
istruzioni AltiVec; ma passeranno sicura¬ 
mente diversi mesi prima che BigBIue sia in 
grado di produrre chip in quantità da suppor¬ 
tare il mercato Apple. 


Ce lo hanno i ‘raccontato"'Giovanni Ferrari e Lorenzo Sangalli. 
iBook vince il Premio Smau Industriai Design. 



M0 


peatiiri 1 ^ - 


La presenza di Apple a 
Smau 99 è stata imponen¬ 
te. soprattutto per le novità 
tecnologiche e di design, 
tanto da meritarsi il 32° 

Premio Smau Industriai 
Design assegnato a iBook, 
dai colori tangerme e blue- 
berry.OS 9, come ce lo 
hanno 'raccontato' e descrit¬ 
to Giovanni Ferrari, 

Applesoft Business 
Manager, e Lorenzo 
Sangalli, Product Sales 
Manager, entrambi di Apple 
Computer Italia, in un incon¬ 
tro-intervista a Smau 99: ”E' 
l'ultimo sistema operativo di 
Macintosh, ora disponibile in italiano; è defi¬ 
nito il 'tuo co-pilota' per Internet. Vediamo 
quali sono le principali nove caratteristiche 
delle 50 integrate. La prima è Sherlock 2, 
migliorato rispetto alla precedente versione 
Un'altra caratteristica importante per gli utiliz¬ 
zi a casa è la possibilità di avere utenti multi¬ 
pli e la possibilità di utilizzare la propria voce 
come password; un 'portachiavi' unico, elet¬ 
tronico, che consente di accedere a tutte le 
password utilizzate sui siti e sul sistema; la 
possibilità per il System di essere aggiornato 
automaticamente tramite Internet; la critto¬ 
grafia per rendere sicura la trasmissione 
delle informazioni e la memorizzazione del¬ 
l'informazione sul proprio computer, la possi¬ 
bilità di condividere i documenti tramite 
Internet, non solo su rete apple-talk ma su 


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una rete di TCP/IP. Una ca¬ 
ratteristica importante per 
l'utenza professionale e 
AppleScript, che può utilizzare 
anche TCP/IP per sincronizza¬ 
re computer o flussi di lavoro 
in diverse parti del mondo e, 
infine, una utility molto como¬ 
da che si chiama consultazione 
Networks, che consente di 
visualizzare non solo le reti 
appiè talk di prima ma anche la 
rete TCP/IP all'interno del pro¬ 
prio dominio. Tutte queste 
cose, comprese in OS 9. ven¬ 
gono vendute a lire 239.000 IVA 
inclusa. Se con Sherlock nell'OS 8.5 era pos¬ 
sibile cercare documenti su Internet, 
Sherlock 2 introduce delle specializzazioni, 
dei canali: Internet non è fatta solo di HTML, 
ma anche di indirizzi di email, di siti per l'e- 
commerce o che consentono le aste virtuali 
e, quindi, è stato ottimizzato per queste fun¬ 
zioni. E' ovvio che quando accedo alle infor¬ 
mazioni è molto importante sapere la data 
della notizia. Analogomente, se accedo ad un 
sito di e-commerce, un dato essenziale è il 
prezzo, una volta trovato l'oggetto Se ho cer¬ 
cato la stessa cosa su due siti sono in grado 
di vedere i prezzi di entrambi e fare una scel¬ 
ta, Per quanto riguarda la ricerca degli indiriz¬ 
zi, esistono dei siti specializzati, per cui 
dando il nome di una persona vengono resti¬ 
tuiti gli indirizzi di e-mail che fanno riferimen¬ 
to al nome cercato: un doppio clic sulla riga 
del nome lancia automaticamente il pro¬ 
gramma di e-mail con il campo 
'Invia a:' già riempito dall'indiriz¬ 
zo. Un'altra caratteristica è quella 
della multiutenza, più utenti che 
in tempi diversi possono usare lo 
stesso computer, molto comodo 
a casa. Per cui Mac OS 9 adesso 
distingue gli utenti ma ha una 
fase di accessi iniziale e da quel 
momento le preferenze e i docu¬ 
menti diventano attivi e, quando 
entra un altro utente, le preferen¬ 
ze cambiano e i documenti del¬ 
l'utente precedente rimangono 
accessibili solo a lui. In qualche 
modo legata a utenti multipli è la 
password a 'impronta' vocale, 
cioè è possibile farsi riconoscere 
dal computer con la propria voce. 
Navigando per i siti è facile che 
per entrare in un certo 'luogo' sia 


78 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


























necessario utilizzare una password, per 
usare la posta elettronica un'altra password, 
per aprire un documento un'altra password 
ancora e allora è stato introdotto ora un con¬ 
cetto di accesso 'portachiavi', cioè una 
super-password che si incarica, una volta 
attivata, di inserire al momento opportuno le 
altre password specifiche per una certa fun¬ 
zionalità: è come avere in un portachiavi elet¬ 
tronico tutte le password, e ne basta una per 
tutti gli accessi,Con il sempre più diffuso uti¬ 
lizzo di Internet la rete e il computer sono 
una cosa sola, per cui è molto importante 
che gli utenti abbiano sempre il System 
aggiornato: Mac OS 9 si incarica di segnalare 
all'utente che si può effettuare un aggiorna¬ 
mento e, se l'utente accetta, questo viene 
scaricato dalla rete.Una nuova caratteristica è 
la possibilità di rendere veramente privati, 
accessibili solo a se stessi o a pochi i propri 
documenti, ovviamente quelli piu rilevanti, 
che si ha ora tramite la crittografia. 


E’ possibile crittografare un qualunque 
documento o conservarlo sulla propria scri¬ 
vania o trasmetterlo ad un altro utente, e 
rivelare all'altro utente qual è la chiave per 
sbloccare questo documento. Pertanto, la 
riservatezza e la sicurezza del Macintosh con 
Mac OS 9, anche su Internet, aumenta 
enormemente.Un’altra caratteristica è la 
condivisione dei documenti via Internet, 
adesso è possibile farlo su network TCP/IP, 
E sempre in questa ottica anche AppleScript 
è la tecnologia che consente l'automazione 
di alcuni processi a livelli di sistema, delle 
modalità che l'utente può decidere per svol¬ 
gere anche compiti molto complessi: ades¬ 
so AppleScript può eseguire questi compiti 
su reti di TCP/IP, cioè è possibile controllare 
il nostro computer in modo remoto da qual¬ 
siasi postazione che ha un collegamento 
TCP/IP, con tutte le garanzie di accesso 
dovute alla multiutenza e alle password di 
accesso. Internet è destinato a diventare un 


• STRATEGIE 


Apple e Akamai siglano accordo strategico 


Apple Computer e Akamai Technologies 
hanno reso noti i particolari dell'accordo 
strategico recentemente siglato 
Preannunciato già nel luglio scorso in occa¬ 
sione del Macworld Expo di New York e 
ora confermato, l’accordo prevede l'inte¬ 
grazione della tecnologia QuickTime player 
e streaming server di Apple con il servizio 
globale di content delivery su Internet di 
Akamai, per consentire agli utenti 
Macintosh e Windows di tutto il mondo un 
facile accesso a contenuti streaming video 
ad alta qualità. Oltre all'integrazione da 
parte di Akamai di server QuickTime all'in¬ 
terno del proprio network. Apple ha sele¬ 


zionato Akamai come esclusivo network 
provider per QuickTime TV (QTVI Per 
rafforzare la collaborazione, nel giugno 
scorso Apple ha investito in Akamai 12,5 
milioni di dollari, pari a circa il 5% delle 
quote della società. Apple ha utilizzato il 
network globale di Akamai per fornire ai 
clienti in tutto il mondo copie degli aggior¬ 
namenti dei software QuickTime e Mac 
OS 8.6, oltre che per mostrare il trailer del 
film "Star Wars: La minaccia fantasma”. 
Apple e Akamai hanno inoltre mandato in 
onda due eventi dal vivo: il keynote di 
Steve Jobs al recente Macworld Expo e un 
concerto degli Eurythmics sponsorizzato 


network globale personale, con l'accesso da 
qualsiasi postazione in qualsiasi punto del 
mondo quindi Mac OS 9 introduce una 
nuova finestra di consultazione nella quale è 
possibile visualizzare in forma di elenco tutti i 
tipi di siti e di accessi su Internet, compresi i 
siti FTP e WWW e quelli locali. 

Non c'è più una divisione netta tra il 
network locale e quello globale, tutto è a 
portata di un doppio clic Questi, in sintesi 
sono i nove punti fondamentali di Mac OS 9 
Apple ha inoltre annunciato per il mese di 
novembre la disponibilità dei nuovi 
Macintosh Server G4 e Macintosh Server 
G4 con Mac OS X Server (ma questo e un 
altro discorso e ne riparleremo in altra occa¬ 
sione), 

Per informazioni: 

Apple Computer, 

Tel 02243261 
h ttp://www. appiè It 


da Apple. Akamai ha infine annunciato che 
Cisco Systems ha effettuato investimenti 
nella società. Un inciso: QuickTime 4 è 
stato scaricato da oltre 10 milioni di utenti 
dal momento del suo lancio, avvenuto il 19 
aprile scorso, ed è la prima soluzione di 
streaming da Internet ad utilizzare i proto¬ 
colli standard non proprietari Reai Time 
Protocol (RTP) e Reai Time Streaming 
Protocol (RTSP) Inoltre, nell'ambito dell’ini¬ 
ziativa Darwin Open Source di Apple, il 
codice sorgente di QuickTime streaming 
server è disponibile per gli sviluppatori 
all'indirizzo Internet www.apple.com/deve- 
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—’- 





















La patente europea, 
per l'uso del 


computer 

Un passo avanti verso la civiltà 
deirinformazione 


★ ECDL ★ 


di Aldo Ascenti 


Molti anni sono trascorsi dai tempi 
pionieristici di Turing e Von Neumann, 
quando l'informatica non era altro che 
un pugno di assiomi in cerca di applica¬ 
zioni pratiche All'alba del secondo mil¬ 
lennio la "computer Science" è una di¬ 
sciplina matura, in¬ 
dispensabile alla 
cultura di ciascuno 
come la scrittura e 
la matematica Inu¬ 
tile defilarsi dietro 
preconcetti e reti¬ 
cenze: per vivere, 
lavorare e non es¬ 
sere esclusi dalla 
società del 2000 bi¬ 
sogna capire il 
computer, masti¬ 
carne la terminolo¬ 
gia e imparare a va¬ 
lutarne possibilità e 
strumenti. 

Per lungo tempo 
la manchevolezza 
delle strutture isti¬ 
tuzionali. come 
scuole e università, 
ha relegato il com¬ 
pito di diffondere 
conoscenze e com¬ 
petenze tecnologi¬ 
che ad una mino¬ 
ranza di appassio¬ 
nati. colti ed infor¬ 
mati ma privi delle 


necessarie metodologie didattiche, e di 
addetti ai lavori, con lo sguardo troppo 
orientato al business per costruire un 
vero substrato di cultura e informazione 
presso il grande pubblico. 

Oggi qualcosa si muove, sotto la 


spinta delle rinnovate esigenze del 
mondo del lavoro, per rispondere al 
nuovo quesito che è lecito porsi davanti 
ad un moderno computer: non più "a 
cosa serve?", perché a questa doman¬ 
da hanno già risposto i cambiamenti 
nella nostra vita 
quotidiana inter¬ 
venuti negli ulti¬ 
mi dieci anni, 
ma "cosa devo 
sapere per po¬ 
terlo sfruttare al 
meglio?". 

L'ECDL (Eu- 
ropean Compu¬ 
ter Drivmg Li- 
cence) è un'au¬ 
torevole rispo¬ 
sta, semplice e 
gemale come 
l'uovo di Co¬ 
lombo: una pa¬ 
tente, rilasciata 
in seguito a 
procedure 
d'esame forte¬ 
mente standar¬ 
dizzate. che 
certifica il pos¬ 
sessore come 
dotato dei re¬ 
quisiti fonda¬ 
mentali per 
usare proficua¬ 
mente un co- 


* B a fi r * r t 



Stimola lo risposto olt nsposu tsatlt tpoiprtm CONFERMA 


•&???? 

Tempo rimasto: 


? ? ? ? ? 


Tre de le seguenti entità' nfluenuno le presuola un computer Quak sono? 

G fipo mcroprocessore 
C npo <1 tastiera 
C frequenta •* dock 
G apo <k mouse 
G veloci* del display adapter 
G krnenoooe dela RAM 


■MB 


wmmmtm 


l I meritarvi m un piccolo lest per valutare le vostre conosceme mtor- 

matictte Oi 


82 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 













mune elaboratore. Uno strumento per 
rendere più facile valutare le effettive 
competenze dei candidati all'assunzio¬ 
ne presso le aziende e la pubblica am¬ 
ministrazione e un'occasione di riqualifi¬ 
cazione professionale per tutti coloro 
che sono rimasti un po’indietro o ne¬ 
cessitano di una conferma ufficiale della 
validità delle conoscenze acquisite. 

Come nasce l’ECDL 

L'idea di adattare alle esigenze della 
Comunità Europea un progetto nato in 
Finlandia nei primi anni 90, denominato 
appunto "Computer Driving licence", 
venne al CEPIS (Council of European 
Professional Informatics Societies) nel 
corso del 1995. 

Il programma dell'ECDL venne defini¬ 
to da una task force costituita da esper¬ 
ti dei vari paesi europei e, alla fine dello 
stesso anno, fu proposto all'Unione Eu¬ 
ropea come progetto ESPRIT. 

Dal 1997 l'ECDL fa parte delle 27 ini¬ 
ziative pilota dell'UE per realizzare la So¬ 
cietà dell'Informazione. Il coordinamen¬ 
to internazionale, l'aggiornamento e lo 
sviluppo del programma sono affidati 
all'ECDL Foundation, che ha sede a Du¬ 
blino, mentre della diffusione a livello 
nazionale sono incaricati i vari rappre¬ 
sentanti del CEPIS che operano nelle di¬ 
verse nazioni europee. 

In Italia il garante è LAICA (Associa¬ 
zione Italiana per l'Informatica ed il Cal¬ 
colo Automatico) che del CEPIS è socio 
fondatore. Si tratta della più autorevole 
associazione italiana indipendente di 
professionisti di informatica Fondata 
nel 1961, è un ente senza scopo di lu¬ 
cro che, dal 1961, si occupa di diffonde¬ 
re e sviluppare, sul territorio nazionale, 
le conoscenze informatiche in ambito 
scientifico, applicativo, economico e so¬ 
ciale costituendo un luogo di incontro e 
di collaborazione fra l'Università, i centri 
di ricerca, i costruttori e fornitori di pro¬ 
dotti e servizi informatici e gli utenti di 
IT (Information Technology) pubblici e 
privati. 

Una carta per 
“guidare” il computer 

L'idea di base dell'ECDL si è svilup¬ 
pata sul concetto di Skills Card: si tratta 


di un documento personale, che riporta 
i dati anagrafici del candidato e un nu¬ 
mero di serie registrato dall'AlCA. 

Questo documento permette di ac¬ 
cedere al programma di esami ECDL e 
su di esso vengono progressivamente 
registrate le prove sostenute con esito 
positivo. 

Per procurarsi la Skills Card, che ha 
un costo di 200.000 lire più IVA, ci si 
deve rivolgere a un Test Center accredi¬ 
tato, si potranno, quindi, seguire i corsi 
ad essa collegati e sostenere gli esami 
relativi, che sono sette e toccano tutte 
le conoscenze necessarie a usare con 


consapevolezza gli strumenti informatici 
disponibili in qualunque ufficio moder¬ 
no. 

Il possessore della Skills Card avrà 
tre anni di tempo per superare tutti gli 
esami, ottenendo cosi il rilascio della 
"patente" vera e propria ovvero il diplo¬ 
ma col quale LAICA certificherà le com¬ 
petenze acquisite. 

I test e le domande sono gli stessi 
per tutti i Paesi europei, una standardiz¬ 
zazione necessaria a dare al documento 
valore internazionale, e non fanno riferi¬ 
mento a nessun particolare software di 
office automation. Lo svolgimento delle 


L’opinione dell’AlCA 


Intervista a Franco Filippazzi 

Qual è l'obiettivo principale che anima il progetto dell'ECDL ? 

Mentre il possesso di una patente di guida è una garanzia sufficiente 
della capacità di condurre un'automobile, è ancora molto difficile valutare l'effettiva ido¬ 
neità di ciascuno all'uso di un elaboratore elettronico. 

Attualmente la finalità dell'esame per ottenere l'ECDL è l’acquisizione di quelle compe¬ 
tenze pratiche che certifichino che il possessore della patente in grado di essere imme¬ 
diatamente produttivo sul PC, avendo dimostrato la conoscenza di base di tutti gli stru¬ 
menti necessari a qualsiasi realtà aziendale. 

Esiste un progetto per estenderete l'ECDL a campi più specifici e approfonditi come il 
CAD o lo sviluppo di software? 

Al livello attuale l'ECDL può permettersi di rimanere indipendente dagli specifici prodotti, 
affrontando le caratteristiche di un generico gestore di testi o di un foglio elettronico qual¬ 
siasi. Qualunque “upgrading" degli esami attuali, che sono comunque abbastanza ap¬ 
profonditi, dovrebbe passare attraverso la scelta di alcuni strumenti a scapito di altri, ma¬ 
gari altrettanto validi. Ad ogni modo esistono continui studi per aggiornare l'ECDL secon¬ 
do il mutare delle esigenze e delle tecnologie. 

Quanto potrebbe influire sul tessuto industriale del nostro paese un'ampia diffusione 
dell'ECDL? 

Per valutare l'impatto che potrebbe avere sulla società italiana un piano di alfabetizzazio¬ 
ne informatica di massa si può considerare il caso della Finlandia: all'inizio degli anni '90 
questo paese si è trovato ad affrontare una grave crisi economica legata al mancato pas¬ 
saggio da un'economia basata su allevamento ed agricoltura, non più redditizia per il venir 
meno dei mercati dell'Unione Sovietica e dei paesi dell'Europa orientale, ad una industria¬ 
le e di servizi. In questo contesto nacque la "Computer Driving Licence" con l'intento di 
facilitare l'introduzione delle nuove tecnologie. Oggi in Finlandia fioriscono aziende ad alto 
contenuto tecnologico, come Nokia, e il livello di preparazione nell'ambito dell'hi-tech rag¬ 
giunto nel paese è notevolmente elevato. 

Come si sta muovendo LAICA per accrescere l'interesse per la patente da parte delle 
aziende italiane? 

Oltre alle iniziative legate alla circolazione delle informazioni, il sito AICA ospiterà, entro 
brevissimo tempo, un'area apposita in cui i possessori della patente in cerca di occupa¬ 
zione potranno pubblicare il proprio curriculum ed essere messi in contatto con le azien¬ 
de che avranno registrato specifiche richieste di personale. 



MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


83 




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ftlOnUN COMPITE! DUV7NG UCENCC 


SKILLS CARO 


zione profes¬ 
sionale 
I paesi inte¬ 
ressati dal pro¬ 
getto ECDL so¬ 
no 31, con una 
popolazione 
complessiva di 
circa mezzo mi¬ 
liardo di abitanti 
di cui. approssi¬ 
mativamente, 
sessanta milioni 
dipendono stretta- 
mente, per le loro 
possibilità di as¬ 



te Skills Card sono 
lo strumento per ac¬ 
cedere al program¬ 
ma d'esami di 
ECDL Ogni tessera 
e personalizzata e ri¬ 
porta l’elenco degli 
esami conseguiti 
con esito positivo 


sunzione, dalle co¬ 
noscenze informa¬ 
tiche. Le prime sti¬ 
me prevedono che, 
per il 2005, il nume¬ 
ro delle persone 
"patentate" potreb¬ 
be raggiungere i 10 milioni di individui, 
ovvero il 17% degli interessati, valutan¬ 
do che la pubblica istruzione dovrebbe 
formarne altri 15 o 20 milioni. 

I progetti per il 2001 dichiarano un 
obbiettivo di 1,8 milioni di ECDL conse¬ 
guite. 


AICA 



La situazione italiana 




lo sviluppo delle 
ECDL in Europa 6 
m costante cresci¬ 
ta. ai paesi già ade 
tenti se ne aggiun¬ 
geranno altri nei 
prossimi mesi 


In questa come in altre situazioni il 
nostro paese si muove con la consueta 
lentezza Sia¬ 
mo agli ultimi 
posti in Europa 
in quanto ad al¬ 
fabetizzazione 
informatica e ai 


primi per arre¬ 
tratezza del si¬ 
stema scolasti¬ 
co in materia di 
Information te- 
chnology. In 
seguito a que¬ 
sta situazione 
fioriscono sul 
territorio nazio¬ 
nale, in modo 
alquanto disor- 


prove e vincolato da rigorose norme di 
correttezza e di imparzialita e devono 
essere supervisionate da personale 
qualificato 


La risposta dell’Europa 

I disoccupati per mancanza di cono¬ 
scenze informatiche di base, in Europa, 
sono oggi valutati nell'ordine di 
300.000-500.000 persone dei quali 
30.000 in Italia. Questi dati, già di per 
sé preoccupanti sono, secondo una ri¬ 
cerca IDC-Microsoft, destinati a cresce¬ 
re. nei prossimi due anni, fino a sfiorare 
il tetto degli 1,5 milioni Queste previ¬ 
sioni, sommate alla consapevolezza di 
quanto una maggiore qualificazione del¬ 
la forza lavoro sia un prerequisito indi¬ 
spensabile per mantenere competitività 
a livello internazionale, stanno spronan¬ 
do Aziende e Istituzioni di molti Paesi, 
dentro e fuori l'UE. a impegnarsi a fon¬ 
do nella diffusione dell'ECDL, che co¬ 
mincia ad acquisire il ruolo che le spetta 
presso le Università e i centri di forma- 


84 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 
























































dinato, le iniziative private pronte a co¬ 
gliere le esigenze crescenti di compe¬ 
tenza e consapevolezza nell'uso dei 
computer e dei relativi programmi. Tal¬ 
volta si tratta di corsi dalle finalità limita¬ 
te o confuse, che non riescono a venire 
incontro alle esigenze di un pubblico 
sempre più vasto e desideroso di sfrut¬ 
tare subito le conoscenze acquisite 
Il 29 ottobre 1998, il Ministro per la 
Funzione Pubblica ha presentato un de¬ 
creto secondo il quale dal 1 gennaio del 
2000 qualunque concorso per l'impiego 
nella pubblica amministrazione preve¬ 
der '....l'accertamento della conoscen¬ 
za dell'uso delle apparecchiature e delle 


applicazioni informatiche piu diffuse 
senza specificare le modalità di questo 
accertamento. 

A favore dell’ECDL come strumento 
perfetto per risolvere la questione c'è il 
riconoscimento del progetto da parte 
dell'UE, gli esempi internazionali, come 
quello dell'Ungheria, il cui governo ha 
già disposto di usare la patente europea 
del computer nella stessa situazione 
prospettata da questo decreto, e l'auto¬ 
revolezza di Università come la "Luigi 
Bocconi" di Milano o, sempre a Milano, 
l'Università degli Studi, che sono Test 
Center ECDL e erogano le patenti a 
molti dei loro iscritti. 


L’ECDL e i corsi Pluricom 


La serietà del progetto ECDL ha subito conquistato l'attenzione di MCmicrocomputer- 
School, trasformando un interesse strettamente legato all’attività editoriale in un proces¬ 
so che ci vede attivamente coinvolti nell'opera di diffusione e sviluppo della patente euro¬ 
pea del computer 

I corsi Pluricom sono modellati sulle necessità dei programmi dell’ECDL cosi da offrire un 
valido supporto al superamento degli esami necessari a conseguire la "patente" La Plu- 
ricom seguirà i candidati dall'acquisto della Skills Card, che potrà essere richiesta diretta- 
mente presso le nostre sedi, al completamento del percorso di formazione. Anche gli 
esami si svolgeranno nelle nostre aule, non solo a Roma, e gli stessi redattori di MCmi- 
crocomputer saranno coinvolti nei programmi e nella valutazione dei candidali, con la 
consapevolezza di rendere un servizio di cui il mondo del lavoro sentiva la mancanza 

Per qu alunque informazio ne potete contattare la sezione corsi della Pluricom all'indirizzo 
e-mail |:oisi'">;,kin(:om il| 


A Roma, in via E.Franceschi™, 73. nella stessa sede dove si producono le riviste Pluricom. sono già 
partiti i nostri corsi di informatica a tutti i livelli. 


La struttura 
degli esami 


L’organizzazione e i contenuti degli 
esami dell'ECDL sono il vero elemento 
portante del progetto 

Si tratta di sette esami di cui il primo 
è teorico e permette di valutare, con un 
numero limitatissimo di domande la co¬ 
noscenza della terminologia e dei con¬ 
cetti fondamentali dell’IT 

I sei moduli successivi sono invece 
di tipo pratico e prevedono un approc¬ 
cio diretto con la macchina per lo svolgi¬ 
mento di compiti precisi un modulo è 
dedicato alla capacità di usare gli stru¬ 
menti principali del sistema operativo, 
come quelli necessari alla gestione di fi¬ 
le e directory, mentre i quattro moduli 
successivi sono studiati per misurare 
l'abilità pratica nell'utilizzo dei diversi 
applicativi con i quali si opera comune¬ 
mente in un ufficio informatizzato: ge¬ 
stione di testi, foglio elettronico, data¬ 
base e presentazioni L’ultimo modulo è 
dedicato alle reti e verifica la dimesti¬ 
chezza acquisita nell'uso della posta 
elettronica e degli strumenti di rete con 
esercizi come "spedire un messaggio 
all'esaminatore con un allegato in cui si 
spiegano i concetti di indirizzo di posta 
elettronica e di replay di un messag¬ 
gio". 

Gli esami sono in italiano e i quesiti 
sono pensati per essere svolti in un 
tempo massimo di 45 minuti e 
accuratamente tarati per tocca¬ 
re tutti gli argomenti essenziali 
del programma. 


Conclusioni 


La forza dell'ECDL è nella mancanza 
di finalità commerciali del progetto e di 
arbitrarieta nella definizione dei pro¬ 
grammi. Un patentato ECDL sa usare II 
computer e può essere immediatamen¬ 
te integrato in una struttura produttiva, 
senza che intervengano ulteriori costi 
di formazione, tanto più che recenti ri¬ 
cerche indicano che le spese per ade¬ 
guare il personale di una azienda alle 
nuove tecnologie tendono a superare il 
costo delle tecnologie stesse Inoltre, 
la mancanza di riferimenti a un softwa¬ 
re specifico dà ai patentati una prospet¬ 
tiva più ampia nell'applicazione delle 
conoscenze acquisite, riportando il 
computer, che per alcuni sembra un in¬ 
cubo di caotica complessità, nel suo 
ruolo di utile strumento da soggiogare 
ai nostri comandi. 

Kg 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


85 














a cura di Amiga Group Italia 


Microsoft Windows 2000 

Uno per tutti... 

di Aldo Ascenti 



Non c'è stato il 
classico crescen¬ 
do di aspettative 
per quest'ultima 
versione del siste¬ 
ma operativo di 
Microsoft, nessun 
frenetico intreccio 
di voci e indiscre¬ 
zioni Merito di In¬ 
ternet, per la qua¬ 
le non ci sono più 
segreti. 

Eccoci, dun¬ 
que, ben prepara¬ 
ti, alla prima di¬ 
stribuzione della 
release Candidate 
di quello che, nel¬ 
le intenzioni del 
colosso america¬ 
no, dovrebbe diventare l’ambiente di la¬ 
voro con il quale faremo i conti ogni 
giorno a partire dal nuovo millennio 

Un sistema unico per tutti, dal pro¬ 
fessionista all'appassionato di giochi, 
dallo sviluppatore di software alla gran¬ 
de azienda che deve fare i conti con ap¬ 
plicazioni mission criticai, 

Un progetto ambizioso, come c'era 
da aspettarsi, che mira a conciliare l'affi¬ 
dabilità di NT con la facilità d’uso e 
l'aspetto amichevole di Windows 98. 

Si fa in quattro 

Se Windows 2000 è pensato per rag¬ 
giungere tutti gli utenti PC e risolvere le 
esigenze piu disparate, il minimo che si 
poteva fare era pacchettizzarlo in più 
versioni, che si distingueranno soprat¬ 
tutto per i diversi livelli di multi proces¬ 
sing supportati e gli strumenti disponibi¬ 


li. La versione più semplice sarà la Pro¬ 
fessional, la cui beta 3 è già ampiamen¬ 
te diffusa. Questa edizione supporterà 
fino a due processori e sarà il sistema 
distribuito in modo capillare sui comuni 
sistemi desktop e portatili, sostituendo 
Windows 98 e NT Workstation. 

Windows 2000 Server è pensato per 
la gestione di rete e per sistemi da usa¬ 
re come print server o file server, oppu¬ 
re come server applicativi di base e 
supporta fino a quattro processori, 
mentre la versione Advanced Server in¬ 
tegra funzioni di clustering e di bilancia¬ 
mento del carico di lavoro, gestisce si¬ 
stemi ad 8 processori ed è indicato da 
Microsoft come il sistema da usare in 
applicazioni Web business-critical 

Dopo che saremo entrati da tre o 
quattro mesi nel nuovo millennio, do¬ 
vrebbe essere disponibile anche la ver¬ 
sione più completa: Windows 2000 Da- 
taCenter Server che, come suggerisce 


il nome, rappre¬ 
senterà la soluzio¬ 
ne Microsoft al 
mondo della gran¬ 
de impresa, lad¬ 
dove la quantità e 
l'importanza dei 
dati da gestire so¬ 
no tali da richiede¬ 
re i massimi livelli 
di sicurezza, pre¬ 
stazioni e scalabi- 
lita Di questa ver¬ 
sione si sa che 
supporterà siste¬ 
mi dotati di ben 
32 processori e 
sarà arricchita di 
ulteriori capacità 
di clustering 


Cosa è cambiato 

Per parlare delle novità di questo SO 
bisognerebbe cominciare chiedendosi 
rispetto a che cosa. Infatti Windows 
95/98 e NT erano, nella sostanza, piut¬ 
tosto diversi tra loro, malgrado gli sforzi 
di Microsoft per renderne simile alme¬ 
no l'aspetto. Come kernel, Windows 
2000 sembra proprio NT Lo si intuisce 
dai lunghi tempi di imzializzazione, dalla 
scomparsa del prompt di MS-DOS dal 
menù start e dalle rigorose procedure di 
autenticazione dell'utente. Quanto a chi 
proviene da Windows 98, sentirà, forse, 
un po' opprimente il peso di un sistema 
originariamente pensato più per dare fi¬ 
ducia e sicurezza alle aziende che per 
soddisfare le richieste di semplicità e 
snellezza di un sistema domestico 

A tentare di risolvere questo proble¬ 
ma intervengono le novità introdotte 


86 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





nell'interfaccia grafica e nella semplifi¬ 
cazione di molti degli strumenti di ge¬ 
stione di un sistema NT. 


Come si installa 

La prima grossa semplificazione ri¬ 
spetto ad NT riguarda proprio il proces¬ 
so di installazione, notevolmente più au¬ 
tomatizzato e privo di alcuni criptici tec¬ 
nicismi che caratterizzavano la versione 
precedente. Le domande poste all'uten¬ 
te durante il processo permettono al si¬ 
stema di definire, senza ulteriori proce¬ 
dure di configurazione, il livello di prote¬ 
zione più adatto e le impostazioni di ac¬ 
cesso. senza che si debba possedere 
una particolare competenza sull'argo¬ 
mento. Durante l'installazione di NT il 
sistema si interrompeva davanti a qual¬ 
siasi problema, sia critico che insignifi¬ 
cante, Windows 2000 porta comunque 
a termine l'installazione, a meno che la 
situazione sia tale da pregiudicare l'av¬ 
vio del sistema, e genera un report del¬ 
le difficoltà riscontrate consentendo 
all'amministratore di intervenire in un 
secondo tempo. Esistono anche mec¬ 
canismi di scripting basati su uno stru¬ 
mento grafico denominato Setup Mana¬ 
ger. per personalizzare e automatizzare 
completamente il processo di installa¬ 
zione, compresa la possibilità di include¬ 
re aggiornamenti e driver non forniti, 
cosi che all’utente non rimane che inse¬ 
rire username e password e accedere 
al sistema. 


La nuova interfaccia 

L'aspetto non è rivoluzionario. Niente 
menù tridimensionali o sconvolgenti ef¬ 
fetti cromatici, bensì le solite finestre e 
la rassicurante barra di start. Qua e là 
sono stati inseriti suggerimenti popup 
per aiutare a comprendere le principali 
differenze, come i menù, compreso 
quello di avvio, stile Office 2000, che 
mostrano, in prima battuta, solo i co¬ 
mandi di uso più frequente e si adatta¬ 
no progressivamente alle abitudini dei 
singoli utenti Le barre dei pulsanti di 
Explorer sono ora personalizzabili, con¬ 
sentendo di aggiungerne di nuovi o di 
eliminare quelli indesiderati. 

La parola d'ordine della nuova inter¬ 
faccia è "tenere traccia": ogni operazio¬ 
ne, come la ricerca di una data risorsa, 
l'accesso a menù o cartelle di rete, 
l'apertura di pagine web o la compilazio¬ 


(*J Connetsioni di relè e lemote E5 

J Fie Mcxthca 

Vtsuafcza Ptet ” 

] «- • * 

ìj a-j j - 

3 

& 

Dea nuova 
connessione 

Connessione 
ala tele locale 
(LAN) 

Oggetti 2 

A 


Le opzioni di configurazione di ogni singola 
connessione di rete, comprese le impostazio¬ 
ni delle periferiche coinvolte, vengono memo¬ 
rizzate singolarmente e sono richiamabili con 
la massima facilità 



ne da tastiera di determinati campi, vie¬ 
ne conservata in appositi file, per age¬ 
volare tutte le azioni che siamo soliti ri¬ 
petere con una certa frequenza. In que¬ 
sta direzione va anche l'impiego diffuso 
di sistemi di completamento automati¬ 
co o la comparsa, nella cartella "risorse 
di rete", di un elenco delle cartelle con¬ 
divise a cui l’utente ha già avuto acces¬ 
so in passato. 

L’help si avvale di fumetti (arrivere¬ 
mo alle filastrocche?) per descrivere le 
vane novità dell'interfaccia e la guida in 





jJ 31 - 

3 

j£l 

USI 

i^l 

« 

Accesso 

lacétato 

Cornei por» d 
«eie e remole 

Data/Oia 

Instatatene 

appfccaaon 

Irai alatane 
gudata h . 

‘o 

M 


? 

ar 

Mouse 

Operaaon 

punticele 

Opaon caltela 

Opaon 

ntemaaonai 

Opaon Interne* 

Là 


& 

a 

n 

Owwn 

«pai 

Opporr 

teutoniche 

Perterche a 
goco 

Posta 

Ricerca lapida 




# 

a 

Schermo 

Stampar* 

Sf rumerà (4 
amrwwiiaaone 

Suone 

muhneda 

System 

m 

il 

5» 



Tastiera 

Tipi ci carattere 

Utenti e 
password 




linea è stata, complessivamente, molto 
migliorata nella completezza e nella leg¬ 
gibilità. Un'ultima nota riguarda i mes¬ 
saggi di errore che, per quanto possibi¬ 
le. cercano di spiegare le cause del pro¬ 
blema e le eventuali possibili soluzioni 


Guerra ai disordinati 

Se avete l'abitudine di sparpagliare i 
vostri documenti 
qui e là per il disco 
fisso, Windows 
2000 ha intenzione 
di aiutarvi a conte¬ 
nere questa brutta 
abitudine La car¬ 
tella "documenti" 
diventerà il punto 
di partenza per 
ogni salvataggio, 
poiché il SO inter¬ 
cetta il percorso di 
default di qualun¬ 
que applicazione 
reindirizzandolo 
nella giusta posizio¬ 
ne. All'interno di 
"documenti" è, 


Il nuovo pannello di 
controllo differisce dal¬ 
le versioni precedenti 
solo per la presenza 

delle utility di ammini¬ 
strazione. di pmificazio- 
ne delle operazioni e di 
connessione di rete . 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


87 
































Ip Windows 7000 Piotasnonal 


& % 

Ofwott WabHetp 

C**l &•*•*! 

Searchtpi 
Wh« e it i now? 

UJ] Web retourcet 
Howto Use Help 

Inboducng Wtidows 2000 Pioleiooool 
Fiei andFotden 

Internet E-maJ. end Ccmmjncaliam 
Woffcmg «rth Pregami 
PeuondamgYou Computa 
Hardware 



T loutfethootng and Mamenance 
NetworVng 

Accesifcity Ica Special Needt 
Mette Usar. 

Securty 
Contiot Panai 
Gtotsaiy 
RHerence 



Troublestioptlng 


T 


UnBilblahttmuk Bissi li?} Miircsetl 

•lamcrrtcn^lLnalm.rtmj.ed. 


JjH 


Il nuovo help è più 
completo e razionale. 


Windows 2000, 
anche nella versio¬ 
ne Professional, e 
molto ricco di 
strumenti avanzati 
di analisi e ammi¬ 
nistrazione del si¬ 
stema. L'event 
Viewer, ad esem¬ 
pio, permette di 
momtorare i mes¬ 
saggi di errore e le 
richieste di infor¬ 
mazioni 


Vita più facile 
per le piccole reti 

Un problema comune ai sistemi ope¬ 
rativi di rete è l'eccessiva complessità 
nella configurazione di LAN di piccole 
dimensioni o dei semplici collegamenti 
necessari ai due-tre computer di uno 
studio professionale. Per Windows 
2000 Professional è previsto un utile 
strumento che consente l'indirizzamen- 
to IP automatico: all'avvio il sistema 
cerca un server DHCP (Dynamic Host 
Configuration Protocol) per prelevarne 
la tabella degli indirizzi IP, se tale server 



coHHHngml (Goihunr computai (localo|\Utitrtà ili mi ema\G estrone poni 


àaon» yicuatoa 0= -* 13,00 [§ 


JSj Gestione computo» Itocele) 

Ì4 WBP2 

O X& Utihà ó interna 

B J EPorte ICOM e LPT | 

f* ® Avvisi e fegato di prestazioni 

,/ Porta di comiracaaorie (COMI) 

S 5» Stenti e Q»uppi locali 

/ Porla di cormracazione (COM2) 

_J Useti 

j Porta «andante ECP (LPT 11 

_l Gnepi 

E «J Correrei 

Ir _J Microsoft System Informatori 

ffl 4 Conti ole* audo. video e giochi 

_J Risorse di sistema 

ffl S Condola fisco Hoppy 

ffl wJ Risorte hardware 

-3 Condola IDE AIA/ATAPI 

S LJ Componenti 

ffl $i Condola US8 lUnlvereal cenai busi 

ffi fj Ambiente software 

ffl Mouse e atre perii eriche di puntamelo 

Servizi 

ffl Ijl Network Adapters 

ffl gj Caltele condrvne 

ffi 3 Perrfenche di interna 

ifl >lj| Vouafcaloie Eventi 

ffl 5 Schede video 


ffl gl Schema 

^ Memorizzazione 

ffl *3 lasdae 

ffl fp Appfcanom e jetvoi lava 

ffl -_J Unità disco 


ffl jjQ Undà DVD/CD-R0M 


ffl «J Urnlà floppy 



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L intera gestione del 
sistema, di cui la vec¬ 
chia "gestione perife¬ 
riche " e solo un sot- 
tomsieme, e organiz¬ 
zata ad albero, ren¬ 
dendo più semplice 
accedere ai singoli 
elementi 


inoltre, prevista una sottocartella predi¬ 
sposta per l'archiviazione di immagini, 
dotata di una evoluta funzione di ante¬ 
prima con uno zoom efficace e se l'im¬ 
magine è su un disco che usa l'NTFS 
(NT File System) si potranno memoriz¬ 
zare righe di testo come titoli o catego¬ 
rie. Se un computer è condiviso tra più 
utenti, si potrà fare in modo che la car¬ 
tella "documenti" mostri a ciascuno i 
soli file di sua competenza, che saranno 
a disposizione solo per gli accessi auto¬ 
rizzati. 

Molti miglioramenti hanno interessa¬ 
to gli strumenti di ricerca, grazie a fun¬ 
zionalità di indicizzazione dei file che ne 
estraggono le parole chiave per operare 
in modo piu efficace un'analisi dei con¬ 
tenuti; anche la ricerca su Internet è di¬ 
ventata più facile, grazie alla possibilità 
di cercare a rotazione con diversi motori 
di ricerca o per argomenti. 


Avvio n (umilino 


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Sefww ctMittai BeWMo' 

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P 

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Windows 2000 supporta il multi boot per l'av¬ 
vio di diversi sistemi operativi. 


non è presente, Windows 2000 attiva 
una modalità di ricerca automatica dei 
computer fisicamente connessi e confi¬ 
gurati col medesimo sistema operativo, 
aggiungendoli dinamicamente al gruppo 
di lavoro. Quanto alla sicurezza, ciascun 
utente può vincolare l'accesso alla pro¬ 
pria macchina semplicemente premen¬ 
do CTRL+ALT+CANC prima che la pro¬ 
cedura di avvio sia ultimata. 


Novità anche in viaggio 

Chi sceglierà Windows 2000 come 
sistema per il proprio notebook potrà 
usufruire di una serie di migliorie piutto¬ 
sto sostanziose, che interessano anche 
i PC connessi alla rete solo saltuaria¬ 
mente, come avviene per un sistema 
domestico. Molto semplificato è l'ac¬ 
cesso alle risorse da utilizzare non in li¬ 
nea, che risulteranno nella stessa posi¬ 
zione di quando vengono scaricate dalla 
rete, con una gestione del tutto traspa¬ 
rente. Questa funzionalità rende super¬ 
fluo e sorpassato l'uso di utility come 
Sincronia File. Stesso discorso vale per 
i contenuti Web, scaricagli per la visua¬ 
lizzazione non in linea tramite una pro¬ 
cedura guidata che consente la pianifi¬ 
cazione degli aggiornamenti. La sincro¬ 
nizzazione di tutti i contenuti della rete 
di cui si vuole disporre in locale è gesti¬ 
ta da un unico strumento, che prende il 
nome di Synchronization Manager, in 


88 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 
























































grado di eseguire un controllo automati¬ 
co delle risorse che hanno bisogno di 
essere aggiornate e di operare per il ri¬ 
pristino, secondo le modalità scelte 
dall’utente. 

Windows 2000 supporta l'ACPI (Ad¬ 
vanced Configuration and Power Inter¬ 
face) ovvero l’ultimo grido in fatto di ge¬ 
stione dell'alimentazione. Un applicazio¬ 
ne potrà avvisare il sistema di dover 
eseguire un'elaborazione particolarmen¬ 
te onerosa che richiede la disattivazione 
del power management, come la ripro¬ 
duzione di un filmato, o, in caso di ri¬ 
schio di esaurimento delle batterie, 
l'ACPI potrà decidere di sospendere le 
operazioni in background per non con¬ 
sumare l'autonomia residua. Infine, la 
modalità di ibernazione fa ormai parte 
delle caratteristiche standard del siste¬ 
ma operativo e verrà usata spessissimo 
per ovviare alla noiosa attesa del lungo 
processo di avvio del sistema. 

Altra comodità del nuovo SO è la fun¬ 
zione detta Internet Printing. Windows 
2000 Server prevede la possibilità di 
"pubblicare" una stampante sul Web; 
questa procedura permette, semplice- 
mente informando il sistema dell'URL 
della stampante pubblicata, di stampare 
via Internet momtorando tramite il brow- 
ser la coda di stampa, Quanto alla ge¬ 
stione delle connessioni remote, il nuo¬ 
vo sistema prevede procedure più sem¬ 
plici, integrate e flessibili, basate su un 
apposito wizard, unico per ogni tipo di 
collegamento, compresse le VPN (Vir¬ 
tual Private Network) che permettono di 
accedere a una LAN tramite Internet Le 
impostazioni delle diverse connessioni 
vengono mantenute, così che possano 
essere semplicemente richiamate per 
passare da una rete all'altra usando le 
stesse periferiche di comunicazione, co¬ 
me i modem o le porte a infrarossi. 

Le prime impressioni 

Abbiamo eseguito una serie di test 
sulla beta 3 di Windows 2000 Profes¬ 
sional che dovrebbe differire ben poco 
dalla versione definitiva, se non per una 
piu nutrita dotazione di driver, che i pro¬ 
duttori di hardware si stanno affrettan¬ 
do a ultimare Proprio la mancanza di 
driver è stato il fattore scatenante di al¬ 
cuni problemi: per configurare periferi¬ 
che non supportate direttamente abbia¬ 
mo cercato di riciclare i vecchi driver di 
NT, mandando il sistema a gambe 
all'aria. Naturalmente al momento della 
distribuzione effettiva tutte le terze parti 
avranno pronto il software di gestione e 
non dovrebbero piu esserci problemi 

Il sistema gira piuttosto bene su un 


Anche gli strumenti di 
analisi delle prestazio¬ 
ni del sistema si sono 
evoluti, adattandosi al¬ 
la piattaforma denomi 
nata MMC IMicrosoft 
Management Conso¬ 
le) 


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Pentium II a 
350MHz con 64 
MByte di RAM, ma 
non consiglierem¬ 
mo una configura¬ 
zione inferiore, so¬ 
prattutto come 
quantità di memo¬ 
ria. per un SO in 
grado di indirizzare fino a 4GByte 

A parte i tempi di bool, allineati a 
quelli di NT. il sistema sembra abba¬ 
stanza agile con le comuni applicazioni 
e anche i giochi dell'ultima generazione fìnnHlIQÌnni 
non hanno dato problemi. Diverso è il V/Wl ■ v ' ,uo,ul » 
caso dei vecchi programmi MS-DOS, 
che m molti casi non funzionano o ma¬ 
nifestano difetti insormontabili. Nessun 
problema, invece, nella coartazione 
con Windows 98. i due sistemi posso¬ 
no risiedere senza problemi sullo stes¬ 
so disco e un'apposita utility di Win¬ 
dows 2000 permette di scegliere, di 
volta in volta, con quale sistema effet¬ 
tuare il boot. La stabilità della beta 3 e 
stata soddisfacente, pur senza raggiun¬ 
gere la resistenza granitica che ci sa¬ 
remmo aspettati. Come è logico, per 
qualunque valutazione bisognerà aspet¬ 
tare la versione definitiva, che dovrebbe 


apparire nei negozi verso la fine di que¬ 
st'anno. 


Solo il tempo e le esperienze quoti¬ 
diane di milioni di utenti diranno se 



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I nuovi strumenti di amministrazione sono po¬ 
tenti e di facile utilizzo 



l’obiettivo e stato centrato. Ora come 
ora i vantaggi di un upgrade, a patto che 
si disponga di un hardware all'altezza 
del nuovo sistema, sembrano piu evi¬ 
denti per le aziende che già dispongono 
o vogliono approntare una rete di PC ba¬ 
sata su NT che per i privati. Piuttosto ap¬ 
petibili dovrebbero essere le versioni piu 
evolute, che superano i limiti preesisten¬ 
ti in fatto di gestione di piu processori e 
di strumenti di amministrazione, aggiun¬ 
gendo quel pizzico di comodità in piu 
che non guasta di certo. Ma chi si tro¬ 
verà davvero bene con il nuovo sistema 
saranno gli studi professionali e le picco¬ 
le imprese, che otterranno i vantaggi di 
una rete NT, senza la complessità di ge¬ 
stione delle versioni precedenti. 

Quanto all'utenza consumer, Win¬ 
dows 2000 dovrebbe essere, almeno 
per i primi tempi, un buon acquisto su 
un PC di fascia medio-alta, mentre po¬ 
trebbe risultare un po' oneroso per 
macchine meno performanti. 

MS 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


89 













































» 


Il valore di un progetto grafico non sta tanto nell’aspetto concettuale o nel programma 
iconologico più o meno azzeccato da cui si è partiti, bensì nel modo in cui l’idea si traduce in 
efficace linguaggio visivo che di fatto può così assumere un valore di esemplarità. 

Enrico Cocuccioni 

SCENOGRAFIA 

L'idea incontra il virtuale 


di Ida Gerosa 



Linguaggio visivo 

Un altro linguaggio visivo, di cui noi 
godiamo la bellezza ogni giorno, è la sce¬ 
nografia, sia essa televisiva, teatrale o 
generalmente di spettacolo. Una sceno¬ 
grafia adatta alla situazione per cui è sta¬ 
ta creata può valorizzare l'opera com¬ 
plessiva e rendere attraente, più godibile 
un intero spettacolo. 

Pensiamo per un attimo ai concerti di 
musica contemporanea, scenografica¬ 
mente perfetti, che i cantanti ci propon¬ 
gono Sono una messa in scena che va¬ 
lorizza il cantante o il complesso permet¬ 
tendo allo spettatore di gustare a pieno 
l'incontro di tante diverse creatività, di 
gustare un insieme ben costruito. 

In questo momento vogliamo parlare 
di scenografia televisiva, in particolare 
della RAI, di quell'ambiente che accoglie 
le trasmissioni, dentro il quale si muovo¬ 
no i conduttori e nel quale si adatta bene 
il pubblico che assiste. 

Se la scenografia è ben fatta, curata, 
riesce a comunicare una sensazione di 


armonia, di serenità oppure di allegria, di 
gioco o di severo rigore a seconda delle 
necessità del programma. 

Un conduttore di media bravura, in un 
ambiente che lo aiuta, riesce a dire qual¬ 
cosa di più delle stesse parole che dice. 
Se l'ambito in cui si muove gli è con¬ 
geniale, riesce a dare il meglio di se 
stesso. 

Il successo di uno spettacolo, di 
una trasmissione è dato dalla fusio¬ 
ne di tanti apporti diversi, ognuno 
perfetto per se stesso e armonico 
con gli altri, E uno di questi è appunto 


la scenografia. 

E' un lavoro lungo e articolato, edifica¬ 
to da più persone. 

A monte di tutta la piramide proget¬ 
tuale c'è l’idea dello scenografo che, fino 
ad oggi o meglio appena ieri, ha sempre 
fatto un bozzetto poi realizzato in modo 
tradizionale, con esecutivi tradizionali e 
che infine ha partecipato a gare di appal¬ 
to. 

Dopo decenni di lavori eseguiti in ma¬ 
niera consueta, da un anno a questa par¬ 
te i progetti cominciano ad avere una 
presentazione supportata da grafici che 


Un altro linguaggio 
visivo, di cui noi godiamo la bel¬ 
lezza ogni giorno, è la scenografia, sia 
essa televisiva, teatrale o generalmente di 
spettacolo. Una scenografia adatta alla situa¬ 
zione per cui è stata creata può valorizzare 
l’opera complessiva e rendere attraente, 
più godibile un intero spettacolo. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 







lavorano a computer. 

La procedura di lavoro sta cambiando 
anche in questo ambiente. 


Patrizia Cardone 

Ho incontrato la scenografa Patrizia 
Cardone, che lavora in RAI da circa 
vent'anni. E' una donna vivace, intelli¬ 
gente e creativa. Lavora con la mente, 
ma anche con il cuore, ama la sua pro¬ 
fessione e si immerge nella realizzazione 
delle sue idee con grande passione. 

Con il brio sereno che emanano le 
persone appagate, mi racconta l'evolu¬ 
zione che sta avendo il suo lavoro e il 
suo lavoro nel rapporto con la RAI. 

Ha sempre operato in maniera tradi¬ 
zionale. Ha sempre disegnato un bozzet¬ 
to dell'opera finale ed ha chiesto di rea¬ 
lizzarlo prima in un plastico per studiare 
meglio l’insieme I fondali che costituiva¬ 
no poi la realizzazione della sua idea era¬ 
no dipinti a mano. 

Mi spiega che la progettualità dello 
scenografo è una filosofia di vita. Infatti i 
risultati sono visibilmente diversi a se¬ 
conda della cultura di base dell'autore; 
quello che ha una preparazione accade¬ 
mica, pensa in maniera accademica, in 
qualche modo "romantica". Quello che 
ha una preparazione architettonica pensa 
e vive e progetta con la scansione degli 
spazi 

Mi dice: "lo che vengo da architettura 
lavoro molto con il perspex, con il neon, 
con la scansione luminosa degli spazi". 
E continua: "Dopo che è stato fatto il 
plastico, guardo e adatto gli esecutivi ri¬ 
ferendomi ai vuoti e ai pieni che il plasti¬ 
co stesso mi suggerisce". Tra l'altro ha 
disegnato la scenografia dello spazio del 
TG1 mattina, trasmissione attualmente 
in onda. 

Per questo progetto è entrata nel 
mondo della tecnologia e si è avvalsa an¬ 
che del supporto dei grafici che lavorano 
con il computer. 

Come dicevo, da non molto tempo è 
stato impiantato un laboratorio compute¬ 
rizzato e. mentre gli artigiani gradata- 
mente hanno avuto meno compiti, si è 
intensificato il lavoro dei computergrafici. 

Dal momento in cui un'idea scenogra¬ 
fica viene approvata per essere concre¬ 
tizzata, gli autori seguono due strade al¬ 
ternative. l'esecuzione progettuale con 


IDA GEROSA 

Artista di Computer art 
Direttore Artnet-Tentra: 
|http://www. mclink.it/mcl mk/arte 



Pavimento 
in laminato 
plastico per la tra¬ 
smissione "Geo&Geo". 


Dino Giacopetti. 

Dice Angelo Picone: "Quando lo sce¬ 
nografo viene con un'idea e non con un 
bozzetto, tra noi si stabilisce un rapporto, 
uno scambio di opinioni molto stretto 
Noi possiamo riflettere e poi suggerire 
come rappresentare il progetto iniziale; 
lo costruiamo a computer e insieme 
procediamo per i cambiamenti suc¬ 
cessivi, passo dopo passo, fino 
ad arrivare all'espressione fi¬ 
nale. Invece se l'autore ci 
porta un bozzetto ben defi¬ 
nito, chiaro, preciso, noi 
mettiamo solamente in 
pratica quello che lui ha 
creato. 

Ad esempio per Nino 
Calla, scenografo dello 
spettacolo "In fami¬ 
glia", abbiamo elaborato 
un fondale di circa 6 me¬ 
tri per un'altezza di 4 me¬ 
tri con l'ausilio di una 
macchina laminatrice, che 
abbiamo in dotazione da cir¬ 
ca un mese. 

Fino a qualche tempo fa i 
fondali venivano realizzati in ma¬ 
niera pittorica, pennellata dopo pen- 


Ho incontrato la scenografa 
Patrizia Cardone, che lavora in RAI 
da circa vent’anni. E’ una donna viva- 


metodi usuali oppure quella con metodi 
virtuali. 

Nelle esecuzioni tradizionali il lavoro 
dei grafici entra come supporto, mentre 
per quelli virtuali è stato creato un appo¬ 
sito Studio/Laboratorio dove si crea l'ani¬ 
mazione. 


I computergrafici 

Ma parliamo con i grafici che operano 
in aiuto delle scenografie "tradizionali". 
Sono Angelo Picone, Fabrizio Pazienza e 


ce, intelligente e creativa. Lavora con 
la mente, ma anche con il cuore, ama 
la sua professione e si immerge nella 
realizzazione delle sue idee con 
grande passione. 



Effetto pittorico a computer. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


91 









nellata, solo da poco abbiamo una mac¬ 
china che ci permette di stampare gli 
stessi fondali su un materiale plastico, 
adesivo" 

Come procedete nell'esecuzione? 

"Prima scannerizziamo le immagini da 
riprodurre e le elaboriamo a computer, 
poi facciamo una composizione delle im¬ 
magini stesse, e qualche volta cerchia¬ 
mo di creare un effetto "pittorico” per 
avvicinarci un po' a quei risultati che si 
ottenevano prima. Infine, con una lastra, 
trasferiamo il lavoro fatto sulla macchina 
laminatrice e stampia¬ 
mo i fondali e i pavi¬ 
menti su un laminato 
plastico calpestabile e 
riutilizzabile, anche di 
grandi dimensioni. E il 
risultato e perfetto!" 

Angelo Picone mi fa 
vedere anche un pavi¬ 
mento su cui è stato 
disegnato un "mon¬ 
do", un grafico che vi¬ 
sto dall'alto, con le sue 
parallele e i suoi meri¬ 
diani, dimostra lo stu¬ 
dio fatto per definire la 
posizione del condut¬ 
tore e le "sedute" de¬ 
gli spettatori. Nulla e 
lasciato al caso. 

Quanto lavoro 
dall'idea iniziale alla 
sua messa in opera conclusiva! 

Continua Picone: "Noi lavoriamo su 
immagini statiche, bidimensionali, su 
"grandi immagini" facendo anche un ri¬ 
tocco che possiamo chiamare fotografi¬ 
co. Mentre nello Studio creato apposita¬ 
mente, come dicevo fanno l'animazione, 
e i grafici del TG hanno un compito e un 
target preciso perché operano esclusiva¬ 
mente per il TG". 

Mentre ascolto quello che mi dicono e 
guardo su computer le scenografie che 
sono già in onda, penso che un rapporto 


Quando lo scenografo 
viene con un'idea e 
non con un bozzetto, 
tra noi si stabilisce un 
rapporto, uno scam¬ 
bio di opinioni molto 
stretto. Noi possiamo 
riflettere e poi sugge¬ 
rire come rappresen¬ 
tare i progetto inizia¬ 
le; lo costruiamo a 
computer e insieme 
procediamo per i 
cambiamenti succes¬ 
sivi, passo dopo pas¬ 
so, fino ad arrivare 
all'espressione finale 



Composizione a computer per la scenografia del programma "Italia o cara" 
della scenografa Mimma Liffi. 


stretto tra ideatore ed esecutore, insie¬ 
me a una profonda conoscenza dei mez¬ 
zi a disposizione e delle opportunità, po¬ 
trebbe consentire il massimo dei risultati. 
Peraltro ottimi anche oggi. 

La punta della piramide progettuale, lo 
scenografo, è un creativo, una persona 
che partecipa alla conquista del succes 
so di una trasmissione. La sua intuizione 
l'invenzione è cosi rapida che, credo 
possa a volte essere frenata dalla lun 
ghezza delle esecuzioni attuate con mez 
zi tradizionali. Dall'inizio alla conclusione 
passi da fare sono tanti e le successive 
"immagini" mentali che ogni passo so¬ 
vrappone alle precedenti acquisite, può 
cambiare un po' la prima intuizione. Intui¬ 
zione che può essere anche migliorata, 


ziali "artisti" potrebbe essere deleteria. 

Oggi i mezzi sono cosi tanti, diversi e 
implicitamente suggerenti, ed offrono 
cosi tante potenzialità da far pensare che 
chiunque ottiene un risultato medio/buo¬ 
no potrebbe sentirsi un artista e, peggio 
ancora, uno dei tanti critici che si sono 
avventurati nel mondo dell'arte elettroni¬ 
ca senza averla approfondita, potrebbe 
scambiare lo stesso per un artista. Ma da 
qui a fare arte con il computer ce ne pas¬ 
sa... c'è una bella differenza. E' la perso¬ 
na che crea e mai la macchina che sug¬ 
gerisce. La mente deve avvalersi della 
tecnologia e non la tecnologia scavalcare 
o sovrapporsi alla mente. 

Per creare immagini al computer, per 
fare Computer art ci vogliono idee molto 


ma difficilmente ri- «... 

mane quella Si e detto tanto e scritto tanto sulla RAI. lo 

Avendo invece sono in questa azienda da vent'anni e posso assicurare 
una conoscenza che nonostante tutti i suoi limiti fisiologici, dà un 
precisa di tutte le grande spazio alla professionalità, 

possibilità offerte dal 


mezzo tecnologico e quindi di tutti gli ef¬ 
fetti possibili, sono certa che si potrebbe 
velocemente raggiungere e visualizzare 
quel primitivo "lampo di genio" 

I grafici mi mostrano poi un'altra mac- 


precise da inseguire e raggiungere senza 
mai farsi ammaliare dai "suggerimenti" 
tecnici. 


china che realizza il lavoro come fosse 
un aerografo. 

Mi entusiasmo poi mi sorprendo a 
pensare che quest'esecuzione è utile e 
importante per qualcuno dei risultati che 
devono ottenere i grafici della scenogra¬ 
fia, ma che se venisse usata da poten- 


Una professionalità 
potenziata 

Patrizia Cardone mi riporta sui temi 
della vita aziendale e conclude cosi il 
nostro incontro: "Si è detto tanto e 


New Lighton Rome 2000 


Nel prossimo anno 2000 venti monumenti, edifici storici, chiese di Roma ospiteranno le 
"opere solari" di Peter Erskine. 

Alcuni dei luoghi più spettacolari 
della Città saranno trasformati in 
magici ambienti. Erskine ha 
realizzato prismi ad alta tecnologia 
che catturano i raggi solari creando 
opere d'arte, senza danneggiare in 
alcun modo i siti archeologici, ma. 
anzi, trasformandoli in spazi nei 
quali all'antica bellezza si aggiunge 
una moderna spiritualità 


V 


Progetto dì Peter Erskine 
Aula dei Mercati di Traiano 


éi-JSfi 


92 



scritto tanto sulla RAI. lo sono in que¬ 
sta azienda da vent'anni e posso assi¬ 
curare che nonostante tutti i suoi limiti 
fisiologici, dà un grande spazio alla pro¬ 
fessionalità. Ha i mezzi per¬ 
ché queste professionalità 
possano emergere. Forse 
la RAI ha altri limiti, avvol¬ 
ge in una sorta di spirito 
impiegatizio, ma poi al mo¬ 
mento opportuno fornisce i 
mezzi per consentire ad 
ognuno di noi un'espres¬ 
sione individualmente uni¬ 
ca e irripetibile. Qui ci si 
può esprimere al meglio. 
Qui la professionalità può 
potenziarsi". tas 


n. 200 • novembre 1999 









m FIERA DI FORLÌ 


In collaborazione con: 

Poste Italiane s.p.A. 

Direzione Commerciale Imprese 


BIT&CHIR 


e-mail: 


©rassegna dei 

computer 

19-20-21 novembre‘99 


2000 

Organizzata da Coinè srl 
via Punta di Ferro 
47 1 00 Forlì 
tei. 0543 798283 
fax 0543 794357 
1w w .Wj. c q in e, iti 





Mostre collaterali: 


Museo storico 

delle telescriventi: 
dal Morse ad oggi 



è 


20 anni di videogiochi ^ ■X 

su consolle c: A - - - 

fino alla 

Playstation 2 ^ 


% PER GENTILI CONCESSIONE 01 



A l E N I A 
SPAZIO 

PER LA PRIMA VOLTA A PORLI 

IH ESPOSIZIONE UN 

SATELLITE 


Computers 
Hardware Software 
Multimediale 
Reti di Comunicazione 
Internet Telefonia 
Macchine per Ufficio 
Stampa Digitale 


i convegni: 

■ la firma digitale 

comunicare con Internet 




collegamenti 
e vie d'accesso: 



Autostrada Al 4: 
uscita Forlì 
a 800 mt dalla Fiera 



Stazione di Forlì: 

a 3 Km dalla Fiera. 
Autobus n. 1 








a cura di Andrea de Prisco 





anni fa 


Venerdì 13 

di Raffaello De Masi 




moria (sic!) COMMAND.COM. Ma il vi¬ 
rus del computer ha risparmiato l'Italia 
(bontà sua, forse per rispetto a Nilla Piz¬ 
zi!)!". 

Il fascicolo è di oltre trecento pagine 
e molte di queste sono dedicate allo 
SMAU. Molte le novità presenti, tra cui 
l'interessante offerta di palette della 
Commodore, Autocad per Macintosh, 
Olivetti che presenta il suo CP486, Hita¬ 
chi con una bella stampante a colori in 
formato A4; NeXT, la più grande occa¬ 
sione mancata della storia dell'informa¬ 
tica personale si offre a una prova di 
Unix World., e Compaq presenta due 
bellissimi portatili della serie LTE, gran¬ 
dezza un elenco telefonico 


Da buon campano faccio le corna sot¬ 
to il tavolo, dove pende, invisibilis vulgo, 
un "corniciello" rosso tenuto in mano 
da un gobbetto. Il fatto è che il titolo di 
questa puntata prende lo spunto 
dall'editoriale, che s'intitola, appunto, al¬ 
lo stesso modo. 

Di cosa si tratta è presto detto! Do¬ 
veva esserci una catastrofe, il venerdì 
13 ottobre di quell'anno. E invece, nien¬ 
te cataclismi, nessun aereo precipitato, 
insomma nessun morto e ferito. Solo 
che un virus, ben dormiente nelle no¬ 
stre macchine, avrebbe dovuto svegliar¬ 
si per distruggere senza pietà il mondo 
informatico, scaraventandoci in un sol 
colpo nel medioevo, per non dire nella 
preistoria. 

Sennonché, il giorno 14, il mondo 
continua ad andarsene per i casi propri, 
e Paolo Nuti ci racconta quanto i giorna¬ 
li, con somma conoscenza dell'argo¬ 
mento, hanno propinato sul più o meno 
mancato pericolo. Si va da "Il venerdì d'oro degli 007 del 
computer" a "Il killer dei computer ha fatto cilecca”, da "Il 
virus non entra in opera. L'allarme mondiale continua", a 
"Capitan Flash (sic!) dice che il virus di Colombo se ne frega 
delle difese". Sentite questa: "I vaccini agiscono sulla me¬ 


L'Olivetti M380/XP9 era una macchina 'seria". Come scrìveva Corrado Giustozzi nell'articolo, "tale voca¬ 
zione di sistema multiutente è confermata anche dalla sua struttura interna che prevede, ad esempio, una 
dotazione standard di 4 MByte di RAM espandibili ad 8 MByte su piastra madre... ’, Che tempi! 


Un pezzo interessante 


La prima prova riguarda un Olivetti 
M380/XP9, macchina basata sul 386, 
quando già il 486 sta dimostrando di poter fare piazza pulita 
dei suoi predecessori. Ma il test più interessante del fascico¬ 
lo è quello di una curiosa periferica che permette di "fissa¬ 
re", collegata a un televisore, le immagini e di riprodurle su 
carta. Ovviamente la compatibilità con i computer è assicura¬ 
ta quando ci sia un'uscita video stan¬ 
dard PAL videocomposita. La prova è 
anche curiosa per essere uno specchio 
dei tempi, visto che l'autore usa una vi¬ 
deocamera per ritrarre due "bellezze" 
di MCmicrocomputer che, tuttora, non 
hanno nulla da invidiare alle più quotate 
top model. 

Sempre in tema di visualizzazione, 
ecco la prova di Coreco Oculus 10, un 
digìtizer in formato VGA rappresentato 
da una scheda che va interfacciata a 
una telecamera. Immaginate, questo 
unico pezzo, con il solo cavetto di con¬ 
nessione, costa la bellezza di un milio¬ 
ne e mezzo, IVA esclusa, ovviamente 
E dire che si tratta solo della scheda da¬ 
gli standard più modesti, e che la fami¬ 
glia si articola sulle versioni 100, 150, 
200, 300, 400, con in testa il modello 
Photon PS/2, che si differenziano, es¬ 
senzialmente, per la risoluzione grafica 
e per il prezzo, proporzionalmente su¬ 
periore. 

Abbandoniamo l'hardware per passa¬ 
re al software. E qui compare una bella 
prova di un pregevole pacchetto, che, 


94 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 






















pur rappresentando quasi uno standard 
o almeno un punto di riferimento, non 
riuscirà piu a tenere il mercato e perderà 
progressivamente sempre più terreno. 
Stiamo parlando di Lotus 123 Release 
3, che, quantunque annunciato l'anno 
precedente, vede la luce solo nel giu¬ 
gno 1989. Sebbene giri ancora sotto 
DOS (e questo forse è il suo tallone 
d'achilie) è lo strumento di calcolo anco¬ 
ra più potente sul mercato, con la sua 
struttura tridimensionale che gli avver¬ 
sari neppure intravedono. 

Dotato di una libreria di funzioni im¬ 
pressionante, velocissimo nell'elabora¬ 
zione, 123/3 supera, attraverso un ge¬ 
store di memoria estesa interno, il limite 
dei 640K del DOS. sfruttando II Protec- 
ted Mode dei processori dal 286 in poi. 
Ma 123/3 è un pacchetto completamen¬ 
te nuovo, visto che è stato riscritto com¬ 
pletamente in linguaggio C. Da rimarca¬ 
re, ancora, le nuove e interessanti fun¬ 
zioni di database, la possibilità di orga¬ 
nizzare il lavoro su più fogli (il formato 
3D serve poi a questo, soprattutto!), 
l'ampliata libreria di comandi per le ma- 
cro, una grafica che, comunque, risente 
della limitazione del DOS, e numerosissi- 



Rellex, chi era costui? Era la proposta Boriano, come sempre a basso costo, per risolvere agevolmente il 
problema database. Gestiva un solo archivio per volta, ma era immediato da imparare, rapido e indolore: 
girava sotto DOS. 



Quando le stampanti a getto d'inchiostro (come quelle attuali) di qualità fotografica erano ancora un so¬ 
gno. per stampare decentemente a colon si doveva ricorrere necessariamente alle "tecnologie alternative", 
come la costosa stampa a sublimazione termica. L'Hitachi VY-25E non si collegava in digitale al computer 
ma accettava solo ingressi video, composito o RGB. 


me funzioni minori, cui è dedicata un'intera sezione del ma¬ 
nuale. Interessante il fatto che la confezioni incorpori anche 
la versione 2.2, destinata a chi ha anche macchine che non 
supportano la nuova release (leggi vecchi calcolatori della 
classe 8086/8088). Il tutto a un prezzo, per l'epoca, estrema- 
mente favorevole. 


Verticale come non mai! 

Se. nel campo del software, verticale significa specializza¬ 


to, il pacchetto descritto dalla grande 
penna del De Masi è un grattacielo. Si 
tratta, niente di meno, che di Matemati¬ 
ca, software di nicchia superspecializza- 
tissimo, che ancora oggi rappresenta 
uno standard insuperato e neppure in- 
travedibile da altri pacchetti dello stesso 
genere. Siamo alla versione 1 (che an¬ 
cora possiedo) e la prova di 6 pagine, 
povera di immagini e fittissima di scrit¬ 
to, dimostra di quale forza era l'ambien¬ 
te anche già a questa prima release. Se¬ 
gue, ancora, in questo ricco fascicolo, la 
prova di Reflex, il database di Borland, 
come al solito di basso costo, ma capa¬ 
ce di gestire un solo archivio, immedia¬ 
to da imparare, rapido anche perché gira 
sotto DOS, e in piena filosofia Borland 
relativa all'immediatezza d'uso L'impa- 
reggiabile Mauro Gandim ci narra delle 
"linee artistiche" del GEM, e un'intera 
sezione di Intelligiochi è dedicata alle 
curiosità elettroniche in forma di regali 
di Natale. Seguono le solite rubriche de¬ 
dicate al Macintosh (prova di PowerDraw, un potente CAD 
bidimensionale), ad Amiga (l'architettura di rete AD- 
Pnetwork, una tecnica di programmazione in C, un mappato¬ 
re di memoria), ad Atari e Archimedes (un software musicale 
che sfrutta le notevoli caratteristiche di questa macchina). Il 
resto è ordinaria amministrazione, con qualche curiosità co¬ 
me di consueto; a pagina 3 c'è la pubblicità di un HD estraibi¬ 
le (da 20 o, mi voglio rovinare!, 40 MB) grosso, più o meno, 
come un mattone, e Fuji, per vendere di più non esita a met¬ 
tere a concorso, tra gli acquirenti, biglietti in tribuna per i 
mondiali '90. A risentirci. «6 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


95 










di Francesco Cariò 


Di recente una squadra 
della polizia speciale canade¬ 
se che si occupa del control¬ 
lo sulle truffe e sulle attività 
tecnologiche illegali o poten¬ 
zialmente illegali ha fatto ir¬ 
ruzione negli uffici della 
Starnet a Vancouver La 
Starnet (http://www star- 
netc.com/) è una società ca¬ 
nadese leader nella consu¬ 
lenza. lo sviluppo di tecnolo¬ 
gie, il supporto multimedia¬ 
le. insomma tutto quello che 
serve per mettere su una sa- 
lagiochi e anche una vera sa¬ 
lacorse su Internet 
Cosa abbiano trovato an¬ 
cora non si sa Di sicuro han¬ 
no sequestrato un bel po' di 
computer e tecnologie vane, 
ma il presidente della 
Starnet ha dichiarato in 
un'intervista a un sito finan¬ 
ziano americano di non es¬ 


sere affatto preoccupato, la 
polizia canadese ha effettua¬ 
to perquisizioni anche a casa 
del presidente medesimo e 
di un piccolo nucleo di top 
manager della società 
Se il presidente di Starnet 
non è preoccupato, molto di 
più è sembrato alterarsi il 
mercato borsistico america¬ 
no: Starnet è infatti quotata a 
Wall St. nei listini OTC. Le 
sue azioni hanno fatto un 
brusco passo indietro e dai 
20 e più dollari dei mesi scor¬ 
si sono ripiombate sotto 14 
Vi ho comunicato questa 
notizia, che probabilmente 
non era arrivata alle vostre 
informate orecchie, per tor¬ 
nare ancora una volta sul te¬ 
ma già trattato dei giochi 
d'azzardo on line e relative 
problematiche legali e tecno¬ 
logiche (per tacere di quelle 


etiche) Comunque vadano a 
finire le indagini sulla 
Starnet, le imputazioni princi¬ 
pali sembrano legate alla 
proibizione di far giocare 
americani e canadesi, una 
cosa è certa: il gambling su 
Internet non sembra aver 
trovato ancora un livello di si¬ 
curezza e di certezza per il 
giocatore accettabili. Nei ca¬ 
sinò e nelle salecorse reali 
tutti sanno perfettamente 
che le probabilità sono con¬ 
tro il giocatore Ma certo la 
sensazione diffusa è che i 
gestori, almeno quelli più se¬ 
ri e reputati, non abbiano al¬ 
cun interesse a forzare la 
mano spingendosi sulla stra¬ 
da delle truffe II successo di 
città dell'azzardo come Las 
Vegas sta proprio nella affi¬ 
dabilità che gli operatori di 
quella città hanno saputo of¬ 


frire ai giocatori La stessa 
cosa succede on line, dove il 
vantaggio di operatori come 
William Hill, famoso gestore 
di salecorse in Gran 
Bretagna, o della stessa Las 
Vegas, è evidente 
Insomma i tempi sembra¬ 
no ancora prematuri per la¬ 
sciarsi tentare dal gambling 
on Ime I rischi di subire per¬ 
dite legate poco alla fortuna 
o all'abilità, e molto alle alte¬ 
razioni tecnologiche, senza 
citare il pericolo di abuso del¬ 
le informazioni che fatalmen¬ 
te ci lasciamo dietro su 
Internet e peggio ancora 
quello delle nostre carte di 
credito, questi rischi non fa¬ 
rebbero giocare a cuor leg¬ 
gero i gambler piu attenti II 
gioco è prima di tutto un pia¬ 
cere senza fiducia non cè 
piacere e nemmeno gioco 


Cutthroats: Terror on thè High Seas 



Autore: Eidos (Uk) 

Format Pc cdrom 
Giud: +++ 

Sono salito su questo ga¬ 
leone simulato del 1600 con 
un entusiasmo che non pro¬ 
vavo da un bel po', forse da 
Monkey Island, il primo, l'ori¬ 
ginale Qui ci vuole una bella 
premessa, da sempre sono 
un fan incredibile delle storie 
dei pirati, da quando leggevo 
Salgari di nascosto sotto il 
banco, mentre la maestra 
spiegava le frazioni. Ho sem¬ 
pre trovato che in quelle vi¬ 
cende ci fosse tutto: avven¬ 
tura. mari azzurri, terre lonta¬ 
ne e sempre piene di tesori, 
personaggi incredibili, senza 
paura, capaci di farsi la barba 
con una lama di coltello Ah 
che gente... Gli olandesi vo¬ 
lanti, gli inglesi pirati della 
corona, i malesi, e le loro na¬ 
vi, i cannoni, gli arrembag¬ 
gi stavano inventando il 
commercio, i traffici, crudeli 
forse, violenti a volte, ma ve¬ 
ri spesso. Quasi sempre 


Insomma mi sono sempre 
piaciuti Cosi ho molte volte 
pensato che i miti dei giorni 
nostri, le creature interattive 
fantasy e quelle spaziali di 
mondi improbabili, non po¬ 
tranno mai essere all'altezza 
delle vicende vere anche se 
spesso romanzate dei buca¬ 
nieri e delle loro bandiere ne¬ 


re con il jolly roger Peccato 
che non vadano più di moda 
e che a nulla valgano i tenta¬ 
tivi di farceli tornare, di mo¬ 
da. Nemmeno il cinema ci 
riesce, da secoli. Figuriamoci 
se. a parte la Lucas con il suo 
fvlonkey Island, ci si provano 
i creatori di videogame. 

Cosi quando mi è arrivata 


la scatola di Cutthroats: 
Terror on thè High Seas po¬ 
co ci è mancato che mi ve¬ 
nisse un colpo: ormai ero ri¬ 
dotto a sperare che ci pro¬ 
vasse presto Bonelli con 
qualcuno dei suoi fumetti, e 
invece finalmente avevo da¬ 
vanti un rpg sulla filibusta 
Da non crederci. Ho messo 
a nanna tutti e ho aperto la 
scatola, come fosse uno dei 
forzieri dei miei amati pirati. 
Ma il tesoro, ahimè, non c'e¬ 
ra. E adesso vi racconto di 
una grande delusione. Vado 
Le cose sono cominciate 
bene, da principio: i nemici, 
gli spagnoli avidi e pieni di 
se. Gli amici, i bucanieri rivol¬ 
tosi. con le loro barche mal¬ 
messe ed una ciurma della 
quale fidarsi non è mai una 
buona idea Presto potremo 
reclutare "volontari” nelle ta- 


♦(disastro) ++ inon simulare). 
++ (interagire con cautela) 
+*++ ida simulare! +++++ 
(interagisci o muori) 


96 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





















verne più puzzolenti, gente 
che non ha molto da perdere 
e cui la pirateria non può che 
offrire di piu di quello che 
hanno già, Un’altra cosa bel¬ 
la, anche se un po' disorien¬ 
tante, è che possiamo diri¬ 
gere in qualunque direzione. 
Oppure possiamo scegliere 
una missione random. 
Troppo random: nel senso 
che capita di andare dal go¬ 
vernatore e dire la cosa sba¬ 
gliata e ci troviamo a fuggire. 
Oppure dire quella giusta ed 
otteniamo una missione da 
compiere. Non troppo sen¬ 
sato. A questo punto ho co¬ 
minciato già ad insospettirmi 
sulla qualità del design di 
questo game. 


Corretto invece che gli 
elementi cruciali delle mis¬ 
sioni siano quelli giusti: rapi¬ 
sci, ammazza, ruba. Che al¬ 
tro facevano i pirati se non 
questo? 

Sulla nostra rotta capitano, 
naturalmente, altre navi. 
Arrembarle e conquistarle è 
l'obiettivo ovvio. Quando la 
manovra riesce si possono 
spostare membri della no¬ 
stra ciurma sulla nave con¬ 
quistata e poi vendere la na¬ 
ve. In porto è una buona 
idea stoccare rum, cibo e ta¬ 
bacco per le esigenze "spiri¬ 
tuali' 1 dei nostri tagliagole. 
Prima che decidano che 
quella che bisogna tagliare, 
di gola, è proprio la nostra. 

A bordo è bene non far 
mancare nulla che serva ai 
nostri cannoni e tenere in 
manutenzione costante il ve¬ 
liero. Quelle nei porti sono le 
sezioni meglio disegnate e 
più funzionali. A parte la noia 


me avviene sulla mappa. I 
porti sono marcati con degli 
spilli. La nave si sposta facil¬ 
mente sulla mappa e senza 
problemi Intanto il nostro 
luogotenente non si fa scru¬ 
polo. con una certa ossessi¬ 
vità. di farci sapere cosa 
pensa la ciurmaglia del suo 
capitano. A volte bene e a 
volte meno. Solito problema 
di tutti i comandanti 
Quando un'altra nave si 


flotta che avanza. 

Proprio sul battere in ritira¬ 
ta, approccio abbastanza co¬ 
stante nella vita di un buon 
comandante, cominciano i 
guai veri del design di que¬ 
sto game. Pare che sia lette¬ 
ralmente impossibile. Anche 
se abbiamo finalmente delle 
belle e grandi navi nella no¬ 
stra flotta non riusciamo 
mai, dico mai, a darcela a 
gambe, Ci prendono sem- 


del continuo dialogo con la 
ciurma che ci dà notizie sul¬ 
l'ambiente che ci circonda. 

La parte generale del ga- 


presenta a vista, l'incaricato 
sulla coffa può dare segnali 
e informazioni per dieci mi¬ 
glia in tutte le direzioni Man 
mano che la nave si avvicina 
le informazioni diventano più 
dettagliate e complete: la 
bandiera, se ne hanno una, il 
numero e il tipo delle navi 
che fanno parte della flotta. 
E qui le cose sembrano con¬ 
tinuare ancora molto bene (il 
mio entusiasmo aumenta): 
si può decidere di disporsi 
all'attacco, aspettare e ma¬ 
gari poi attaccare più avanti, 
battere in ritirata e anche 
dialogare con delle bandieri¬ 
ne con l'equipaggio della 



pre. E anche le manovre non 
riescono meglio. Per esem¬ 
pio c'è un bug tremendo che 
impedisce di accedere alla 
mappa, a meno che le navi 
avversarie non siano almeno 
a 15 miglia di distanza 
Drammatico Praticamente 
impedisce ogni manovra 

E per finire, per ora mi pa¬ 
re abbastanza, tutta la sezio¬ 
ne di combattimento e un di¬ 
sastro: si possono fare po¬ 
chissime cose e le navi ten¬ 
dono ad incollarsi una all’al¬ 
tra senza motivo. Impeden¬ 
do ogni iniziativa strategica e 
tattica. Il che annoia molto 
velocemente E le cose non 
si mettono meglio se, pieno 
di armi ed equipaggio, deci¬ 
do di attaccare direttamente 
i poni. Tralasciando la grafica 
preistorica e la scarsa intelli¬ 
genza dei resistenti, accade 
che dopo aver preso tutto 
quello che c'era da prende¬ 
re, razziato a destra e a man¬ 
ca, e fatto facilmente prigio¬ 
niero il governatore, per mi¬ 
steriosi motivi non posso più 
andarmene con il bottino. 
Non ho abbastanza ciurma e 
non se ne trova da reclutare 
Ho vinto ma non posso più 
muovermi da qui. Oddio. 

Devo invece dire che la 
parte economica e gestiona¬ 
le del game funziona bene, 
ma certo non può mettere ri¬ 
paro alla terribile delusione 
provocatami da tutta la parte 
più eccitante e giocatole na¬ 
vigazione, avvistamento, sfi¬ 
da, arrembaggio, combatti¬ 
mento, attacco ai porti, con¬ 
quista, vittoria. Non è che 
me ne importi molto di co¬ 
me passare l'inverno e co¬ 
me gestire una felice comu¬ 
nità di filibustieri Penso che 
i designer avrebbero fatto 
molto meglio a testare di più 
la parte action. Il fatto è che 
di bug ce n'erano troppi, e la 
suicida decisione di sviluppa¬ 
re il game in modo totalmen¬ 
te non lineare (giusta in linea 
di principio) ha fatto in modo 
che un testing realistico e 
preciso fosse di fatto impos¬ 
sibile Cosi ad un certo pun¬ 
to gliela devono aver data 
su. Give it up and publish! 

Insomma, è andata a finire 
che ho dovuto riporre, triste¬ 
mente, il game sullo scaffa¬ 
le, e rimandare a chissà 
quando l'incontro con una 
versione piratesca di Total 
Annihilation Che peccato, 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


97 

















Pw Panorama 


perdonabili nell’intelligenza artificiale 
dei boxeur Per esempio, non è possi¬ 
bile non sottolineare che, colpiti dura¬ 
mente, i pugili non tentino nemmeno 
di alzarsi prima del KO. Se ne stanno lì 
sdraiati come sacchi di pixel folgorati 
da un crollo del sistema operativo. 

E per un game che aveva puntato 
tutto sulla parte strategica (non è para¬ 
gonabile in grafica e multimedia ai titoli 
EA Sports di Playstation), il difetto non 
è da poco. In più se non avete un Pc 
delle ultimissime generazioni siete nei 
guai. 


Shadow Man 

Shadow Man è diventato un piccolo 
caso nelle recenti uscite di videogame 
action per una particolarità, diciamo co¬ 
si, marketing: è il primo game vera¬ 
mente sponsorizzato. Nel senso che il 
protagonista e molti elementi dello 
scenario alludono pesantemente ad 
una marca di jeans molto popolare: 
Diesel. 

Diciamo che pur non essendo del li¬ 
vello di titoli come Quake o Unreal, 


Shadow Man forse li supera almeno in 
qualità grafica davvero sontuosa. La 
potenza di fuoco poi è davvero assorti¬ 
ta, visto che si possono utilizzare due 
armi alla volta, I nemici sono molto ben 
costruiti e impegnativi anche per i ma¬ 
ghi di questo genere di sfide. 

Di contro però c'è la monotonia del 
design dei livelli (una specialità questa 
che ha fatto di quelli della ID i leader 
assoluti del genere) e soprattutto la ri¬ 
petitività delle armi. Dopo un po' non si 
sa bene per cosa si combatte E que¬ 
sto certo non stimola ad andare fino in 
fondo. 

Vs. Francesco Carlà 

KB 


Come ogni mese vi presenterò i titoli più attesi in uscita, 
raggruppati per generi, per vostra estrema comodità. 


Starfleet Command 


Niente di più. In cambio ci sono molti 
difetti vecchi e nuovi: il multimapping 
non è navigabile, quindi non si sa bene 
a cosa serva, l'umorismo di Civilization 
non c'è più, il tutto condito con dei bug 
davvero noiosi che a volte, spesso, co¬ 
stringono a far ripartire il Pc. Una cosa 
davvero insopportabile per tutti gli ap¬ 
passionati. 

Di solito in questo caso ritiro fuori 
Civilization e mi rimetto a giocare con 
quello. Che capolavoro. 


K.O. 

Il pugilato non è mai stato uno sport 
molto simulato nei computer game. Il 
perché non ve lo so dire. Posso azzar¬ 
dare l'ipotesi che questo sia dipeso dal 
continuo calo di interesse che questo 
sport ha sofferto negli ultimi anni, so¬ 
prattutto tra i giovanissimi. Un peccato 
perché la "nobile arte” ha fatto vivere, 
con i suoi personaggi, momenti di 
grande fascino a più di una generazio¬ 
ne. 

K.O. cerca di ritagliarsi un posticino 
in questa categoria di simulatori, ma 
fallisce nel tentativo. E questo soprat¬ 
tutto per carenze notevoli e non molto 


Ecco finalmente un adattamento bril¬ 
lante e riuscito di un boardgame di suc¬ 
cesso. La cosa che mi ha più colpito in 
questo game è la qualità del gameplay, 
La giocabilità è da sempre la vera fon¬ 


damentale caratteristica di un titolo 
che aspira a diventare un classico, e 
purtroppo è anche la feature più tra¬ 
scurata nei game degli ultimi anni. 

Star Trek, per esempio, nelle sue in¬ 
numerevoli versioni interattive, non ha 
mai avuto la fortuna di trovare sulla sua 
strada un team di questa qualità. 

Purtroppo anche in Starfleet 
Command ci sono delle manchevolez¬ 
ze non piccole che non ci dovrebbero 
essere: non si può salvare durante le 
missioni, niente editor di missioni cu- 
stom, alcuni noiosi bug, e soprattutto 
un'interfaccia che a volte fa le bizze. 


Civilization 2 Test of Time 

Quando si parla di Civilization si fa 
presto ad attirare l'attenzione dei milio¬ 
ni di appassionati che hanno tributato a 
questo game il successo meritato. 
Un'attenzione che spesso viene mal ri¬ 
pagata da versioni e sequel che non 
hanno poi molto in comune con la pri¬ 
ma celebre release di Meier, Non fa 
eccezione questo Test of Time, che 
praticamente ha poche novità che si li¬ 
mitano ad un restyling grafico, opzione 
multimapping, un po' di mondi nuovi 
da esplorare e una bella musica. 


98 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 











u. 9.000 e». 


Novembre 






W»«' rA *® 

-Vro^ 






Ec »® 5 

Canora 

tóS^I 


PC imaging 
è una pubblicazione 







finanza 


di Francesco Cariò \http:wwwli 


manzaworld.a 


Che cosa succede 
in Borsa alle società 
legate a Internet? 


Intervista a Steve Harmon, giovane ma già famoso analista finanziario 
indipendente, che con il suo sito Iwww.e-harmon.coiri raggiunge ogni 
giorno 200 mila investitori di tutto il mondo. 


Seconda parte 


Car/à - La prossima stagione di In¬ 
ternet, dopo questa della World Wide 
Web, che è basata soprattutto su testi 
e immagini fisse, sarà di certo quella 
della Broadband Internet, lo credo che 
questa evoluzione sarà un po' più len¬ 
ta di quanto non si possa pensare. 

Protagonisti come America On Line, 

20 milioni di abbonati che usano quasi 
esclusivamente collegamenti standard 
via modem e linea telefonica normale, 
non hanno molto interesse ad una 
transizione fulminea e nemmeno sem¬ 
brano in buona posizione quanto ad 
accesso ai cavi ad alta velocità. Poi in 
Europa ci saranno problemi non piccoli 
nelle zone, come l'Italia, dove la TV via 
cavo non è mai decollata e che forse avranno più faci¬ 
le accesso al DSL, uno standard forse più lento. 

Harmon - At&t, ©Home, TCI, Medìaone (tutti or¬ 
mai nel gruppo At&t dopo lunghe battaglie ed acquisi¬ 
zioni che si riveleranno strategiche...) e altre società 
importanti degli Stati Uniti, stanno investendo pesan¬ 
temente per costruire l'Internet Broadband. Penso 
che la Rete debba diventare veloce e che i contenuti 
e i servizi abbiano bisogno di questa velocità per mol¬ 
tissime ragioni e per dare a Internet il mix di media e 
di linguaggi di cui ha bisogno per raggiungere i diffe¬ 
renti obiettivi che è in grado di raggiungere e che gli 
utenti si aspettano. 

Carlà - Insomma sembra che tu sia convinto che 


questo calo recente anche se sensibile 
dei corsi dei titoli Internet a Wall st. sia 
solo un fatto ciclico e perfino salutare e 
che il trend di crescita sia intatto e de¬ 
stinato a riemergere nei prossimi mesi. 
Però ci sono questi dati interessanti 
che indicano un certo rallentamento 
nella crescita del numero di utenti per i 
siti leader, Yaho o!. Lycos 
I twww.lycos.com), Aol\ etc. lo credo 
che le proiezioni sulla velocità di cresci¬ 
ta dell'uso di Internet siano abbastanza 
sovrastimate per varie ragioni: per 
esempio credo che sia difficile pensare 
che l'uso della Rete attraverso i Perso¬ 
nal Computer possa andare oltre una 
certa percentuale, diciamo il 50% degli 
abitanti negli Stati Uniti e il 35% in Italia. Anche i vi¬ 
deogame hanno avuto bisogno della Playstation per 
raggiungere il vero mercato di massa. Solo se pren¬ 
derà piede l'uso di Internet attraverso i telefoni cellu¬ 
lari e la TV, le ambiziose previsioni di sviluppo delle 
Rete potranno essere raggiunte. Ma forse ci vorrà più 
tempo del previsto. 

Harmon - Penso che adesso la crescita più veloce 
sarà nei siti verticali, quei siti con una specifica e pre¬ 
cisa competenza che sono in grado di dare agli utenti 
esattamente quello che vogliono. Per gli altri strumen¬ 
ti come i cellulari, credo che l'e.mail sia molto pratica 
e funzionale e possa essere la vera killer application 
per diffondere l’uso della Rete a chi non ha accesso a 
un Pc o non vuole averci a che fare. La vera attitudine 



100 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 










Emiammi WarM 

nnaiua tomiui 


di Internet è diffondere e sviluppare Connecting Op- 
portunities. 

Carla - Che società consiglieresti agli investitori ita¬ 
liani per i prossimi mesi? 

vAt&t, perché sta comprando alcune delle migliori 
società Internet. 

Carla - Nei prossimi mesi Y2K, il cosiddetto virus 
del 2000 che non è un virus ma un problema di ag¬ 
giornamento della data dei computer antecedenti al 
1994, riempirà le prime pagine dei giornali in tutto il 
mondo. Pensi che avrà un impatto sui Net Stocks e 
se sì quando e di che dimensione? 

Harmon - Y2K è già qui con noi I programmi di 
contabilità e altri software aziendali cominciano gli an¬ 
ni fiscali molto prima della fine dell’anno reale, e non 
ho notizia di disastri particolari per adesso. Certo le 
notizie che si leggeranno sui media avranno un certo 
impatto sulla volatilità delle azioni tecnologiche e sui 
Net Stocks, ma la realtà è che la maggior parte di que¬ 
ste società semplicemente non esistevano nel 1994 e 
non avranno di certo problemi legati ai vecchi mainfra¬ 
me, i calcolatori più datati. Credo che Y2K non sarà un 
problema delle dimensioni che molti si aspettano, a 
parte la psicologia naturalmente. 


presto ce ne sarà un'altra ondata, sulla scia di quelle 
che qualche mese fa hann o coinvolto Yahoo! e Geoci¬ 
ties | Iwww.geocities, comi una delle più grandi comu¬ 
nità virtuali di Internet con 6 milioni di utenti, ndr), 
@Home e Excite \lwww.excite.com\ uno dei siti Por- 
tals della Rete, ndr) e molti altri leader della Rete. 

Harmon - Credo che ci saranno molti grossi colpi. 
America On Line potrebbe comprare Lycos o addirit¬ 
tura il network televisivo CBS. Poi penso che 
MCI/Worldcom (un altro gigante della telefonia ameri¬ 
cana, ndr) dovrà rispondere alle mosse di At&t e com¬ 
prare una grossa società Internet. Magari Yahoo! 

Carlà - Molti si chiedono se Internet potrà mai ave¬ 
re un successo paragonabile a quello della TV o del te¬ 
lefono. Forse sarà un successo diverso, più simile a 
quello di una società nuova come quella industriale, 
piuttosto che ad una sua parte come i mass media. 

Harmon - Internet è molto più dinamica, è allo 
stesso tempo un mezzo di comunicazione, di informa¬ 
zione, di entertainment. Tutto assieme. Ti permette di 
avere le news, fare investimenti, spedire e.mail, co¬ 
struire una pagina Web, vendere merci e molto altro 
ancora. E' un dynamic medium, pronto per altre tra¬ 
sformazioni. Mutante. 


Carlà - E' ormai chiaro che non è possibile dare una 
valutazione delle società Internet seguendo gli abituali 
indicatori della borsa. Con questo criterio quasi tutti i 
Net Stocks non avrebbero nessuna possibilità di esse¬ 
re considerati dagli investitori dotati di normale razioci¬ 
nio. Per questo molti analisti, tu per primo, hanno svi¬ 
luppato altri modelli dì verifica. Quali sono i tuoi indica¬ 
tori chiave? 

Harmon - Crescita, dimensioni sul mercato e lea¬ 
dership, qualità del management, valutazione relativa 
e valutazione in paragone con altri settori industriali. 

Carlà - E' davvero interessante come la Net Eco- 
nomy crei velocemente star in borsa, grazie anche al¬ 
l'azione delle chat finanziarie e degli altri modi che gli 
utenti hanno di scambiarsi pareri e idee di investimen¬ 
to. Alcune delle storie di maggi or successo su Inter- 
net sono nate così, come ICQ twww.mirabihs.com\ 
un software di comunicazione programmato in Israele 
da giovani studenti e in un anno adottato da 40 milioni 
dì utenti e poi venduto ad America On Line per 400 
miliardi, ndr) e più di recente Prìceline (www.priceli - 
ne.com) che è volato in pochi giorni dall'IPO Ila sigla 
che sta per Initial Public Offering, la prima quotazione 
in borsa di una nuova società, ndr) alla stessa capita¬ 
lizzazione di mercato di Amazon. 

Harmon - Penso che la Rete sia un formidabile e 
velocissimo veicolo di autopromozione di nuovi mo¬ 
delli di comunicazione o commercio che colpiscono la 
fantasia dei navigatori e che hanno in comune la parti¬ 
colarità di essere possibili solo su Internet, come Pri- 
celine e ICQ che citavi tu. 

Carlà - Una delle manie di Wall st. è la corsa alle fu¬ 
sioni e alle acquisizioni. Alcuni analisti pensano che 


Carlà - Pensi che la Microsoft possa essere la regi¬ 
na di Internet? E in generale come vedi il futuro della 
società dì Bill Gates? 

Harmon - Non credo la regina, ma di certo un 
membro di alto livello della corte. Anche perché pos¬ 
sono sempre comprarsi un titolo con le loro profondis¬ 
sime tasche. 

Carlà - Che cosa faresti se fossi un imprenditore 
Internet italiano? 

Harmon - Darei un’occhiata approfondita a quello 
che ha funzionato in America e proverei a capire se 
potrebbe piacere in Italia. Poi forse troverei qualcosa 
di italiano che possa piacere agli americani. Più che 
merci, una formula. 

Carlà - La TV ha avuto, come nel caso classico del 
Vietnam, un impatto fortissimo sulla percezione delle 
guerre. Come stanno seguendo la guerra nel Kosovo 
gli americani attraverso la Rete? 

Harmon - L'informazione adesso tende ad essere 
molto fluida e libera. Con Internet che aggiunge l’inte- 
rattività alla comunicazione, la gente può scambiarsi le 
notizie avanti e indietro, aggiungendo immagini, au¬ 
dio, testo, e ad un livello molto personale questo può 
portare in giro la realtà della guerra, in un modo più di¬ 
stribuito ed efficace di quanto non siano capace di fa¬ 
re ì network TV che insistono su pochi punti di vista. 

Carlà - Le tre tendenze fondamentali di Internet da 
qui al 2002. 

Harmon - Broadband, Ubiquità, E.commerce. 

Francesco Carlà «S 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


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» 


di Corrado Giustozzi 


Duecento! 

È passato poco più di un anno da quando abbiamo festeggiato assieme 
la centocinquantesima puntata di Intelligiochi ed eccoci di nuovo riuniti 
per una nuova celebrazione, questa volta assai più globale in quanto riguarda 
tutta la rivista. Il traguardo dei duecento numeri di MC è una pausa di riflessione: 
quali saranno gli Intelligiochi del nuovo millennio? 


Quattordici numeri ma quin¬ 
dici mesi fa, per la precisione a 
luglio del 1998, tutti noi intelli- 
giochisti ci siamo riuniti simboli¬ 
camente attorno a queste pagine 
per celebrare assieme una tappa 
importante nella vita della nostra 
rubrica, il traguardo raro ed invi¬ 
diabile delle centocinquanta pun¬ 
tate consecutive, Da allora ad oggi 
molte cose sono cambiate nella 
rivista, anzi sono cambiate più 
cose in questo periodo relativa¬ 
mente breve che in tutti gli anni 
precedenti, a far data dall'oramai 
preistorico numero 37 di 
MCmicrocomputer sul quale fece la 
sua timida comparsa quella rubrica di 
informatica ludica che sarebbe presto 
divenuta Intelligiochi. 

Nell'ultimo anno MC ha cambiato 
dapprima fisionomia e poi editore, ha 
affrontato e superato caparbiamente 
una lunga serie di difficoltà ed è riusci¬ 
to non solo a rimanere in edicola ma 
ad uscire regolarmente, senza saltare 
alcun numero e senza stravolgere la 
sua filosofia e la sua missione. In pic¬ 
colo anche la nostra rubrica ha fatto 
altrettanto, mantenendosi salda al suo 
posto per rispettare l'ideale impegno 
che da quasi quindici anni la lega ai 
suoi lettori. E così, oggi che MC 
festeggia orgogliosamente i suoi due¬ 
cento fascicoli, è giusto che anche la 
nostra piccola ma appassionata comu¬ 
nità partecipi alla celebrazione ricor¬ 
dando tutti i bei momenti passati 
assieme. 

Il numero duecento è dunque 


un occasio¬ 
ne naturale per fare il punto della 
strada trascorsa con la nostra rubrica, 
una strada lunga ed ininterrotta segna¬ 
ta da ben centosessantaquattro pietre 
miliari. Ma è anche, capitando pratica- 
mente alla fine di questo fatidico 1999, 
un modo per riflettere su come siano 
cambiati i confini dell'informatica ludi¬ 
ca negli ultimi decenni ed interrogarci 
su quelli che potranno essere gli 
aspetti di frontiera dell'intelligiochistica 
del nuovo millennio. 

Ma prima di iniziare a parlare di que¬ 
sti argomenti lasciatemi ancora una 
volta ricordare le moltitudini di lettori 
che, nel corso di tutti questi anni, 
hanno contribuito ad indirizzare ed ani¬ 
mare il nostro lungo viaggio assieme. 
Alcuni di loro, quale il micidiale Dani 
Ferrari, hanno col tempo finito per 
diventare ospiti costanti del nostro 
consesso; altri sono apparsi e scom¬ 
parsi come subitanee meteore, illumi¬ 
nando per un solo attimo le pagine 


della rubrica. Tutti hanno 
comunque lasciato il profondo 
segno della loro presenza, ed 
a tutti indistintamente va il 
mio personale ringraziamento 
per aver cosi brillantemente 
contribuito al successo nel 
tempo di un'iniziativa che 
oramai ha superato ogni mia 
più rosea prospettiva Se 
Intelligiochi è ormai quasi 
arrivata allo storico traguar¬ 
do dei quindici anni di pub¬ 
blicazione ininterrotta non è 
solo per merito mio: siete voi 
lettori che, sostenendo il mio sforzo, 
avete contribuito a fare la rubrica con 
me in tutti questi anni. 

Centosessantaquattro 
e non li dimostra 

Il duecentesimo numero di MC 
segna, come dicevo, un’altra tappa 
importante per Intelligiochi. siamo 
infatti giunti alla centosessantaquattre- 
sima puntata consecutiva, senza mai 
un salto né un'interruzione, e si tratta 
davvero di un piccolo grande record E 
Fra due soli mesi, nel fatidico gennaio 
del 2000, compiremo assieme i quindi¬ 
ci anni di vita! Intelligiochi nasceva 
infatti nel gennaio del 1985, col nome 
provvisorio di "MC giochi", parlando di 
Life e degli automi cellulari. Il mio 
scopo, quando timidamente proposi la 
rubrica ed iniziai a prepararne le prime 
puntate, era quello di occuparmi dei 



102 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









risvolti ludici de 
l'informatica e di tutte le scienze ad 
essa più o meno collegate: volevo pro¬ 
vare a spaziare dalla linguistica alla 
geometria, dalla logica alla biologia, 
esplorando di mese in mese queirin¬ 
definito continuum multidisciplinare 
nel quale ogni interazione dà luogo a 
mille aspetti interessanti ed a mille 
problemi da risolvere. 

Da allora ad oggi, in quasi quindici 
anni di pubblicazione ininterrotta, 
Intelligiochi ha effettivamente esplora¬ 
to i più incredibili confini delle scienze 
teoriche ed applicate, raccogliendo e 
pubblicando tanto materiale che non 
basterebbe un'enciclopedia a conte¬ 
nerlo tutto. Aggiornando gli approssi¬ 
mativi conteggi già pubblicati in occa¬ 
sione di qualche precedente celebra¬ 
zione, posso ora dire che tutte le pun¬ 
tate sin qui realizzate di Intelligiochi 
superano le novecento pagine di rivi¬ 
sta, il che significa che volendo ripub¬ 
blicarle tutte assieme servirebbero 
circa cinque numeri di MC compieta- 
mente dedicati a tale scopo. In queste 
novecento pagine vi sono profusi quasi 
cinque megabyte di testo, pari ad una 
quindicina di Divine Commedie; scritti 
nello stesso corpo della rubrica essi 
corrispondono a più di centotrentamila 
righe, le quali messe una in fila all'altra 
coprirebbero una distanza di oltre sette 
chilometri! 

Per quanto riguarda i contenuti, i 
temi trattati su queste pagine nel 
corso degli anni rientrano grosso modo 
in una quarantina di categorie generali 
che vanno dalla grafica in ray-tracing 
alla crittografia, dall'alfametica agli 
scacchi, dal master mind alla vita artifi¬ 
ciale. Alcuni di essi sono apparsi una 
sola volta e non hanno più fatto ritor¬ 
no, ma questa è l'eccezione piuttosto 


che la regola: nella 
maggior parte dei casi, 
infatti, uno stesso 
argomento è stato trat¬ 
tato più volte. Di solito 
ciò è avvenuto preme¬ 
ditatamente, nel 
corso di più puntate 
successive che costi¬ 
tuivano una specie di 
"mini-serie" dedicata 
ad un argomento 
specifico; ma è 
anche spesso acca¬ 
duto che un argomento già trattato in 
passato sia stato ripreso dopo molti 
anni, o per qualche speciale input pro¬ 
veniente dai lettori o perché qualche 
evento avvenuto 
nel frattempo aveva 
modificato lo status 
dell'argomento stes¬ 
so. 

Fra le serie di 
maggior successo e 
longevità ricordo 
soprattutto quella 
sulla crittografia, ini¬ 
ziata più di dieci anni 
fa e ripresa in seguito 
molte volte seguendo 
l'evoluzione dei 
moderni sistemi di pro¬ 
tezione e sprotezione 
delle informazioni digi¬ 
tali; l'ultima apparizione 
di una puntata di argo¬ 
mento crittografico risale a solo nove 
mesi fa, ma un'altra è già in cantiere. 
Altre serie risultate molto gradite sono 
state, tra le altre: quella riguardante gli 
scacchi, ed in particolare il rapporto fra 
scacchi ed intelligenza; quella sui 

quadrati 


magici; quella sulle griglie numeriche e 
relative varianti; quella sui giochi lingui¬ 
stici, dagli anagrammi ai tautopangram- 
mi; e quella famosa sul problema delle 
regine che è riapparsa più volte a 
distanza di anni. 

Una menzione a parte merita 
Crobots, il gioco consistente nel pro¬ 
grammare in pseudo-C la logica che 
consentirà ad un robot virtuale di 
affrontare in combattimento tre avver¬ 
sari simili a lui e possibilmente soprav¬ 
vivere. Crobots è stato uno dei cavalli 
di battaglia di Intelligiochi, un argomen¬ 
to trattato per la prima volta nel lonta¬ 
no 1990 e da allora ripreso ogni anno 
in occasione del- 


’organizzazione di 
un torneo nazionale aperto a tutti i let¬ 
tori, Il Torneo di Crobots di 
MCmicrocomputer, disputatosi annual¬ 
mente sin dal 1992, è ben presto dive¬ 
nuto un appuntamento tradizionale per 
l’intera comunità degli appassionati di 
questo gioco particolarmente intelli¬ 
gente ed avvincente, anche se dal 
gusto un po' "retro". 
L'edizione svoltasi nel 
1998 è stata tuttavia 
anche l'ultima, nel 
senso che quella rela¬ 
tiva al 1999 non è 
stata più organizzata: 
la decisione di inter¬ 
rompere una tradizione 
oramai cosi radicata è 
stata decisamente sof¬ 
ferta, ma anche in que¬ 
sto caso mi sono lascia¬ 
to guidare dalle indica¬ 
zioni provenienti dai let¬ 
tori i quali sembravano 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


103 








ci anni fa veniva considerato impossi¬ 
bile è infine davvero avvenuto: un 
computer ha battuto il campione del 
mondo di scacchi, forse il più grande 
giocatore di tutti i tempi, in un torneo 
giocato in modi e tempi regolamentari. 
Quindici anni fa molti temevano che il 
mondo sarebbe crollato qualora un 
simile evento epocale si fosse verifica¬ 
to entro cinquant'anni; oggi non solo il 
mondo è ancora in piedi, ma la vittoria 
di Deep Blue su Kasparov non ha 
impressionato gli esperti più di tanto. Il 
motivo è sicuramente da attribuirsi al 
fatto che, contrariamente a tutte le 
aspettative di quindici anni prima, il 
computer ha battuto l'uomo non per¬ 
ché si è dimostrato più intelligente ma 
solo perché si è dimostrato più bravo: 
una sfumatura niente affatto irrilevan¬ 
te. Deep Blue è un giocatore mediocre 
ma molto veloce, che usa la forza 
bruta per sopperire alla mancanza di 
strategia: gareggia sui cento metri 
piani in motocicletta anziché a piedi. E 
quindi nulla di fatto nella ideale lotta 
per il primato fra uomo e macchina: se 
i computer continueranno, come sem¬ 
bra, a rimanere dei cretini iperveloci i 
filosofi continueranno ancora per 
molto tempo a dibattere questioni di 
principio sui fondamenti logici 
dell'Intelligenza Artificiale.. 

Ma a parte lo sbalorditivo, anche se 
prevedibile, incremento delle capa¬ 
cità di calcolo e visualizzazione 
dei computer, da allora ad oggi il 
mondo dell'Informatica e quindi 
dell’intelligioco è cambiato soprat¬ 
tutto per via dell'introduzione di un 
fattore assolutamente dirompente 
ed in larga misura imprevedibile; 
Internet. Oggi la presenza della 
Rete nella nostra vita quotidiana 
viene data per scontata da tutti noi, 
quasi fosse sempre esistita: ci scor¬ 
diamo invece di com'erano le cose 
fino a pochi anni fa, quando la possi¬ 
bilità di disporre di una rete mondiale 
di computer interconnessi, grazie alla 
quale poter comunicare a distanza e 
reperire informazioni, era dominio 
della fantascienza e non della scienza. 

Internet da noi è arrivata davvero 
solo verso il 1994, anche se da già 
qualche anno le BBS ed i sistemi di 
conferenze elettroniche quali MC-link 
costituivano un primo nucleo aggrega- 
tore degli appassionati di telematica; e 
comunque sin dal 1992 i primi fortuna¬ 
ti potevano disporre di e-mail e file 


oramai non più molto 
interessati ad un gioco che, effettiva¬ 
mente, risentiva in modo pesante del 
fatto di essere stato scritto nel lontano 
1985. Ho stabilito dunque di sospende¬ 
re i Tornei di Crobots almeno finché 
Tom Poindexter, autore della "arena 
virtuale" di gioco, non rilascerà la 
nuova versione del programma pro¬ 
messa ormai da molti anni. I linguaggi 
ed i sistemi di programmazione si evol¬ 
vono, e dunque un gioco basato su un 
tipo di sviluppo "a linea di comando" 
può piacere ai nostalgici come me ma 
certamente non offre molto interesse 
per la nuova classe di giovani informa¬ 
tici che nel frattempo si è presentata 
alla ribalta. Se e quando anche 
Crobots si rinnoverà, ed a 
patto di non perdere quella 
impostazione filosofica che 
ne ha fatto un gioco di culto, 
allora troverà nuovamente 
ospitalità su queste pagine. 

Quindici anni fa... 

Certo, quasi quindici anni 
di Intelligiochi fanno un po' 
paura. Ma ci pensate quan¬ 
to è cambiato il mondo da 
allora ad oggi? 

Abbiamo cominciato i 
nostri appuntamenti men¬ 
sili quando il massimo del¬ 
l'informatica abbordabile 
per un comune mortale 
era il PC IBM, un computer 
basato sul microprocessore 8086 a 
4,77 MHz di clock e dotato in media di 
128 KByte di RAM. Tuttavia la maggior 
parte della gente "normale", che non 
poteva permettersi il PC IBM, usava il 
Commodore 64 o lo Spectrum, Hard 
disk neanche a parlarne, si faceva tutto 
coi floppy e per di più quelli da 5 pollici 
e un quarto che portavano al massimo 
360 KByte di dati. Oggi invece abbia¬ 


mo tutti sulla scriva¬ 
nia dei mostri con 
processori di sesta 
generazione e clock 
che sfiorano il 
mezzo GHz, senza 
contare i 128 
MByte di RAM e gli 
hard disk da una 
dozzina di GByte. 
La potenza di cal¬ 
colo e la capacità 
di memorizzazione 
dei nostri PC casalin¬ 
ghi sono aumentate di molte migliaia 
di volte: ciò significa che elaborazioni 
che quindi anni fa impiegavano tempi 
di ore, oggi possono essere esaurite in 
pochi secondi! 

Non solo. All'epoca si scriveva sullo 
schermo in modo testo, o al massimo 
in pagine grafiche a bassa risoluzione e 
con quattro o sedici colori al massimo. 
Oggi abbiamo schede video capaci di 
altissima risoluzione in milioni di colori, 
e con acceleratori grafici in grado di 
effettuare rendering tridimensionali a 
tutto schermo in tempo reale. 

Così come i personal computer, 
ovviamente anche i supercomputer 
hanno beneficiato dell'impressionante 
progresso tecnologico di questi anni, 
raggiungendo potenze di calcolo asso¬ 
lutamente stra¬ 


tosferiche. E ciò ha con¬ 
tribuito, dopo molti anni di spasmodica 
attesa e di accesi dibattiti, a far crollare 
il più antico e celebrato baluardo eretto 
a difesa della presunta superiorità del¬ 
l'uomo sulla macchina: la capacità 
della mente umana di battere un com¬ 
puter in un gioco di esclusiva intelli¬ 
genza quale gli scacchi. Ciò che quindi¬ 


104 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



transfer "in differita" via UUCP. Fino 
ad allora era impossibile perfino scam¬ 
biarsi file con facilità, figurarsi pensare 
di utilizzare la Rete per qualcosa di piu 
sofisticato. Eppure da li a poco l'irruzio¬ 
ne di Internet doveva trasformare total¬ 
mente e definitivamente tutte le 
nostre azioni, comprese quelle ludiche 
o intelligiochistiche. 

Ma a parte il facile accesso a tutto 
lo scibile via World Wide Web, che 
pure è una cosa assolutamente mera¬ 
vigliosa, io ritengo che la maggior con¬ 
quista raggiunta da Internet sia stata la 
possibilità di far cooperare assieme 
migliaia o milioni di computer in gros¬ 
sissimi progetti paralleli, nei quali la 
somma complessiva delle pur piccole 
capacità di calcolo offerte da ogni sin¬ 
golo partecipante raggiunge vertici di 
potenza incredibile. Oggi Internet 
incarna contemporaneamente il 
Multivac di Asimov e la Matrice di 
Gibson. Internet è il più grande super- 
computer mai realizzato, che lavora 
incessantemente ventiquattr'ore al 
giorno grazie alla partecipazione volon¬ 
taria ed altruistica di milioni di individui. 
Sfruttando la inimmaginabile potenza 
elaborativa di questo incredibile com¬ 
puter distribuito su tutto il pianeta è 
stato cosi possibile risolvere problemi 
precedentemente inavvicinabili: sono 
stati fattorizzati numeri grandissimi, 
sono stati identificati numeri primi 
giganteschi, sono stati avanzati i limiti 
della ricerca su problemi di topologia e 
teoria dei numeri ed altro ancora. E la 
Rete sta persino contribuendo all'anali¬ 
si dei segnali radio provenienti dal 
cosmo e captati dal radiotelescopio di 
Arecibo, nella flebile speranza che 
prima o poi si riesca ad identificare 
quella particolare emissione statistica- 
mente significativa che ci dimostrerà 
finalmente che non siamo soli 
nell'Universo... 

Un altro baluardo è caduto in questi 
ultimi anni, dopo aver resistito per tre 
secoli. Si tratta dell'Ultimo Teorema di 
Fermat, che il matematico inglese 
Andrew Wiles è riuscito finalmente a 
dimostrare essere vero. Ci sono voluti 
quindici anni di lavoro e tre di verifica, 
e il risultato è una dimostrazione di 
duecento pagine che solo pochi mate¬ 
matici al mondo sono in grado di com¬ 
prendere nella sua completezza. Wiles 
ha utilizzato intere branche della mate¬ 
matica che non esistevano ai tempi di 
Fermat, ed ha creato nuovi ed arditi 



tutte miniature su ruote, ma si 
prevede che ben presto potranno par¬ 
tecipare le prime creature dotate di 
"gambe" e con andatura bipede, e 
allora le cose si faranno già maledetta- 
mente interessanti. 

Parzialmente archiviati gli scacchi, 
almeno per qualche tempo, come 
laboratorio di intelligenza artificiale, c'è 
da credere che l'interesse dei ricerca¬ 
tori nel campo dei programmi di gioco 
si sposterà verso quei giochi sinora 
rimasti un po' in ombra sia per una 
maggiore difficoltà nella loro formaliz¬ 
zazione o nella ricerca di strategie, sia 
perché meno noti qui in occidente: mi 
riferisco naturalmente al Go, antichissi¬ 
mo gioco orientale nel quale i migliori 
programmi di oggi giocano a livello 
poco più che da dilettante e che dun¬ 
que offre ampi ed incontaminati spazi 
per la ricerca. 

E naturalmente non mancheranno 
problemi matematici o logici sempre 
nuovi da risolvere perché, se Dio 
vuole, l'arte di crearsi nuovi problemi 
non è mai andata in declino da quando 
l’uomo ha cominciato a domandarsi 
cosa ci facesse su questa Terra! 

Tutte queste considerazioni non 
fanno che confortarci: il prossimo mil¬ 
lennio, o almeno i suoi primi anni che 
sicuramente ci riguardano più da vici¬ 
no, saranno per noi inteiligiochisti 
almeno altrettanto interessanti quanto 
questi ultimi quindici passati assieme. 
Sempre che voi lo vogliate, e conti¬ 
nuiate a credere in questa rubrica ed a 
collaborarvi in modo diretto od indiret¬ 
to con i vostri contributi. 

E con quest'augurio si chiude que¬ 
sta insolita puntata celebrativa: non mi 
resta che salutarvi e. per la centoses- 
santaquattresima volta consecutiva, 
darvi l'appuntamento al prossimo 
mese. «e 


omomorfismi fra teo¬ 
rie che in precedenza 
si ritenevano scolle¬ 
gate. Tutto ciò lascia 
perplessi e toglie 
gran parte della sod¬ 
disfazione estetica 
che ci si sarebbe 
aspettati da un 
risultato di tale por¬ 
tata. Sicuramente 
la dimostrazione di 
Wiley non può 
essere contenuta nel margi¬ 
ne di un libro, ed altrettanto sicura¬ 
mente non è la stessa dimostrazione 
cui pensava lo stesso Fermat. E dun¬ 
que il problema rimane aperto, almeno 
in astratto: Fermat si sbagliava, o esi¬ 
ste davvero una dimostrazione più 
semplice ed elegante di quella di 
Wiley, ma al tempo stesso cosi elusiva 
da essere sfuggita alle migliori menti 
matematiche degli ultimi tre secoli? 


Intelligiochi al futuro 

Ma interroghiamoci, oramai che 
siamo in conclusione di puntata, su un 
problema più fondamentale e scottan¬ 
te: quale sarà dunque il futuro dell'in- 
telligioco? E quale, più modestamente, 
quello di questa nostra oramai quasi 
quindicenne rubrica? 

Intanto c'è da scommettere che le 
nuove frontiere del supercalcolo distri¬ 
buito, che già hanno contribuito ad 
abbattere storiche barriere, produrran¬ 
no ancora risultati straordinariamente 
rilevanti. 

Per quanto riguarda le attività più 
strettamente di ricerca, mi sembrano 
molto interessanti le discipline dedica¬ 
te alla "vita artificiale" e gli sforzi verso 
una robotica più evoluta, quest'ultima 
esemplificata dal progetto RoboCup di 
cui abbiamo già parlato in passato. Per 
chi non lo sapesse, RoboCup è un'ini¬ 
ziativa multidisciplinare ed aperta che 
ha lo scopo di mettere a punto entro il 
2050 una squadra di giocatori di calcio 
artificiali in grado di battere la squadra 
umana campione del mondo. Per coor¬ 
dinare la ricerca nei vari settori di base 
e confrontare i risultati via via ottenuti, 
l’iniziativa comprende la realizzazione 
di tornei annuali, suddivisi in categorie 
di partecipazione, nei quali squadre di 
robot si battono in una partita di calcio 
più o meno realistica. I robot di oggi 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


105 


_ 


I dischi rigidi 
a 10.000 giri 

La tecnologia costruttiva dei dischi rigidi di fascia alta e le tecniche 
di ottimizzazione delle prestazioni dei dischi 

di Franco Paiamaro 



Il disco rigido 
è, senza ombra 
di dubbio, uno 
dei componenti 
fondamentali dei 
personal compu¬ 
ter, E' il principa¬ 
le dispositivo di 
memorizzazione 
di massa, in al¬ 
tre parole è il 
"magazzino" nel 
quale il nostro 
pc archivia pro¬ 
grammi e dati. 

Un disco rigi¬ 
do è normal¬ 
mente costituito 
da una serie di 
"piatti" ricoperti 
di materiale ma¬ 
gnetico che, gra¬ 
zie a un motore, 
ruotano attorno 
al loro asse. Ad ogni superficie magneti¬ 
ca è associata una testina di 
lettura/scrittura. Tutte le testine sono 
ancorate ad altrettanti braccetti mecca¬ 
nici comandati da motori passo-passo 
che permettono il posizionamento in 
qualsiasi punto della superficie dei piat¬ 
ti. 

Tutto l’insieme è comandato da una 
logica di gestione, che comprende i 
DSP (Digital Signal Processor), i control¬ 
ler dei motori, la cache, i circuiti di inter¬ 
facciamento con il PC, uno o più pro¬ 
cessori che fanno capo al firmware del 
dispositivo (veri e propri programmi per 
la gestione interna del disco rigido resi¬ 
denti su ROM o FlashRAM). 

Se volete saperne di più sull’argo¬ 
mento, consigliamo di rileggere lo spe¬ 


ciale Hard disk nel numero di maggio di 
MCmicrocomputer. Questo mese ci 
concentreremo, infatti, esclusivamente 
sulle caratteristiche peculiari dei dischi 
rigidi dotati di un regime di rotazione di 
10.000 giri al minuto. 

Attualmente i dischi rigidi si possono 
distinguere in base al tipo di interfaccia 
utilizzata: SCSI o IDE. Nella sua ultima 
evoluzione, l’interfaccia IDE ha raggiun¬ 
to il ragguardevole valore di 66 Mbyte al 
secondo (l’UltraDMA/66 utilizzato dai 
chipset Intel 810 e 820), mentre alcuni 
dischi rigidi SCSI di recentissima intro¬ 
duzione sono accreditati di un transfer 
rate massimo sul bus di ben 160 Mbyte 
al secondo (Ultrai60/M SCSI in tecnolo¬ 
gia LVD, o Low Voltage Differential). 

Senza entrare troppo nei dettagli, 


possiamo affer¬ 
mare che l'in¬ 
terfaccia SCSI 
è nettamente 
superiore a 
quella IDE in 
ambienti multi¬ 
tasking, e che 
quest’ultima è 
comunque at¬ 
tualmente limi¬ 
tata ad un mas¬ 
simo di due di¬ 
spositivi per ca¬ 
nale. 

Questo ren¬ 
de l’interfaccia 
IDE inadatta 
per implemen¬ 
tazioni avanzate 
dei dischi rigidi, 
come nelle ar¬ 
chitetture RAID 
(Redundant Ar¬ 
ray of Independent Disks), dove si parte 
da un minimo di due per arrivare anche 
a decine di dischi. 

Inoltre, problemi di natura elettrica li¬ 
mitano la lunghezza massima della con¬ 
nessione IDE, specialmente nelle ulti¬ 
me versioni ad alta velocità, come l’UI- 
traDMA 33 (l'UltraDMA 66 utilizza un 
particolare tipo di fiat cable ad alta 
schermatura). 

La tecnologia differenziale a basso 
voltaggio (LVD) implementata nei nuovi 
protocolli SCSI Ultra2 e Ultrai 60/M con¬ 
sente, invece, lunghezze dei cavi 
dell’ordine dei 12 metri e la possibilità 
di collegare contemporaneamente fino 
a 15 dispositivi per ogni canale. 

Per questi motivi principali (e tanti al¬ 
tri secondari), l’interfaccia SCSI è la pre- 


106 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 








ferita per la creazione di architetture ad 
alte prestazioni. 

La tecnica dietro ai 
“diecimila” 

I dischi rigidi da 10.000 rotazioni al 
minuto sono tutti caratterizzati da un 
diametro del piatto di tre pollici anziché 
3,5. Questo è dovuto a diversi fattori, il 


Struttura interna di un di¬ 
sco rigido: 

1 - piatti 

2 - asse di rotazione dei 
piatti, collegato al moto¬ 
re principale 

3 - struttura di supporto 
dei magneti degli attua 
tori per i braccetti porta- 
testine 

4 - asse dei braccetti 
portatestine 

5 - braccetti portatesti- 
ne 

6 - struttura principale 
del disco rigido 



Spili Valve 
Giani MB 


100 


Evoluzione delle 


MRX 


0.01 


Anno 



L'evoluzione della tecnologia delle testine di lettura/scrittura dei dischi rigidi, in 
relazione alla densità areale e l'anno Lo stato dell'arte attuale 6 costituito da 
una densità areale di circa IO Gbit per pollice quadro 


principale dei quali riguarda la maggiore 
efficienza del flusso d'aria tra i dischi 
necessario alla dissipazione termica, ol¬ 
tre ad una minore inerzia della massa in 
movimento, che si traduce in tempi di 
"spin-up" (il tempo impiegato per rag¬ 
giungere il regime di rotazione ottimale) 
minori. 

Ogni produttore, poi, implementa 
quanto di meglio disponibile in fatto di 
tecnologia per aumentare le prestazioni 
e l'affidabilità dei propri dispositivi. 

E' ormai generalizzato l'impiego di 
tecnologie come le testine magnetore- 
sistive, la gestione della cache multi- 
segmentata e algoritmi a correzione di 
errore (Quantum utilizza un interessan¬ 
te algoritmo basato sul Reed-Solomon a 
ben 352 bit). 

Quantum, ad esempio, utilizza anche 
lo Shock Protection System (SPS) per 
aumentare l'affidabilità dei dischi rigidi 
durante il trasporto e l'uso. 

Si tratta di una tecnica consistente 
nel rendere molto rigido il braccio che 
sostiene le testine per prevenire il con¬ 
tatto con il piatto nel caso di impatti o 
urti del dispositivo contro altri oggetti; 
solo la parte terminale del braccio è re¬ 
sa elastica (di una quantità calibrata), 
per consentire alle testine di sollevarsi 


dalla superficie del 
piatto durante la 
sua rotazione. 

Per quanto ri¬ 
guarda i dischi 
DMVS IBM, si tratta della terza genera¬ 
zione di dischi rigidi da 10K giri di produ¬ 
zione Big Blue; questi dispositivi incor¬ 


porano molte tecnologie direttamente 
derivate da quelle sviluppate per la fa¬ 
miglia di dischi rigidi per portatili Travel- 
star, come le testine GMR (Giant Ma¬ 
gnato Resistive) di terza generazione, la 
tecnologia Load/Unload e i piatti con 
substrato in vetro (Glass substrate me¬ 
dia). 



MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


107 














































bili 


Pinned Layer 
(Exchange Layer 
.not shown) 

ffi Conductlng 
l^,Spacer 

Sensing Layer 



Contact 


Exchange Layer - 1 *' 

Pinned Layer _J i a 

Conducting_| L Sensing Layer 
Spacer 


Struttura di un sensore GMR "spin valve " IIBMI. 

Essenzialmente, i sensori GMR sono composti da strati multipli a film sottile: 
uno strato "spaziatore " di materiale amagnetico tra due strati di metalli ma¬ 
gnetici I materiali magnetici tendono ad allinearsi nella stessa direzione. 

Per cui, se lo strato "spaziatore " 6 abbastanza sottile, cambiando l'orienta¬ 
mento di uno degli strati magnetici può causare il riallineamento dell'altro nel¬ 
la stessa direzione. 

La resistenza elettrica totale della struttura è relativamente bassa quando gli 
strati sono magneticamente allineali parallelamente, e relativamente alta 
quando gli strati sono allineali anti-parallelamente Un opposte direzioni!, que¬ 
sto è l'elletto "magnetoresislivo" 

Nella struttura del sensore viene quindi "bloccata " la magnetizzazione di uno 
degli strati magnetici in una direzione tpinned layer !. 

Quando un campo magnetico molto debole, come quello rappresentante un 
bit "scritto" sulla superficie di un disco rigido, passa sotto il sensore, l'orienta¬ 
mento magnetico dello strato non bloccato ruota relativamente allo strato ma¬ 
gneticamente bloccato, generando un cambiamento significativo della resi¬ 
stenza elettrica causato dall'effetto MR 

A questo punto, la variazione nel passaggio di corrente viene interpretato co¬ 
me "dato" 



Dettaglio della superficie di un disco in vetro 
Immagine da nanoscopio elettronico, lato 15 nanometri. 

Da notare, rispetto al substrato in allumimo/magnesio, la maggiore levigatezza 
del substrato in vetro 



Dettaglio della superficie di un disco in lega di allummio/magnesio 
Immagine da nanoscopio elettronico, lato 15 nanometri 


Partiamo da quest'ultimo fatto: nor¬ 
malmente, i piatti sono realizzati con 
particolari leghe di alluminio e magnesio 
rivestite di un materiale magnetico (un 
composto di nichel-fosforo). 

Nel caso dei dischi rigidi da 10.000 
giri è stato invece implementato un 
piatto realizzato con il substrato in ve¬ 
tro. che consente una maggiore durata 
del piatto stesso, un netto miglioramen¬ 
to nel processo di levigatura (la superfi¬ 
cie del disco risulta molto più omoge¬ 
nea, con un conseguente più omoge¬ 
neo strato di materiale magnetico) e 
una maggiore resistenza alla corrosio¬ 
ne. 

Il passaggio dall'alluminio al vetro ha 
permesso un aumento della levigatezza 
superficiale del 20%: meno vibrazioni 



Dettaglio delle testine dell'IBM Ultrastar LZX con le 
testine bloccate dagli elementi del Load/Unload 
Ramp 


(l'equilibratura del disco in vetro è quasi 
perfetta) e la possibilità di aumentare la 
densità areale dei dati. 

Un'altra tecnologia, mutuata dalle ri¬ 
cerche per i dispositivi di memorizzazio¬ 
ne destinati al mercato "portable", è la 
Load/Unload: le testine non toccano 
mai il piatto, e quando il disco non è in 
funzione sono ''parcheggiate" al lato 
del disco. 

I bracci che sostengono le testine 
"salgono" su una piccola rampa che le 
distanzia dal piatto anche quando il di¬ 
sco è spento; in caso di mancanza di ali¬ 
mentazione, l'energia residua immagaz¬ 
zinata dall'inerzia dei piatti è sufficiente 
a consentire il "parcheggio" e il blocco 
delle testine. 

La tecnologia GMR (Giant Magneto 


108 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 














Schermo2 
/ PI 


Larghezza della 
traccia 


Elemento di lettura Elemento di scrittura 
Induttivo 


Magnetizzazione 


Media di registrazione 


La testina di I/O tipica¬ 
mente impiegala nei di¬ 
schi rigidi consiste di 
un elemento di scrittura 
induttiva a film sottile e 
un elemento di lettura 
MR o GMR 

La differenza tra un 
sensore MR Imagnerò■ 
resistivoI e uno GMR 
Imagnetoresistivo "gi¬ 
gante 1 è la sensibilità 
alle variazioni del cam¬ 
po magnetico Irappre¬ 
sentante il dato scritto 
sul discol, misurata dal¬ 
la percentuale della va¬ 
riazione resistiva 
Un sensore GMR è ge¬ 
neralmente più sensibi¬ 
le del 200% rispetto ad 
uno MR 

L 'elemento di lettura 
nei dischi IBM consiste 
di un sensore GMR tra 
due schermi magnetici. 

Questi schermi riduco¬ 
no i campi magnetici 
parassiti, consentendo 
aI sensore di leggere 

solamente II campo magnetico proveniente dalla traccia che deve essere letta In una testina integrata di 
lettura/scrittura, il secondo schermo magnetico agisce anche da polo della testina di scrittura induttiva. I 
vantaggi delle testine separate fi che entrambe gli elementi possono essere ottimizzati Una testina inte¬ 
grata ha altri vantaggi; per prima cosa à più economica, in guanto più semplice da produrre, e ha migliori 
prestazioni, perché la distanza tra gli elementi è minore. 


Struttura da la tastine MR a GMR 


BPI 


densità areale = 

numero di bits per pollice lungo ciascuna traccia 
(BPI), per il numero di tracce per pollice (TPI) 


Il corretto metodo di cal¬ 
colo per ottenere il valore 
di densità areale. 


Resistive) è relati¬ 
vamente generaliz¬ 
zata, ma nei dischi 
IBM è comunque 
stata ulteriormente 
evoluta con l'ado¬ 
zione della versione 
Spin Valve GMR, 

Molto importan¬ 
te anche la densità 
areale adottata nei 
dischi: si tratta, in 
parole povere, della quantità di dati che 
è possibile archiviare su una data super¬ 
ficie del supporto magnetico. 

Attualmente l'unità di misura è il Gi- 
gabit per pollice quadro, che per il 
Quantum Atlas 10K è pari 3,4 mentre 
per l'IBM DMVS è di 3,5. 

IBM ha comunque annunciato di es¬ 
sere in grado di realizzare media da 35 
Gbit/pollice quadro, ma dispositivi in 
grado di implementare una densità 
areale cosi alta saranno immessi sul 
mercato tra parecchi mesi, se non addi¬ 
rittura anni. 

La cache è di importanza vitale su 
qualsiasi disco e, proprio come nella 
Formula uno troviamo la massima im¬ 
plementazione delle tecnologie allo sta¬ 
to dell’arte, i dischi rigidi da 10K RPM 
hanno integrati gli algoritmi in assoluto 
più efficienti con le tecniche di caching 
più evolute. 

Alcuni dischi rigidi, per esempio, han¬ 
no il microcodice di gestione su memo¬ 
ria Flash (e non su ROM o direttamente 
sul media magnetico): questo consente 
di modificare o aggiornare gli algoritmi. 
Risulta cosi possibile ottimizzare le pre¬ 
stazioni dei dischi in base alla quantità 
di cache (fino a otto Mbyte), alle appli¬ 
cazioni che si intende usare o alle parti¬ 
colari esigenze del cliente. E' opinione 
corrente che maggiore è la quantità di 
cache, migliori risulteranno le prestazio¬ 
ni dei dischi; in realtà non è così. Infatti, 
con applicazioni di Data streaming, è 
molto più importante l'algoritmo di ca¬ 
ching utilizzato (adaptive caching e ca¬ 
che segmentation in I/O) della quantità 
della cache, anzi, minore è la cache (ov¬ 
viamente entro certi limiti) e maggiori 
saranno le prestazioni di transfer rate 
sequenziale. 

Il contrario è vero per accessi conti¬ 
nui e salti da un settore all'altro, con tra¬ 
sferimenti di file di piccole dimensioni e 
sparsi sul disco. 

Last but not least, la quantità di con¬ 
sumo energetico e dissipazione termica 


del dispositivo è di importanza fonda- 
mentale. Per esempio, pochi sanno che 
il consumo maggiore del disco rigido 
non è nel motore principale, ma nell'at- 
tuatore del braccio portatestine: l'acce¬ 
lerazione e successiva decelerazione 
dovuta allo spostamento delle testine 
per le operazioni di I/O possono causare 
consumi, in piena attività, doppi rispetto 
al motore principale (spindle). Questo è 
dovuto al fatto che, a parte lo spunto 
iniziale per vincere l'inerzia, per mante¬ 
nere in movimento costante una data 
massa (i piatti) è necessaria una quan¬ 
tità di energia relativamente piccola. 


Corrente di lettura 


Sensore MR o GMR 
Schermo 1 


Processo di registrazione magnetica 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


109 






























ÌUidUi 



L'Interno del disco rigido Quantum Alias IOK e dell'IBM Ultrastar LZX. entranbi a 10 000 BPM 


mark tutte le prove sono state effettua¬ 
te senza l'utilizzo del caching; la memo¬ 
ria a bordo del controller Adaptec è uti¬ 
lizzata esclusivamente per il calcolo del¬ 
la parità in caso di implementazione 
RAID di livello 5, ed è perciò disabilitata. 

Adaptec consiglia il caching sui dischi 
esclusivamente in abbinamento ad un 
UPS, e si abilita esclusivamente sosti¬ 
tuendo la DIMM da 2 Mbyte presente 
sul controller con una di dimensioni 
maggiori (la quantità di memoria disponi¬ 
bile oltre ai 2 Mbyte necessari per il cal¬ 
colo della parità sarà utilizzata come ca¬ 
che write-back). 

I dischi sono stati tutti provati singo¬ 
larmente, con l'eccezione dei dischi 


dello cui si fa riferimento e il DCHS Ul¬ 
trastar Il XP di IBM), e a parità di inter¬ 
faccia, la differenza dovuta al solo au¬ 
mento di 2800 rotazioni il minuto con¬ 
sente un incremento dell'8-10% (Quan¬ 
tum Atlas 10K rispetto al Quantum Alias 
IV, entrambi dotati di gestione avanzata 
di supporto e di interfaccia Ultra 160/M) 

Il disco più veloce è risultato il model¬ 
lo DMVS 18 di IBM, anche se di pochis¬ 
simo; il Quantum Atlas 10K è dietro con 
uno scarto di appena il 3%. 

La configurazione stripe set dei due 
IBM DMVS, come era da aspettarsi, ha 
mostrato pregi e difetti tipici di questa 
tecnologia. 

Il "lag-time" di accesso (il tempo tra- 


Le prove 


I dischi che abbiamo considera¬ 
to per la prova sono il Quantum 
Atlas 10K e l’IBM Ultrastar LZX, 
entrambi con il regime di rotazione 
di 10.020 giri, ed il Quantum Atlas IV 
al regime di rotazione di 7200 giri; 
quest'ultimo lo abbiamo scelto come di¬ 
sco di riferimento. 

La macchina usata per tutte le prove 
è basata su processore Pentium II a 350 
MHz, con 64 Mbyte di RAM e sistema 
operativo Windows NT 4.0 con Service 
Pack 5. 

II sistema operativo è stato installato 
su di un disco EIDE, e tutte le prove so¬ 
no state effettuate eseguendo il boot da 
questo disco. 

I software usati per i benchmark sono 
il buon vecchio Adaptec Threadmark 2.0 
e la versione 1998.10.08 di Intel lOme- 
ter. 

Per le prove abbiamo usato un con¬ 
troller RAID Adaptec. CAAA-133U2, do¬ 
tato di 2 Mbyte di memoria (come spie¬ 
gato nel riquadro, la RAM da 2 Mbyte è 
necessaria al funzionamento del control¬ 
ler e non influisce sulle prestazione dei 
dischi in prova). 

Per non falsare i risultati dei bench- 




IBM, che abbiamo anche configurato in 
RAID 0, in altre parole abbiamo creato 
uno stripe-set; i risultati sono stati molto 
interessanti. 


I risultati 

I valori riscontrati dai benchmark sono 
di assoluto rilievo; infatti, superano del 
25 per cento abbondanti i valori riscon¬ 
trati sulla precedente generazione di di¬ 
schi UltraWide SCSI a 7200 giri (il mo¬ 


I dischi rigidi in prova: a sinistra il Quantum Atlas IOK, al centro l'IBM Ultrastar LZX e, come riferimento, il Quantum Atlas IV 


110 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 








I dischi utilizzati 




Quantum Atlas IV da 18,2 Gbyte. regime 
di rotazione di 7.200 RPM, tempo di 
accesso 6,9 ms, con 2 Mbyte di cache 
multisegmentata e interfaccia SCSI LVD 
Ultrai 60/M 

Lire 1.198.000 (IVA esclusa). 

Quantum Atlas 10K da 9,1 Gbyte, regime 
di rotazione di 10.000 RPM, tempo di 
accesso 5,0 ms, con 2 Mbyte di cache 
multisegmentata e interfaccia SCSI LVD 
Ultra 160/M 

Lire 965.000 (IVA esclusa). 

Distribuiti da: 

Ingram Micro, tei. 02/55351 
Karma Italia, tei 02/3822051 
Silvestar Group, tei. 02/66125566 

IBM Ultrastar LZX (DMVS) da 18.3 Gbyte, 
regime di rotazione di 10.000 RPM, 
tempo di accesso 4,9 ms, con 2 Mbyte 
(di cui circa 300 Kbyte impegnati dal 
firmware) di cache multisegmentata e 
interfaccia SCSI LVD Ultra2 
Lire 1.150.000 (prezzi OEM indicativi, IVA 
esclusa). 

Distribuito da: 

ACTEBIS Computer SPA, tei. 02/516671 
Karma Italia, tei. 02/3822051 




II disco rigido preso come riferimento, il Ouantum 
Arias IV. 

Il più piccolo disco rigido del mondo. l'IBM Mi¬ 
crodrive da 340 Mbyte. Lo citiamo in quanto 
molta della tecnologia sviluppata per que¬ 
sto dispositivo è stata implementata nei 
dischi di ultima generazione a 10.000 ro¬ 
tazioni il minuto. 

applicazioni fortemente ver¬ 
ticali. 

Per esempio, i dischi ri¬ 
gidi progettati (o configura¬ 
ti) per essere usati per accessi 
sequenziali mal si prestano ad un uso 
intensivo in un Web-server, dove i dati 
sono sparsi sul disco sotto forma di file 
di piccole dimensioni quasi mai conti¬ 
gui. 

D'altronde, nessuno si sognerebbe di 
utilizzare una workstation grafica di alto 
livello come file server, o una moto 500 
da Gran Premio per fare Cross; perciò, 
a prestazioni assolute specifiche corri¬ 


spondono anche limiti nell'utilizzo. 

Il primo dei quali è il prezzo, e non ci 
riferiamo solamente al singolo costo di 
acquisto del disco rigido, ma anche al 
costo dell'interfaccia e dei cavi. 

Abbiamo rilevato una temperatura 
superficiale di tutti i dischi considerevo¬ 
le (nel caso del DMVS IBM, si 
sono sfiorati i 70 
gradi), di cui si 
deve tenere 
conto nel caso 
di una imple¬ 
mentazione in un 
cabinet non speci¬ 
ficamente progetta¬ 
to per ospitare di¬ 
spositivi di questo ti¬ 
po. 

__ E' quindi importante 
y' valutare se è davvero ne¬ 
cessario dotarsi di dischi ri¬ 
gidi che garantiscono si le massime 
prestazioni possibili, ma a fronte di un 
prezzo molto alto e una complessa im¬ 
plementazione o se è preferibile orien¬ 
tarsi verso dispositivi anche più generi¬ 
ci, ma dal rapporto prezzo/prestazioni 
nettamente più favorevole. 

«e 



Adaptec AAA133U2 


ACTEBIS Computer SPA CDC Point SPA INGRAM MICRO SPA 

Tel. 02/516671 Tel. 0587/2882 Tel. 02/5535.1 


scorso dal momento della richiesta del 
dato a quello in cui esso è disponibile: è 
in funzione di quanti dischi è composto 
l'array e dal tempo di latenza medio dei 
dischi usati) è aumentato, rispetto al sin¬ 
golo disco, ma è sempre sotto alla me¬ 
dia grazie alla implementazione del regi¬ 
me di rotazione di 10.000 RPM, 

E' in realtà possibile minimizzare que¬ 
sto fenomeno utilizzando controller di 
fascia alta che consen¬ 
tono di sincronizzare le 
testine e i piatti di tutti i 
dischi (spindle sinchro- 
mzation). 

Non essendo dispo¬ 
nibile un terzo disco 
non abbiamo effettuato 


una prova con una con¬ 
figurazione RAID 5 per 
provare quanto sono in¬ 
fluenzate le prestazioni 
dell’array dalla scrittura 
dei dati di parità neces¬ 
sari alla ridondanza. 


Concludendo 


I dischi rigidi da 10K 
RPM sono dispositivi 
destinati ad un uso professionale e 
quindi, a differenza di altri apparecchi 
"generai purpose", sono ottimizzati per 


Il controller SCSI usato per l'articolo è un controller RAID ad alte prestazioni di Adaptec, 
l'AAA 133U2. 

Si tratta di un dispositivo a tre canali SCSI Ultra2, capace quindi di un transfer rate 
massimo di 80 Mbyte al secondo per canale, e di 133 Mbyte al secondo verso il bus PCI. 
L'AAA 133U2 è in grado di gestire fino a 45 dispositivi SCSI; l'implementazione dei livelli 
RAID (Redundant Array of Independent Disks) è molto completa, comprendendo i livelli 0, 
1,0/1 e 5. 

Il controller è dotato di 2 Mbyte di memoria, 
destinata esclusivamente al calcolo della parità per 
il livello RAID 5; non influisce nel normale 
funzionamento del controller 
La memoria RAM installabile su questo controller è 
però di ben 128 Mbyte, ed in questo caso tutta la 
memoria eccedente i primi 2 Mbyte è utilizzata con 
un algoritmo di caching "write-back" per accelerare 
le prestazioni, 

Il controller è dotato di un connettore standard a 50 
poli per la connessione di periferiche come 
dispositivi di backup a nastro o lettori CD-ROM. 

Il kit comprende la scheda, un cavo fiat a 50 poli 
Ultra con relativo terminatore e un cavo fiat a 80 
poli Ultra2 LVD con terminatore attivo integrato. 
Molto interessante il software di gestione con 
interfaccia grafica per Windows. 


Il prezzo del controller AAA133U2 in versione "kit” 
è di Lire 1.995.000 (IVA inclusa), ed è distribuito da: 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


111 















Excel 97 


Le due facce di un foglio elettronico 

seconda parte 

La formattazione, 
i grafici e la stampa 

di Aldo Ascenti 




'JT 


C'erano una volta i fogli 
elettronici: freddi e sgraziati 
macinatori di numeri, ai quali 
non si richiedeva mai elegan¬ 
za e presentabilità ma solo 
velocità e precisione. L'output 
prodotto erano tabelle di 
numeri, incolonnati con rigore 
dalle stampanti ad impatto sui 
moduli continui, senza spazi 
per la fantasia e la leggibilità. 

Excel, come le ultime 
generazioni di software ci 
hanno abituato, fa della grafi¬ 
ca uno strumento indispensa¬ 
bile a rendere interessante e 
facilmente comprensibile ogni 
documento, permettendo 
ampie libertà nell'organizza¬ 
zione e nella formattazione 
dei dati, che appariranno gra¬ 
devoli su carta, su schermo o 
nelle pubblicazioni Web. 


Come “rifare il 
trucco” alle celle 


Lo strumento principale 
per adattare l’aspetto del 
nostro foglio di calcolo è il 
menù "formato celle", al 
quale si accede dalla barra dei 
menù o tramite il tasto destro 
del mouse. 

Le sei pagine in cui è sud¬ 
divisa questa finestra di dialo¬ 
go permettono di accedere a quasi 
tutte le funzioni necessarie a gestire 
l'estetica della cella o dell'intervallo 




liwwiKi Ffnna*o giumenti 


21 


fnCfisln l 


Nome azienda 


QiP.CMI'n 


FATTURA - 


e m 



1 é. 



mui f**i 


-W 




Al 



Per rendersi conto di quanto gli strumenti di formattazione possano stravolge¬ 
re l'aspetto di un documento di Excel basta aprire il modulo "gestione fattura¬ 
zione" offerto in dotazione col programma 


selezionato. Dalla linguetta "numero" 
si potrà decidere in che modo Excel 
deve presentare i dati numerici, sce¬ 


gliendo tra una serie di cate¬ 
gorie predefinite o impostan¬ 
done una nuova grazie al tipo 
"personalizzato": ad esem¬ 
pio, il tipo "valuta" fa prece¬ 
dere il numero immesso da 
un simbolo monetano, attiva 
il separatore delle migliaia, 
permette di specificare il 
numero di decimali da visua¬ 
lizzare e se far apparire i valo¬ 
ri negativi in rosso o precedu¬ 
ti dal segno Un discorso 
a parte meritano i tipi data e 
ora. Per Excel una data, 
comunque si scelga di visua¬ 
lizzarla. non è altro che un 
numero di giorni trascorsi dal 
1 gennaio 1900. Cosi il 
numero 367 rappresenta il 
primo gennaio 1901 (il 1900 
è bisestile), mentre il 
2958465 è la data massima 
gestita dal programma ovve¬ 
ro il 31 dicembre 9999, risol¬ 
vendo alla radice il problema 
del bug del nuovo millennio 
senza crearci grossi problemi 
neirimmediato: cosa succe¬ 
derà effettivamente ai nostri 
fogli la mattina del 1 genmaio 
10000 è ancora tutto da sco¬ 
prire, ma non crediamo sia il 
caso di affannarsi troppo C'è 
tempo, c'è tempo... 

Le ore sono, invece, conside¬ 
rate come frazioni di giorno: 
quindi 10,25 rappresenta le 
sei del mattino del 10 gennaio 1900. 
Tutta questa complicazione può essere 
ignorata nella maggior parte dei casi, 


112 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


















































Icom# BMIlm 

Excel 97 


F minato cullo 


nr 


I f oimattd/ione automatica 







ContatAà 2 
Contabilità 3 
Contabilità 4 
A colorì 1 
A colori 2 
A colori 3 
Elenco 1 
Elenco 2 


I Elenco 3 


Effetto 30 2 


Nessuno 


Numero 

Bordo 


Oattere 

Motivi 


ghetza/altena 


_ 


_ 


Con la formattazione automatica si può chiedere ad Excel di applicare un set di impostazioni 
predefinite alla porzione desiderata del foglio. 


±71 

Annulla 
Qpaonl » 


l*m«>c Umetmtti | Cd «Un» | 
«biMmanto tasto 


| Motivo | Pioto nera 
I Orlantamarvo 


Eprmoto tabella 



0 en 

feb 

mai Io 


Est 

7 

7 

5 

19 

Ovest 

6 

4 

7 

17 

Sud 

8 

7 

9 

24 

Totale 

21 

18 

21 

60 


Quasi tutte le impostazioni necessarie ad adattare l'aspetto di colore di sfondo e dei bordi da 
un foglio sono raccolte ne! menù formato celle. 


in quanto Excel è in grado di riconosce¬ 
re automaticamente come date e ore 
immissioni quali "19-marzo" o 
"17:56", ma va compresa qualora si 
desiderasse effettuare operazioni 
matematiche con le date, come 
aggiungere 30 giorni alla scadenza di 
una fattura o togliere qualche ora alla 
durata di una riunione. 

Il tipo "personalizzato" prevede la 
possibilità di inserire una sequenza di 
caratteri speciali e di codici (detta 
maschera) per istruire il programma sul 
modo di visualizzare i dati: imparare ad 
usare questi codici non è difficile, ma è 
spesso mutile, grazie alla completezza 
dell'elenco di formati speciali, già defi¬ 
niti per le più comuni tipologie di dati, 
messo a disposizione da Excel. 

Sotto la voce "allineamento", sono 
raggruppate metodologie di posiziona¬ 
mento di testo e numeri, all'interno 
delle celle, comode e di grande impat¬ 
to visivo, come la possibilità di sceglie¬ 
re l'angolo di inclinazione, di disporre i 
dati in verticale o di sfruttare opzioni di 
controllo quali "testo a capo", che per¬ 
mette di scrivere su piu righe rimanen¬ 
do nella stessa cella, "riduci e adatta", 
che modifica la dimensione dei font in 
modo da rendere sempre visibile il 
contenuto anche di celle piccole e, dul- 
cis in fundo, "unione celle" trasforma 
un intervallo in un'unica cella di grandi 
dimensioni, risolvendo molti problemi 
legati al corretto posizionamento di 
titoli e didascalie. 

Le altre sezioni del menù "formato 
celle" riguardano la scelta dei font, del 


applicare alle celle. 
Quest'ultima area permette 
impostazioni molto più accurate e varie 
dell'analogo comando attivabile con il 
pulsante sulla toolbar e si basa su un 
riquadro di anteprima sul quale si può 
agire a piacimento per mettere e 
togliere i bordi desiderati, comprese le 
barre diagonali, che vanno selezionati 
dall'elenco sulla destra della finestra. 

L'ultima linguetta permette di attiva¬ 
re o disattivare il blocco del gruppo di 
celle selezionate, che funziona solo se 


si è scelto di proteggere il documento 
col comando "protezione" del menù 
"strumenti". 

Va detto che ogni impostazione 
data ad un gruppo di celle, anche se 
vuote, rimane in esse memorizzata fin¬ 
ché non si sceglie esplicitamente di 
rimuoverla; così se una cella è configu¬ 
rata per visualizzare date, qualsiasi 
numero immetteremo successivamen¬ 
te verrà convertito di conseguenza. Il 
menù "formato celle" non è, quindi, 
solo un mezzo per adattare il foglio di 
lavoro, ma anche uno strumento infor- 



Quattro modi diversi in cui le funzioni grafiche di Excel permettono di rappresentare gli stessi dati. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


113 












































































Hobw usarci 

Excel 97 


Con la barra appo¬ 
sita si può visua- 
Urtare l'elenco 
delle componenti 
del grafico e sele¬ 
zionarne una per 
eventuali modifi¬ 
che 


mativo per 
visualizzare le 
caratteristiche 
precedente- 
mente impo¬ 
state. 


Altre 



gKu4ttr< lrs»!*a famulo SUuiurW ’j/évo hQntrt ’ 

a e 


Famulo S'irne™ grafico FiQMtra J 

“1 D 1 F “ 


Produzion 


464,81 


■138.$9 


118.20 


387,34 


645.57 


tecniche 
di formattazione 

Per i più indolenti o indecisi, Excel 
mette a disposizione una modalità di 
formattazione automatica. Per attivarla 
è sufficiente selezionare la porzione di 
foglio da formattare e scegliere "for¬ 
mattazione automatica" dal menù "for¬ 
mato"; a questo punto basterà decide¬ 
re lo stile preferito dall'elenco e il pro¬ 
gramma farà il resto, sempre che i 


zato nell'elenco e agendo sulle voci 
"numero", "allineamento", "caratte¬ 
re" e cosi via, si potrà decidere di 
applicare solo alcune caratteristiche 
alle celle selezionate. 


Dai dati ai grafici 

Una delle principali funzionalità di 
ogni foglio elettronico che si rispetti è 
la possibilità di riassumere i dati nume¬ 
rici in grafici di ogni genere. Excel faci- 


N*tom«u«r« llcAOi vjluwwjUtflo, qukx* I cw Ut»* 

»*•» rrv**• Ir»di [>•>(%«, Udau, faè, 1 nom* (faiIle o dUt «dwò*. pofiaorw* 
I «rtctn ralla cmafta di modi«4 a Megera I pulwrt»» dradarato. 


Aj Jj oj ro|Gj ejoj 


3 


Alunno: 


Aflestr» 


&|0ata| 


&|Om| 


w 


Con questa finestra si regolano con semplicità le intestazioni che compariranno a 
sinistra, al centro e a destra di ciascun foglio 


nostri dati 
siano incolon¬ 
nati come la 
più standard 
delle tabelle, 
con le intesta¬ 
zioni sulla 
prima riga e 
cosi via 

Il comando 
"stile" del 
menù formato 
permette di 
memorizzare 
una sequenza di 
impostazioni 
usando nomi da richiamare al momen¬ 
to opportuno. Uno stile è, quindi, un 
insieme di caratteristiche del menù for¬ 
mato celle che può essere salvato per 
usi successivi. Definire un nuovo stile 
è semplicissimo: una volta digitato un 
nome nella apposita casella della fine¬ 
stra di dialogo, basterà fare clic sul pul¬ 
sante "modifica" per trovarsi nel con¬ 
sueto menù "formato celle", dal quale 
è possibile fare tutti gli aggiustamenti 
necessari. Un clic su "aggiungi" 
memorizzerà il nostro stile personaliz¬ 


lita questa operazione offrendo una 
completa procedura di autocomposi¬ 
zione, alla quale si accede con un pul¬ 
sante sulla toolbar o scegliendo "grafi¬ 
co" dal menù "inserisci", che guida in 
tutte le fasi di generazione di un grafi¬ 
co a partire da una tabella. 

Esistono due approcci all'autocom- 
posizione di un grafico: la prima consi¬ 
ste nell'attivare la procedura e seguir¬ 
ne le indicazioni per specificare le 
coordinate dei dati da rappresentare, 
mentre la seconda, spesso più como¬ 


da, prevede che l'autocomposizione 
venga fatta partire solo dopo aver sele¬ 
zionato l'area del foglio che contiene i 
valori e le rispettive etichette di cui si 
desidera tracciare il grafico. 

In entrambi i casi le serie di valori 
devono essere raggruppate in righe e 
colonne, non necessariamente conti¬ 
gue, tenendo presente che più sempli¬ 
ce sarà l'organizzazione della tabella 
dei dati, più immediata sarà la defini¬ 
zione della procedura. 

La prima scelta da effettuare è quel¬ 
la del tipo di grafico desiderato. 
Naturalmente la selezione andrà effet¬ 
tuata tenendo conto anche del tipo e 
della quantità dei dati da rappresenta¬ 
re; ad esempio, ha poco senso cercare 
di rappresentare due o più serie di 
valori con un singolo grafico a torta. 
Premesso che Excel permette di cam¬ 
biare idea in qualsiasi momento, i gra¬ 
fici a barre e ad area possono essere 
impostati anche per visualizzare le 
serie successive alla prima come 
somma delle precedenti, quelli a 
dispersione sono utili per confrontare 
serie di valori legate da relazioni di 
causa-effetto, i grafici a radar dispon¬ 
gono i valori in modo radiale rispetto a 
un origine comune, quelli ad anello 
funzionano come i grafici a torta ma 
permettono di confrontare più serie, 
mentre quelli tridimensionali hanno 
soprattutto una valenza estetica. 

Oltre ai tipi standard Excel offre 
un'ampia scelta di tipi personalizzati, 
tra i quali il piu utile è probabilmente 
quello logaritmico, che permette di 
apprezzare anche minuscole variazioni 
nei valori ed è molto usato in ambito 
scientifico. 

Deciso il grafico che si desidera 
creare, con un clic su "avanti" l'auto- 
composizione procede mostrando 
un'anteprima e domandandoci se le 
serie di dati sono disposte per righe o 
per colonne, inoltre la linguetta "serie" 
permette di dare un nome a ciascun 
gruppo di valori e di verificare la corret¬ 
tezza degli intervalli scelti per i dati e le 
etichette. A questo proposito va nota¬ 
to che gli intervalli possono essere 
selezionati direttamente sul foglio, 
usando l'apposito pulsante posto 
accanto ad ogni casella di immissione, 
o specificati digitandone le coordinate, 
avendo cura di utilizzare anche il riferi¬ 
mento al foglio scelto e il carattere 
"$" che individua indirizzi assoluti, sui 
quali ci soffermeremo nei prossimi 
numeri di MC. 

Avanzando ancora con l'autocompo- 
sizione si accede ad una schermata, 


114 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



































[coinè utàrè». 

Excel 97 



Le interruzioni di pagina possono essere adattate scegliendo "anteprima interruzioni" dal menù "visualizza " 


che può variare leggermente a secon¬ 
da del tipo di grafico scelto, che per¬ 
mette di definire una serie di caratteri¬ 
stiche di visualizzazione come tracciare 
o meno le griglie e includere le etichet¬ 
te o la legenda. 

L'ultima fase prevede che si scelga 
una posizione per il nuovo grafico: 
come riquadro riposizionabile all'inter¬ 
no di un foglio preesistente o come 
immagine a tutta pagina in un nuovo 
foglio, da aggiungere appositamente 
alla cartella di lavoro. In entrambi i casi 
il grafico sarà un'entità dinamica, ovve¬ 
ro varierà ad ogni mutamento nei dati 
di origine. 

Naturalmente, se si ha fretta, si può 
terminare l’autocomposizione in qual¬ 
siasi momento con un clic sul pulsante 
"fine", terminando l’operazione con 
impostazioni di default, che potranno, 
comunque, essere adattate successi¬ 
vamente. 

Una volta creato il grafico si potrà 
intervenire per cambiarne le caratteri¬ 
stiche in molti modi, sfruttando il 
menù contestuale attivabile col tasto 
destro del mouse. L'unica difficoltà è 
rappresentata dal gran numero di 
oggetti di cui è composta l’area del 
grafico, il che rende poco agevole indi¬ 
viduare e selezionare proprio l’elemen¬ 
to che si vuole modificare. Lo strumen¬ 
to migliore per svolgere questa opera¬ 
zione è probabilmente la barra del gra¬ 
fico, attivabile o disattivabile dal menù 
"visualizza" col comando "barre degli 
strumenti/grafico”; questa barra preve¬ 
de una casella apposita per navigare 
tra oggetti come le griglie, le serie di 
dati, l'area del tracciato e cosi via, 
affiancata ad un pulsante per visualiz¬ 
zare le opzioni di modifica specifiche 
dell'elemento scelto. Un altro modo 
per selezionare gli oggetti con il massi¬ 
mo dettaglio è usare i tasti freccia 
dopo aver cliccato sul grafico: sposta¬ 
menti verso l'alto o il basso permetto¬ 
no di individuare a rotazione le aree 
principali, mentre le frecce destra e 
sinistra selezionano anche le singole 
voci di una legenda o le diverse barre 
di un istogramma. 


La stampa 

Stampare con un foglio elettronico è 
una procedura alquanto diversa da 
quella necessaria ad un comune word 
processor. Le differenze sono legate 
alla dimensione dell'area di un foglio di 
Excel che, se stampato per intero, 
richiederebbe di rappresentare su carta 


tutte le 16.777.216 celle di cui è com¬ 
posto. L'area di stampa necessaria alla 
maggior parte dei documenti sarà solo 
una piccola porzione non vuota del 
foglio di lavoro che, in molti casi, il pro¬ 
gramma è in grado di individuare auto¬ 
maticamente effettuando, inoltre, una 
corretta divisione in pagine. La gestio¬ 
ne della stampa può essere effettuata 
tramite la visualizzazione in anteprima, 
che parte premendo l'apposito bottone 
sulla toolbar e mostra le pagine cosi 
come usciranno dalla stampante men¬ 
tre una serie di pulsanti permettono di 
impostare il driver della stampante, di 
visualizzare e regolare i margini e di 
aprire la finestra "imposta” e la visua¬ 
lizzazione "anteprima interruzioni di 
pagina". La finestra "imposta" per¬ 
mette, tra l'altro, di organizzare l'ordine 
di divisione delle pagine, in verticale o 
orizzontale, secondo l'esempio 
mostrato con un clic sulla linguetta 
"foglio", di scalare le dimensioni del 
foglio per adattarle al numero di pagine 
desiderato e di aggiungere e persona¬ 
lizzare l'intestazione e il piè di pagina 
del documento. Quest’ultima funzione 
è organizzata in tre distinte caselle 
sormontate da una serie di pulsanti; le 
caselle conterranno le parti dell’inte- 
stazione/piè di pagina che devono 
apparire a sinistra, al centro o a destra 
di ogni foglio, mentre i pulsanti facilita¬ 


no l'inserimento del codice col quale 
Excel capisce di dover aggiungere 
data, ora, numero di pagina e nome 
del documento da stampare. 

L'"anteprima interruzioni di pagina" 
è invece un utile strumento per capire 
come Excel effettua la divisione del 
nostro documento per predisporlo alla 
stampa. Si tratta di una visualizzazione 
rimpicciolita di una buona porzione del 
foglio in cui le zone riconosciute come 
da non stampare appaiono grigie e le 
linee orizzontali e verticali di divisione 
tra le pagine sono ben evidenziate e 
possono essere spostate con il 
mouse. Tali linee appariranno poi nella 
normale visualizzazione del foglio 
come esili tratteggi. 


Appello conclusivo 

Vorremmo concludere questa pun¬ 
tata di "come usare" con un appello 
all'uso del colore e della grafica anche 
nei rigorosi documenti di bilancio. Una 
maggiore attenzione all'aspetto di 
modulistica e stampati non è vanità 
ma migliora la leggibilità e la chiarezza 
del lavoro svolto, rendendo più piace¬ 
vole anche lavorare con i numeri. 
Naturalmente se siete daltonici fatevi 
consigliare da un amico per gli acco¬ 
stamenti. «e 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


115 














































Registriamo l'audio con il portatile (c,. , 1 ^ ‘ 




Nel portatile Acer lo slot per schede PCMCIA e situato sul lato destro della 
macchina, proprio vicino alle prese audio 


Tramite una interfaccia SCSI su scheda PCMCIA, come duella raffigurata la 
SlimSCSI 1480A prodotta dalla Adaptec, possiamo collegare al nostro portati¬ 
le masterizzatoti SCSI esterni o dispositivi come Iomega Zip o Jaz, per l'inter¬ 
scambio dei dati con altri computer 


Gli appassionati di registrazione audio 
esistono da tempo immemore, fin da 
quando fu messo in commercio il primo 
registratore Ricordo ancora la gioia im¬ 
mensa che ebbi quando mio padre, ad 
un compleanno lavró avuto 
si e no IO anni) mi regalò il 
mio primo registratore, un 
Europhon portatile a cas¬ 
sette. ovviamente monofo¬ 
nico. Ricordo che la cosa 
più divertente non era sen¬ 
tire le cassette che 'trafu¬ 
gavo' dalla macchina di 
mio nonno, appassionato 
quanto me di musica Iper 
inciso lui una volta si fece 
montare sulla sua ’Fiesta‘ 
un autoradio quadrifonica 
della Voxon, che funziona¬ 
va con le Stereo 8, ma non 
trovò mai in commercio le 
registrazioni quadrifoni¬ 
che) La vera cosa diver¬ 
tente era registrare Regi¬ 
strare di tutto, non solo 
musica. E cosi ricordo che 
piazzavo il microfono al 
centro della tavola e regi¬ 
stravo quello che ci diceva¬ 
mo durante il pranzo, oppure registravo i 
suoni della pioggia e dei temporali, il ma¬ 
re. oppure i canti stonati delle mie sorel¬ 
line. Un mio amico registrò, con uno dei 
primi DAT portatili, i suoni della metro¬ 
politana e io stesso mi sono riscoperto 
appassionato di registrazione quando, 
per non perderli nella memoria, ho preso 
a registrare i primi vagiti di mio figlio, na¬ 
turalmente con un DAT Sony ed un mi¬ 
crofono stereofonico di elevata qualità 
(ho registrato in seguito alcuni suoni di 


campagna, tra cui quelli dei campanacci 
di una mandria di mucche che pascola¬ 
vano incredibile! risentendo la registra¬ 
zione sembrava di avere le mucche li da¬ 
vanti a qualche decina di metri; la spa- 


ziahta e la pulizia della registrazione era¬ 
no incredibili, e non prendetemi per mat¬ 
to...). 

Gli appassionati di registrazione chia¬ 
ramente non catturano solamente rumo¬ 
ri di uccellini o di elicotteri, ma anche so¬ 
prattutto quelli di strumenti musicali, Co¬ 
nosco un'infinità di persone che appena 
possono prendono la loro bella valigetta 
carica di DAT. nastri e microfoni, e van¬ 
no a registrare qualche concerto. Tanto 
tempo fa. per raggiungere risultati accet¬ 


tabili, era necessario dotarsi di un in¬ 
gombrante registratore a bobine: quelli a 
cassette non hanno mai avuto successo 
in questo campo a causa della scarsa 
qualità che avevano, a parte il Walkman 
Professional della Sony. 

L'avvento del DAT, ed 
in particolare del DAT por¬ 
tatile, ha fornito un nuovo 
impulso alla registrazione 
amatoriale Al giorno d'og¬ 
gi basta un piccolo DAT, e 
un buon microfono ste¬ 
reofonico per raggiungere 
risultati di eccellente qua¬ 
lità. 

Una volta che si ha su 
cassetta DAT il prezioso 
programma musicale, di 
solito è conveniente por¬ 
tarlo su CD, per vari motivi: 
innanzitutto perché cosi 
sarà possibile regalare ad 
altre persone la nostra re¬ 
gistrazione senza che que¬ 
ste siano obbligate ad ac¬ 
quistare un DAT, secondo 
poi perché è conveniente 
farne una copia di sicurez¬ 
za nel caso si rovinasse la 
cassetta, che è sempre un nastro, ricor¬ 
diamoci, e quindi e soggetto ad una usu¬ 
ra maggiore nel tempo. 

Come un DAT ma 
molto più versatile 

Per registrare su CD il risultato della 
nostre fatiche ci si deve dotare o di un 
registratore audio CD-R, ne esistono tan¬ 



ta connessione dei dispositivi USB come la SONICport e semplicissima basta inserire, 
a computer acceso, il connettore nell apposita presa; il computer si accorge allora del 
collegamento e canea i driver della nuova periferica da disco Da notare che é possibile 
utilizzare piu dispositivi USB avendo a disposizione una sola presa semplicemente scon¬ 
nettendone uno ed inserenoo l'altro il computer si accorge del cambiamento di confi¬ 
gurazione e attiva i driver necessari 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


117 











C £(ti=»ìcl«»' Registriamo l'audio con il portatile 



delle registrazioni fatte da professionisti. 
Ad esempio sarà possibile dare brillan¬ 
tezza ad un brano un po' cupo interve¬ 
nendo sulle alte frequenze, oppure cor¬ 
reggere in parte un errato posizionamen¬ 
to dei microfoni intervenendo sulla spa¬ 
zialità. Certamente è sempre possibile 
registrare con un DAT e poi acquisire i 
dati audio sul computer per le successi¬ 
ve elaborazioni. Ma c'è da notare che in 
questo caso bisogna impiegare del tem¬ 
po per l'acquisizione, mentre se regi¬ 
strassimo direttamente nel computer i 
dati sarebbero già bell'e pronti. 

Bene, abbiamo deciso di utilizzare un 


La WaMi Box va collegata al 
computer per meno di una sche¬ 
da PCMCIA alla quale si connette 
un cavo che va inserito in una ap¬ 
posita presa presente sullo scato- 
lotto esterno. 


ti in commercio, a partire 
dai modelli economici della 
Philips, oppure acquisire 
tutto con un computer e 
masterizzare. 

La seconda strada è si¬ 
curamente la più intrigante, 
anche se più complessa; una volta che i 
nostri dati audio sono nell'hard disk del 
computer sarà possibile modificarli, uti¬ 
lizzando programmi di elaborazione au¬ 
dio, oppure creare compilation di brani 
ecc. Proprio l'elaborazione è la fase che 
ci consente di dare alle nostre registra¬ 
zioni quel qualcosa in più che è proprio 


computer per registrare il nostro pro¬ 
gramma musicale. Certamente sarà pos¬ 
sibile utilizzare il desktop che abbiamo in 
casa, ma in questo caso dobbiamo do¬ 
tarlo di un ingresso e una uscita audio di 
elevata qualità, ed in più una volta confi¬ 
gurato e installati i programmi, sarà ne¬ 
cessario trasportarlo sul luogo del "mi¬ 
sfatto'. Bisognerà 



trasportare anche il 
monitor, la tastiera, 
il mouse, e portare 
una ciabatta per i 
collegamenti alla 


WaveLab. della tedesca 
Steimberg, è un pro¬ 
gramma per l'editing au¬ 
dio estremamente po¬ 
tente Oltre alle consue¬ 
te trasformazioni, come 
aggiunta di eco, riverbe¬ 
ro. conversioni di forma¬ 
to tra file ecc. ha la pos¬ 
sibilità di essere aggior¬ 
nato mediante plugm, 
che gli consentono di 
operare una sconfinata 
serie di trasformazioni 
sul segnale. 



Con l'equalizzatore parametrico di WaveLab pos¬ 
siamo intervenire con una precisione maggiore di 
quella ottenibile da un equalizzatore parametrico 
analogico 

220. Insomma un bel po' di lavoro. 

Un computer portatile è invece l'idea¬ 
le. è piccolo, leggero, facilmente traspor¬ 
tabile, incorpora sia lo schermo che il 
mouse che la tastiera, e ad esso è possi¬ 
bile collegare ogni sorta di dispositivo, 
anche un recorder CD-R per la masteriz¬ 
zazione finale. 

L'acquisizione 

dell'audio 

Il portatile, rispetto ad un computer 
fisso, ha anche un altro vantaggio: che è 
praticamente obbligatorio utilizzare dispo¬ 
sitivi per l'acquisizione audio esterni. Cer¬ 
to, è sempre possibile impiegare gli in¬ 
gressi audio propri del notebook, ma solo 
se questi sono di elevata qualità, altri¬ 
menti si rischia di compromettere una 
buona registrazione per le non buone ca¬ 
ratteristiche dei circuiti di conversione 
Utilizzando dispositivi esterni si è innanzi¬ 
tutto sicuri della loro qualità, e poi in que¬ 
sti sistemi, proprio perché esterni, i con¬ 
vertitori sono al riparo da tutte le interfe¬ 
renze che troviamo all'interno del cabinet 
e che sono responsabili della scarsa qua¬ 
lità delle normali schede audio. 

Proprio per questo ci siamo orientati a 
dispositivi esterni che si interfacciano 
con il computer non in maniera tradizio¬ 
nale, ma tramite la porta USB o l'impie¬ 
go di schede PCMCIA. 

Di tali sistemi, DATport, SONICport e 
WaMi Box troverete una accurata de¬ 
scrizione nelle prossime pagine della rivi¬ 
sta. Possiamo qui dire che DATport è 
una interfaccia di acquisizione audio to¬ 
talmente digitale, con connessioni 
S/PDIF, ed è quindi sprovvista di conver¬ 
titori analogico/digitali e viceversa. Le al¬ 
tre due interfacce SONICport e WaMi 


118 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 



























~m-i .' i »i«« i >» i»i ■ i nr »j 
assi » * a !T— — B-r— -1 


*••«♦4 »» 



Ecco WayeLai) a/ 'avero Con tre plugm, in questo caso Reverb, un generatore 
di riverbero, Stereo Espander, un espansore dell'immagine sonora, e Puncher. 
un compressore/espansore di dinamica, siamo rivitalizzando una registrazione 
un po' spenta, naturalmente tutto in tempo reale 


Cool Edit 6 un programma di editing audio shareware di costo contenuto che 
permette di operare sui file audio con una nutrita sene di trasformazioni e fil¬ 
tri Da notare i misuratori di livello di ingresso estremamente precisi, veloci e 
leggibili, utilissimi durante la registrazione per rimanere lontani dalla saturazio¬ 
ne degli ingressi 


Box incorporano invece entrambe con¬ 
vertitori a 20 bit di elevata qualità e sono 
quindi ideali per l’acquisizione diretta- 
mente da microfono. Se invece si è de¬ 
cisi a non scendere a compromessi sarà 
necessario dotarsi di un convertitore A/D 
esterno, magari a 24 bit, dato che l’inter¬ 
faccia digitale S/PDIF li supporta, un 
preamplificatore microfonico e due mi¬ 
crofoni professionali. In questo caso la 
bontà della registrazione dipenderà sola¬ 
mente dalle caratteristiche dei microfoni 
e del convertitore A/D esterno, oltre che 
dalla disposizione dei microfoni e dall'a¬ 
custica della sala. 

I programmi 
per registrare 

Basterebbe il solo Registratore di Win¬ 
dows per acquisire il nostro programma 
audio. Utilizzando questo programma 
però non avremo la possibilità di monito- 
rare il livello del segnale in ingresso, cosa 
essenziale se si vuole stare lontani da 
ogni pericolo di saturazione degli ingres¬ 
si Personalmente mi trovo benissimo 
con Cool Edit, un programma editor au- 
dio shareware, prodotto dalla Syntrillium 
Il www syntrillium.coml che tra le altre 
cose ha due misuratori del livello di in¬ 
gresso a barra molto grandi e precisi; gra¬ 
zie alla loro velocità, ed al fatto che ripor¬ 
tano il picco massimo raggiunto dal se¬ 
gnale, sono utilissimi per non saturare gli 
ingressi del computer mantenendo in 
ogni caso il livello di registrazione alto co¬ 
si da avere una elevata dinamica del se¬ 


gnale. Con la WaMi Box viene fornito un 
programma Mixer che presenta tra l’altro 
dei bei level meter a LED e che possono 
essere utilizzati con profitto. 

Durante la registrazione è bene tenere 
aperta solo l'applicazione che si utilizza 
per registrare. Sarebbe infatti molto fru¬ 
strante aver perso anche pochi attimi di 
musica perché è partito lo Screensaver 
oppure perché Windows ha deciso che 
era necessario attivare qualche task sen¬ 
za avvertirci. Tra l'altro, nel caso di regi¬ 
strazioni continue di una certa durata, tali 
da occupare più spazio di quello presente 
nella RAM del computer, quest'ultimo 
sarà obbligato a fare swap sul disco di si¬ 
stema e se a questo aggiungete qualche 
altro programmino aperto che accede an- 
ch'esso al disco ecco che la probabilità di 
avere secondi di segnale persi aumenta¬ 
no. Attenzione, non voglio assolutamen¬ 


te essere disfattista, ma dico questo solo 
per avvertirvi che è necessaria molta at¬ 
tenzione per fare buone registrazioni, 
molta di più di quella necessaria per una 
corretta masterizzazione. 

I programmi 
per elaborare 

Una volta che la nostra bella registra¬ 
zione è memorizzata sull'hard disk, la 
prima cosa che dobbiamo fare è di me¬ 
morizzarla su un supporto stabile, ad 
esempio un CD-ROM, in maniera di ave¬ 
re subito una copia di sicurezza. C‘è da 
notare poi che se in futuro fossero in 
commercio dei programmi ancora più 
avanzati di quelli attuali, possiamo in 
ogni momento prendere la registrazione 
originale e rielabo¬ 
rarla con i nuovi pro¬ 
grammi. 

Una volta creata 
la copia di sicurezza 
possiamo dedicarci 
all'editing e alla mo¬ 
difica dei nostri dati. 
A meno che non sì 
voglia appositamen¬ 
te creare qualcosa 
di insolito, oppure 


Cool Edit mette a dispo¬ 
sizione anche una fine¬ 
stra dove viene riportata 
l'analisi spettrale del se¬ 
gnale in ingresso, visua¬ 
lizzata in tempo reale. 



MCmicrocomputern. 200 - novembre 1999 


119 








































i, S -cfeia Registriamo l'audio con il portatile 



Tramile l'equalizzatore interno di Cool Edil possia¬ 
mo correggere alcuni diletti della registrazione co¬ 
me una carenza di note alte Da notare che le tra¬ 
sformazioni vengono realizzate con filtri digitali e 
quindi sono estremamente precise 



Per usare il dispositivo audio esterno con Cool Edit 
sarà necessario selezionarlo dalla lista di quelli di¬ 
sponibili come driver audio di Windows. 



Cool Edit presenta una caratteristica molto interes¬ 
sante il riduttore di fruscio incorporalo. Tramite 
questo potremo recuperare registrazioni con molto 
soffio, come quelle da dischi in vinile o da nastri. 


se non sia una situazione dawero dispe- il proprio portatile di una interfaccia Se¬ 
rata, è buona norma intervenire il meno SI, come quella in fotografia, basata su 



possibile sui brani, è meglio ad esempio 
avere una registrazione con un po' di fru¬ 
scio piuttosto che una senza fruscio ma 
dove il riduttore di rumore ha mangia¬ 
to via anche una parte del segnale 
musicale. In pratica le operazioni 
che andremo a fare (sempre che 
decidiamo di farle) devono esse¬ 
re le più indolori possibili. Sarà 
possibile ad esempio dare 
brillantezza ad una regi¬ 
strazione un po' carente 
nella alte frequenze, ma 
occhio a non esagerare 
con l'equalizzatore. 

Di programmi speci¬ 
fici per l'elaborazione 
audio ce ne sono molti, 
da segnalare sicuramente il 
solito Cool Edit, shareware, dal 
costo attorno alle 100,000 lire, fino 
ai vari WaveLab e SoundForge, dal 
costo superiore al milione Ognuno di 
questi programmi ha delle sue caratteri¬ 
stiche che sarebbe troppo affrettato de¬ 
scrivere ora (mi riprometto di presentare 
uno speciale su MC al più presto), co¬ 
munque tutti consentono di modificare 
pesantemente il suono mediante l'appli¬ 
cazione di algoritmi propri dell'elabora¬ 
zione dei segnali. Normalmente si può 
intervenire con equalizzatori per enfatiz- 


Frisby 
e un maste- 
nzzatore della Waitec che si collega al computer 
tramite I interfaccia USB Appare ideale quindi per 
l'utilizzazione con computer portatili, ai quali assi¬ 
cura una velocità in lettura di 32* e in scrittura ti- 
scrittura di 4* 


una schedina PCMCIA, al¬ 
la quale 
colle- 


zare o al contrario attenuare una deter¬ 


minata banda di frequenze, filtri per ta¬ 
gliare parte del segnale audio dove fos¬ 
se necessario, elaboratori della dinami¬ 
ca, come compressori o espansori, ridut¬ 
tori di rumore ed elaboratori della scena 
sonora. Con le ultime versioni dei pro¬ 
grammi, ed in particolare con tutte quel¬ 
le che utilizzano la tecnologia DirectX è 
possibile operare le modifiche mentre 
se ne sente l'effetto in tempo reale, e 
questo è oltremodo comodo proprio per¬ 
ché cosi si è sicuri del risultato ottenuto 
senza un dispendio inutile di tempo. 


La registrazione finale 

Una volta elaborato e modificato il 
brano come voluto, basterà masterizzar¬ 
lo su CD-R per distribuirlo ai propri amici 
La tecnologia offre diverse soluzioni in 
questo caso, una, quella più banale è di 
collegare il portatile ad un fisso contente 
un masterizzatore e trasferire i dati audio 
su quest'ultimo (da notare che il trasferi¬ 
mento tramite porta parallela, ad esem¬ 
pio con LapLink, è molto più veloce del¬ 
l'acquisizione di segnale audio, e quindi 
si ha un notevole risparmio di tempo) 
oppure, cosa molto più elegante, dotare 


gare un masterizzatore fisso, oppure, co¬ 
sa ancora più elegante, dotarsi di un ma¬ 
sterizzatore per portatili, come il nuovis¬ 
simo Frisby della Waitec oppure l'ultimo 
nato in casa HP, entrambi con connes¬ 
sione USB. 

La prova dettagliata di questi disposi¬ 
tivi sarà l'argomento di un articolo sui 
prossimi numeri. 

Conclusioni 

Abbiamo visto come sia conveniente 
registrare programmi audio, specialmen¬ 
te dal vivo, non solamente con i soliti 
strumenti usati finora, e cioè registratori 
a bobine o DAT, ma anche con un com¬ 
puter, in special modo portatile La tec¬ 
nologia offre al giorno d’oggi apparecchi 
di elevata qualità a costi estremamente 
contenuti. Nelle prossime pagine trove¬ 
rete una mimprova dei computer utilizza¬ 
ti e la prova completa delle due interfac¬ 
ce utilizzate per l'acquisizione dell'audio. 
Nei prossimi numeri di MC troverete 
una panoramica dei programmi di editing 
audio più diffusi e uno speciale sulla ma¬ 
sterizzazione, sempre con computer por¬ 
tatili. Buona lettura. 


120 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 




































Registriamo l'audio con 


portatile (sj^p*) 


Due portatili per 
registrare l'audio 


I computer utilizzati per le nostre prove 
di registrazione audio sono due; 
il primo lo avete già incontrato sul numero 
scorso, si tratta infatti dell'Asus 8300, 
mentre il secondo è un computer portatile della 
Acer. Vediamo brevemente 
le caratteristiche dei due computer, in particolar 

modo quelle che possono 
esserci utili per la registrazione audio. 


Asus M8300 

Questo bellissimo notebook Asus 
appartiene alla nuova serie 8000, nata 
per gli utilizzatori che vogliono una mac¬ 
china potente, veloce, affidabile e mol¬ 
to versatile. La velocità è assicurata dal 
processore Intel Pentium II a 366 MHz 
ed è sufficiente per la maggioranza del¬ 
le applicazioni tradizionali. Per le appli¬ 
cazioni audio, il Pentium II a 366 MHz 
assicura una buona velocità di elabora¬ 
zione che ci consente di non avere 


ASUS M8300 


tempi di attesa ecces¬ 
sivi per l’applicazione 
di un filtro o di un ef¬ 
fetto. Il computer è 
piuttosto leggero, an¬ 
che se non leggerissi¬ 
mo, e questo ci con¬ 
sente di non 'appesan¬ 
tire" troppo la borsa dei 
nostri "attrezzi di registrazione". 

La dotazione hardware è di elevato li¬ 
vello: 96 megabyte di memoria centra¬ 
le e un hard disk da 6 giga, ultra DMA 
33, I 96 megabyte di RAM ci permetto¬ 
no di trattare la maggioranza dei brani 
musicali mantenendoli completamente 
in memoria, con conseguente maggio¬ 
re velocità di elaborazione. Una norma¬ 



le canzone della durata media di 3-4 mi¬ 
nuti occupa infatti circa 30-40 megaby¬ 
te (se campionata a 44.1 kHz e 16 bit). 
Con 96 mega, o meglio 128 megabyte, 
il computer ha abbastanza spazio per 
mantenere in memoria sia l'intera can¬ 
zone che una sua completa elaborazio¬ 
ne, evitando di swappare i dati sull'hard 
disk, e questo velocizza moltissimo il 


Produttore: 

ASUSTEK 

Distributori: 

Athena Informatica Via alla Costa, <1 17047 
Vado Ligure ISV) Tot 019.216 091 - n.verde 
800-378771 - Fax 0192 160 029 - www alba¬ 
na II. Executive Via Elettrochimica. 40 
23900 Lecco Tel 03 412.211 n.verde 800- 
826173-Fax 0341 221.601 - 
www.executivo.it Frael - V del Roseto, 50 
60010 Bagno a Ripoli (FI) - Tel 055.696 476 - 
n.verde: 800-671390 - Tel 056 696.289 
www.trael.it Microtek - Via Campo nell'Elba. 
27 - 00138 Roma - Tel 06.88.643 303 - Fax 
06 88 643 359 - mww mifinmi n 

Prezzo (IVA esclusa) 

L. 4.990.000 


Caratteristiche tecniche 


CPU: Intel/Pentium II Dixon uPGA 366. Chipset: Intel 440 MX. RAM (Mbyte): installata 
96; massima 160 S-DRAM. Memorie di massa: FDD, CD-ROM, DVD-ROM, 2°HDD inter¬ 
cambiabile con il PortDock. Hard disk: 2.5" (9.5 mm) IDE/ 6,4 GB Ultra DMA/33 con tec¬ 
nologia S.M.A.R.T. Lettore CD-ROM: unità removibile 5.25"ATAPI 24 X. Interfacce pre¬ 
senti: porta USB, porta infrarossi, porta parallela EPP/ECP D-sub a 25 pin, porta seriale 
16550 UART D-sub a 9 pin, porta VGA Mini D-sub a 15 pin per monitor esterno, connetto¬ 
re PortDock (Docking Station). Scheda video grafica: SMI 710 2D VGA 128 bit, 4 MB, 
1024 x 768, 64k colori Display: matrice attiva TFT, diagonale 13,3", massima risoluzione 
1024 x 768 64k colorì Scheda Audio: stereofonica incorporata AC'97, effetti sonori 3D, 
Audio Full Duplex. Batterie: a Ioni di litio 3300 mA/H. Autonomia dichiarata: 3-5 H Di¬ 
spositivo di puntamento: touchpad Modem: incorporato V 90. 

NOTE: funzionalità Dual Independent view (possibilità di visualizzare simultaneamente ap¬ 
plicazioni distinte su display LCD e monitor esterno) Software in bundle oltre Win¬ 
dows: Microsoft Works, Works Suite Ó99, Office 2000 in opzione 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


121 











' ir ctjj*) Registriamo l'audio con il portatile 




Lateralmente troviamo sia la porta USB che l'alloggiamento per una scheda Le prese audio sono poste anteriormente, in prossimità della parte centrale e 
PCMCIA, utile per il collegamento di periferiche come la WaMi Box o schede sono realizzate con i consueti mini jack stereoionici 
audio PCMCIA professionali 


processamento dei dati audio (o me¬ 
glio, è lo swap sull'hard disk che lo ral¬ 
lenta enormemente), 

Tra le altre caratteristiche c'è il bellis¬ 
simo schermo TFT da 12,5 pollici, lumi¬ 
nosissimo e ben definito, abbastanza 
grande per poter tenere aperte varie fi¬ 
nestre contemporaneamente, cosa ne¬ 
cessaria quando si lavora ad esempio 
coni programmi di editing, che dispon¬ 
gono di solito di numerose finestre indi- 
pendenti, una per ogni funzione, oppu¬ 
re quando si voglia intervenire sul suo¬ 
no con diversi programmi contempora¬ 
neamente. 

Le caratteristiche 
audio 

I computer portatili soffrono purtrop¬ 
po della scarsa qualità degli altoparlanti 
incorporati. Un qualsiasi driver progetta¬ 
to per essere inserito all'interno di un 
computer portatile, a causa delle ridotte 
dimensioni e della mancanza di un ade¬ 
guato carico acustico nella parte poste¬ 
riore, non potrà mai competere con un 
paio di casse separate, anche se di infi¬ 
ma qualità. Considerando poi che gli al¬ 
toparlanti che dovremo necessariamen¬ 
te collegare al nostro computer ci ser¬ 
vono a monitorare il suono, cioè ad ac¬ 
corgerci se il brano è stato registrato 
correttamente oppure se gli effetti da 
noi aggiunti hanno portato al risultato 
che ci aspettavamo, è lampante che 
non potremo collegare le solite casset- 
tine per computer, ma un impianto hi-fi 
'vero', con tanto di amplificatore. Trala¬ 
sciamo quindi di commentare la qualità 
degli altoparlanti incorporati nel portati¬ 
le e concentriamoci invece sulla dota¬ 
zione di prese di ingresso/uscita. Come 
in ogni computer che si rispetti, anche 


in questo caso le prese sono realizzate 
con mini jack stereo, poste anterior¬ 
mente. in prossimità del TouchPad. 

Il computer inoltre è dotato sia di 
uno slot per schede PCMCIA, al quale 
potremo collegare il WaMi Box, e una 
porta USB, posta lateralmente, utile per 
collegare periferiche audio come la SO- 
NlCport, o DATport. 

Acer 

TravelMate 333T 

Il portatile Acer appartiene alla fami¬ 
glia dei notebook slim, cioè extrapiatti 
In soli 2,5 cm di spessore (il notebook 
Asus è spesso invece 3,5 cm) troviamo 
un computer completo, leggerissimo 
(poco più di 1,5 kg) e molto potente. Il 
rovescio della me¬ 
daglia è che, per 
motivi di spazio, nel 
computer non sono 
inseriti il drive per il 
floppy oppure il let¬ 
tore CD-ROM, che 
invece sono allog¬ 
giati in un contenito¬ 
re a parte, collegato 
al computer per 
mezzo di un apposi¬ 
to cavo. 

Il computer è 
molto potente: il 
processore adottato 
è infatti (nel modello 
in prova) un Pen¬ 
tium Il a 400 MHz, 
mentre la memoria 
è di 64 megabyte. Il 
computer è equi¬ 
paggiato con un 
hard disk veloce, ul¬ 
tra DMA 33 da 6,2 


Acer TravelMate 314T 

Produttore e distributore: 

Acer Computer Spa 
www.acer.r 
Tel. 039/6842287 

Prezzo (IVA esclusa) 

TravelMate 333T. 64 MByte RAM, 6.4 GByte 
HDD, CD-ROM ostomo 74», modom interno 
66K L 6.790.000 


giga, che consente tranquillamente di 
registrare molte ore di programma au¬ 
dio a 16 bit 44.1 kHz e ha ancora spazio 
per le eventuali elaborazioni 

Lo schermo è un bellissimo matrice 
attiva da 12 pollici, senza difetti appa¬ 
renti, e dotato di ottima luminosità. An- 



122 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 

















Registriamo l'audio con 


portatile (j 



Sul pannello posteriore troviamo le prese per il modem, l'alimentazione, la tastiera esterna, la porta USB, la 
stampante, la porta seriale e l'uscita per monito esterno. 


che in questo caso la grandezza dello 
schermo (che equivale quasi a quella di 
un 15 pollici CRT) e soprattutto la sua 
nitidezza, indipendente dalla risoluzione 
e dalla frequenza di refresh del quadro, 
ci consentono, come nel caso del note¬ 
book Asus, di lavorare con una risolu¬ 
zione di 1024x768 e quindi di avere 
molto spazio per tenere aperte molte fi¬ 
nestre o molte applicazioni contempo¬ 
raneamente. Tra le caratteristiche ge¬ 
nerali troviamo molto comodo il Touch- 
Pad Synaptics, le cui proprietà sono 
modificabili attraverso un programma di 
controllo. 


Caratteristiche audio 

Nonostante gli altoparlanti di questo 
computer TravelMate siano più grandi 
di quelli del notebook Asus, anche in 
questo caso non sono di fedeltà suffi¬ 
ciente da poterli utilizzare per controlla¬ 
re le nostre registrazioni. Le prese au¬ 
dio sono poste sul lato destro del com¬ 
puter; in questo caso la presa di ingres¬ 
so linea e microfono sono separate. 


mentre a quella di uscita è possibile 
collegare altoparlanti amplificati oppure 
una buona cuffia ad alta impedenza. 

La presa USB per il collegamento al¬ 
la SONICport è posta nella parte poste¬ 
riore, mentre lo slot per schede PCM¬ 
CIA è sul lato destro. 

La potenza del processore e la velo¬ 
cità e capienza dell'hard disk rendono 
questo computer ideale per la registra¬ 
zione dell'audio. 



»I c—» I| 


Un programma denominato Notebook Manager 
consente di verificare e modificare la configurazio¬ 
ne del computer. 


Caratteristiche tecniche 


Processore: Intel Pentium II Mobile PE a 400 MHz. Memoria RAM: 64 MB espandibile 
fino a 256 MB Hard disk: 6.4 GB. Combo Drive: Floppy Disk e CD-ROM esterni con 
connessione dedicata "Easy Link" in dotazione. Modem/Fax: 56K integrato omologato 
PTT preconfigurato Display: 12.V STFT (Matrice Attivalcon risoluzione. 800x600 a 16 mi¬ 
lioni di colori Scheda grafica: AGP - 2.5 MB Video Ram con acceleratore grafico a 256 
bit. Utilizzo simultaneo LCD e CRT con funzione "Dual Display" per visualizzare due aree di 
lavoro differenti sul display e sul monitor esterno; supporto monitor esterno con risoluzio¬ 
ne fino a 1024x768 a 16 milioni di colori, Scheda audio: PCI 16 bit compatibile SoundBla¬ 
ster con altoparlanti e microfono incorporati. Porte di i/o: 1 slot PCMCIA CardBus a 32 
bit Tipo II con supporto Zoomed Video, 1 porta seriale 16550, 1 porta parallela ECP, 1 por¬ 
ta infrarossi (IrDA FIR), 1 porta USB (Universal Serial Bus). 1 porta PS/2 (mouse o tastie¬ 
ra), 1 porta VGA port, 1 porta IDE Easy Link dedicata per connessione dedicata combo dri¬ 
ve Batteria: batteria a ioni di litio con autonomia fino a 3 ore; gestione euristica dell'ener¬ 
gia. Dimensioni: 219x289x23.5 mm Peso: 1.8 Kg 



Sulla parte destra troviamo le connessioni audio, 
realizzate con i consueti mini iack stereo e lo slot 
per la scheda PCMCIA oltre al tasto di accensione 



Il lettore CD-ROM e il drive per i floppy sono situati 
in un box esterno che si collega al computer me¬ 
diante un cavo ed un connettore multipolare posto 
lateralmente 




v«c*S(i2inr<Mt 

t e,, 

team 




I settaggi del TouchPad Synaptics possono essere 
modificati mediante un programma apposito, atti¬ 
vabile dalla Systray di Windows 98 


La leggerezza e la portabilità di que¬ 
sto notebook non ci fanno certo preferi¬ 
re un computer tradizionale, che di mi¬ 
gliore può avere solamente il processo¬ 
re, magari a 550 o 600 MHz, ma che ha 
bisogno di un bel bagagliaio per essere 
trasportato. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


123 




































(Sfc^gìcda 


Registriamo l'audio con il portatile 


Opcode DATPort 
e SONICPort 





M ultimo di.» I‘i optili ir 


^ JU 


Adv.tnrml AimImi Piopcili 


Opcode DATPort e 
SONICPort 


Costruttore: 

Opcode Systems. Ine • 365 East MiddfoAeld 
Road Mountain View. CA 94043 - U S A. - 
www.oDcoae.com 


Distributore: 

Midimusic C.so E. De Nicola. 8 -10128 Tonno 


DATPort SONICport 
sono due interessantis¬ 
simi prodotti della ame¬ 
ricana Opcode (che tra 
l'altro è una divisione 
della Gibson, la famo¬ 
sissima casa produttri¬ 
ce di chitarre), che con¬ 
sentono di avere in¬ 
gressi e uscite audio 
analogici e digitali me¬ 
diante una semplice 
connessione USB. Co¬ 
me sappiamo la con¬ 
nessione mediante Uni¬ 
versa! Serial Bus sta ri¬ 
scuotendo sempre più 
successo grazie alla 
enorme facilità con la 
quale si possono colle¬ 
gare periferiche di qual¬ 
siasi tipo, dal mouse al¬ 
lo scanner, dal masterizzatore alla tele¬ 
camera ecc. DATport e SONICport uti¬ 
lizzano il bus USB per mettere a dispo¬ 
sizione del computer, portatile o desk¬ 
top che sia, ingressi e uscite audio di al¬ 
ta qualità. In particolare la DATport for¬ 
nisce un i/o digitale con connessione 
elettrica che consente di collegare sor¬ 
genti con dati digitali fino a 24 bit e fre¬ 
quenze di campionamento fino a 48 
kHz (tipica frequenza di lavoro dei regi¬ 
stratori DAT), mentre la SONICport 
mette a disposizione anche un ingresso 
e una uscita analogici. 


Utilizzazione 


I due prodotti Opcode sono l'ideale 
per chi vuole dotare il proprio compu¬ 


ter, non importa se 
portatile o deskop, di 
un ingresso e di una 
uscita audio di elevata 
qualità senza spendere 
cifre esorbitanti. Il di¬ 
spositivo presenta a 
mio avviso due impor¬ 
tanti vantaggi, uno di 
carattere tecnico e l'al¬ 
tro di carattere pratico; 
innanzi tutto lo scato- 
lotto posto all'esterno 
del computer, special- 
mente se contiene al 
suo interno i circuiti di 
conversione, è al riparo 
dalle interferenze che 
vengono generate dei 
circuiti ad alta frequen¬ 
za aN'interno del cabi¬ 
net e che sono i princi¬ 
pali responsabili delle scarse prestazio¬ 
ni sonore delle schede audio tradiziona¬ 
li; lo scatolotto esterno consente di 
avere inoltre le connessioni a portata di 
mano ed è facilissimo quindi collegare 
o scollegare dispositivi esterni senza 
dover necessariamente distruggersi la 
schiena perché le prese audio sono die¬ 
tro al mimtower sotto la scrivania, tra 
una quantità incredibile di cavi, spine e 


ir 

P vokjnte cortool an Ih* tatfcboi 


Profanati d^vcr 


! USA AuiÉtT'»» 


- Tel 011 31 85 602 - Fax 011 31 86 959 
Prezzo (IVA esclusa): 

DATporl L 530.000 - Sonicpocl L. 650 000 
Sonicport Optical L 650.000, 


La SONiCport viene vista da Windows come un 
semplice dispositivo audio aggiuntivo. Tramite le 
proprietà multimediali possiamo decidere di attiva¬ 
re o meno le uscite o gli ingressi dell'apparecchio, 
cosi come possiamo tarlo dall'interno di un guaisia¬ 
si programma di registrazione ed editing audio. 




Tramite i driver multimediali forniti e possibile sce¬ 
gliere come configurazione di uscita una tra diver¬ 
se soluzioni, al pari delle più recenti schede audio 
per computer 


124 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




































Registriamo l'audio con il portatile -1 ^ 



npcmh! USB A., .ko Dovkc Cnnliq vi 5 *MB98 Op T~ 


schede audio tradizionali, sarà quindi 
necessario dotarsi di cavetti adattatori 
per poter connettere il dispositivo a sor¬ 
genti di diverso tipo. Le prese digitali 
adottano dei pin RCA standard. Da no¬ 
tare che esiste una versione della DAT- 
port, chiamata DATport Optical, con i/o 
digitale ottica TOSLINK. In ogni caso 
esistono in commercio degli appositi 
convertitori, dal costo contenuto, che 
permettono di passare da digitale elet¬ 
trico a ottico e viceversa, e che posso¬ 
no venire impiegati ogni volta sia ne¬ 
cessario. 

L’installazione del dispositivo e sem¬ 
plicissima: basta collegare a computer 
acceso il connettore USB e il computer 
richiede subito di inserire il disco con i 
driver. Una volta installato il software è 
possibile usare subito l'interfaccia, ba¬ 
sta dire a Windows che il device da uti¬ 
lizzare per l'acquisizione e la riproduzio¬ 
ne audio è la SONICport o la DATport. 
Naturalmente sarà possibile utilizzare 
altri dispositivi di acquisizione, anche 
contemporaneamente. Tramite un pro¬ 
gramma di editing e registrazione multi- 
traccia, capace di supportare diversi de¬ 
vice audio, sarà possibile infatti acquisi¬ 
re sia dalla SONICport che dagli ingres¬ 
si audio eventualmente già disponibili 
nel computer. Da notare che la configu¬ 
razione interna della scheda può essere 
modificata in qualsiasi momento trami- 


L interno dei due appa¬ 
recchi 6 realizzato con 
cura Come si vede lo 
stampato è uguale e l'u¬ 
nica differenza é nella 
mancanza, nella DAT¬ 
port, di alcuni chip li con¬ 
vertitori A/D e D/A) e dei 
connettori audio analogi¬ 
ci 


connettori. Oltre al¬ 
le prese digitali (che 
sono le uniche pre¬ 
senti sulla DATport) 
la SONICport forni¬ 
sce anche una cop¬ 
pia di prese ste¬ 
reofoniche analogiche a livello linea. Il 
livello e l'impedenza dell'uscita è tale 
per cui è possibile collegare diretta- 
mente una piccola cuffia, mentre agli 
ingressi è possibile collegare diretta- 
mente un microfono stereofonico 
preamplificato. Sia gli ingressi che le 
uscite analogiche adottano dei normali 
mini jack stereo, analoghi a quelli delle 


McteOow^AoSONlCeo».. 

~ coleo, i i m r m jd . 

SaiwWRa» 

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Nella dotazione del software troviamo anche un 
programma che ci consente di modificare la confi¬ 
gurazione del sistema, in particolare è possibile 
modificare la frequenza di campionamento tra 32. 
44 I e 48 kHz e l 'ampiezza dei campioni audio tra 
16 e 24 bit. 


Caratteristiche tecniche 


SONICPort 

Connessioni: IN e OUT digitali S/PDIF coassiali su connettori RCA; IN e OUT analogici su 
mini jack stereo; Porta USB Risoluzione: A/D e D/A 20-bit; risoluzione dei campioni au¬ 
dio 16 e 24-bit. Frequenza di campionamento: 32, 44.1 e 48K. 

DATPort 

Connessioni: IN e OUT digitali S/PDIF coassiali su connettori RCA; Porta USB Risoluzione 
dei campioni audio: 16 e 24-bit Frequenze di campionamento supportate: 32, 44 1 e 48K 





Sulla parte anteriore dello scatololto esterno trovia¬ 
mo le connessioni digitali elettriche realizzate con 
pin RCA 



Nella parte posteriore, oltre al connettore USB tro¬ 
viamo anche, nel caso della SONICport, la coppia 
di prese mini teck per le connessioni stereofoniche 
analogiche di ingresso e uscita 

te un apposito programmino che ci per¬ 
mette di scegliere tra tre frequenze di 
campionamento e due dimensioni dei 
campioni audio. 


Conclusioni 

La DATport, o la sorella SONICport 
sono dispositivi ideali per la registrazio¬ 
ne audio su computer, sia che si tratti 
di sistemi portatili che desktop. La 
semplicità d'uso e la versatilità, rendo¬ 
no questi apparecchi veramente unici. Il 
prezzo, date le prestazioni davvero ele¬ 
vate, anche e soprattutto quelle audio (i 
convertitori A/D e D/A della SONICport 
sono a 20 bit, mentre gli ingressi digitali 
sono capaci di trattare campioni audio a 
24 bit) è davvero conveniente, soprat¬ 
tutto quello della SONICport che con¬ 
tiene anche i convertitori. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


125 












(S[: ocfoio) Registriamo l'audio con il portatile 


WaMi Box 




Il WaMi Box è il pri¬ 
mo sistema audio digi¬ 
tale completo per com¬ 
puter portatili. Con Wa¬ 
Mi Box il computer no¬ 
tebook diventa un com¬ 
pleto studio di registra¬ 
zione portatile. Il siste¬ 
ma è costituito da un 
dispositivo esterno e 
una scheda PCMCIA. 

Lo scatolotto esterno 
non è altro che l'inter¬ 
faccia per gli ingressi 
audio e MIDI e contie¬ 
ne un i/o digitale in 
standard S/PDIF ottico 
e coassiale, 2 ingressi 
e 4 uscite audio analo¬ 
giche, unóinterfaccia 
MIDI, un sintetizzato¬ 
re/campionatore multi- 
timbrico programmabile a 64 voci, un 
preamplificatore microfonico ed un 
mixer interno a 16 canali con effetti. 

Il WaMi Box è basato su un motore 
DSP con tecnologia RISC a 50 MIPS 
che. in unione ai 16 MB di RAM inter¬ 
na, permette di campionare, modificare 
ed eseguire facilmente file audio. Il si¬ 
stema è completamente programmabi¬ 
le ed è upgradabile via software tramite 
aggiornamenti del firmware. 

La versatilità del WaMi Box è note¬ 
vole: da un lato l'Interfaccia MIDI pre¬ 
sente ed il sintetizzatore General MIDI 
consentono un utilizzazione del portatile 
come strumento musicale: tramite i vari 
programmi di sequencing come Cubase 
o Cakewalk sarà possibile avere nel por¬ 
tatile una completa orchestra, adatta a 
riprodurre o a editare file MIDI, e quindi 
brani musicali. Certo i suoni, in particola¬ 


re dei campioni dei vari strumenti, non 
sono proprio quelli che si avrebbero in 
uno studio di registrazione; tuttavia la 
WaMi Box è un prodotto caratterizzato 
da una notevole qualità, e può venire 
tranquillamente utilizzato per produrre 


dei sample o del mate¬ 
riale musicale promozio¬ 
nale, da mettere a pun¬ 
to, successivamente in 
sala di incisione. 


Utilizzazione 

Ma più che come 
sintetizzatore MIDI, il 
WaMi Box è interes¬ 
sante come interfaccia 
di ingresso per hard di¬ 
sk recording, La com¬ 
pletissima dotazione di 
nterconnessiom audio 
a rende infatti ideale 
per riprendere il suono 
da una grande varietà di 
sorgenti. Gli ingressi a 
livello linea analogici in¬ 
fatti permettono il collegamento a 
preamplificatori di segnale o a mixer, 
cosi da poter registrare un esecuzione 
dal vivo allacciandosi direttamente alle 
uscite linea del mixer utilizzato per la 
diffusione sonora, oppure consentono 
di registrare ad 
esempio il suono 
che esce da un sin¬ 
tonizzatore radio, 
oppure dal giradi¬ 
schi (collegandosi 
alle uscite tape out 
di un amplificatore 
hi-fi). Gli ingressi di¬ 
gitali invece con¬ 
sentono il collega¬ 
mento alla totalità 
di apparecchiature 
digitali, come CD 
player, registratori 


WaMi Box 

Costruttore 

EGO-SYStems ine. ■ Seoul, Core» • www ego- 
sys noi 

Distributore: 

MldlWnre Via Cassia 1081 • 00189 Roma ■ 
Tel 06.30 36 3466 • Fax 06.30.36 3382. 

Prezzo UVA esclusal 

L 1 190.000. Euro 6M.5a 


Lo scatolotto presenta 
prese da ogni lato su 
quello anteriore trovia¬ 
mo una serie di LED che 
segnalano lo stato delle 
varie sezioni del disposi¬ 
tivo, più un pulsante che 
ci consente di scegliere 
la sorgente in ingresso 
Ira microfono, linea, digi¬ 
tale elettrica e ottica 

Sul lato posteriore trovia¬ 
mo le due prese di in¬ 
gresso analogiche a livel¬ 
lo linea, le quattro prese 
di uscita più l'ingresso e 
l'uscita digitale elettrici, 
















oooooooo 


126 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 











Registriamo l'audio con il portatile 



Su uno dei lati più corti sono presenti le prese digitali ottiche, con connettori 
TOSLINK e le due prese MIDI IN e OUT realizzate con le classiche prese DIN 
a cinque poli. Sul lato opposto troviamo l'ingresso microfonico stereo e l'usci¬ 
ta cuffia 




L'interno è zeppo di 
componenti SMD e di 
condensatori elettrolitici, 
utilizzati negli stadi analo¬ 
gici dell'interfaccia. 


Mimdisc o DAT, sia sfruttando l'ingres¬ 
so elettrico che quello ottico, Sarà pos¬ 
sibile quindi registrare un evento dal vi¬ 
vo con il DAT e contemporaneamente, 
prelevando il segnale dall'uscita digitale 
ottica di quest'ultimo, anche sul com¬ 
puter: la cassetta servirà come master 
e come copia di riserva della registra¬ 
zione, mentre il computer permetterà 
di accedere e modificare velocemente i 
dati che in questo caso saranno già pre¬ 


senti nell'hard disk. 
La ripresa di eventi 
in diretta è possibile 
comunque anche 
per la presenza di 
un ingresso mi¬ 
crofonico ad alta 
sensibilità. A que¬ 
sto ingresso è pos¬ 
sibile collegare di¬ 
rettamente e senza 
interporre alcun 
preamplificatore 
moltissimi microfo¬ 
ni semiprofessionali stereofonici, men¬ 
tre eventuali microfoni di altissima qua¬ 
lità, tipicamente quelli dotati di alimen¬ 
tatore e preamplificatore esterno, an¬ 
dranno collegati agli ingressi linea. 

Il collegamento al computer portatile 
avviene tramite una schedina PCMCIA; 
da questa schedina parte un cavo che 
va collegato ad una apposita presa sullo 
WaMi Box. Questa soluzione, che sicu¬ 
ramente rende inutilizzabile il dispositi¬ 


Caratteristiche tecniche 


Convertitori: 20 bit AD/DA con Gamma Dinamica di 98 dB. Risoluzione: l/l a 20 bit e in¬ 
terna a 28 bit. Connessioni audio: 2 IN/4 OUT analogici su jack RCA sbilanciato a +4 
dBu; IN/OUT digitale S/PDIF coassiale e ottico con conversione di frequenza hardware in 
tempo reale (da 48 a 44.1); preamplificatore microfonico con effetti e uscita cuffia amplifi¬ 
cata con Jack da 1/4Ó, Interfaccia MIDI: 1 IN 1 OUT MPU compatibile con 32 canali in¬ 
terni Frequenze di campionamento: 32, 44.1, 48 kHz. Mixer: 16 canali basato su DSP 
con processore multieffetti hardware professionale ed equalizzatore parametrico multi- 
banda; esecuzione simultanea di 16 tracce mono. Sintetizzatore: synth GS/XG/GM multi- 
timbrico aggiornabile fino a 64 voci e campionatore, con 16 MB di RAM on board. Rap¬ 
porto segnale/rumore: (D/A) 108 dB. Risposta in frequenza: 20 Hz-20 kHz 



La dotazione software del WaMi Box comprende 
anche un programma di mixer che consente un 
completo controllo di tutto il sistema. Con questo 
programma è possibile variare il livello degli in¬ 
gressi e delle uscite e inserire o meno alcuni ef¬ 
fetti, come chorus. riverbero e un equalizzatore 
grafico, di questi Da notare la ottima grandezza e 
precisione delle barre LEO. indispensabili per la 
giusta regolazione del livello di ingresso. 

vo sui computer desktop o comunque 
su tutti quelli che non hanno slot per 
schede PCMCIA, è l'unico possibile 
considerando la mole di informazioni 
che transitano dal computer al dispositi¬ 
vo esterno e viceversa. Il WaMi Box è 
infatti una completa scheda audio, solo 
che è montata esternamente al compu¬ 
ter. Della qualità dei campioni MIDI ab¬ 
biamo già parlato; quella sonora è mol¬ 
to elevata, sicuramente paragonabile a 
quella di un ottimo registratore DAT. E 
questo sia per la bontà dei convertitori 
A/D e D/A a 20 bit sia per il fatto che 
questi convertitori sono montati ester¬ 
namente al computer, per di più in uno 
scatolotto metallico schermato, e quin¬ 
di risentono poco delle interferenze a li¬ 
vello elettrico che questo genera. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


127 






























di Pierfrancesco Fravolini 



Centro HL Powerdrome 
Enhanced 600 


L'avvento del computer ha sicura¬ 
mente rivoluzionato la nostra vita. Da 
semplice strumento di calcolo, l'elabo¬ 
ratore elettronico ha via via acquisito 
sempre maggiori spazi ed è diventato 
uno strumento necessario in gran parte 
delle attività umane. Relegato inizial¬ 
mente solamente all'ambito scientifico, 
come macchina per fare calcoli, il com¬ 
puter è stato via via impiegato, con suc¬ 
cesso, in ambiti sempre più lontani dalla 
sua destinazione iniziale. Ecco quindi 
computer che guardano i tessuti e rico¬ 
noscono se ci sono difetti della stampa 


dei motivi decorativi, oppure computer 
capaci di trattare ed elaborare i suoni o 
le immagini, con una velocità ed una 
versatilità sorprendenti, computer intel¬ 
ligenti che parlano con i loro interlocuto¬ 
ri, ecc. 

Uno dei campi che ha tratto enorme 
giovamento dall'utilizzo dei computer è 
sicuramente quello della musica. Come 
molti di voi sapranno la musica è mate¬ 
matica Questo non significa che per 
comporre una bella canzone sia neces¬ 
sario essere un buon matematico, anzi, 
di solito i compositori più ispirati sono 


preparatissimi in tanti campi ma non in 
matematica. Non è matematica infatti la 
melodia, o il senso dell'armonia. Sono 
matematici tutti i rapporti che intercor¬ 
rono tra le note, e le frequenze, ed è 
matematico il ritmo e la cadenza della 
musica Facciamo un esempio; il LA 
dell’ottava centrale del pianoforte ha 
una frequenza di 440 Hz, esattamente 
quella del diapason, ed esattamente 
quella del segnale audio che trasmette¬ 
va la RAI insieme al suo monoscopio 
anni fa. La nota immediatamente supe¬ 
riore è il La#; la frequenza del La# si ot- 


128 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



















Centro HL Powerdrome Enhanced 600 


Centro HL Powerdrome 
Enhanced 600 

Costruttore e distributore: 

Cenlro HL Via di Novali 3/17. 50127 Firenze - 
Tel. 055.33.70 - Fax 055 33 70.700 - Internet 
wvmv .centrani.it 

Prozzo UVA esclusal. 

L 6 500.000 


tiene dalla frequenza del La moltiplican¬ 
dola per 1.0594. Dopo il La# c'è il Si, la 
cui frequenza si ottiene dal La# moltipli¬ 
cando ancora per 1.0594; un'altra molti¬ 
plicazione per questo fattore costante e 
si ottiene il Do. Partendo sempre dal 
La, e andando all'indietro (cioè dividen¬ 
do per il fattore costante) si arriva rapi¬ 
damente al Do precedente, la cui fre¬ 
quenza è esattamente la metà di quella 
del Do superiore. Abbiamo in questo 
modo coperto un'intera ottava. Analo¬ 
ghe relazioni esistono sulla scala dei 
tempi. Prendiamo ad esempio il tempo 



Queste schede sono il cuore del computer. Dall'alto verso il basso: la scheda video Matrox G400 Dual 
Head, al top delle prestazioni nella sua gamma, il controller Adaptec AHA-2940, la scheda audio Guillemot, 
il controller SCSI per il Jaz, IAdaptec AVA-2904 e la schedina di collegamento per il box esterno con i con¬ 
vertitori audio, nascosta per la verità dal pannello di fondo del case. 



Il computer è dotato di 
un sistema lettore CD¬ 
ROM Plextor Ultraplex 
40 Max, con la possibi¬ 
lità di leggere CD con 
una velocità massima di 
40x ed un masterizzato- 
re PlexWriter 8/2/20. ca¬ 
pace di scrivere CD-R ad 
una velocità di 8x e CR- 
RW a 2x. Sia il lettore 
che il masterizzatore so¬ 
no dotati di interfaccia 
ultra SCSI II. 


Nella parte posteriore 
del cabinet possiamo 
vedere le connessioni 
della scheda audio ISIS, 
le due prese SCSI 
esterne, una Ultra2 WI¬ 
DE e l'altra per la con¬ 
nessione alla periferica 
Jaz. e il connettore per 
il collegamento dello 
scatolotto esterno con 
gli ingressi e le uscite 
audio. 



MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


129 

























































Centro HL Powerdrome Enhanced 600 




L'interno del computer rivela un montaggio accurato, con i pochi Uh volanti accuratamente bloccati. 


"sequencing" e la 
composizione. 
Nell'era multi¬ 
mediale la ca¬ 
pacità del 
computer di 
trattare grandi 
moli di dati ed in parti¬ 
colare la possibilità di processare 
segnali audio, tramite schede di acqui¬ 
sizione aggiuntive, ha reso possibile tra¬ 
sformare il computer da semplice cal¬ 
colatore a vero e proprio banco di mis¬ 
saggio e registratore audio e midi multi- 
traccia, con la possibilità di registrare 
contemporaneamente da diverse sor¬ 
genti, sia analogiche che digitali, elabo¬ 
rare il materiale registrato e riproporlo 
su due o più uscite, per il mastering fi¬ 
nale, oppure mixare internamente le va¬ 
rie tracce e masterizzarle direttamente 
su CD-ROM. 

I computer 
per la musica 


I produttori e distributori di computer 
hanno capito che sta crescendo il nu¬ 
mero di utenti che usano il computer 
non solamente per far girare il program¬ 
mino di contabilità familiare o il video¬ 
gioco, o il foglio elettronico. Centro HL, 
uno dei maggiori distributori sul territo¬ 
rio nazionale presenta oggi un compu¬ 
ter votato alla produzione di musica. Il 
sistema è dedicato al classico amatore 
evoluto, o al professionista che vuole 
avere in casa un sistema adatto allo svi¬ 
luppo pratico delle sue idee, senza do¬ 
ver ricorrere per forza ad uno studio di 
registrazione. 

Analizzando la configurazione del 
computer ci si accorge come tutto sia 
stato predisposto per le massime pre¬ 
stazioni, a partire dal processore, che è 
un Pentium III a 600 MHz, che garanti¬ 
sce elevatissima velocità e affidabilità, 
e dalla motherboard Soyo SY-6BA+ III 
ATX, con chipset Intel 440BX. Anche 
nella dotazione di memorie di massa il 
computer è votato alla velocità: l'hard 
disk infatti è un IBM Ultrastar 18 ES, da 
9 Gbyte, 7200 giri/minuto, con interfac¬ 
cia Ultra2 SCSI WIDE LVD, capace di 
un flusso di dati continuo compreso tra 
12 e 20 megabyte/sec., e il computer è 
dotato inoltre di un sistema lettore CD- 


più comune, il 4/4: immaginiamo di ave¬ 
re per semplicità 60 battute al mi¬ 
nuto; la nota che è suonata per 
tutta la durata di una battuta è la 
"minima", se invece facciamo due 
note, di eguale durata all'Interno di 
una battuta, suoniamo due "semi- 
minime", dividendo ancora il tempo 
in due otteniamo le crome, quattro 
per ogni battuta (corrispondente al 
"quarto"), poi le semicrome, otto a 
battuta, le biscrome, sedici a battuta, e 
cosi via. Ogni divisione successiva si 
ottiene dalla precedente dividendo il 
tempo per due. E' chiaro che il compu¬ 
ter riesce a gestire facilmente queste 
semplici relazioni matematiche; quando 
venne ideato il protocollo MIDI ci si re¬ 
se conto subito che il computer era lo 
strumento ideale per gestire il flusso di 
informazioni previste dal protocollo, in 


pratica 
l'altezza delle no¬ 
te, la loro durata, lo stru¬ 
mento che doveva suonarle, ecc. Ecco 
quindi nascere i primi programmi per il 


All'interno del box di connessione au¬ 
dio sono presenti i convertitori A/D 
e D/A, oltre alla circuitazione ana¬ 
logica. 


130 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





















Centro HL Powerdrome Enhanced 600 



II drive Iomega Jaz è praticamente diventato lo standard per l'interscambio dei dati e viene molto usato ne¬ 
gli studi di registrazione. L'unità in dotazione è quella dt 2 giga 



ROM-masterizzatore di elevatissima 
qualità. Si tratta di dispositivi Plextor, in 
particolare il lettore è l'Ultraplex 40 
Max, con inter¬ 
faccia ultra SCSI 
Il e la possibilità 
di leggere CD 
con una velocità 
massima di 40x, 
ed un tempo 
medio di acces¬ 
so di 85 msec. Il 
masterizzatore è 
invece il PlexW- 
riter 8/2/20, ca¬ 
pace di scrivere 
CD-R ad una ve¬ 
locità di 8x e CR- 
RW a 2x. L'utiliz¬ 
zo di un'accop¬ 
piata lettore-ma- 
sterizzatore con 
interfaccia SCSI 
consente di ave¬ 
re il massimo 
delle prestazioni 

Infatti, nel caso di trasferimenti sul ca¬ 
nale SCSI, è il controller che si prende 
carico dell'operazione mentre il proces¬ 
sore non viene caricato. Oltretutto di 
controller SCSI questo computer ne ha 
due: uno è un Adaptec AHA-2940 
U2W, un controller PCI ad altissime 
prestazioni, con interfaccia Ultra 2 SC¬ 
SI. La scheda è dotata di due connettori 
Ultra 2 WIDE, uno interno e uno ester¬ 
no, più due connettori ultra interni, uno 
WIDE a 68 pin ed uno Narrow a 50 pin. 
Questo controller consente di gestire 
due flussi indipendenti di dati, fino ad 
un massimo di 80 megabyte al secon¬ 
do di transfer rate. Il secondo controller 
è un AVA-2904 sempre Adaptec, un 
semplice controller Fast SCSI 2 e viene 


qui impiegato per la connessione con 
un drive Iomega Jaz esterno. Questa 
periferica è in pratica lo standard per il 


di elevate caratteristiche. Quella pre¬ 
sente è la Maxi Studio ISIS, della fran¬ 
cese Guillemot. In realtà, nel caso della 
ISIS, è riduttivo parlare di scheda di ac¬ 
quisizione audio. La Maxi Studio è infat¬ 
ti un vero e proprio sistema di registra¬ 
zione digitale multitraccia, con in più 
una discreta sezione di generazione MI¬ 
DI con polifonia a 64 voci, 4 mega di 
suoni di buona qualità e la possibilità di 
espansione della memoria fino a 36 
mega tramite una normale SIMM, per 
l'utilizzo di banchi sonori di qualità anco¬ 
ra maggiore. Inoltre può essere usata 
come normale scheda audio per PC 
con uscita su quattro canali per l'impie¬ 
go in applicazioni ludiche o per la ripro¬ 
duzione dei classici suonetti di Win¬ 
dows. In particolare il sistema si com¬ 
pone di due schede e di uno scatolotto 
esterno; nella scheda principale è pre¬ 
sente la parte di interfacciamento con il 
PC (un "chippone" marchiato ESSI, la 
parte di processamento del suono e la 
parte di sintesi MIDI sono svolte da un 
DSP dedicato chiamato Dream. Sem¬ 
pre sulla scheda principale troviamo i 
classici connettori di ingresso/uscita 
delle normali schede audio: una presa 
joystick, ingresso linea e microfono e 
due uscite, una per i canali anteriori e 
una, denominata surround, per quelli 

Sul retro del box troviamo, oltre al connettore mul¬ 
tipolare per il collegamento con il computer, anche 
le classiche tre prese MIDI IN. MIDI OUT e MIDI 
THRU 


Sul box esterno troviamo tutte le connessioni audio 
della scheda ISIS, abbiamo in tutto otto ingressi 
analogici, quattro uscite, sempre analogiche, e una 
coppia di prese per l'Zo digitale, sla elettriche che 
ottiche. 



trasferimento di 
dati e viene am¬ 
piamente impie¬ 
gata negli studi 
di registrazione. 

Sul Jaz quindi il 
musicista può 

scaricare i suoi lavori, per una occupa¬ 
zione massima di 2 Gbyte, per poi riela¬ 
borarli in studio per il mastering definiti¬ 
vo. 


La sezione audio 

Un computer dedicato alla registra¬ 
zione e l'editing multitraccia e MIDI ha 
bisogno di una scheda di acquisizione 


posteriori. In questo modo sarà possibi¬ 
le utilizzare la scheda con quattro alto¬ 
parlanti e con i giochi che ne prevedono 
l’impiego. Una schedina più piccola ser¬ 
ve come interconnessione con lo scato¬ 
lotto esterno che contiene otto prese di 
ingresso e quattro di uscita analogiche 
(che impiegano jack monofonici da 6 
mm, quelli degli strumenti musicali per 
intenderci), più un i/o digitale in stan¬ 
dard S/PDIF sia con prese elettriche (su 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


131 














Centro HL Powerdrome Enhanced 600 



pm RCA) sia ottiche (con connettori in 
standard TosLink). Lo scatolotto contie¬ 
ne anche i circuiti di conversione A/D e 
D/A entrambi a 20 bit. capaci di operare 
con frequenze fino a 48 kHz, Il fatto 
che i circuiti di conversione siano posti 
esternamente al computer fa si che sia¬ 
no al riparo da tutte le possibili interfe¬ 
renze che l'elettronica del PC può ge¬ 
nerare. e questo permette di avere rap¬ 
porti segnale/rumore più elevati e una 
migliore pulizia generale del suono. 

Intelligentemente nella dotazione 
trovano posto due casse USB Philips, 
dico intelligentemente perché ad un si¬ 
stema di registrazione di questa qualità 
verranno certamente collegati degli al¬ 
toparlanti, o meglio un impianto di ri- 
produzione, sicuramente di elevata 
qualità. Il top sarebbe costituito da una 


II software Acid, della 
Sonic Foundry. consente 
di comporre musica met¬ 
tendo insieme una sene 
di "Loop ", cioè piccoli 
campioni di musica lun¬ 
ghi esaltamente 4/4. su 
varie tracce Ogni loop è 
eseguito da un solo stru¬ 
mento e viene "incasel¬ 
lato " in una griglia, dove 
la scala orizzontale rap¬ 
presenta la scala dei 
tempi, suddivisa In battu¬ 
te Con questo program¬ 
ma è molto semplice ed 
immediato comporre 
brani di musica dance o 
techno, considerando 
che viene fornito con un 
notevole numero di loop 
già registrati, ed è co¬ 
munque sempre possibi 
le registrarne di nuovi. 


cessano riavviare il computer 
Molto meglio quindi una cop¬ 
pia di casse USB, che posso¬ 
no essere gestite tranquilla¬ 
mente dal sistema. 

Nella configurazione è pre¬ 
sente anche un monitor da 17 
pollici Daewoo 710 B, con dot 
pitch da 0,28 mm ed un'area 
visibile di 16,2 pollici. Il moni¬ 
tor grande è indispensabile 
per lavorare, in quanto con¬ 
sente di tenere molte finestre 
aperte, e i programmi di se- 
quencing audio e midi, ma an¬ 
che quelli di registrazione 
multitraccia, normalmente 
presentano numerose fine¬ 
stre che è comodo tenere 
aperte contemporaneamente 
sullo schermo. 



Il SoundBanks Manager consente di avere il controllo completo 
dei vari strumenti midi, sfruttando la memoria presente sulla 
scheda o aggiunta in un secondo tempo. 


coppia di monitor attivi oppure un paio 
di casse molto analitiche, capaci cioè di 
riprodurre al meglio tutte le caratteristi¬ 
che del suono registrato. Le due "cas- 
settine" Philips sono quindi destinate 
non al monitoraggio delle registrazioni 
ma alla sola riproduzione dei suoni di 
sistema. Qualcuno potrebbe obiettare 
che sarebbe bastato collegare un paio 
di altoparlanti da computer attivi, e non 
USB, alle uscite presenti sul retro del 
computer, ma questa non sarebbe la 
soluzione migliore in quanto la scheda 
Guillemot presenta un piccolo difetto: 
può essere usata sia come registratore 
multitraccia (modalità Console) che co¬ 
me normale periferica di Windows 
(modalità Multimedia), ma per passare 
dall'una all'altra configurazione è ne- 



II programma Console è in pratica il vero mixer digitale con cui possiamo sfrut¬ 
tare a fondo tutte le caratteristiche della scheda ISIS Tramite gli slider possia¬ 
mo variare il livello di ingresso e di uscita per ogni traccia e momtorare il livello 
degli ingressi digitali SP/DIF 



Coot Edu Pro 6 un programma di editing audio tra l più conosciuti in ambilo 
amatoriale II programma consente di operare sul segnale audio con filtri e tra¬ 
sformazioni molto potenti 


132 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




















































































































Centro HL Powerdrome Enhanced 600 




Nella dotazione softwa¬ 
re troviamo un ottimo 
prodotto della Emagic, 
Logic Audio Pro, un pro¬ 
gramma dì registrazione 
multitraccia tra i più 
completi 


Il software 


La dotazione di 
programmi è già 
sufficiente per uti¬ 
lizzare con profitto 
la macchina. Assie¬ 
me alla scheda 
ISIS vengono forni¬ 
ti ben due softwa¬ 
re di registrazione multitraccia: Cool 
Edit Pro SE ed Emagic Logic Audio 
Pro. Cool Edit Pro è la versione profes¬ 
sionale del famoso editor di file wave 
Cool Edit. Il programma permette la 
modifica di file wave tramite una nutri¬ 
ta serie di effetti e filtri, mentre Logic 
Audio è un classico programma di hard 
disk recording multitraccia, Acid invece 
consente di comporre musica median¬ 
te l'utilizzo di "loop", cioè brevi cam¬ 
pioni audio, lunghi quanto una battuta, 
ed eseguiti da vari strumenti, che mes¬ 
si insieme consentono di creare facil¬ 
mente musica dance o techno, e an¬ 




che di altri generi, seppure con una fa¬ 
tica maggiore. 

La dotazione software include inol¬ 
tre tutta una serie di strumenti per il 
controllo della scheda ISIS, in particola¬ 
re il mixer digitale interno e i banchi di 
suoni del sintetizzatore MIDI. Inoltre 
un programma chiamato Gamer FX si 
occupa della gestione della scheda 
quando si è in modalità multimedia, e 
cioè nell'uso come scheda audio tradi¬ 
zionale. 


Conclusioni 

Un computer con una tale dotazione 
hardware è il componente ideale per 
uno studio di registrazione casalingo, 


Per la masterizzazione 
viene fornito Nero Bur- 
ning Rom, uno dei più 
amati programmi di regi¬ 
strazione su CD-ROM 


Tramite un'icona pre¬ 
sente nella taskbar di 
Windows possiamo mo¬ 
dificare la configurazione 
della scheda ed avviare i 
vari programmi di con¬ 
trollo 




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II programma Carnet Fx permette di configurare la scheda Quando si è in modalità multimedia. Sfruttando 
le due uscite linea indipendenti, possiamo gestire un sistema a quattro altoparlanti, scegliendo inoltre la 
quantità di eco, riverbero e chorus ed equalizzando il segnale tramite un equalizzatore parametrico a quat¬ 
tro bande, 


Gli otto in¬ 
gressi analo¬ 
gici e i due 
digitali ad al¬ 
tissima qua¬ 
lità della 
scheda ISIS 
permettono 
di campio- 
nare il suo¬ 
no nella ma¬ 
niera più fedele possibile per un siste¬ 
ma semiprofessionale, la potenza del 
processore si rende utile quando sia 
necessario intervenire con pesanti ela¬ 
borazioni del suono che richiedono di 
norma tempi molto elevati, la velocità 
dell'hard disk consente di registrare in 
tutta tranquillità le 8 tracce in ingresso 
mentre stanno suonando le 4 in uscita. 
Insomma, questo computer proposto 
dal Centro HL è sicuramente una work¬ 
station audio di elevate caratteristiche 
che potrà soddisfare le esigenze del 
musicista dal palato esigente. Il prezzo 
è alto in assoluto, ma assolutamente 
adeguato (e scusate il gioco di parole) 
alle caratteristiche offerte. 



1351 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


133 





























































































di Raffaello De Masi 



BVRP Phone Tools Suite 


Nei primi anni del '50, periodo di cui ho 
i primi ricordi, il telefono era raro, riservato 
solo a pochi eletti, L'elenco telefonico di 
Atripalda riempiva una mezza colonna del 
fascicolo, i numeri erano rigorosamente 
ordinati dall'1 (il centralino) il poi, ne pos¬ 
sedevano uno solo il medico, il farmaci¬ 
sta, il municipio, le poche industriette lo¬ 
cali, l’avvocato e qualche bar. Tutto qui. 
Per mettersi in comunicazione con qual¬ 
cuno, anche nella stessa località, occorre¬ 
va chiamare il centralino e chiedere la 
connessione. E la centralinista, quando 
non aveva nulla da fare, si metteva ad 
ascoltare le conversazioni altrui, per ali¬ 
mentare il florido mercatino del pettego¬ 
lezzo che fioriva attorno al locale di servi¬ 
zio. 

Oggi i servizi fruibili attraverso il telefo¬ 
no sono pressoché innumerabili, ed altri 
se ne aggiungono ogni giorno, contri¬ 
buendo ancora una volta a complicarci la 
vita. Notizie in linea, memento giornalieri, 


notizie di borsa, offerte speciali, solleciti, 
telefonate di chi ci offre di tutto a ogni 
prezzo; non se ne può più! 

Ieri, ad esempio, mi ha telefonato un 
sedicente procuratore di non so più quale 
società che offriva, al modico prezzo di tre 
milioni, una completissima, superaggior- 
natissima, fornitissima enciclopedia con 
cui immancabilmente mio figlio avrebbe 
primeggiato negli studi; il tutto abbinato al 
regalo di un microcomputer che,asseriva 
l'addetto, non poteva oggi mancare in ca¬ 
sa mia. Alla risposta che non avevo figli il 
signore, ben avvezzo, evidentemente, a 
sopportare rifiuti, mi ha proposto allora 
una leggendaria Enciclopedia dell'Informa¬ 
tica, raccontandomi come oggi nessuno 
possa fare a meno di queste conoscenze. 
E, ironia della sorte, mi ha promesso che, 
per i primi cento clienti, ci sarebbe stato 
in omaggio un abbonamento a MCmicro- 
computer, una rivista che, affermava, lui 
leggeva religiosamente da almeno una 


diecina d'anni, e che anzi mi consigliava 
vivamente. 

Fine della storiella. Fatto sta che, con la 
miriade di servizi oggi a portata di mano 
nel tandem di computer-telefono, si ri¬ 
schia di perdere facilmente la bussola. 
Cosa di meglio, quindi, che adottare una 
suite combinata di prodotti che, sotto un 
unico ombrello, raccolga una serie di pac¬ 
chetti capace di sgravarci di una lunga se¬ 
rie di incombenze? 

Phone Tools Suite, 
un programma 
per tutte le stagioni 

BVRP è nome che non dovrebbe esse¬ 
re del tutto ignoto ai lettori. Prodotti cu- 
stomizzati di questa marca sono presenti, 
infatti, nel software di accompagnamento 


134 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




BVRP Phone Tools Suite 




Phone Tools Suite 


BVRP Softwaie 
1 Bis. Rue Collange 
92583 Levallois-Perrel Cedex 
Frante 

http://www,bvrpcom 
Prezzo (IVA esclusa): 

90 euro 


Uà finestra principale fli 
PhoneTooIs, da cui si 
possono raggiungere 
tutti gli ambienti di lavo¬ 
ro. 


di numerosi modem, ad esempio quelli 
della USRobotics o della Supra. 

Phone Tools Suite, il pacchetto com¬ 
merciale di BVRP, comprende cinque 
aree di utilizzo principale, tra loro anche 
interagenti, che possono cosi descritte: 
fax, e-mail, telefono e segreteria telefoni¬ 
ca, mobile messaging e datafile transfer, 
cinque tool di straordinaria qualità, com¬ 
parabili ognuno con successo con i mi¬ 
gliori pacchetti stand-alone di altre mar¬ 
che. 

Iniziamo con il modulo Fax (formal¬ 
mente Phone Tools Fax); si tratta di un 
classico ambiente di invio messaggi in 
facsimile, che permette di gestire l'invio 
di una semplice pagina di copertina pre¬ 
costruita con inserito un messaggio, di 
spedire un documento da MSWord o da 
qualunque altra applicazione Windows, di 
inviare fax da un ambiente grafico di rapi¬ 
do utilizzo contenuto all'interno della sui¬ 
te, e, infine, di interfacciare direttamente 
uno scanner al modulo fax, inviando diret¬ 
tamente il documento dall’applicazione di 
gestione dello scanner stesso 

L'ambiente non manca di una sua ori¬ 
ginalità. come la creazione di layout sepa¬ 
rati per la prima e per le pagine successi¬ 
ve, l’inserimento in ogni pagina di uno 
sfondo e di una firma digitizzata automati¬ 
ca e non, la possibilità di inviare un fax in 
un momento prestabilito o a multiple de- 


II bell'ambiente di posta 
elettronica, sicuramente 
comparabile con altri 
presenti sul mercato. 
Facile la gestione di liste 
di spedizione e di distri¬ 
buzione condizionale 


stinazioni, e di addebitare gli importi su 
carte di credito (ove possibile). Poiché l'in¬ 
vio del fax si basa su due driver di stampa 


r huMlia r *> 

p OnaMronwtMx r ’*=«• 

_ o m d V» 


proprietari, Capture 
Fax BVRP e Captu¬ 
re Fax BVRP Exten- 
ded, si può usare 
MSWord per adot¬ 
tarne il mailmerge 
dello "Stampa Unio¬ 
ne". Si possono 
creare "mailshof, 
form predefiniti da 
riempire con pochi 
comandi, e questi 
form possono con¬ 
tenere variabili dina¬ 
miche di diverso ti¬ 
po. Addirittura il si¬ 
stema maneggia 
anche improvvise 
mancanze di ener¬ 
gia elettrica, attra¬ 
verso una serie i preferenze stabilite 
dall'utente (non inviare più, invia appena 
possibile, invia a un'altra ora). I fax in en¬ 
trata possono esse¬ 
re stampati imme¬ 
diatamente, conser¬ 
vati in determinate 
cartelle, convertiti in 
formati grafici diffe¬ 
renti; c'è anche un 
OCR, abbinato, di 
cui parleremo in se¬ 
guito. 


J’HQNtTQQLSV 


atto-*» ’*ca * ad Immt re »a 

— 


- 


tfocaM 


«OHETOOL5V*^OMl tee 

— 








Alcune delle finestre di Se¬ 
tup de programma, da cui 
organizzare tutti i parame¬ 
tri relativi ai vari ambienti 


E-mail, la 
posta che 
ci unisce al 
modo 


A passare dai fax alla posta elettronica 
il passo è breve. Il Client di posta di BVRP 
si presenta ben strutturato ed elegante, 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


135 

















































































BVRP Phone Tools Suite 


avendo a disposizione tutti i tool d'uso, 
come creazione di messaggi in text-only 
o formattati, gestione dei file attached, in¬ 
serimento di firme diverse, individuazione 
dì livelli d’urgenza e richiesta di ricevuta di 
ritorno, invio differito, check e notifica au¬ 
tomatica della posta in arrivo, trasferi¬ 
mento o reindirizzamento, risposta a tutti, 
e gestione di liste d'invio. La posta può 
esserci direttamente letta utilizzando la 
già nota tecnologia Text-to-Speech, ed è 
possibile inviare messaggi vocali in for¬ 
mato Wave. 

L'ambiente di messaggeria telefonica 



Una fase dell'editing di 
una pagina fax ; si notino 
le numerose variabili uti¬ 
lizzabili 


La home page di BVRP , 
da cui si scopre la com¬ 
patibilita del software 
con più di 600 modem 
diversi . 




Il modulo dì invio messaggi, di utilizzo immediato e 
dalla grafica chiara e intuitiva, E' presnte anche un 
dialer in linea . 

è forse quello meglio organizzato e inte¬ 
ressante del gruppo; la segreteria può es¬ 
sere configurata con sola messaggistica 
di saluto, con saluto e registrazione, con 
registrazione condizionale. I messaggi ri¬ 
cevuti possono essere richiamati da po¬ 
stazione remota, usando un codice di ac¬ 
cesso e assegnando a particolari tasti le 
funzioni di richiamo, salto, ascolto, cancel¬ 
lazione ecc. Messaggi personali possono 
essere riversati a utenti in possesso dì 
particolari chiavi d'accesso, e specifici 
script possono essere attivati in caso di 
chiamata (ad esempio un trasferimento o 
l'invio di un fax). Proprio il servizio di Fax- 
on-Demand appare qui molto curato ed 
elegantemente implementato, anche se 
occorre avere pazienza e metodo nel leg¬ 
gere tutte le relative istruzioni, 

Ambiente altrettanto interessante è 
quello telefonico, forse un po’ trascurato 
in altre implementazioni. L'unica finestra 
principale è pratica e piacevole da usare, 
la rubrica è sistemata a portata di mano, il 
passaggio all'ambiente fax, la messa in 
attesa, il trasferimento di chiamata, la 
conversazione a tre, sono tutte cose II vi¬ 
cino, disponibili e pronte all’uso. 


Messaggi e 
messaggetti 

L’invio di SMS, 
messaggi brevi invia¬ 
ti a un cellulare e leg¬ 
gibili direttamente da 
display, è un servizio 
in rapido sviluppo, 
che BVRP certo non 
ha dimenticato di af¬ 
frontare. Premesso 
che occorre, ovvia¬ 
mente, che il telefo¬ 
no chiamato sia abili¬ 
tato al servizio dalla 
compagnia telefoni¬ 
ca, spedire un mes¬ 
saggio è cosa tal¬ 
mente rapida e intuitiva da non avere bi¬ 
sogno di grandi spiegazioni, si digita il 
messaggio e si invia al numero corri¬ 
spondente. Il gioco è fatto! I messaggi 
possono essere salvati sul computer, e 
spediti attraverso un "template" predefi¬ 
nito. 

Ovviamente non poteva mancare un 
potente ambiente di trasferimento dati, 
come pure un ambiente dì emulazione di 
terminale, per gli aficionado dell'interfac¬ 
cia a caratteri, ancora insostituibile in cer¬ 
te occasioni, Configurare una periferica e 
una connessione è, qui, un giochino da 
ragazzi, e la chiarezza e immediatezza 
dell'ambiente può essere davvero un pa¬ 
radiso per la configurazione dei modem 
interni, sovente recalcitranti come muli e 
controllabili solo attraverso l'inserimento 
dì comandi in linea. 

Infine, cosa certo da non disprezzare, 
la suite tiene una puntigliosa registrazio¬ 
ne di tutti gli eventi che, in qualche mo¬ 
do, l’hanno potuta interessare (ad esem¬ 
pio vengono registrate anche le chiamate 
abortite). Certe aree poi sono condivise 
da diversi ambienti, come ad esempio la 
rubrica telefonica, alcuni template, un 
bell’editor grafico, un editor di script for¬ 
temente personalizzabile e capace di 
creare macro di notevole complessità 


Inoltre è condiviso, da diverse applicazio¬ 
ni (fax, e-mail), un buon OCR, Easyrea- 
der, capace d'autoistruirsi, in certi limiti, 

Conclusioni 

BVRP Phone Tools Suite è uno dei piu 
completi e interessanti regali che potete 
fare al vostro faxmodem, specie se con 
funzioni vocali. Il volume dì 250 pagine 
accluso è quanto di più vicino alla perfe¬ 
zione esiste nel campo della manualisti¬ 
ca, e permette di risolvere qualunque 
problema, oltre a essere un tutorial di 
grande raffinatezza. Se ne vedessero di 
più in giro! Non a caso ne sono stati ven¬ 
duti circa otto milioni di esemplari, in se¬ 
dici lingue diverse! 

La suite è davvero completa e di qua¬ 
lità difficilmente raggiungibile Difficile 
davvero pensare a qualcosa in piu, da ag¬ 
giungere. Perfino l’area di e-mail, che of¬ 
fre sul mercato pacchetti di potenza e 
raffinatezza elevata, dovrà guardare con 
rispetto al modulo implementato qui II 
tutto a un prezzo interessantissimo, anzi, 
considerando quel che viene offerto, ad¬ 
dirittura modesto. 

Kg 


136 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



































































Se credi che la leucemia 
resterà un male inguaribile 
devi farci un favore. 

Piantarla. 


12 dicembre 
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e la cura delle leucemie. 


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chiama il numero 06/4402696 





Glverviev* 


di Franco Paiamaro 



LaCie 

Hard Disk USB 


di tipo "B", l’interruttore e la 
presa di alimentazione. 

La qualità costruttiva è ec¬ 
cellente, nulla a che fare con 
oggetti similari di provenienza 
asiatica. La plastica è ottima, 
soprattutto è spessa e pesan¬ 
te, rendendo l’oggetto molto 
robusto; è un particolare im¬ 
portante, visto che la finalità di 
utilizzo è il trasporto dei dati. 

La capacità del disco rigido 
è di 6,4 Gbyte; il disco utilizza¬ 
to è un Quantum Fireball CX 
con interfaccia EIDE, con un regime di 
rotazione di 4500 RPM, 512 Kbyte di 
buffer e accesso di 9,5 ms. 

Il disco rigido non è velocissimo, ma 
sarebbe perfettamente inutile imple¬ 
mentare dischi più prestanti, visto che il 
transfer rate massimo consentito dal 
bus USB è di 12 Mbit al secondo; è im¬ 
portante che il disco rigido utilizzato sia 
invece particolarmente affidabile e ro¬ 


busto. 

All’interno del cabinet troviamo un 


LaCie propone una serie di periferi¬ 
che esterne basate su interfaccia USB, 
indifferentemente utilizzabili su piat¬ 
taforma PC e Apple Macintosh; lettori 
CD-ROM, dischi magneto-ottici, maste- 
rizzatori di CD-ROM e dischi rigidi. 

L'oggetto che abbiamo ricevuto in re¬ 
dazione è un disco rigido esterno ali¬ 
mentato da rete e con interfaccia USB 
(Universal Serial Bus); questa interfac¬ 
cia è ormai disponibile di serie su tutti i 
computer di ultima generazione, sia de¬ 
sktop, sia portatili, indipendentemente 
dalla piattaforma hardware utilizzata 
(Mac e PC). 

L'oggetto si presenta molto bene: ha 
un'aria molto solida, è caratterizzato da 
un design innovativo e modulare (ri¬ 
muovendo il frontale si scopre che è 


possibile utilizzare il cabinet come con¬ 
tenitore per drive da 3,5 pollici, tipica¬ 
mente Zip o MO), ed è di colore indaco 
scuro. 

Il cabinet è posizionabile sia vertical¬ 
mente, sia orizzontalmente sulla scriva¬ 
nia, consentendo, in quest'ultima posi¬ 
zione, di "impilare" (i piedini sono sago¬ 
mati in modo da incastrarsi fra di loro) 
anche tre o quattro drive della stessa 
famiglia. 

Frontalmente, il cabinet presenta un 
“occhio” di colore verde, con due LED: 
l’intensità luminosa emessa varia in re¬ 
lazione all’attività del disco rigido. 

Sul lato opposto a quello con i piedini 
di gomma si trova l’apertura per l'aera¬ 
zione forzata del disco rigido. 

Sul retro troviamo il connettore USB 



138 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 















LaCie Hard Disk USB 




II drive USB di LaCie aperto a destra del 
disco rigido di produzione Quantum trovia¬ 
mo la schedina di gestione dell'interfaccia 
USB. mentre superiormente al disco è po¬ 
sta la scheda dell'alimentazione e la ven¬ 
tolina di raffreddamento. 


alimentatore universale, adattabile 
per tensioni di ingresso da 100 a 
250 volt, una ventolina di raffred¬ 
damento e la schedina di interfac¬ 
ciamento EIDE to USB. 

L'installazione del disco è vera¬ 
mente semplicissima: acceso il di¬ 
sco e connesso il cavo USB (in 
dotazione) al personal computer, il 
sistema operativo (Windows 98) 
ci segnala la richiesta del driver; 
inserito il dischetto e installato il 
driver e il software di supporto Sil- 
verlining, è possibile partizionare e 
formattare il disco rigido. 

Una volta installato il softwa¬ 
re, il disco rigido USB si compor¬ 
terà come un rimovibile, anzi 
meglio: l'icona del disco e il suo 
contenuto appariranno nella fine¬ 
stra Risorse solo quando si colle¬ 
gherà il disco stesso al computer 
(a differenza, ad esempio, dei 
drive Zip che mantengono la lettera 
associata all'unità anche quando non è 
fisicamente presente nel drive il di¬ 
schetto). 

Questo consente di avere a disposi¬ 
zione una grande capacità di archiviazio¬ 
ne utile, ad esempio, per il backup dei 
dati su un computer portatile o per il 
trasporto di file di grandi dimensioni da 


Il retro dell'apparecchio, in 
alto l'interruttore e la presa 
di alimentazione, al centro 
il connettore USB di tipo 
"B " III cavo incluso è inte¬ 
stato con un connettore 
"B " e uno "A "I. 


un PC ad un altro, 
senza contare la pos¬ 
sibilità di trasferire da¬ 
ti dal PC ad un Mac 
(con il limite imposto 
dal sistema operativo 
MacOS di "vedere" 
partizioni FAT di mas¬ 
simo due Gbyte). 

Il trasferimento di 
file non è particolar¬ 
mente veloce: circa 
750-900 Kbyte al se¬ 
condo, il disco rigido 
USB ha impiegato 
quasi tre minuti a tra¬ 
sferire 140 Mbyte di 
dati dal PC. 

La velocità del di¬ 
spositivo è seconda¬ 
ria, secondo noi, in 
quanto è comunque 
limitata dal particolare tipo di interfaccia 
utilizzata; va invece considerata l'utilità 
e la flessibilità del dispositivo, oltre che 


la grande capacità del disco rigido utiliz¬ 
zato (LaCie propone capacità da 6,4 a 
20,4 Gbyte con interfaccia USB). «g 


«1. 


g H«N:0 [Stl.SM 

feQj I»:’ IH* 

g M*n:1 Sllwor USB 

[—! I- J 10:0 QUAHTUH 

Hjìn r 1 : (MI) «ISO 

Ho «or* luollablr ipo« 


II» »IB 
l«t«o«l«™ 


m»PS| S2SH00 


ZK3 


Interfaccia grafica del software "Silverlinmg" di 
gestione del drive USB , clickando sull'icona del 
disco appaiono le proprietà della partizione ed è 
possibile ripartizionare e formattare a proprio 
piacimento il disco rigido, senza neanche dover 
rtawtare la macchina. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


139 









































di Raffaello De Masi 


OvervieVw 





VtfebRa ccr ’ 

QuickStart 

S&&**'*' 


Kensington 

WebRacer 


Certe cose nascono, come si suol di¬ 
re. perfette. L'uovo, la ruota, Naomi han¬ 
no ben poco o nessun (nell'ultimo caso) 
margine per essere migliorati. E invece 
ci si accorge, talvolta, escludendo ancora 
una volta l'ultimo caso, che non è cosi. 

Prendiamo il mouse, ad esempio! Esi¬ 
ste da una ventina d'anni, ed è, in prati¬ 
ca, è quello ideato in prototipo da Doug 
Engelbart alla fine degli anni sessanta. 
Certo, è stato reso più ergonomico, ha 
prolificato qualche tasto in più, ha perso 
talvolta il filo a vantaggio di una connes¬ 
sione via infrarosso, in un caso è anche 
divenuto "spaziale", vale a dire gestibile 
solo tenendolo in mano, senza appoggio 
(e un certo De Masi, da par suo, ne ha 
immediatamente parlato, anni fa, sulle 
pagine della rubrica del Mac); ha partori¬ 
to alternative piu o meno valide, come 
trackball o trackpad, ha assunto forme 
maneggiabili anche da mancini, ha visto 
spuntare qualche rotellina. insomma si è 
diversificato, ma sempre in maniera oriz¬ 


zontale. L'idea e, soprattutto, le funzioni 
di base sono rimaste sempre le stesse, 
e gli anni, anzi; i decenni, sono trascorsi 
senza neppure accorgercene. 

Ma l'ingegno umano non ha limiti! Ed 
ecco finalmente gettata, nel tranquillo 
stagno della quiescenza innovativa, una 
bella pietra grossa, che ha. di nuovo, at¬ 
tirato l'attenzione a quest'indispensabile 
e poco ricordato accessorio. Per una di 
quelle fenomenologie evolutive che de¬ 
terminano improvvisamente un ramo pa¬ 
rallelo nell'evoluzione genetica, compare 
oggi sul mercato un vero mouse alterna¬ 
tivo. rappresentante di una nuova gene¬ 
razione di "topi", con tutte le carte in re¬ 
gola per creare un nuovo momento di vi¬ 
va attenzione. 

Web Racer è un mouse assolutamen¬ 
te nuovo come concezione generale, an¬ 
che se alcune sue parti non sono certo 
originali, ma mutuate da esperienze pre¬ 
cedenti Ma non importa; certo è che 
Kensington ha creato un oggetto che ha 


Kensington WebRacer 


Produttore: 

Kensington Technology Group 

2855 Campus Drive 

San Mateo CA 94403 USA 

Distributore: 

Acco Italia 

Via Regio Parco, 108 bis 
10036 Settimo Torinese (TOI 
Tel 011/8961111 

Prozio UVA Ésclusal L 149 900 


tutti i numeri per imporsi come punto di 
riferimento, tecnologico e d'uso, nel 
prossimo futuro. 

WebRacer, un vero 
Internet mouse 

Che l'oggetto meriti ben piu di uno 
sguardo fugace è innegabile. Già le frasi 
stampate sulla scatola, "Internet Mouse 
for PC", "Remote Control for thè Web", 
"Instant Access to Any Web Page", 
"One touch Access to your Web Sites", 
"The shorter distance between two Web 
sites", e ancora "Get e-mail faster”, "6 
customizable buttons", "Serali with thè 
touch of a finger" la dicono molto lunga 
sulle qualità e prerogative della periferica 
Aperta la confezione, il pezzo si presenta 
imponente, ancora piu di quanto si possa 
intravedere dalla finestra della scatola, 
avendo in pratica la grandezza di un gros¬ 
so libro in sedicesimo. 

Il mouse si presenta diviso in tre parti 
funzionali, per cosi dire. Quella superiore, 
che racchiude la sezione piu innovativa 
del blocco, una touchpad delle dimensio¬ 
ni di 4x5,5 cm utili (non esistono zone 
morte che, pur esistenti, dello spessore 
di circa 2 mm, sono coperte dalla cornice) 
e quattro tasti laterali di quelli, tanto per 
intenderci, presenti sulla maggior parte 
delle trackball. Avendo piano di simmetria 
verticale, può essere adottato indifferen¬ 
temente da destrimani e mancini Data 
anche la sua particolare vocazione all'uso 
in WWW, dispone di un lungo cavo di 
connessione (circa 2 m) che ne permette 
l'uso anche stando sdraiati in poltrona e 
maneggiandolo con due mani.. Viene an¬ 
che fornito un adattatore per collegarsi a 
porte PS/2 Interessante la possibilità di 
abbinare questa periferica con il classico 
mouse, senza interferenze tra loro. 


Internet, ma non solo 

Poiché il progetto di WebRacer è sta¬ 
to basato principalmente per l'uso in 


140 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 








Kensington WebRacer 


KENSINGTON 


Seilmot lar. ▼ Al Olh* Piogarm 


Sfilo» Wido SrMmgi 


Web Racer visto attra¬ 
verso la finestra di Se¬ 
tup Il sistema ne rico¬ 
nosce Il collegamento 
alla partenza lai posto 
del mouse) e adegua le 
preferenze imposte 
dall'utente. 


^EurLauncfc Manu 


» Application Manu 


■r Click 



» Ooublo-Chcfc 


a>Ri<*IChck 


■» Scoi Whon Yoo Ho.. Ih . | 

Urim looan (o cortiflue ih# rrcuie txilem Um kv iwui Ihal pori Id eaefi txiton lo change «Miai 
«HI Mondai 


ih 


WWW, è necessa¬ 
rio disporre già, sul¬ 
la macchina, di tutto 
quanto può rendere 
possibile la naviga¬ 
zione. D'obbligo, quindi, un account, co¬ 
me pure un browser e un Client di e- 
mail, Il CD fornito con la confezione con¬ 
tiene tutto quanto è necessario, oltre 
una serie numerosa di programmi "Inter- 
net-related", interessanti da sfogliare e 
provare. 

Ma vediamo un po' in dettaglio cosa 
la tavolozza degli strumenti ci mette a di¬ 
sposizione. Premesso che occorre cari¬ 
care il software adatto dal CD fornito 
(Kensington fornisce gratuitamente, a 
semplice richiesta, anche i floppy in 
mancanza del CD driver), abbiamo, in te¬ 
sta alla periferica, sei tasti disposti a se¬ 
micerchio, che possono essere persona- 
lizzati secondo le nostre esigenze. Il pri¬ 
mo è già regolato sull'home page, men¬ 
tre gli altri sono già impostati su un mo¬ 
tore di ricerca, sulla chiamata a una nuo¬ 
va pagina, ecc. Cambiare queste prese- 
lezioni è semplice, più o meno come 
preimpostare le selezioni sulla nostra au¬ 
toradio; individuata la pagina che ci inte¬ 
ressa, si schiaccia e si tiene premuto il 
tasto fino alla comparsa di un messaggio 
che ci avviserà essere la selezione pron¬ 
ta Inoltre il software di gestione "ricor¬ 
da" le ultime quattro pagine visitate, che 
sono ancora disponibili per essere asse¬ 
gnate, al volo, a un tasto, accedendovi 
attraverso il pannello di controllo di Mou- 
seWorks. In alto e al centro della periferi¬ 
ca c'è una specie di cursore a croce, del 
tipo, tanto per intenderci, presente sui 
telefoni cellulari per la scelta dei menu. E 
di un menu anche qui si tratta, visto che 
si accede ai bookmark. che possono es¬ 
sere scorsi, a seconda di come organiz¬ 
zati, in alto e basso e orizzontalmente 
nelle cartelle. Questa è la funzione di ba¬ 
se, ma, volendo, il Menu Button, questo 
il nome, può essere adattato ad altri sva¬ 
riati usi: ad esempio, può essere usato 
come potenziometro per gestire il volu¬ 
me degli altoparlanti, o essere adattato 
per accedere ai menu, o ancora per pas¬ 
sare rapidamente da un programma o da 
un file all'altro. Insomma, basta sapere 
cosa si desidera. 

Altrettanto utile è la schiera ordinata 
di sei bottoni immediatamente sopra la 
touchpad. Questi simulano (e funzionano 


virtuale che permette di inserire testo 
senza toccare la tastiera. 


Conclusioni 


Bel colpo di Kensington, con questo 
mouse polivalente che merita grande 
fortuna. Si tratta, senza possibilità di 
smentita, della più innovativa e intelligen¬ 
te periferica dopo la creazione del mou¬ 
se, certamente più funzionale e interes¬ 
sante delle trackball, e con molto in più 
di quanto già visto nelle ormai tradizionali 


Finestra di setup, destinata a or¬ 
ganizzare le innumerevoli opzio¬ 
ni del mouse , Cd. addirittura, 
un servizio di remino di quanto 
si 6 rimasti alla tastiera . 


kenimoton MouieWoiki Sellino* tot AD Olhei Pioyiflini 


E*« Ut»» ti«e 


KENSINGTON 


KENSINGTON 


I—* 


Skm Ciato*. 


come) i più importanti bot¬ 
toni del toolbar del Brow¬ 
ser. Quindi "Avanti", "In¬ 
dietro", "Stop", "Refre- 
sh", ma anche "Stampa" 
e "lancia il programma di 
e-mail", funzionante solo 
er Explorer e non per il 
rowser di Netscape. I 
quattro tasti laterali sono 
infine personalizzabili se¬ 
condo le preferenze e le 
necessità dell'utente. Ad 
esempio uno potrebbe es¬ 
sere "riempito" di testo, in 
modo da poter essere usa¬ 
to nei form che richiedono 
ripetitivamente informazio¬ 
ni, oppure si potrebbe sta¬ 
bilire che un tasto simula il 
doppio click, e cosi via. Il 
bello è che il pannello di 
controllo di questo mouse 
già possiede una serie di 
impostazioni che coprono 
pressoché tutte le esigen¬ 
ze di un utente comune. 

Infine passiamo alla tou¬ 
chpad, che, oltre alle intrin¬ 
seche sue funzioni, per¬ 
mette di scrollare le pagi¬ 
ne della fine¬ 
stra presen¬ 
te. A questa 
funzione so¬ 
no deputati i 
corridoi late¬ 
rali destro e 
inferiore 
dell'area di la¬ 
voro. All'inizio 

occorre farci un po’ la mano, ma già do¬ 
po una diecina di minuti i movimenti e 
l'uso divengono fluidi e naturali. E non di¬ 
mentichiamo infine un tastino, "abe" 
che simula, sullo schermo, una tastiera 



Kmimglon MouieWwki ■ Sotlngi I» All Ut he* PiognMM 


[«. BMO» Bpocro B*> 


Sottmgi lot. V Al Dthai Piogranw 


1. 


sn> 


SMI 


Mafce» thè arar move é»4> end orecmfci Sete i thè kepi lo hc*J d»en U> tun an Skm 
Cura» 


Olibani Cullo*. 

0 c r~ 


SMt 


Conboi 


Make» thè cura» i*np lo a HotSpot when thè mouie a moved Setod thè kayi to toU 
down io tiim cn Ottoni Cui» 


Am Onljr 


> ? 


SMI 


All 


La touch- 
pad non è, 
all'inizio, 
mezzo faci¬ 
le da usare 
Alcune regolazioni della 
sensibilità potranno aiutarci. 


Maket Ita cura mow« fi a In* SatedltokayclohokJdnwitoUjnanAraOf^ 


touchpad. Quella qui implementata è 
davvero sensibilissima, capace di reagire 
al doppio click, pardon a. doppio battito, 
con sicurezza; ma il vero punto di forza 
sta nella sinergia di tutti i componenti, 
che offrono una nuova, funzionale inter¬ 
faccia verso Web e, ci sia consentito, più 
genericamente verso la macchina. 

Mg 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


141 





















































































di Franco Paiamaro 


dverviev</ 



Snap! Server 


Un piccolo Storage 
server totalmente 
Plug & Play 

Oggi esaminiamo un prodotto abba¬ 
stanza interessante, anche se, come 
destinazione d'uso, dedicato a chi ha 
già installata una piccola rete. 

Si tratta di uno Storage server (cioè di 
una macchina dedicata esclusivamente 
alla centralizzazione e all'archiviazione 
dei dati e dei file comuni su disco rigi¬ 
do), in pratica è un "disco di rete". 

Immaginiamo di avere una rete di 
cinque computer e sul server lo spazio 
scarseggia, e non è possibile rimuovere 
alcun file in quanto sono tutti necessari. 

A questo punto, sarebbe necessario 
aggiornare il sottosistema dischi del 
server, con tutte le conseguenze del ca¬ 
so (specie se abbiamo uno stripe set 
RAID oppure un mirrar set). 


Oppure optiamo per un "disco di re¬ 
te", uno Storage server, e ci risparmia¬ 
mo ore di lavoro e di mal di testa... spe¬ 
cialmente se usiamo uno Snapl Server. 

Infatti, per l'installazione non è richie¬ 
sta alcuna conoscenza specifica in tema 
di reti: basta avere qualche esperienza 
di lavoro con Windows (o MacOS) e un 
browser Internet. 

Lo Snapl Server di Meridian è pro¬ 
gettato per essere integrato in una rete 
TCP/IP preesistente, nella quale s'inse¬ 
risce semplicemente collegandolo ad 
una presa RJ/45, ed è compatibile con 
Windows e MacOS. 

Niente di più facile, quindi, di inserire 
la spina nella presa della 220, e collega¬ 
re alla rete la macchina con un classico 
cavetto "patch" cat.5 UTP (non è previ¬ 
sto il collegamento con cavo coax); do¬ 
po alcuni minuti, necessari per il setup 
del sistema operativo all'interno dello 
Snapl, il disco sarà visibile nella finestra 
delle risorse di rete. 


Snap! Server 


Produttore: 

Meridian data, Ine. 

Distributore: 

Upware Silene srl 
le Oli 3833083 

Prezzo (IVA esclusa) 


L 2.500.0001 


Nel caso non sia presente un 
server DHCP sulla rete, sarà ne¬ 
cessario impostare un indirizzo IP 
sul server Snapl. utilizzando il 
software di gestione accluso, per 
poter poi accedere alla risorsa. 

La Meridian ha fatto un discre¬ 
to lavoro di progettazione, lo 
Snapl è molto semplice nelle li¬ 
nee, di un inconsueto color caffè 
e sufficientemente piacevole alla 
vista, 

Non presenta comandi, a parte 
l'interruttore di accensione e una 
serie di quattro LED indicanti lo 
stato della macchina 

L'apparecchio è totalmente ge¬ 
stito con un'interfaccia Web, in- 



Solo un connettore per la rete, l'interruttore di 
alimentazione e la presa per la 220 


142 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 












Snap! Server 




Particolare della scheda di gestione 
dello Storage server; 
in basso, la SIMM della memoria, a 
sinistra di questa la CPU AMD, al 
centro ed in alto a destra i due chip 
ALI, a sinistra i connettori e il chip 
Intel dell'interfaccia di rete 


fatti, è sufficiente digitare 
l'indirizzo IP del proprio ser¬ 
ver Snap! in Explorer per ve¬ 
dere apparire la finestra delle 
impostazioni del server. 

E' possibile impostare tut¬ 
ti i parametri di accesso e 
condivisione, come su un 
qualsiasi altro file server. 

Al limite, può essere utiliz¬ 
zato per ampliare la capacità 
di una singola macchina, do¬ 
tata di una scheda di rete e 
procurandosi un cavetto in¬ 
crociato: certo, il prezzo di¬ 
venta eccessivo, ma diventa 
facile anche portare i dati da 
una rete all'altra (viste anche 
le dimensioni e il peso ridotto dell'appa¬ 
recchio). 

Tecnicamente, lo Snap! Server è 
semplicissimo: utilizza un processore 
AMD 5x86 - P75 (in pratica un 486 DX5 
a 133 MHz) con chipset ALI ed è pre¬ 


sente un singolo slot per la memoria di 
sistema (già occupato da una SIMM da 
32 Mbyte di RAM). Il disco rigido è un 
Western Digital 28400 EIDE da 8,4 
Gbyte. 

Tutta l’elettronica di gestione è con¬ 
tenuta m una singola scheda, imbullona¬ 
ta ad una lastra sagomata di alluminio 
su cui trovano posto anche il disco rigi¬ 
do e la scheda dell'alimentazione. 

Internamente è previsto un secondo 


vano per un disco rigido aggiuntivo, 
sempre con l'interfaccia EIDE: acqui¬ 
stando lo Snap! Server con due dischi 
rigidi, è possibile impostare un mirror 
set in modo da mettersi al riparo da 
eventuali guasti. 

Tra l'altro, il sistema operativo (a 32 
bit) è proprietario ed è residente su FLA¬ 
SH Ram, quindi inaccessibile a Virus. 

L’aggiornamento del firmware della 
macchina è eseguibile dall'utente, e 
non presenta problemi 
particolari (6 più o me¬ 
no come aggiornare il 
BIOS della propria 
scheda madre). 

Questo oggetto è di 
per sé interessante, di¬ 
mostra in fondo che 
non è necessario di¬ 
sporre di tecnologie e 
potenze all'avanguardia 
assoluta per realizzare 
un prodotto valido. 

Il modello da noi ri¬ 
cevuto è dotato di un 
singolo disco rigido, e 
pertanto non ne racco¬ 
mandiamo l'uso in am¬ 
bienti in cui la salva¬ 
guardia e la tutela dei 
dati sono fondamentali. 
Qualora fosse necessa¬ 


ria una maggiore sicu¬ 
rezza dei dati, consiglia¬ 
mo il modello con due 
dischi, da configurare in 
RAID 1. M 8 


L'interno della macchina. 4 destra l'alimentatore, 
e a sinistra il disco WD da 8.4 Mbyte A! centro si 
nota il vano di predisposizione per il secondo di¬ 
sco rigido installato nel modello supenore 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


143 
























di Pierfrancesco Fravoliri 


OverView 



Traxdata 
CDRW4424 Plus 


Chi decide di acquistare un sistema 
per la masterizzazione di CD, ha oggi va¬ 
rie possibilità. E' possibile infatti sceglie¬ 
re un sistema ad alte prestazioni, costi¬ 
tuito da un lettore CD-ROM ed un ma- 
sterizzatore SCSI, e quindi una scheda 
controller per la gestione di queste inter¬ 
facce. Sicuramente un sistema di questo 
genere assicura le migliori prestazioni e 
una superiore stabilità. Come sappiamo 
infatti l'interfaccia SCSI, con il suo con¬ 
troller che non è altro che un completo 
computer in piccolo, ha la possibilità di 
impegnare pochissimo il processore cen¬ 
trale e quindi l'intero sistema. La copia 
SCSI tra il CD-ROM e il masterizzatore 
può essere fatta quindi, se il controller lo 
permette, senza praticamente utilizzare 
la CPU, che quindi può essere utilizzata 


per altre cose. Alcuni di voi, leggendo 
queste righe forse sorrideranno, o forse 
rimarranno meravigliati: fino a poco tem¬ 
po fa infatti chi voleva assicurarsi una re¬ 
gistrazione sicura su CD-ROM era obbli¬ 
gato a tenere aperto solo il programma 
di masterizzazione, ad incrociare e a spe¬ 
rare che Windows 95, o 98 non attivasse 
autonomamente qualche task che avreb¬ 
be irrimediabilmente rallentato il pro¬ 
gramma di registrazione, svuotato il buf¬ 
fer del masterizzatore e rovinato sicura¬ 
mente il CD. Fortunatamente i costrutto¬ 
ri di hardware sono corsi ai ripari proget¬ 
tando e realizzando periferiche sempre 
migliori, in particolare con buffer dati 
sempre più grandi. Ora è possibile ma¬ 
sterizzare un CD-ROM e contempora¬ 
neamente utilizzare Microsoft Office, 


Traxdata CDRW4424 Plus 


Produttore e Distributore: 

Traxdata Italia SRL 
Via Poncielli <1 

20063 Cernusco Sul Naviglio. Milano. 

Tei 02 921 12092 
Fa. 02 921 12097 
E-mail traxdatat@rraxdata.it 

Prezzo: UVA esclusa) 

L *49 000 


collegarsi ad Internet o, in generale, ave¬ 
re più programmi in funzione. Certa¬ 
mente basta non esagerare e non cerca¬ 
re di caricare, ad esempio, una immagi¬ 
ne di 10 megabyte in Photoshop ecc 


I sistemi EIDE 

Oltre ad un sistema di masterizzazione 
SCSI, è possibile acquistare anche un me¬ 
no costoso masterizzatore EIDE. Questo 
tipo di interfaccia è già presente all'inter¬ 
no dei computer, e ad essa vengono nor¬ 
malmente collegati gli hard disk e il lettore 
CD-ROM Chiaramente chi si rivolge ad 
un sistema EIDE risparmia sicuramente 
sul costo dell'interfaccia, e in secondo 
luogo sul prezzo del lettore CD-ROM e 
del masterizzatore, dì solito meno costosi 
delle corrispondenti periferiche SCSI. L’in¬ 
terfaccia EIDE ha lo svantaggio di essere 
gestita in tutto e per tutto dal processore, 
il quale viene quindi impegnato durante la 
masterizzazione. Non ci sono invece pro¬ 
blemi di velocità: il canale EIDE permette 
tranquillamente il transito dei dati alla 
massima velocità permessa dal masteriz¬ 
zatore, che ricordo, nel caso di un sistema 
4x come quello di questa overview, 600 
kbyte al secondo. 


I kit di masterizzazione 

Traxdata, da sempre tra i leader nel 
campo della masterizzazione e da sem¬ 
pre stata un'accesa sostenitrice dei kit di 
masterizzazione, sistemi completi quindi, 
nei quali l'acquirente trova tutto il neces¬ 
sario per trasformare il suo computer in 
una completa stazione di masterizzazio¬ 
ne. In particolare nel kit qui proposto, tro¬ 
viamo un masterizzatore EIDE 4x, i cavi 
di collegamento, sia quello EIDE che 
quello di alimentazione, le viti e il softwa¬ 
re di masterizzazione. Sarà facilissimo 
per voi montare questo sistema nella vo¬ 
stra macchina: basterà scegliere un ca- 


144 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 











Traxdata CDRW4424 Plus 


L'oltana Traxdata include anche un altro kit di ma¬ 
sterizzazione, il CDRW2224 Plus Tale kit e basato 
su un mastenzzatore in grado di registrare CD-R e 
CD-RW ad una velociti massima di 2x. mentre la 
lettura viene latta ad una velociti di 24x Tale kit e 
chiaramente dedicato a chi vuole avere un sistema 
di masterizzazione completo ma a basso costo An¬ 
che m questo caso si tratta di una macchina con in¬ 
terfaccia EIDE. e quindi facilmente installabile in 
qualsiasi computer In questo caso viene fornito, 
come software di masterizzazione il programma 
WmOnCD. versione 3 6 II sistema è dedicato chia¬ 
ramente agli utenti con un budget limitato, il prezzo 
del kit infatti di L 349 000 IVA esclusa 


naie EIDE, tipicamente il secondo, met¬ 
tendo master il lettore CD-ROM e slave 
il masterizzatore, collegare i cavi, e in¬ 
stallare il programma per masterizzare. 



Il 4424 


Il masterizzatore in questione è una 
unità, con buffer dati da 2 megabyte, 
che consente di registrare a 4x anche su 
CD-RW, riscrivigli. Questa caratteristica, 
unita alla possibilità di utilizzare software 
di packet writing come quello della Ce- 
Quadrat dell'Adaptec, consente di utiliz¬ 
zare il CD-RW co¬ 


me un vero e pro¬ 
prio hard disk ri¬ 
movibile, oltretut¬ 
to caratterizzato 
da una velocità si¬ 
curamente non 
bassissima. I CD- 
RW tra l'altro sono 
utilissimi per i 
backup del proprio 
disco rigido, o per 
l’interscambio dei dati tra computer, con¬ 
siderando anche che i prezzi di questi di¬ 
spositivi si sono abbassati notevolmente. 

Assieme al masterizzatore viene forni¬ 
to in bundle il programma Nero Burning 
Rom, della casa tedesca Ahead, nella sua 
ultima versione Questo è uno dei pro¬ 
grammi attualmente più gettonati perché 
consente di controllare completamente il 
processo di masterizzazione e risulta mol¬ 
to stabile ed affidabile Tra le caratteristi¬ 
che principali la 

possibilità di crea- _ 


Sul retro troviamo i con¬ 
sueti connettori per l'in¬ 
terfaccia EIDE. l'alimen¬ 
tazione e le uscite audio 
analogiche Non è pre¬ 
sente invece l'uscita digi¬ 
tale S/PDIF. uscita che 
troviamo ormai nella qua¬ 
si totalità dei lettori CD 
da computer 


re CD mixed mo¬ 
de, e CD ibridi, ol¬ 
tre a CD-ROM di 
boot, CD-ROM 
formattati UDF e 
CD-Video. 

Nelle prove ef¬ 
fettuate (il maste- 
rizzatore è stabil¬ 
mente montato 
nel mio computer 


Assieme al masterizzato- 
re viene fornito il pro¬ 
gramma Nero Burning 
Rom, nell'ultima versio¬ 
ne rilasciata. Tale 
software, tra i più usati 
dagli utenti di mastenz- 
zatori, consente di avere 
un ottimo controllo del 
processo di registrazione 
e consente, tra le altre 
cose, di creare dischi 
mixed mode e video CD 




in ufficio, e masterizza CD a tutto spia¬ 
no per tutta la redazione) non si sono ri¬ 
scontrati problemi, Anche registrando a 
4x è stato possibile utilizzare il compu¬ 


ter per fare altre cose, tipicamente scri¬ 
vere e navigare su Internet. Nei 15 gior¬ 
ni di intenso utilizzo ho "bruciato" un 
solo CD. ma perché era andata via la 
corrente I 
Ci troviamo da¬ 
vanti ad un sistema 
di ottime caratteri¬ 
stiche che. consi¬ 
derando che nella 
confezione, oltre al 
masterizzatore, ai 
cavi, al software e 
al manuale, trovia¬ 
mo anche un pen¬ 
narello per scrivere 
sui CD masterizza¬ 
ti, e che il kit viene 
proposto a poco 
meno di 450 000 li¬ 
re IVA esclusa, ap¬ 
pare particolarmen¬ 
te conveniente. 

ras 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


145 















































Internet Explorer 
Tip&trick 

di Raffaello De Masi 



orar-g. on 
a.-pg.vAmN': or 
SAfiyAv mj o* 

MAffiOTT RfTL-A 0 36 

OTa.iftr.tf ac o« 


BlnM»«<iT»PrlvifS«imlHannià; 

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oanooTp* 


Premendo FI I potrete avere a disposizione, immediatamente, tutta la finestra, senza scorrere menu e 
opzioni 


Ho faticato dieci anni per scrollarmi 
di dosso l'etichetta di Macchista (neo¬ 
logismo per "utente smaliziato del 
Macintosh"), Ognuno nasce con una 
croce; grandi attori hanno visto la loro 
vita artistica rovinata da un maledetto 
personaggio che gli si è attaccato co¬ 
me la carta moschicida. E cosi 
Cristopher Lee. pregevolissimo inter¬ 
prete sheakespeariano. ha passato la 
sua vita a convincere di essere una 
persona mite, che mai si sarebbe so¬ 
gnata di far male a una mosca, né tan¬ 
to meno aveva mai avuto intenzione di 
succhiarsi donnine procaci come cor¬ 
bezzoli, o di far venire i vermi ai ragaz¬ 
zini. Ubaldo Lay, altro pregevole attore 
di teatro, non è mai riuscito a prende¬ 
re le distanze da Ezzy Sheridan (che, 
detto così, pare più che altro la marca 
di una lavanderia), e di Peter Falk 
ognuno ricorda la "mise" colombiana, 
ma non la pregevole interpretazione in 
"Angeli con la pistola". 

La mia modesta persona è stata, 
per tempo lunghissimo, indicata, an¬ 
corché immeritatamente, come "quel¬ 
lo del Macintosh" A mia madre, una 
volta, chiesero se fossi io quello che 
scriveva su Emmecci. E lei. povera 
donna di casa, non sapendo che dire, 
rispose che però ero anche tanto buo¬ 
no e affettuoso con lei e mio padre. 
Poi, un paio di anni fa, decisi di scrol¬ 
larmi di dosso quest'indesiderato mar¬ 
chio di esclusività, ma non immagina¬ 
vo neppure quali nubi si addensavano 
sulla mia testa 

Nello stesso periodo misi mano a 
questa rubrica con una serie di T&T 
destinati al PC. Tre puntate di fila, se 
ben ricordo, che, manco a dirlo, squar¬ 
ciarono i veli che, in tutto il mondo, 
ancora avvolgevano le finestre del 
buon Bill. Da allora sono divenuto il 
consulente-confessore del libero po¬ 
polo degli smanettatori italiani. E' vero 
che noi siamo un popolo di SPN (che 


non è una nuova notazione matemati¬ 
ca, ma l'acronimo di Santi. Poeti e 
Navigatori), ma non immaginavo mai 
che ci fossero tante persone che pas¬ 
savano le notti insonni cercando di 
scoprire cosa succedeva combinando 
insieme la pressione di venti tasti, o 
verificando se. accennando alla chitar¬ 
ra la Ninna Nanna di Bezey, il compu¬ 
ter passava in Stand-By o si spegneva 
da solo 

Oggi ricevo mediamente una quin¬ 
dicina di richieste d'aiuto alla settima¬ 
na, e molte di queste, quando interes¬ 
santi. le avete viste nella posta di MC. 
A molte rispondo, a molte no. se il 
quesito è banale e magari, nel frattem¬ 
po. il postulante ha già trovato la solu¬ 


zione. A certe altre non posso proprio 
rispondere, come si dice dalle mie par¬ 
ti. "non è forza miai". Come faccio a 
dare una risposta a uno che mi chiede 
come fare, usando Internet, a convin¬ 
cere Naomi a uscire con lui (se avessi 
avuto la soluzione, vi pare che la pas¬ 
savo a lui!)? 0 magari un altro deside¬ 
ra sapere come scrivere un program¬ 
ma universale per crackare i program¬ 
mi protetti. Insomma, est modus in re¬ 
bus, che sarebbe come dire "diamoci 
una regolata!" 

Ciononostante devo confessare che 
la cosa, in fondo, mi fa piacere, visto 
che questo mi consente di chiedere 
continuamente nuovi aumenti di sti¬ 
pendio (puntualmente rifiutati!). Ci ho 


146 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 














































All'indirizzo htip://microsolt com/wmdowsAe/ 
webaccess/ 6 possibile trovare numerosi tool per 
personalizzare e raffinare in nostro Explorer. La 
guaine e varietà delle utility presenti e elevata 


provato in tutti i modi, anche inginoc¬ 
chiandomi a terra, e facendo, ignobil¬ 
mente, leva su sentimenti che spera¬ 
vo albergassero nell'animo del capo 
Mi è rimasta solo l'etichetta del 
Tipparo-Triccaro, E, per non smentire 
la vox popoli, ecco un'altra raffica di 
notizie e istruzioni piu o meno nasco¬ 
ste Solo che stavolta si riferiscono al 
nostro browser 


Compagni per la vita! 

E' indubbio che il browser sia oggi 
divenuto, insieme al Client di e-mail, il 
programma più utilizzato al mondo. 
Browser significa chiave di accesso 



Il tasto Cerca è, per 
cosi dire, language dri¬ 
ver. vale a dire che 
apre finestre di ricerca 
con i motori relativi in 
duella lingua. Conviene 
metterci le mani per 
modificarne numero e 
presenza. 


Esportare la lista dei 
'Preferite, può tra¬ 
sformarsi m una buo¬ 
na ancora di salvez¬ 
za. piu o meno un 
backup di un file pre¬ 
zioso 


alla Rete: senza di 
esso il Web, al¬ 
meno nel formato 
http, ci è precluso 
o quasi. L'arrivo, 
poi, di W98 e del¬ 
la sua integrazio¬ 
ne con WExplorer 
ne ha. di fatto, 
sancita la quasi in¬ 
dispensabilità. E. 
proprio per essere 
i programmi più 
immediati e di 
continua utilizza¬ 
zione. sono anche 
quelli più noti e. 
per forza di cose, 
anche in meno 
complessi da uti¬ 
lizzare I progettisti ci hanno speso fior 
di risorse per renderli facili, immediati, 
senza particolari setup da usare. 
Ciononostante, a volerci scavare den¬ 
tro. qualche cosa la si riesce sempre a 
recuperare 

Qualche piccola precisazione, prima 
di iniziare, utilizzeremo come modello 
di base Windows Explorer, ma è d'ob- 
bligo precisare che la maggior parte 
dei consigli sono applicabili, mutatis 
mutandis. a Commumcator. 

Comunque, mente paura; per l'an¬ 
cora immenso esercito degli aficiona- 
dos del sempiterno Netscape (che ci 
auguriamo, a giorni, di rivedere di nuo¬ 
vo alla ribalta a dominare questo am¬ 
biente) ci sarà tutto quanto necessario 
e specifico 

Niente più preamboli; passiamo al 
sodo. Solo una precisazione il brow¬ 
ser è, in fondo, un ambiente "facile" 



Quindi molti dei suggerimenti che leg¬ 
gerete vi sembreranno banali! 
Perdonate il De Masi, ma pensate che 
ci sono tante persone che sicuramen¬ 
te li ignorano. In fondo, questa rubrica 
si chiama ABC e non XYZ, non vi pa¬ 
re? 

Dunque partiamo Molti sanno che 
cliccando col tasto destro sul toolbar 
si può selezionare "Personalizza", co¬ 
sa che consente di aggiungere e ri¬ 
muovere bottoni, cambiare ordine di 
come si presentano, modificare le ico¬ 
ne e "spegnere" le label di testo Un 
po' meno gente sa che è possibile 
cambiare la "stoffa" di cui sono fatti i 
toolbar. Occorre però andare all'indiriz¬ 
zo nttpv/miciosott com/winaowsTI 
le/webaccess/tbwlpapr.exe 

Premendo F11 è possibile passare 
alternativamente da e verso il full- 
screen mode, con un r-click sulla barra 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


147 



































































































^ ^ -a 


$ a -zi j a- j 


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'••*" « px V* Oli IVM i iw w+o » »*■*• >»»• 




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V*^ I AM ESPRIT ffi 

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_ TH Mg^' kl-j-M 

Gfcs2s3>2a£> 




r.a «h «— !»■ — .« !• *w 


più in alto è anche possibile scegliere 
quali, di queste, visualizzare o no. 
Sovente i provider di servizio applica¬ 
no grafica e logo scorrevoli. Andare in 
c:\Programmi\lnternet ExploreA 
Signup e cancellare i file BMP che ci 
trovate (o magari li potete sostituire 
con altri di vostro gradimento). Se da 
bravi pionieri avete scaricato il vostro 
browser da qualche sito parallelo, vi 
sarete ritrovata la riga "provided by 
XXX" . Per eliminarla lanciare Regedit, 
chiamare Modifica->Trova e cercare 
l'XXX del fornitore. Premere F3 fino a 
trovare il titolo della Finestra che vi in¬ 
teressa. Ci scoprirete la stringa da mo¬ 
dificare 


Lavorare stanca! 

Perché sprecare due gesti quando è 
sufficiente uno? I navigatori della Rete 
divengono sempre più pigri, man ma¬ 
no che migliora la qualità del loro 
browser, Contribuiamo anche noi 
all'aumento generale del colesterolo, 
accennando a una serie di short-cut. 
Quante volte è capitato di perdere 
quello che si stava scrivendo nella bar¬ 
ra dell'indirizzo, a causa del browser 
che. nel frattempo, interveniva sparan¬ 
do sulla riga il suo indirizzo, quello del¬ 
la pagina che stava scaricando. 
Premendo Alt-D si seleziona automati¬ 
camente tutta la riga, cancellandola 
appena si comincia a battere alla ta¬ 
stiera 

Il modo più rapido per scorrere una 
pagina è schiacciare la barra spaziatri¬ 
ce . eventualmente combinando con 
lo Shift. Per andare indietro di una pa¬ 
gina, premere BackSpace o Alt-frec¬ 
cia sinistra Per andare avanti, invece, 
premere Alt-freccia destra o Shift- 



Alcuni siti interessanti, 
da cui scaricare acces- |] 
sonstica per il nostro 
Explorer 



BackSpace. Per 
saltare diverse pa¬ 
gine, schiacciare 
le freccine vicino 
ai bottoni di 
Avanti e indietro. 

Una piccola raf¬ 
fica di shortcut: 

Ctrl-E apre l'Assis- 
tant di ricerca. 

Ctrl-I apre la fine¬ 
stra dei bookmark 
(Preferiti in Explo¬ 
rer) , Ctrl-H apre la 
cronologia , Ctrl-D 
aggiunge la pagi¬ 
na corrente ai Preferiti, nella root prin¬ 
cipale. mentre Alt-A la mette in una 
cartella specifica. 

Riposiamo ancora un poco ricordan¬ 
do che sovente è sufficiente battere 
solo il nome del sito, senza suffissi e 
prefissi, per andare direttamente alla 
pagina (se questa termina col suffisso 
com). Altrettanto utile può essere la 
funzione di Autocompletamento, se 
attiva, che funziona sia nella barra di 
indirizzo sia nelle caselle dei form. Se 
vi accorgete di aver commesso un er¬ 
rore. e che state portandovi appresso 
una stringa indesiderata, evidenziatela 
nella lista che si spalanca sotto la riga 
dell'URL, e cancellatela con il Delete 
Se poi volete cancellare tutta la lista 
dei suggerimenti, andare in Strumenti- 
opzioni lnternet-> e cercate, nella fi¬ 
nestra Avanzate, l'opzione Usa il 
Completamento Automatico. 

Finalmente è possibile salvare tutta 
una pagina Web. con tutto quello con¬ 




Using tho Bloomberg Explorer Bar 


Reqinr»m*nts 

T*» »'• *«■*«•• E «do 

wra» «* •vedevi «t o» tfT Vo<j c*«ba wm E-z>ir»*i •. 

•o»** «C M 


Descnption 



tenuto all'interno, come le immagini. 
Nella finestra "Salva" scegliere 
Pagina Web Completa o, meglio anco¬ 
ra "Archivio Web per e-mail", per "im¬ 
pacchettare" tutto in un unico file 

Per sapere dove è andata a finire un 
programma o un file scaricato, schiac¬ 
ciare il bottone "Apri cartella". Vi pia¬ 
ce lo sfondo usato in una pagina Web 
e magari desiderate usarlo come wall- 
paper del vostro desktop? R-Click e 
opzione Copia lo Sfondo (rispettiamo 
proprietà e copyrigth altrui). 

L'assistente di ricerca è un tool di 
qualità per eseguire ricerche sofistica¬ 
te Cliccando il bottone Cerca lo si 
apre. Cliccare Personalizza e usare i 
bottoni blu per spostare al primo po¬ 
sto il motore preferito. L'assistente vi 
permette anche di privilegiare i motori 
italiani (o di un'altra lingua) andando in 
Tool-> Internet Option->General e clic¬ 
care Lingue; Cliccare Aggiungi, sele¬ 
zionare quel che si preferisce, e clicca- 


148 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




















































fi lift 


re OK. Se trovate un sito utile, andare 
a Strumenti e scegliere "Mostra colle¬ 
gamenti correlati" 

Le nostre 
tracce in mare 

Il menu dei Preferiti diviene soven¬ 
te una lista selvaggia, senza ordine e 
nesso. Già mettere in ordine alfabeti¬ 
co può essere utile. Il risultato lo si ot¬ 
tiene con r-click e scegliendo l'ordine 
alfabetico; un trucco per mantenere al 
top i siti più importanti ci viene dagli 
annunci sui giornali Far precedere i 
nomi da uno o più A (o da un numero). 

Per riposizionare un indirizzo nella li¬ 
sta dei Preferiti, cliccare il nome nella 
lista e aspettare un paio di secondi. 
Sarà poi possibile trascinare la riga do¬ 
ve si crede più opportuno. Non è pos¬ 
sibile eliminare le voci di Menu 
Collegamenti e Canali dal menu 
Preferiti, ma li si può nascondere r- 
cliccando sugli elementi indesiderati, 
scegliendo Proprietà, e selezionando 
l'opzione Nascosto. E' possibile creare 
segnaposti per i Preferiti; lanciare 
Windows Explorer e andare a 
C:\Windows\Preferiti. R-click su que- 
st'ultima cartella, o su una delle sue 
sottocartelle, selezionare "Proprietà" 
e scegliere di abilitare l'attivazione di 
Visualizzazione di Anteprima. Aprire la 
cartella che si è modificata, seleziona¬ 
re Visualizza->lcone piccole. Da que¬ 
sto momento Explorer creerà delle mi- 
mversiom dei vostri siti favoriti. 

Tutti per uno. Andare in Archivio e 
usare la voce Esporta; la procedura 
guidata ci permetterà di esportare, in 
un'unica pagina HTML , i preferiti e i 
cookie. Buono per scopi di backup. 
Tutti sappiamo che è possibile creare 
un bottone a una barra di link sempli¬ 
cemente trascinando l'indirizzo sulla 
barra, ma quanti sanno che su questa 
barra è possibile trascinare anche un 
collegamento DUN, o magari un colle¬ 
gamento a un qualunque programma 
(ad esempio un monitor di costo di 
collegamento). Se vi serve ricordare 
un link al volo, andateci sopra con il 
puntatore e "trascinatelo" sul desk¬ 
top. Lo cancellerete poi con comodo 
Siete di quelle persone che, quando 
comprano un'auto, la vogliono con tut¬ 
ti gli accessori? Andate a http://www. 
microsoft.com/windows/ie/webac- 
cess/default.asp per scaricare un kit 
quasi necessario (nella stessa pagina 
troverete molte altre interessanti co¬ 
se), Preoccupati per la vostra sicurez¬ 
za? Potete cambiare i relativi livelli. 


ImmìtàSoftware 

1 WkH-UrtM 


http //WWW mmd- 
spring net/-dpoch/emg- 
malie/ , un buon sito 
dotato di tool interes¬ 
santi destinati al ma¬ 
neggio della cache 


AoymicuiiBMf» w«- iti» «li rvti*) loMv* uptuOuhniiHMi #11 : » 

Come see our /ree software produci s 




-mtm,* H ni i* ( nrfetaf Ut 9 Ni 4T) 7to« <éh*ì O- f»4 m ** m«~ Oh* Imm 

t " im +f w «fl. * ftw ««7*4 r»rt»4 •?.< « oaB* M tnr, maà 

*>•' **«jr kuiiui U »•'. *.i< ;rr.' 'ilfcr *j_a t a 




Mostra gli argo¬ 
menti correlati" può 
farci risparmiare 
tempo e denari tm 
termini di spese di 
collegamentoI 



ciccando diretta¬ 
mente sul globo 
presente nella barra 
di stato (in basso a 
destra). Vi danno fa¬ 
stidio gli ospiti non 
invitati? Disabilitate 
i cookie andando in 
Strumenti->Opziom 
I n t e r n e t-> P r o- 
tezione-> Perso¬ 
nalizza livello (vi ci 
troverete altre nu¬ 
merose opzioni), 

Tenetevi sempre 
aggiornati sulle falle 
che, ogni tanto, il 
vostro browser of¬ 
fre agli hacker (an¬ 
che se ci pare poco 
probabile che a 
qualcuno interessi quello che c'è sul 
nostro personal), visitando periodica- 
mente Un.) //www micrgsoTt coiìTI 
Windows/ie/security/default.asp 


Conclusioni 

Accidenti, come passa lo spazio a 
disposizione! Vuol dire che di 
Communicator parleremo una prossi¬ 
ma volta (può darsi che nel frattempo 
la vera nuova versione sarà pronta!). 
Ma, prima di chiudere, giusto due co¬ 
sine simpatiche; anzi una cosa sola, vi¬ 
sto che Rino mi guarda in cagnesco. 


Se pensate che il vostro sito sarà 
bookmarcato (che orribile parola) da 
qualche utente, costruite , con il vo¬ 
stro editor di bitmap. una icona di 
16x16 pixel, m 16 colori, chiamatela 
favicon.ico (che poi sarebbe l'ibrido 
parto delle parole favorite icon) . 
Fatene l’uploading nella directory radi¬ 
ce del server, mettendola al livello più 
alto, quello, tanto per intenderci, dove 
sta la pagina home.htm, index htm o 
default.htm Quando un visitatore rac¬ 
coglierà. nei preferiti, il vostro indiriz¬ 
zo, l'icona sarà mostrata accanto al no¬ 
me che avete indicato A risentirci 

MS 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


149 









































PROVE & PRODOTTI 


a cura di Andrea de Prisco 


Bryce 4 

di Raffaello De Masi 



E' mia ferma intenzio¬ 
ne. quando sarò chiamato 
al redde rationem, di do¬ 
mandare al Padre Eterno 
una cosa; padronissimo di 
scaraventarmi dove gli 
pare, tanto non gliene 
mancheranno certo le 
motivazioni. Ma prima di 
mettermi a bollire in un 
pentolone, con aromi e 
verdurine di stagione, ho 
da chiedergli una corte¬ 
sia, diciamo una specie 
d'ultimo desiderio che, 
preso faccia a faccia, non 
mi potrà negare. Gli chie¬ 
derò di farmi fare un giret¬ 
to nell'universo. 

Fin da quando ho avuto 
coscienza e intelletto 
(qualcuno dirà non molto 
precoce, ma non credete¬ 
gli, sono tutte bugie), so¬ 
no stato sempre con la 
testa in su, a guardare le 
stelle. Le conosco tutte, 
le più importanti, e quasi 
tutte quelle meno impor¬ 
tanti, so individuare al pri¬ 
mo colpo tutte le costella¬ 
zioni, e non a caso ho pu¬ 
re orientato, in un periodo 
della mia vita, i miei studi 
in questa direzione. E io. 
la notte, non ci dormo, a 
pensare come potrebbero 

essere le coste, le monta- 1 - ' 

gne, i fiumi, i mari, le 
tempeste e il fondo degli oceani, le infi¬ 
nite creature che possono essersi svi¬ 
luppate sugli infiniti pianeti che popola¬ 
no la nostra galassia, e le infinite altre di 
cui perfino ignoriamo l'esistenza. 

Sarà uno spettacolo da prima fila, a 
guardare pianure infinite o montagne in¬ 
nevate illuminate da due soli, fare un gi¬ 
ro su pianeti fiammeggianti, coperti di 
ghiaccio o ancora in formazione, terre 
giovani e lande antiche dove magari ci¬ 
viltà sono passate e si sono estinte E 
pensate, visitare questi mausolei per 
scoprire esseri intelligenti ma dalla for¬ 
ma completamente diversa dalla nostra, 


MetaCreations 


BryceM 

4 DIMENSIONS OF CREATIVITY 


Simplc to Icarn 
3D Application 

• Create Wandertul * 
Naturalisti World* 

• Easily Make 
Animations 


magari neppure corporei. 0 pianeti pen¬ 
santi, popolazioni all’inizio del loro svi¬ 
luppo, o giunte all'ultimo stadio della 
conoscenza e dell'evoluzione. E poi fare 
anche una puntatina all'mdietro. a senti¬ 
re il gran botto del Big Bang, magari per 
vedere quello che c'era prima. O anco¬ 
ra. correre in avanti, per assistere a co¬ 
sa succederà quando il nostro universo 
si collasserà su sé stesso. 

Ma ancora di più m'interesserà visita¬ 
re la terra quando il sole sarà al suo cre¬ 
puscolo. Andare in giro per l'immortale 
Atripalda, che ormai divenuta capitale 
del mondo, si avvierà, sic transit gloria 


mundi, al suo definitivo 
tramonto. Sotto un cielo 
color ruggine anche a 
mezzogiorno, ripercorrerò 
le sue amate strade, or¬ 
mai deserte e battute da 
venti oscuri e fumigosi, a 
ricercare i luoghi, sempre 
intatti e sempiterni, della 
mia giovinezza. 

Comunque, nell'attesa, 
che mi auguro lunga, 
dell’evento, Metacreation 
mi ha messo a disposizio¬ 
ne la quarta versione del 
suo insuperabile Bryce. E 
vi posso assicurare di 
averci passato, prima di 
mettere mano a questa 
prova, diversi pomeriggi 
molto divertenti a creare i 
possibili scenari di questi 
mondi che. in vita, sicura¬ 
mente non vedrò 


Bryce 4, 
quando il 
meglio si può 
migliorare 

Di questo fantastico 
pacchetto abbiamo, a più 
riprese, parlato su queste 
pagine La versione 1, ri¬ 
salente a qualche anno fa, 
fu un vero sasso nello stagno dell'ela¬ 
borazione digitale dell'Immagine e, in 
particolare, nell'area dei prodotti di crea¬ 
zione di scenari virtuali. In un paio d'an¬ 
ni la versione iniziale si è evoluta in ma¬ 
niera rapida e significativa, tanto che il 
pacchetto, pur nel rispetto delle caratte¬ 
ristiche d'interfaccia che ne hanno fatto 
la sua fortuna, si è sempre più affinato, 
raggiungendo standard qualitativi diffi¬ 
cilmente pareggiabili da altri prodotti 
concorrenti (che, occorre dirlo, nel cam¬ 
po specifico d'azione del nostro sono 
come le mosche bianche) 

Bryce. per i pochissimi lettori che 


150 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 
















Lo startup screen di Bryce 4. 


La finestra pnncipale d'uso e di editing, del tutto simile a quella delle prece¬ 
denti edizioni, ma. a ben cercare, molto è cambiato 


MetaCreations Bryce 4 

Produttore: 

MetaCtealions Coipoialion 
6303 Carpmteria Avenue 
Carpintena, CA93013 
http://www.metacreations.com 

Distribuito in Italia da: 

Pico Srl 

via Comminano 29 
<12100 Regolo Emilia 
tei 0522.511332 
http://www.pico.it 

Prezzo al pubblico (IVA esclusa) l 499 000 


non hanno letto le nostre precedenti 
prove, è un'applicazione stand alone, di¬ 
sponibile in ambiente Mac e Windows, 
che permette di creare e animare am¬ 
bienti e paesaggi virtuali. Con Bryce è 
possibile creare ogni tipo di veduta, da 
spiagge incantate di qualche atollo per¬ 
duto dei mari del sud. a vette innevate 
di catene montuose mai toccate da ma¬ 
no umana, da paesaggi calcinati di Mer¬ 
curio. con laghetti di metallo fuso e roc¬ 
ce incandescenti, a lande ghiacciate illu¬ 
minate dagli anelli di Saturno. E se ave¬ 
te intenzione e fantasia di illuminare 
queste scene con due o più soli, magari 
di colore diverso, o di annegarle in una 
notte illuminata solo da una o molteplici 
lune, siete a un passo dal vederle, dopo 
l'Installazione del prodotto. 

Ad esempio, Bryce mette a disposi¬ 
zione controlli per manipolare cieli infini¬ 
ti, in cui cambiare a volontà i più impen- 



I vari laboraton di lavoro e creazione di tinte, tessi¬ 
ture e materiali. Le combinazioni possibili, oresso- 
ché infinite, nanno come limite solo l'immaginazio¬ 
ne Particolarmente interessanti gli ambienti di 
creazione del cielo e degli effetti di movimento. 

sati parametri, come ora del giorno, co¬ 
lore e dimensioni delle nubi. Usando i 
controlli disponibili, è possibile regolare 
la direzione della luce, scegliere insola¬ 
zione e albedo (nel caso della luna), co¬ 
lore e intensità del cielo, presenza di fo¬ 
schia o nebbia, e magari variazioni del 



MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 


151 





































colore della volta celeste in funzione 
dell'altezza sull'orizzonte. Scendiamo, è 
il caso di dire, con i piedi per terra. E' 
possibile usare Bryce per creare un'am¬ 
pia varietà di oggetti per "popolare" il 
nostro ambiente. Oltre a creare compo¬ 
nentistica, come duomi, laghi, vette, pe¬ 
nepiani, è possibile creare una presso¬ 
ché infinito numero di terreni customiz- 
zati, con il vantaggio di mutarne, al volo, 
le caratteristiche, appena dovessimo im¬ 
maginare una variazione più gradita. 

Il realismo di una scena e di un pae¬ 
saggio artificiale è frutto dell’accurata 
scelta dei materiali usati per rappresen¬ 
tare la stessa. Nessun prato è comple¬ 
tamente verde e nessun mare è com¬ 
pletamente blu. Un ambiente collaterale 
apposito, una vera tavolozza da esperi¬ 
mento, permette di creare tessiture e 
sfumature cangianti, che possono simu¬ 
lare pressoché tutti i materiali, semplici 
o compositi, che il mondo può offrire (e 
anche diversi sconosciuti o impossibili; 
pensate, che so, a un mare giallo o ros¬ 
so, o a una collina viola e dalla superfi¬ 
cie tramata come una stoffa) 

E, vera rivoluzione di questa versio¬ 
ne. quando avremo finalmente realizza¬ 
to il nostro paesaggio ideale (in cui im¬ 
portare, magari, oggetti esterni, prodotti 
con altri pacchetti), ecco aggiungere 
una quarta dimensione al paesaggio, il 
tempo. Un sole che sta tramontando, la 
risacca di una riva, il vento che trasporta 
la sabbia, la luna che segue il suo corso, 
sono tutte componenti che forniscono 
al mondo che ci circonda quell'anima¬ 
zione che gli conferisce, alla fine, la ve¬ 
ra essenza della vita. 


Alcuni esempi forte¬ 
mente suggestivi, trat¬ 
ti dalle librene presenti 
nel CD allegato. 


Mezzi e risultati 

Pur nell'evoluzione, rapida e avanza¬ 
ta. che lo ha caratterizzato in questo pe¬ 
riodo. Bryce ha conservato, cosa che 
avevamo già evidenziato nella premes¬ 
sa, il suo ambiente di lavoro, le sue ta¬ 
volozze, i suoi righelli. Chi abbraccia 
questa nuova release troverà sempre a 
portata di mano, dove si aspetta che 
siano, gli attrezzi cui era abituato. 

La finestra di lavoro è quella già ben 
nota ai lettori, dalla grafica inusuale e 
accattivante, anche se talvolta non im¬ 
mediata nella comprensione e nell'utiliz- 
zo. Come già noto, essa occupa com¬ 
pletamente tutto lo schermo, "inghiot¬ 
tendo" anche la barra degli strumenti di 
Windows. La vista della scena mostrata 
nella finestra di lavoro è gestita da una 
"telecamera", che è possibile spostare 
in diverse prospettive In un angolo del¬ 
la finestra è il pratico riquadrino del 
"Nano-review”, che mostra, in forma fi¬ 
nale, come si presenterà la scena, sfrut¬ 
tando la velocità di renderizzazione di 
una finestra così piccola. Questa fme- 
strma ha anch'essa, preorganizzata, una 
serie di punti di visuale, destinati a farci 
rendere conto di cosa accadrà in tre di¬ 
mensioni. Giusto sotto questa, c'è il 
View control, che fa, in pratica l'opera¬ 
zione opposta, con lo spostamento del¬ 
la scena tenendo invece ferma la came¬ 


ra. I controlli sono affidati alla già nota 
trackball, e a una serie di pulsanti è de¬ 
stinato la verifica delle fasi di rendering 
Certamente la palette più interessan¬ 
te è quella dei tool, basata su cinque 
sottoambienti diversi, con numerosi at¬ 
trezzi originali in questa versione Essi, 
chiamati genericamente tavolozze, so¬ 
no, nell'ordine di comparizione, il Create 
palette, L'Edit, lo Sky&Fog, l'Advanced 
Display palette, la Selection palette e 
una serie di controlli di animazione 
Molte di queste sono collegate, attra¬ 
verso un comando, a gruppi di librerie di 
valori, tinte, tessiture, superfici reimpo¬ 
state. 


Editor e movimenti 

Come dicevamo, a prima vista la let¬ 
tura del nuovo banco di lavoro della 
versione 4 sembra poco diverso dal 
precedente. E invece molte sono le 
differenze, a ben guardare tra le diffe¬ 
renti opzioni offerte dalle numerose 
sottofinestre e sottoambienti. In parti¬ 
colare hanno assunto, in quest'edizio¬ 
ne, grande importanza gli editor, che si 
basano su tre categorie diverse di in¬ 
tervento, i Terram editor, i Material Lab 
e gli Advanced Motion Lab. 

Il primo sottoambiente è la fucina 
dove vengono creati i terreni che inte- 


152 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 












Tesseranno la scena; questo si divide 
in tre aree di lavoro, in cui l'elevazione 
e chiamata a generare i terreni e ad 
editarli, il filtro permette di modificare 
la curva caratteristica degli stessi, per¬ 
mettendo di apportare sottili cambia¬ 
menti alla topografia, e, infine, il "pie- 
ture", l'ambiente disegno, permette di 
applicare immagini in 2D per creare su¬ 
peraci topografiche 

Di gran fascino e suggestione è il la¬ 
boratorio materiali, dove vengono, ap¬ 
punto, creati le sostanze, i prodotti, i 
composti che rappresenteranno gli og¬ 
getti- Combinando fino a quattro tessi¬ 
ture su una griglia di composizione di 
base, è possibile generare superba di 
notevole complessità, capaci di fornire 
agli oggetti quella "vitalità" tanto ricer¬ 
cata nell'elaborazione realistica dell'im¬ 
magine La raffinatezza dell'ambiente è 
tanto avanzata da raggiungere livelli di 
accuratezza davvero impensabili; tanto 
per fare un esempio, si possono edita¬ 
re separatamente i materiali della su¬ 
perficie di un oggetto e quelli del suo 
volume. La combinazione dei due 
"prodotti" dà. sovente, risultati inim¬ 
maginabili e gradevolmente imprevedi¬ 
bili. 

Il terzo "laboratorio" è quello 
dell'Advanced Motion, dove è possibi¬ 
le raffinare le fasi del movimento. La 
tecnica è quella già nota in altri prodot¬ 


cui abbiamo diverse volte descritto sul¬ 
la nostra rivista Rispetto ad allora tutto 
è divenuto ancora più amichevole, i 
tool ancora piu potenti e diversificati, 
le librerie ancora più estese e raffinate. 
Che oggi siamo di fronte a un mezzo 
potente e complesso lo dimostra la 
presenza di un poderoso manuale di 
istruzioni, contrario alla filosofia degli 
altri prodotti di MetaCreation, che ave¬ 
vano a corredo, si e no, un cartoncino 
di shorteut (comunque c’è ancora, an¬ 
che m questa versione) 

Il pacchetto, sempre secondo que¬ 
sta teoria, doveva essere autoesplican- 
te, e, infatti, lo era. ma la disponibilità 
di un manuale di riferimento dà al pro¬ 
gramma dignità improvvisamente più 
alta, quale effettivamente merita II tut¬ 
to a un costo modesto, anche in termi¬ 
ni di macchina su cui può girare, e in 
considerazione del fatto che lo stesso 
prodotto include ambedue le versioni, 
per PC e Mac. 


ti: si creano i foto¬ 
grammi chiave, si 
chiamano i con¬ 
trolli di animazione 
e si usano i tool di¬ 
sponibili per con¬ 
trollare modalità e 
velocità di sposta¬ 
mento degli og¬ 
getti lungo un percorso prestabilito 
Una volta stabilita la sequenza della 
scena, è possibile chiamare in soccor¬ 
so altri tre tool, che controllano tre fasi 
fondamentali dello sviluppo della scena 
stessa, la curva di mappatura nel tem¬ 
po. la lista gerarchica dei rapporti e il 
sequencer. Il primo gestisce lo svilup¬ 
po temporale delle immagini, permet¬ 
tendo accelerazioni e rallentamenti del¬ 
le scene durante il percorso stesso, la 
seconda permette di editare i rapporti, 
le connessioni e i legami esistenti tra 
gli oggetti stessi e, infine, il sequencer 
segue, passo passo, lo sviluppo della 
scena, verificando esattamente dove 
avviene la trasformazione di un ogget¬ 
to e quali parametri sono implicati. 


Conclusioni 

E cosi siamo arrivati a chiudere an¬ 
che la quarta review di questo pro¬ 
gramma, anzi meglio dire ambiente, di 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


153 











* 


CVweb2000 

http://www.pluricom.it/ mcm/cv-web 

Ad una rivista e nello specifico ad una rubrica che parla di video e di audio, 
nel “2000" serve il massimo del dinamismo, il tempo reale se vogliamo. 

Codec che appena presentati siano subito pronti per scaricarli e provarli... 

... progetti e clip da mettere insieme e far sincronizzare... 

... software applicativo, utility, generatori di effetti ed estensioni multimediali in genere, 
da indicare e rendere immediatamente reperibili! 

Se è questo che i nostri lettori vogliono, allora l’abbiamo azzeccata: 

prenderemo ogni cosa di cui si parlerà su Computer & Video e la metteremo su CVweb2000! 


di Bruno Rosati 


Pr iinopuino 


Figura 1 - La baita ai navigazio ne di CVweb2000: colorata e piena di cose belle dove navigare Si digita; 
tyvww.piuricom.it/mcm/cv-weIi e si entra nel nostro, piccolo "duemila "I 


... ma su CVweb2000 non ci sarà una 
pedissequa versione interattiva dell'arti¬ 
colo. Ci sarà di meglio e di più! 

Con non poca fatica, ma con grande 
soddisfazione, abbiamo cominciato ad in¬ 
serirvi anche,., 

• dei cataloghi multimediali (schede d’ac¬ 
quisizione audio e video, controller, codi¬ 
ficatori di segnale, software di editing, 
animazione, titolazione,,,) 

• uno scrigno per il freeware più raro 

• l'elenco per il 
download di quanti 
più plugin audiovisivi 
ci riuscirà di rintraccia¬ 
re 

• un "clip-store" nel 
quale esporre e far 
trovare tutti i clip au¬ 
dio e video che sarà 
possibile farci entrare. 


Figura 2 ■ Attivata la voce 
Primopiano si entra nella 
pagina dove sono elenca¬ 
ti tutti i numeri di riferi¬ 
mento con gli articoli ap¬ 
parsi su MC In questo 
caso, ovviamente, pre¬ 
sentiamo solo il somma¬ 
rio del numero che state 
leggendo 


154 


Insomma, nel nostro piccolo, provere¬ 
mo a fare le cose in grande! 

Vediamole allora queste nuove rubri¬ 
che e, con la scusa, cominciamo a 
(tra)scrivere il primo articolo-report che ri¬ 


specchia il primo numero di CVweb2000 
nel tradizionale cartaceo di Computer & 
Video. 


Primopiano 

E 1 la pagina di raccordo con l’articolo 
cartaceo e la sua corrispondenza telema¬ 
tica. In pratica è quello che fino ad oggi è 
stato C&Vweb. Su Primopiano, difatti. 
ogni mese troverà posto il sunto dell'arti¬ 
colo corrispondente apparso su MC Nel¬ 
lo specifico del n. 200, verranno introdot¬ 
ti i due primi piani dedicati a. 

• mediaWARE: GoldWave, VideoMaker, 
Voice Memo e WillowTALK 

• mediaLABS: Encoder Mp3 BladeEnc, 
l’alternativa provata. La prova in linea, se 
volete, oppure il download dell'encoder e 
del suo FrontEnd ideale (FrontBlade) 
nonché l'aggiunta di una piccola, ma effi¬ 
ciente utility come AntiPop. per la pulitu¬ 
ra dei file acquisiti da dischi in vinile e 
musicassette. 

Visto che abbiamo appena citato i due 
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 
























friiiM'ffl? fr- 


Figura 3 - Lo strillo sulla pagina introduttiva ai cataloghi: leggetelo Pene e 
datevi da farei 


contenitori di questo numero di C&V, 
non ci resta che andarli a presentare. Per 
questa prima occasione lo facciamo 
dall'interno di Primopiano. 

✓ I mediaWARE 

1 - VideoMaker V2.3 (http://www.de- 
monweb.co.uk/c3sys/vmaker.htm) 

VideoMaker è la soluzione più a porta¬ 
ta di mano per la conversione di immagi¬ 
ni sequenziali in filmati AVI standard op¬ 
pure in GIF animate. Facile da usare, ve¬ 
loce ed efficiente. Insomma, da provare 
subito! 

2 - WillowTALK (http://willowpond. 
simplenet.com/nav/products/willow- 
talk/wtalktry.exe) 

Con WillowTALK è possibile far legge¬ 
re al nostro PC (con timbro e pronuncia 
di voce che preferiamo) il contenuto te¬ 
stuale di ogni genere di pagina Web, do¬ 
cumenti di Word, dati prelevabili da fogli 
elettronici, ecc. 

Per credere che tutto ciò sia vero - tra 
l'altro WillowTALK comprende anche un 
dizionario delle pronunce programmabile 
- l'unica cosa da fare è scaricarlo e met¬ 
terlo alla prova. 

3 - GoldWave 4.02 (http://www. 
goldwave.com/gwave402. zip) 

Che bella sorpresa: torna GoldWave, 
uno dei primi e dei più diffusi Audio Edi¬ 
tor della prima epoca multimediale. Tra le 
caratteristiche rinnovate della versione 
4.02 spiccano i controlli visivi di un oscil¬ 
loscopio in tempo reale, effetti, datatype 
per ogni genere di formato audio digitale 
e (poteva mancare?) una funzione di CD- 
ripper da CD-audio con supporto diretto 
per la conversione in Layer-lll. 

4 - VoiceMemo (http://www.de- 
monweb.co.uk/c3sys/voicememo_se- 
tup.exe) 

VoiceMemo è un sistema di Audio 
Recorder e di database. Tra le sue carat¬ 
teristiche, quelle di registrare e riprodurre 
memo vocali. Un po' come fanno le 
pocket per la dettatura vocale. 

✓ I mediaLABS: BladeEnc Mp3 enco- 


der, l'alternativa 
provata! 


La presenza di 

BladeEnc e delle sue interfacce di lavoro 
non è una novità in assoluto, almeno per 
queste pagine. In effetti l'abbiamo già re¬ 
censito tempo fa e riportato a memoria 
anche sul numero precedente. In questa 
occasione non ci attarderemo perciò a 
presentarlo di nuovo, bensì ne evidenzie¬ 
remo esclusivamente le qualità di codifi¬ 
ca, velocità e compressione. 

In effetti, lo sappiamo ormai che l’en- 
gine Mp3 di BladeEnc è più di una sem¬ 
plice sperimentazione universitaria (ben¬ 
ché cosi nacque). Tanto l'esperimento è 
riuscito che BladeEnc è oggi una delle 
migliori alternative agli engine più blaso¬ 
nati. Engine che, dopo la prevedibile fase 
iniziale del "tutto gratuito", adesso offro¬ 
no le versioni più avanzate dei propri pro¬ 
tocolli a costi sempre crescenti. "C'est la 
vie", dicono i francesi. Ma noi. fatta di 
necessità virtù, abbiamo rintracciato que¬ 
sto gioiello della programmazione alter¬ 
nativa e ve l'offriamo in prova. Ovvia¬ 
mente insieme al suo front-end "preferi¬ 
to" e a una serie di audioclip codificati a 
più livelli di compressione proprio per far¬ 
vi rendere conto delle varie possibilità 
dell'encoder in questione. 

Un nostro rapido e soggettivo giudizio 
al riguardo ci porta ad affermare che Bla¬ 
deEnc regge magnificamente alla massi¬ 
ma qualità di codifica offerta (320 Kbit), 
ottimamente alla prima intermedia (160 
Kbit), bene alla seconda (80 Kbit) e... la¬ 
sciamo perdere a quelle di massima 
compressione. 



Figura 4 -... e final¬ 
mente, il primo dei ca¬ 
taloghi previsti. Nomi 
e caratteristiche delle 
schede video. I record 
come potete vedere 
non sono ancora mol¬ 
ti, ma mese dopo me¬ 
se e magari con il vo¬ 
stro contributo diven¬ 
teranno una lunga se¬ 
quela I 


tiamo anzitutto 
che BladeEnc ri¬ 
duce 5:1 a 320 
Kbit, 10:1 a 160 
Kbit e 21:1 quan¬ 
do scende come 
risoluzione al limi¬ 
te degli 80 Kbit. 

Massima regola¬ 
rità di un algorit¬ 
mo che produce 
una compressio¬ 
ne scalare precisa e, lo noterete voi stes¬ 
si utilizzandolo, con rapidità. Nel confron¬ 
to con la combinazione tra il Converter 
del Registratore di Suoni di Windows e 
l’engine Layer-lll del Fraunhofer Institut, 
BladeEnc e FrontBlade lavorano di gran 
lunga più velocemente. 

Non c'è nell'altro da dire e molto da 
provare. Impacchettiamo i file dell'enco- 
der e del front-end in un unico zippato 
(bladekit.zip - 289 Kbyte) e, insieme ai file 
campione compressi a vari livelli in Mp3, 
ve ne rendiamo prova e giudizio. 


Freeware 



WAV 




FILE 



Bassin 

1.27 Mb 

231 Kb 

116 Kb 

58 Kbyte 

Phantom 

1,81 Mb 

418 Kb 

209 Kb 

105 Kb 

RapCub 

3,45 Mb 

782 Kb 

391 Kb 

196 Kb 


In questa rubrica non entrerà mai nulla 
che costi più della tariffa a tempo accu¬ 
mulata durante il download. Il software 
che metteremo in questo scrigno non 
sarà il massimo che si può avere dalla vi¬ 
ta, ma non ci costerà una lira che una e, 
nel mucchio, qualche gioiellino è sicuro 
che scappi fuori. 

Come primo menu 
CVweb2000 n. 1 offre 
subito una portata più 
che discreta. Vediamo¬ 
la in rapida successio¬ 
ne: 


Pubblicando una piccola tabella rias¬ 
suntiva - i file Wave originali sono tutti ac¬ 
quisiti a 44.1 kHz per 16 bit stereo - no- 


1 - PluggerShell (PluggerShell13.zip - 
165 Kbyte). PluggerShell è tra i più sem¬ 
plici ed allo stesso tempo tra i più com- 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


155 

























fr-iiil-it'ittr li Yiffifìgfc 



C ^aw»co»o'U*je^BASSlht«A.HOUS£ WAV ^ 

• fiemerve 


y ». 

E?] ID3T * B ' 

S«"*W (^| E*»»> j/ irtaM 

SoftediSoftwjrc ^ 6b« X E «« 

Figura 5 - Beco FrontBlade, il front-end di Bla- 
deEnC: Tanto semplice e tacile da usare quanto 
efficiente e completo 



Figura 8 - La bellissima 
e rinnovarissima inter¬ 
faccia di GoldWave 
4 02 


Figura 9 - GoldWave 
oltre che ad essere 
un magnifico editor 
audio è anche - cosi 
vuole il mercato - un 
ottimo CD-npper Ec¬ 
colo mentre legge le 
track e quindi, dopo 
averle selezionate, ci 
propone la modalità 
di salvataggio. Tutti i 
codec presenti in 
Windows possono 
essere utilizzati per 
la compressione! 




Figura 6 - Ecco il pannello dei settaggi attraverso 
il quale FrontBlade comunica con l'encoder 


FiontBlade status «vindow HHC 


Eneodng Me 1/1 in Protei-, 

C V3cpogg»a\Made\BASSINE>A HOUSE mp3 

■in 

4098 b*4e* w»Hen 1024 b/mAec 

PiejsIheeboflbMionioiiopencodns \S 
Wamngl Thxmey caute* memaylMkit ^ 


Figura 7 ..e mime il pannello di controllo du¬ 
rante una fase di codifica. Gratuito, efficiente, 
lapido e pulito; che cosa si può volere di più da 
un convertitore in Mp37 


K leti front-end per codifiche da Wave a 
1p3. Efficiente e facile da usare, 

2 Frequency Analyzer (Freq.zip - 33 
Kbyte). Analizzatore di frequenza in tem¬ 
po reale (trasformata di Fourier) e in gra¬ 
do di verificare la qualità della scheda au¬ 
dio ospite 

3 Amarok Player (amarokpl.exe - 435 
Kbyte). Un CD player per Windows 
95/98/NT 

4 Asia (Asia.zip - 654 Kbyte). Editor 
audio per file Wave dotato di una buona 
sezione d'equalizzazione. 

5 Expander (expand11.zip - 57 Kby¬ 
te). Un ricampionatore di file Wave in 
grado di modificare la durata della sintesi. 

6 Lgpaint (Ipaint10.zip - 273 Kbyte). 
Un'applet utilizzabile e liberamente riadat¬ 
tarle nello sviluppo di giochi e moduli di¬ 
dattici su browser 


7 Mp3List (Mp3 
List98.zip - 168 
Kbyte). Un genera¬ 
tore di liste d'esecu¬ 
zione Mp3. 

8 PJ (pjBmp2 
Avi.zip 34 Kbyte). 

Una utility per la 
compressione di 
bitmap in file Avi. 

9 SayWhat (say- 
what.zip 392 Kby¬ 
te). Un visualizzato¬ 
re per WinAmp di 
testi (lyrics) connes¬ 
si a file Mp3. 

10 - Sound Control 
Plus (scp100.zip - 
197 Kbyte). Una 
vera e propria "chic¬ 
ca"! Sound Control 
Plus è in grado di 
aggiungere a Windows i controlli da ta¬ 
stiera (spesso gli inutilizzati tasti-funzione) 
per dosare i livelli d'ascolto dell’uscita 
mixer della scheda audio Invece di richia¬ 
mare continuamente l'icona dell'altopar¬ 
lante, con Sound Control Plus è sufficien¬ 
te settare dei tasti (FI, F2, F3, o altri) e da 
questi controllare l'aumentare, il diminui¬ 
re o l’assegnazione "mute" del volume 
d'ascolto. 


Plugin Audio & Video 

Altra specialità di CVweb2000, nonché 
una delle maggiori possibilità di potenzia¬ 
mento del software di base: i plugin! Ov¬ 
vero, moduli-programmi che si appoggia¬ 
no ad applicativi specificamente predi¬ 
sposti e che sono in grado di offrire carat¬ 
teristiche aggiuntive non disponibili 
nell'applicativo di base. Nella nostra colle¬ 
zione troveranno anzitutto posto plugin 
video per Premiere (.prm) Successiva¬ 
mente cercheremo anche filtri per esten¬ 
dere editor audio (come vst standard di 
Stemberb). Poco alla volta, ovvero la soli¬ 
ta "sporca dozzina" di plugin al mese, riu¬ 
sciremo a mettervi a disposizione una 
galleria di estensioni video, audio e grafi¬ 
che, di buona qualità e scelta, ma soprat¬ 


tutto del tutto gratuita 1 2 3 4 5 6 

Il primo gruppetto che abbiamo trova¬ 
to, scelto e selezionato comprende ben 
11 filtri, tutti di pubblico dominio e tutti da 
provare, testare e di nuovo testare prima 
di dire ... questo è il filtro che fa per 
me!. In alcuni casi, a seconda della ver¬ 
sione di Premiere (comunque non inferio¬ 
re alla 4.2) e della configurazione di lavo¬ 
ro, nonché dei codec utilizzati, qualche fil¬ 
tro potrebbe non funzionare Sappiate 
che la colpa non è di chi scrive. 

Comunque sia, ecco la prima lista, bre¬ 
vemente dettagliata, del materiale che 
potrete trovare online: 

1 - ACIDWTFL.prm Controllare i valori 
RGB creando un effetto tipo colorize 

2 - BARCODE.prm. Aggiunge all'immagi¬ 
ne delle barre verticali e orizzontali. 

3 - BLADES.prm. Raggi colorati che si so- 
vrimprimono all’immagine con numero 
modificabile a cura dell'utilizzatore 

4 - BLBSPIKE prm Avete presente il ro¬ 
mantico effetto del quarto di luna? Bene, 
Blbspike crea un simile effetto lavorando 
su chiavi di trasparenza. 

5 - CDSHADER.prm. Il disegno di un bel 
CD-ROM sovrimpresso in trasparenza ad 
un filmato di sfondo. 

6 - CHECKFLG.prm Una scacchiera sul 



156 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 



















































































..gli altri articoli tu MCmkrocomputar 


AVtltp Cataloghi 


i <>*• 


ciomrmwft 

Primopiano su... 


I numeri della voalone piocodonto di ... 

1«9M W1M 
MSHU2I 


Figura IO ■ VideoMaker. Semplice e rapidissimo: il convertitore di immagini 
m tilmati AVI ó un piccolo gioiellino che vale la pena di scaricare e provare 


Figura 11 - Willow- «ìH.BSj.ft'ìiJ J.Si" l,fl~ l!^~ Jill *•«*» au 

TALK In maniera un 

po' inquietante, vediamo il modulo del programma aggrapparsi al lato in alto a sinistra di Internet Explo¬ 
rer ed aspettare che, sottolineata una frase, come un intero periodo, ne attiviamo il play per eseguire la 
lettura II testo scritto di qualsiasi tipo di documento attivo sul desktop di Windows può essere il "leg¬ 
gio" dal quale WillowTALK sintetizza con la sua voceI 


video, bianco e nero in sovrimpressione. 
Modificabili risultano essere la grandezza 
degli scacchi e il livello di trasparenza. 

7 - SPICEDOT.prm. Vi aiuta a mascherare 
il video aggiungendo una maschera geo¬ 
metrica (cerchi, rettangoli, ecc.) in relazio¬ 
ne ai parametri assegnati dall'utilizzatore. 

8 - SPIRAL.prm. Classico, ma sempiterno 
effetto che trasforma le immagini avvol¬ 
gendole in una spirale. 

9 - TVNOISE.prm. Quando il disturbo in¬ 
vece di toglierlo dobbiamo aggiungerlo, 
basta TVNoise e con un preciso controllo 
sulla trasparenza il disturbo (il sapore del¬ 
le immagini antichel) appare in tutto il 
suo splendore. 

10 - TVRGB.prm. Praticamente le barre 
televisore. 

11 - TWINRNGS.prm. Rendere le imma¬ 
gini diafane, cristalline? Con TwinRings si 
può. 

I file sono tutti zippati in un file deno¬ 
minato plugin01.zip rapidamente scarica¬ 
bile essendo di appena 230 Kbyte. I filtri, 
prima di averli attivi e nel formato reale 
,prm, dovrete pertanto scompattarli. Ciò 
può essere fatto direttamente durante il 
download. Sarà Winzip a chiedervi se vo¬ 
lete eseguire o salvare lo zip. In ogni mo¬ 
do solo quando si dispone del file scom¬ 
pattato questo potrà essere reso attivo 
copiandolo nella directory prestabilita di 
Premiere. Solitamente: c:\Adobe\Premie- 
reXPlugins. Una volta che i nuovi plugin 
saranno correttamente installati in tale di¬ 
rectory, avviato Premiere, li troverete tutti 
disponibili ed attivabili dalla lista dei Filter. 

I Cataloghi di 
CVweb2000 

Ed eccolo un altro piccolo orgoglio: 
mettere Online una serie di cataloghi de¬ 
dicati all'hardware e al software che han¬ 
no attinenza con il settore multimediale. 
Schede d'acquisizione audio e video, 
genlock, codificatori di segnale, controller 
A/V, centraline di editing hw&sw, sistemi 


di editing, tool di titolazione, Desktop Ani- 
mation e quant'altro ci verrà in mente. 

Chiunque navighi su CVweb2000 si 
troverà nelle condizioni di poter consulta¬ 
re i vari cataloghi e, individuata la nota ca¬ 
ratteristica che più lo interessa, fare click 
e navigare verso il sito del produttore. 

Gli elenchi di C&Vweb2000 sono a di¬ 
sposizione di tutti i lettori di C&V su MC- 
microcomputer, nell'intento di realizzarli 
nella maniera più ricca e completa possi¬ 
bile. E al riguardo: avete informazioni utili 
su schede e applicativi che non compaio¬ 
no nei rispettivi cataloghi? Ok, allora man¬ 
dateci un'e-mail (al momento l'indirizzo è 
il solito: p.rosatufepiuricom iti e avrete la 
soddisfazione di aver contribuito a rende¬ 
re ancora più ricchi e dettagliati i nostri 
cataloghi. Cataloghi che (crediamo che ve 
ne rendiate benissimo conto...) sono de¬ 
stinati a rappresentare un bene tanto co¬ 
mune quanto prezioso! Il primo catalogo 
che abbiamo subito cominciato a stilare è 
quello relativo alle schede d'acquisizione 
video e, in questo primo approccio sulle 
pagine di C&V di MC, ci limitiamo ad 
elencare le prime schede video che ab¬ 
biamo messo in catalogo (in alcuni casi 
sono citati i link specifici alle pagine de¬ 
scrittive del singolo prodotto): 

• Fast AV Master 2000: sistema di cat¬ 
tura audio/video con editing non lineare 

• Marvel G200 Matrox: scheda S-VGA, 
di cattura e di codifica PAL 

• Pinnacle Studio400 (http://www.pin- 
naclesys.de/uk/produit/consumer/s400.ht 
mi): box esterno di cattura video in 
MPEG via porta parallela 

• QX Video E.S. Media 100 (http:// 
iwww.meaia i uu.com/proauct/rn l OOqx/m 
100qxmain.html): sistema non lineare per 
Win NT e Mac-OS 

• Pinnacle DVD1000 (http://www.pinna- 
clesys.de/uk/produit/desktop/dvd1000.ht 


mi): soluzione per video editing e DVD 
Authoring 

• Matrox DigiSuite (http://www.ma- 
trox.com/videoweb/enduser/specifica- 
tions/digi_end.htm): sistema professiona¬ 
le per l'acquisizione in tempo reale senza 
compressione 

• Matrox Marvel G200: scheda S-VGA, 
cattura (MJPEG) e codifica in Pai 

• 601 [six-o-one]: sistema di editing in 
MPEG-2 non lineare 

• Matrox Rainbow Runner Studio: 

scheda aggiuntiva di cattura video per 
Millennium II 

• Hauppage Win/TV Radio Teather: 

scheda di acquisizione e sintonizzazione 
Radio/TV 

• Pinnacle miroVIDEO: scheda di acqui¬ 
sizione video professionale a compres¬ 
sione MJPEG 

• ATI All-ln-Wonder (http://www.atite- 
ch.com): scheda S-VGA con sezioni per 
l'acquisizione e la codifica in PAL 

• Fast DV Master: scheda di acquisizio¬ 
ne audio-video professionale per formati 
DV con connessione Firewire 

• Digital Origin Edit DV (http://www.di- 
gitalorigin.com) . sistema completo per 
l'acquisizione e il montaggio in video digi¬ 
tale, su Win-NT e Mac-OS. 

Ciliegina finale: oltre ai cataloghi, met¬ 
teremo sul Web anche un glossario inte¬ 
rattivo dei termini relativi a tecniche e 
metodi di lavoro nell'ambito del Desktop 
Video e Audio. 

Detto ciò abbiamo concluso. Presenta¬ 
to CVweb2000 e lanciato, come si dice, il 
sasso. Vediamo quanti di voi lo raccolgo¬ 
no (e con la preghiera, se CVweb2000 
non vi piacesse... di non tirarcelo appres¬ 
so!). Sinceramente vi aspettiamo nume¬ 
rosi sul nostro link: inttpy/www.oiuricoml 
it/mcm/cv-web «e 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


157 















































PRATICA 

Novità, software, trip e... 
...il boom di IPdub! 

(http;//www.pluricom.it/mcm/internelLpratica) 

Tra le news al riguardo di alcuni tra i progetti ed applicazioni più interessanti ed utili, 
la solita manciata di “webware” ed alcuni JavaScript di classe, quello che più spicca 
è il boom del nostro IPclub. Adesioni a ritmo crescente ed una galleria di Home Page 
da far salire vertiginosamente il numero dei contatti che il nostro sito riceve. 

E siamo solo all’inizio... 

di Bruno Rosoti 


WebNews 

• Ulead Web Utilities (http://www. 
webutilities.com/pagegenie/runme.ht 
m): PageGenie. Un altro, piccolo gioiello 
da Ulead. Con PageGenie nasce la cate¬ 
goria dei sistemi di Color Page Recogm- 
tion (CPR) che, per similitudine con gli 
OCR testuali, agiscono al riconoscimento 
delle immagini via scanner e le converto¬ 
no immediatamente in uno dei formati 
Web-compatibili: HTML, Java e Adobe 
PDF. Tra le caratteristiche di spicco di 
questo sistema (praticamente automati¬ 
co di "telematicizzazione" delle immagini 
elettroniche) ci sono controlli sul flusso di 
lavoro, un tool per l'ottimizzazione delle 
immagini e un editor per il layout da im¬ 
porre alla pagina in creazione. 

• Impulse Interactive (http://www. 
mixit.net/): Mix-it. Una volta tanto pos¬ 
siamo esserne orgogliosi: un'azienda 
italiana, la Impulse Interactive, ha realiz¬ 
zato e messo in vendita sul Web Mix-it: 
un applicativo capace di simulare il tavo¬ 
lo di lavoro di un Disc-Jockey e di confe¬ 
zionare splendidi remix di brani multifor- 
mato (Mp3, Wav, WMA, Aiff, Au, ecc.). 
La metafora grafica imposta all'interfac¬ 
cia è quella di un banco di riproduzione, 
con tanto di piatti per dischi da 33/45 gi¬ 



ri, joystick per "scratchare" i brani, mo¬ 
dificare in tempo reale il pitch, regolare i 
livelli d’ingresso al mixer di più brani 
contemporaneamente, mixare in assol- 
venza/dissolvenza, inserire effetti spe¬ 
ciali su (e tra) i brani in esecuzione, ecc, 
Il tutto facendo un listing dei brani per 
poi farne partire l'esecuzione automati¬ 
camente e con durate illimitate. Il bello 
di tutto ciò è che Mix-it funziona benis¬ 
simo, è facile da usare e costa appena 
35mila lire. 


Puf;eGenie' — 

m 


Pagtiieilit «A .««• m !»■" 

■mi |*i »vw airi mi ■* •*• 

«M. Wttft, WW. 

Mim »vm« imi mà m r t «Wi •* m»* 

■ nmkprtirm* 

-• W —» -» 


• lnternet+ Connector (www.inter- 
netpiù.com). Internet via satellite e non 
più solo dal lento doppino telefonico! 
Un'offerta in tal senso arriva da 
Net.Com ed è distribuita da Impex Italia, 
che offre un kit omnicomprensivo, as¬ 
servito cioè sia al normale servizio su li¬ 
nea commutata, via ISDN e via satellite. 
Il tutto per mezzo di un software di con¬ 
nessione, Connector, che automatizza 
completamente sia la fase di installazio¬ 
ne che di connessione. 

E' ovvio che 
l’aspetto più inte¬ 
ressante di Inter- 
net+ Connector è 
quello della con¬ 
nessione via satelli¬ 
te. Connessione 
che, mentre per il 
segnale di mandata 
da noi al provider 
continuerà ad es¬ 
sere eseguita via 
doppino (modalità 
PSTN o in ISDN), 
per quanto riguarda 


Figura 1 - Con Ulead 
PageGenie nasce la 
categoria del sistemi di 
Color Page Recognition. 


158 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 













Figura 2 - Mix-lt è un applicativo capace di 
simulare il tavolo di lavoro di un Disc-Jockey e di 
confezionare splendidi remix di brani multiformato. 


il segnale di ricezione lo instraderà ver¬ 
so la parabolica, facendolo così viaggia¬ 
re ad oltre 400 Kbit/sec. Requisito fon¬ 
damentale - oltre che avere la parabolica 
sul tetto di casa... - è l'installazione di 
un'apposita scheda PCI con la quale 
sarà possibile decodificare il segnale in 
ricezione. 


IPclub: 

altre adesioni al nostro 
piccolo club telematico 

Ben cinque nuove adesioni questo 
mese! IPclub sta via via entrando nel 
cuore di molti lettori e INTERNET PRA¬ 
TICA Icon i suoi cinquemila contatti al 
mese!) si sta rivelando una scelta azzec¬ 
cata. E, come diceva il grande presenta¬ 
tore, "... non finisce quii". 

1- Museo Elettrico Virtuale 

Un altro museo entra a far parte della 
squadra di IPclub. Nello specifico si trat¬ 
ta del Museo Elettrico Virtuale 
llht; p .;// wvyw , m ug,g oel?t .tr|cacp m i| mes¬ 
so su alla grande da uno storico appas¬ 
sionato che ci guida nelle varie sale elet¬ 
troniche che formano la struttura del si¬ 
to. L'autore è un vero "Indiana Jones" 
dell’elettricità. Pensate, tutte le fotogra¬ 
fie che è possibile trovare nelle varie sa¬ 
le (saranno oltre cento) riguardano og¬ 
getti e materiali di cui lo stesso autore è 
andato a caccia, rintracciandoli e ristrut¬ 
turandoli. Nel Museo Elettrico Virtuale 
potrete trovare varie sale di navigazione. 
A partire dalla sala Marconi in poi, ognu¬ 


ni 


j-aa a -ò- j •— 


D 


MUSEO ELETTRICO VIRTUALE RECEPTION 



Figura 3 - Internet ♦, 
ovvero II Web sul 
satellite. 


Figura A - IPclub: Il 
Museo Elettrico Vir¬ 
tuale. Un'iniziativa Inte¬ 
ressantissima e artico¬ 
lata in un sito pieno 
zeppo di affascinanti 
anticaglie elettriche. 


na porta un nome celebre (Volta, Galva¬ 
ni, Franklin, ecc.). 

2- Storia del Marmo 

Storia del Marmo è un altro sito, bel¬ 


lo e documentatissimo, realizzato 
dall'appassionato di turno. I sentieri so¬ 
no quelli toscani dove, se dici marmo, 
per antonomasia la risposta è sempre la 
stessa: Massa Carrara. Ma il marmo 
non sarà solo I) e 
non ci sarà solo 
quello con cui Mi¬ 
chelangelo ha 
scolpito i suoi ca¬ 
polavori. Per sa¬ 
perne di piu su do- 


tei 



BenvenJD w Sare wi Marmo ' Jtmto uto ha già 
interessalo 


» 1 


ve ci sono cave, 
quali e quanti tipi 
di marmo esista¬ 
no, il sito che v'in¬ 
dichiamo è un otti¬ 
mo punto di par¬ 
tenza. Da li, lungo 
il sentiero, trovere¬ 
te bellissime im- 

Flgura 5 - IPclub: I 
sentieri del Marmo. 
Seguiteli e sarà una 
bellissima gita culturale! 


159 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 

















































ttii.fflirt? 



Figura 6 - IPclub; II 
Quarto Repubblica. Se 
l'autore soffre di 
•satirite" acuta non lo 
sappiamo. Quello che 
è certo è che invece 
navigando sullo ster¬ 
minato sito ci sarà 
tanto da ndere le tanto 
da pensare...). 


Figura 7 - IPclub: Il silo 
della Diocesi di 
Piombino è nostro 
graditissimo ospite. 



magmi e t link per 
navigare verso altri 
posti ricchi d'infor¬ 
mazioni attinenti 
L'URL del sito è il 
seguente: 
http://www.versi- 
ila. toscana.it/mar- 
mo. 

3- Il Quarto Re¬ 
pubblica 

Un sito di satira 
ed umorismo ci sta 
veramente bene 
su IPclub. Cosi ab¬ 
biamo accettato 
volentieri la richie¬ 
sta del realizzatore 
di II Quarto Repub¬ 
blica - Quotidiano di satira che a partire 

i.ii i iHl _ 

" ! ! Ir "i V" 1 "-* !] non ha 
un link nel quale non ci siano spunti ori¬ 
ginali e battute godibilissime (salite su 
quelle dei calendari e fatemi sapere!). E' 
insomma tutta una risata, ma intelligen¬ 
te Sempre mirata, sempre provocato¬ 
ria, ma senza irretire o peggio offende¬ 
re. Emblematico, nonché esilarante, è il 
montaggio del marchio "EXTRA PADA¬ 
NO" da premio Oscar (e non ce ne vo¬ 
gliano gli amici padani, stiamo solo gio¬ 
cando!) 

4- Diocesi di Massa Marittima e 
Piombino 

Anche la Diocesi di Massa Marittima 
e Piombino, tramite il suo Webmaster, 
ci ha chiesto di essere inserita su IP¬ 
club E noi abbiamo accettato volentieri. 
Il sito, dal punto di vista dei contenuti, è 
tutto teso all’informazione e a fare cul¬ 
tura intorno all'evento giubilare del Ter¬ 


zo Millennio. _ 

Dall'URL |rrtp.//www luda t/-diocesi 
è possibile addentrarci in varie pagine a 
caranere sociale, religioso ed anche tu¬ 
ristico. Sempre dello stesso Webma¬ 
ster, insieme alla richiesta d'iscrizione 
all'IPclub per la diocesi di Piombino, ri¬ 
ceviamo quella per il sito Luda/Recife 
che dall'URL: 

PUD //www una i~/- recirej si propone 
come cassa di risonanza per l'aiuto al 
terzo mondo Nel particolare del sito 
l'aiuto è diretto ai bambini che vivono a 
Recife. una piccola località nel sud-est 
del Brasile. 

5- Stefanodb II http://digilander.iol.it/ 
stefanodb/index.htm). Il quinto dei 
nuovi amici di IPclub è tal "stefanodb", 
che sul Web ci sale per pubblicizzare se 
stesso, inserendo curriculum, hobby ed 
altre info personali Sembrerebbe uno 
dei tanti siti personali e difatti lo è, ma 
con una ricercatezza in più. la ricchissi¬ 


ma collezione di siti consigliati che, chi 
scrive, abbia mai visto. In particolare ci 
colpisce la serie dei link musicali 

Il nostro amico Stefano tra le altre ci 
ha dato l’opportunità di rintracciare tra i 
suoi siti preferiti: 

http://www.freeweb.org/musica/mi- 

di2000/pagina2.htm. 

Lo conoscete? FreeWeb e un luogo 
virtuale dove tutto è gratuito ed in parti¬ 
colare si respira musica, in tutte le salse 
e formati: dal MIDI a Mp3 ovviamente 
Saliteci, ascoltate e scaricate musica in 
allegria. Sempre su FreeWeb e sempre 
parlando di musica (benché cantata) non 
sarebbe male fare un salto anche 
sull'URL http://www.freeweb.org/musi- 
ca/karaoke/ e aprirsi cosi verso il mondo 
del MIDIoke, cioè il Karaoke fatto per 
mezzo dei file MIDI. Li giunti, il tempo 
di curiosare tra i primi punti di download 
e la ricerca ti prende subito. Navigando 
navigando, abbiamo cosi scoperto che, 
oltre al conosciuto MIDIoke Player van- 
Basco, una tra le piu apprezzate coppie 
per eseguire e creare file Karaoke sono 
il WmKaraoke Player e il WinKaraoke 
Creator Dopo averli rintracciati li abbia¬ 
mo sistemati nella pagina MusiClip di 
INTERNET PRATICA 

• WinKaraoke Player è su INTERNET 
PRATICA n. 5: (wmkp.zip- 2,05 Mbyte) 

• WinKaraoke Creator e su INTERNET 
PRATICA n. 5: (wmkc12b.zip- 1,7 Mbyte) 

Webware: quattro 
piccole, grandi utility 

In lista per questo numero abbiamo 
quattro nuovi Webware un downloa- 
der. un personalizzatole di Explorer, e 
un kit di tool audio semplice semplice. 

• NetVampire. Comodo Client con il 
quale possiamo tranquillamente dire che 
il downloadmg diventa un'arte. Con Net- 
Vampire. tanto facile quanto potente, si 
avrà difatti la possibilità di schedulare le 
operazioni di download temporalmente 
e in base alle esigenze personali, riallac¬ 
ciando connessioni interrotte e ripren¬ 
dendo a scaricare dal punto in cui si era 
rimasti prima dell'ipotetica interruzione. 

• NetVampire e su INTERNET PRATICA 
n 5: (netvampire zip - 770 Kbyte) 

• Explorer Personalizer 1.0 (http:// 
accesscodes.hypermart.net). Un pic¬ 
colo, piccolissimo programma per per¬ 
sonalizzare Internet Explorer. In partico- 


160 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


































lare con Internet Explorer Personalìzer è 
possibile modificare le caratteristiche 
della barra dei titoli, il logo (cosa ci met¬ 
terete al posto della famosa "e" rotan¬ 
te?), il background della barra dei co¬ 
mandi, la pagina del Search e l'identifi¬ 
cazione del server. 

• Explorer Personalìzer è su INTERNET 
PRATICA n 5; (iepsnzr.zip - 21 Kbyte) 

• Audiotools. Semplice programma 
con cui potrete rapidamente registrare 
file audio, salvandoli su una qualsiasi 
cassetta o CD a disposizione. Basterà 
selezionare la sorgente audio, che può 
essere un file oppure la scheda sonora, 
e la destinazione, indicando il nome del 
file su cui si vuole effettuare la registra¬ 
zione Fatto ciò, si potranno finalmente 
ascoltare le registrazioni effettuate. Tra 
le funzioni disponibili per manipolare i fi¬ 
le sono compresi un equalizzatore para- 
metrico e un riduttore di rumore, 

• Audiotools è su INTERNET PRATICA 
n. 5: (atools23.exe - 920 Kbyte) 

Javatrip: tra “chicche” 
e raffinatezze varie! 

Uno script per far cambiare ogni gior¬ 
no le immagini che corredano la nostra 
Home Page, un altro per fare un chan- 
ge-image insieme ad un change-text ed 
un bel calendario perpetuo rapidamente 
consultabile in linea. Questo e altro tro¬ 
verete sulla pagina dei Javatrips: 
http://pluricom.it/mcm/internet pra¬ 
tica/ja vatrip.htm. 

• Un'immagine al giorno 

Basta che riusciamo a realizzare 31 
immagini diverse tra di loro (JPEG oppu- 




«SJ 

) 


S«Mi 


1 ' - - F^Ti 


Figura 9 - Explorer Personalìzer 1.0: se non vi piace 
Il lilolo, il logo e lo sfondo standard di Explorer, 
basta selezionarne di nuovi e al riawlo del browser 
ci penserà Personalìzer a modificarli per voli 


Figura 8 - IPclub: uno 
dei siti consigliati da un 
nuovo socio del club: 
MIDIoke a più non 
posso! 


Figura 10 - Audiotools. 
Semplice, lineare... da 
provarei 




re GIF, purché tutte dello stesso forma¬ 
to grafico e, possibilmente, con le stes¬ 
se dimensioni) e al resto ci penserà un 
piccolo codice JavaScript. A che fare? 
Oh bella, a visualizzare un'immagine di¬ 
versa a seconda del giorno del mese! 

Il codice in questione, l'abbiamo de¬ 
nominato GlFgiorno, oltre a rendere un 
gradevole effetto estetico, potrebbe 
avere i suoi bravi riscontri pratici se uti¬ 
lizzato su pagine in cui, oltre al messag¬ 
gio testuale, riveste la sua importanza 
anche quello iconico. Pensiamo ad un 
sito aziendale in cui un'immagine in luo¬ 
go di un'altra può far da memo e imme¬ 
diata mente locale. 

• GlFgiorno è su INTERNET PRATICA 
n. 5: (imgiorno.zip - 2 Kbyte) 

• MenuLink: dicchi su un link ed appa¬ 
re del testo in un'area dello schermo! 

MenuLink è uno script di pubblico do¬ 
minio capace di rilevare il doppio evento 
OnMouseOver/OnMouseOut e di alter¬ 


nare non solo due 
immagini tra di loro, 
ma anche interi pe¬ 
riodi testuali. Men¬ 
tre le immagini che 
si alternano sono 
quelle di selezione 
(bottoni grafici, in¬ 
somma), le compo¬ 
nenti testuali del 
change-text posso¬ 
no essere utilizzate 
per varie finalità. La 
prima che ci viene 
in mente è la de¬ 
scrizione introdutti¬ 
va verso i contenuti 
delle pagine con¬ 
nesse a dei link, op¬ 
pure le didascalie di 
una Web Gallery artistica e non... 

Un ultimo particolare non indifferen¬ 
te: MenuLink funziona a partire da IE 
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Vuoi sapere che giorno della settima¬ 
na sarà il 27 Settembre del 2134? Due 
le soluzioni: o cominci a contarlo sulle 
dita delle mani oppure ricorri a Today- 
Call, un JavaScript piccolo, leggero, rapi¬ 
do ed estremamente funzionale. Con 
TodayCall, free al download e all’utilizzo 
ovviamente, è possibile spostarsi sui 
mesi e sugli anni di un form sul quale 
appare il calendario del mese di qualsia¬ 
si anno si voglia sapere. 

TodayCall, oltre a poter essere scari¬ 
cato, può essere provato in linea su IN¬ 
TERNET PRATICA 

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n. 5: (todaycal.zip - 4 Kbyte) KS3 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


161 
















































AVVISI Al NAVIGANTI 


Waterloo 


4 file filli Vlew Go favoriti*» Wlnduw Aiuto 


3 W.l.rloo IBI. lite VI.Kor. CDntr. ungili!. 

HH 

■ ***»»• ■ ■ IImii //»v» wn/wifrW»»»/' 

m 


di Raffaello De Masi 


Un'oscura contra¬ 
da diviene, agli inizi 
dell'800, teatro di 
una delle battaglie 
decisive dell'era mo¬ 
derna. Seguiamo, su 
Web, le vicende di 
una giornata che se¬ 
gnò una svolta nella 
storia. 

Il 26 febbraio del 
1815 Napoleone Bo- 
naparte, Imperatore 
dei Francesi, fugge 
dall'esilio dell'Elba, 
dove era stato confi¬ 
nato dopo la sconfit¬ 
ta di Lipsia. Il 1 mar- ti 
zo sbarca in Francia; 
qualche giorno dopo il 5° reggimento 
spedito per catturarlo, diserta in massa, 
insieme ai suoi ufficiali, passando dalla 
sua parte al grido di "Viva l'Imperatore". 
Il 20 dello stesso mese Napoleone en¬ 
tra a Parigi, acclamato entusiasticamen¬ 
te dalla folla. 

La prima preoccupazione di Napoleo¬ 
ne è quella di raccogliere un esercito. 
Già dopo alcune settimane riesce a 
mettere insieme circa 300.000 uomini, 
male equipaggiati e senza grande espe¬ 
rienza di guerra. Il vero nerbo dell'eser¬ 
cito sono 50.000 veterani, tra cui la 
Guardia Imperiale, purtroppo l'ombra 
del corpo di una volta. 

Il tempo è nemico di Napoleone; 
manca la possibilità di addestrare in ma¬ 
niera esauriente le truppe. Inoltre gli 
eserciti dell'Alleanza avanzano verso la 
Francia da diverse direzioni. L'unica pos¬ 
sibilità è quella di battere gli alleati sepa¬ 
ratamente, prima che possano concen¬ 
trare le loro forze. Cosi decide di muo¬ 
versi in maniera rapida, come suo co¬ 
stume, essendo venuto a conoscenza 
che le truppe anglo-olandesi si stanno 
concentrando presso Bruxelles, e quelle 
prussiane nei dintorni di Liegi. 


Preludio 

Napoleone, con la sua Armata del 
Nord, marcia verso Est, per intercettare 




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3 ) TM cinomo . on unrolooioo mori rum umng vlowiri imo ino mori ol IM ovinti ol 


' j 4 me un view co lovoniti Wlnoow Aiolo 


tacco frontale. Ney prende alla lettera 
gli ordini di Napoleone e non prosegue 
l'attacco, consentendo alle forze messe 
in figa di riordinarsi e ripiegare verso Li- 
gny, Solo il giorno successivo prose¬ 
guirà nell'azione, peraltro in maniera 
molto prudente e senza risultati apprez¬ 
zabili. 

Nel frattempo Napoleone concentra 
le sue forze per at- 


leader* ofttie Napoleonlc War* 


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NAPOL£ONIC~ '' 
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le due formazioni nemiche. Il Marescial¬ 
lo Ney viene incaricato di occupare l'in¬ 
crocio di Quadre Bras, punto strategico 
fondamentale per le comunicazioni (era, 
ed è, punto d'incrocio delle strade 
Bruxelles-Charleroy e Namur-Nivelles). 
Qui giunto, incontra resistenza da parte 
di una brigata di fanteria di formazione 
belga-olandese. Ney, comandante non 
forte nelle sue decisioni, ferma l'attacco 
dopo aver appena saggiato la reazione 
dei nemico. Napoleone gli ordina di sfer¬ 
rare un forte attacco, e Ney solo nel po¬ 
meriggio si rende conto della debolezza 
dell’avversario, che ripiega dopo un at¬ 


taccare 1 Prussiani, 
comandati dal ma¬ 
resciallo Blucher, a 
Ligny. Le condizio¬ 
ni per l'attacco so¬ 
no favorevoli 
all'Imperatore, vi¬ 
sto che 1 Prussiani 
sono in posizione 
strategica estre¬ 
mamente vulnera¬ 
bile. Questi tenta¬ 
no di chiudersi a 
quadrato, forma¬ 
zione ritenuta, per 
la tattica dell'epo¬ 
ca, la migliore per 
la difesa, ma Napo¬ 
leone scatena un 
inferno di artiglieria 
sulle truppe. I Prussiani, decimati dall'at¬ 
tacco, sono poi assaliti dalla fanteria 
francese al centro e sul fianco sinistro. 
Cominciano a ritirarsi, ma l'attacco, ri¬ 
chiesto da Napoleone al generale Ney 
sulla destra, non c'è (Ney, caparbiamen¬ 
te, resta a Quartre Bras per tenere il 
crocevia). Napoleone immagina cosi che 
i Prussiani stiano per cadere bella trap¬ 
pola di Ney, mentre questi, invece, pos¬ 
sono iniziare un ordinato ripiegamento 
verso Wavre, dove hanno la possibilità 
di riordinarsi. L'errore si dimostrerà fata¬ 
le, consentendo ai Prussiani di interveni¬ 
re, decisivamente, a Waterloo. 


162 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 






























4 III» U H Wlr» G o f«v»nt« Wlnnow Aiuto 

* * 1 ■ . - 


iVatrrloo BooMet ■ 


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Waterloo 

NAPOLEON 

THE FRENCH POSITIONS 


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ataralaa. ta Maala aa tallitaci ata atatr taav« rata. M racaaaailraa Ila aaipax*. 
aecasaailta k« «aaaral Barlrata 


avontu Wlndow Aiuto 


Waterloo Booklet - ine Alteek 


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Waterloo 

THE ATTACK 

i 20* caaaaaa vara Caca la lata vii* *7.000 Alllaa ata IB4 aiata* al 





aitaci poma ra>ma« tacitali* a, ( Crani 


La mattina del 16 giugno le truppe in¬ 
glesi, al comando del duca di Wellington 
(Napoleone lo ha definito un inetto e un 
bellimbusto), giungono a Quartre Bras, 
dove immaginavano di trovare i Prussia¬ 
ni. Wellington crede in una totale disfat¬ 
ta degli alleati e si ritira verso Waterloo. 
Blucher tenta di inviare a Wellington un 


messaggio, per comunicargli che po¬ 
trebbe ricongiungersi a lui il 18. ma solo 
nel pomeriggio. Napoleone invece è fer¬ 
mamente convinto che le truppe prus¬ 
siane siano completamente sconfitte e 
le immagina in fuga verso Est, per cui è 
sicuro di dover affrontare le sole truppe 
di Wellington. 


La battaglia 

La notte tra il 17 e il 18 giugno i due 
eserciti si fronteggiano a qualche chilo¬ 
metro di distanza. Napoleone racconta 
di poter vedere, all'una di notte, gli ac¬ 
campamenti degli inglesi dalla sua po¬ 
stazione, in una fattoria a Vieux-Genap- 
pe. Gli eserciti stazionano sotto una 


pioggia battente che termina solo alle 
tre Le forze in campo sono impressio¬ 
nanti; Wellington ha circa 100.000 uomi¬ 
ni di cui 80 000 
fanti e 15 000 ca¬ 
valieri. oltre a 196 
cannoni Blucher 
dispone di oltre 
100.000 uomini, 
12.000 cavalieri e 
quasi 300 cannoni. 
Napoleone schiera 
100.000 uomini, 
22.000 cavalieri e 
366 cannoni. L'Im¬ 
peratore è allegro e 
ottimista, nono¬ 
stante abbia passa¬ 
to tutta la notte in¬ 
sonne, anche a 
causa di una colica 
che lo ha torturato 
incessantemente. 

Le condizioni 
della piana di Wa¬ 
terloo sono, la mat¬ 
tina di domenica 18, del tutto sfavorevo¬ 
li a un attacco della fanteria. Il fango e 
alcune aree trasformate in acquitrino 
rendono le operazioni lente e difficili. 
Napoleone si rende conto che le posi¬ 



zioni degli inglesi 
sono forti, e ritarda 
l'attacco, stabilito, 
all'inizio, per le 9. 
Alle 11.35 la batta¬ 
glia ha inizio con un 
assalto violento dei 
francesi alla fattoria 
di Hougoumont, ri¬ 
tenuta, erronea¬ 
mente. base logisti¬ 
ca per il muniziona¬ 
mento delle truppe 
avversarie. Si com¬ 
batterà invano attor¬ 
no a questa fortifi¬ 
cazione fino a sera, 
con immense perdi¬ 
te dall'una e dall'al¬ 
tra parte. Due ore 
dopo Napoleone ordina al Primo Corpo 
di Fanteria di attaccare le linee nemiche, 
ma le truppe, sotto un'intensa fucileria, 
sono costrette, dopo mezz'ora, a ripie¬ 
gare. La cavalleria inglese attacca, ma 
viene respinta con gravi perdite. Napo¬ 
leone replica con un attacco della sua 
cavalleria, ancora senza successo. Fino¬ 
ra, comunque, le sorti della battaglia 
paiono favorevoli a Napoleone, che ha 
inflitto più forti perdite agli avversari. 

Alle 16.30 giunge sul campo di batta¬ 
glia l'esercito di Blucher, che attacca sul 
fianco destro lo schieramento napoleo¬ 
nico. La battaglia infuria per circa un'ora, 
e le sorti francesi cominciano a tramon¬ 
tare. tanto che Napoleone chiama in aiu¬ 
to la Guardia imperiale, tenuta di riserva 
Questa mette in fuga la fanteria inglese 
e la insegue. Ma si tratta di una trappo¬ 
lai La carica della Guardia si trova, supe¬ 
rata la collina, di fronte a una batteria di 
cannoni che riesce a sparare tre salve 
micidiali; subisce, inoltre, sul fianco un 
fuoco di fila della 52° brigata inglese. E' 
troppo anche per la Guardia Imperiale. 

"La Garde réculel". In tutta la storia 
dell'impero non è mai successo. L'inte¬ 
ra linea degli Alleati passa all'offensiva. 
Alle 20.30 l'esercito francese è in fuga 
La tragedia è finita. 

Si conteranno alla 
fine 48.000 vittime, 
tra morti e feriti I ca¬ 
daveri non verranno 
mai seppelliti. Il 22 lu¬ 
glio Napoleone abdica 
e viene esiliato a S. 
Elena. Vi morirà, co¬ 
me è noto, il 5 mag¬ 
gio del 1821, in circo¬ 
stanze mai veramente 
chiarite. 

Ma questa è un'al¬ 
tra storiai 


Siti da consultare 


WWW offre un'ampio ventaglio di URL da consultare, riguardo 
all'argomento. Tra i molti, meritano una visita: 
r>ttp://www geocities com /1 imesbquare/banietielg/d 176/fra- 
mewaterloo.htm 

in ttD.//www. traDei.com/waterioo/waterioo-tneDanie.ntrH 
rittp://www memDers.xoom.com/ XUUlVI/Uova/napoieon.html 

rnp://www Draine-iaiieua.com/waterioo1 
Fondamentale è poi la consultazione dì un amplissimo sito, de¬ 
dicato all'intera stona napoleonica, presente all'indirizzo 
Inno.//www napoleonic-literature.simpienet corri 



MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


163 





















































tote™*» 


» 


A caccia di driver 


Una mattina, di passaggio per la redazione, mi accorgo che qualcosa non va. 
Rino, generalmente sempre presente a se stesso, efficiente, capace perfino di 
prevenire l’interlocutore, appare abulico, assente, disinteressato, l’ombra, 
insomma, di se stesso. Franco Paiamaro, l’hardwarista d’elezione del nostro 


gruppo, sta armeggiando con cacciavite e saldatore in un orecchio del nostro. 
Ma i risultati non sembrano arrivare! Ad un tratto, pare che la cura sia peggiore 
della malattia, in quanto il buon Rino comincia a ripetere, in continuazione, 



“Fatai errorat $14B24”. 
Tentiamo con il bottone di 
reset, ma il problema rimane. 
Che fare? 


di Raffaello De Masi 


La soluzione può essere una sola; 
qualche driver si è rovinato, e le funzio¬ 
ni da esso comandate sono andate a 
farsi benedire. Meno male che Rino ha 
periferiche abbastanza standard, e 
l'operazione si presenta sufficiente¬ 
mente semplice; tempo una mezz'ora, 
e ritroviamo il Nostro pronto per l'uso e 
perfettamente efficiente 
Ma se sistemare il nostro Vice è sta¬ 
to, in fondo, gioco da ragazzi (lui è già 
nato perfetto, e in ogni caso, all'inter¬ 
no. ha già implementata, su firmware, 
una routine d'autoriparazione) come 
mai la nostra macchina, ogni tanto, de¬ 
cide di non collaborare e ci pianta sen¬ 
za, apparentemente, da parte nostra, 
colpa alcuna? Come mai la stampante 
che, fino a ieri non dava problemi, oggi 
stampa una serie di caratteri incom- 
prensibili? Perché il nostro costosissi¬ 
mo modem, comprato togliendo il pa¬ 
ne dalla bocca ai nostri figli, finora cam¬ 


pione di velocità, è divenuto improvvi¬ 
samente lento come una Balilla? 


Guerra eterna! 

Ognuno ha, presto o tardi, avuto a 
che fare con i device driver, o, come 
vengono chiamati, tout court, driver. 
Sono la dannazione e la croce d'ogm 
utente, e pare abbiano la caratteristica 
di essere superati già appena usciti. 
Ma perché questi programmi si com¬ 
portano in modo tanto subdolo da es¬ 


sere, quasi sempre, immediatamente 
indicati come responsabili dei problemi 
che il nostro computer presenta in ma¬ 
niera inaspettata? 

Un driver di periferica è un "pezzo" 
di software che trasforma un comando 
vagamente espresso in forma naturale 
("disegna un cerchio rosso, di tal dia¬ 
metro, in questo punto dello scher¬ 
mo", "invia un fax a tale persona, con 
questo scritto", "salva su un CD-ROM 
i seguenti file e rendi questo leggibile 
su qualunque CD") in istruzioni specifi¬ 
che, che l'hardware comprende ed 


164 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 























va bene, se la nostra stampante funzio¬ 
na alla perfezione, se l'immagine sullo 
schermo è pulita e perfettamente leg¬ 
gibile. se il nostro modem ci fornisce 
accesso rapido e sicuro, dove sta la ne¬ 
cessità di continuare ad aggiornare? O 
magari non è necessario correre ap¬ 
presso all'ultima release? 

Corsa dietro al vento, 
o esigenza 
necessaria? 




esegue La cosa si complica 
se si pensa che, al contrario 
di quanto avviene in Win¬ 
dows, dove il driver si riferi¬ 
sce alla periferica (tanto per 
capirci, lo stesso driver della 
stampante permette di lan¬ 
ciare il comando di stampa 
da pressoché tutti i program¬ 
mi presenti nella macchina, 
o che ci sogneremo, in se¬ 
guito, di caricare), in DOS av¬ 
veniva che ogni programma 
adottava un suo driver; ad 
esempio, Lotus 123 (lo ricor¬ 
date, l'old one?) conteneva i 
driver per diverse stampanti, 
ragion per cui oggi è assai 
probabile che, sotto questo 
sistema operativo, lo stesso 
vecchio pacchetto non possa più stam¬ 
pare su una periferica di nuova genera¬ 
zione, proprio perché 123 non è stato 
realizzato per maneggiarle. In altri ter¬ 
mini un driver di periferica permette 
agli sviluppatori di software di suppor¬ 
tare automaticamente tutte le periferi¬ 
che conformi a certe regole, e permet¬ 
te, d'altro canto, ai produttori di 
hardware di realizzare macchine e pro¬ 
dotti più innovativi ed efficienti, senza 
per questo preoccuparsi della compati¬ 
bilità verso software più vecchio. 

Ciononostante occorre ammettere 
che, purtroppo, sembra che i driver ab¬ 
biano un’innata capacità di generare 
bug Nell'infinito mondo del software 
non c'è codice che non subisca tanti 
continui e incessanti upgrade. E' sinto¬ 


1 1 unmv 



matico il fatto che. quando si telefona 
o si scrìve a un centro d'assistenza per 
denunciare un malfunzionamento, la 
prima domanda che ci viene fatta è. 
"Avete installato i driver più aggiorna¬ 
ti?". E non è raro il caso di ritrovarsi ad 
aver disimballato la macchina quel gior¬ 
no stesso per scoprire che il software 
del driver è già stato aggiornato 

Fortunatamente, l'operazione, oggi 
che disponiamo di Internet, è molto 
semplice. Una volta la via più semplice, 
si fa per dire, per recuperare un upgra¬ 
de era di andare dal concessionario o 
da un centro di assistenza e riportarsi 
indietro uno o più dischetti con tal 
software. Oggi basta collegarsi ai siti 
delle case produttrici per recuperare, 
pressoché sempre gratuitamente, gli 
aggiornamenti necessari. Ma se tutto 


Ci sono molte ragioni per tenere 
sempre aggiornato il nostro corredo di 

_ driver, anche se non 

■■ — ■ i ne sentiamo la ne- 

- cessità e tutto gira 

alla perfezione. Pur¬ 
troppo, la prima ra¬ 
gione è che il 
software dei driver 
contiene bug; ben 
s'intenda, non è cer¬ 
to nostra intenzione 
dìsprezzare il lavoro 
dei realizzatori, La 
verità è che un dri¬ 
ver che funziona 
perfettamente su 
tutte le periferiche di 
oggi potrebbe con¬ 
tenere un bug o 
semplicemente una 
breccia di funziona¬ 
mento che, oggi, 
non viene catturata 
da alcun abbinamen¬ 
to computer-periferi¬ 
ca; domani stesso 
un produttore potrebbe realizzare una 
variazione nella sua periferica che evi¬ 
denzia il malfunzionamento. Altre volte 
è un nuovo software che attraversa 
questa breccia, ma può esserci ancora 
un altro motivo, più sottile. Installando 
nuovo software, materiale introdotto 
nella cartella del sistema operativo (im¬ 
maginiamo un .DLL) crea quella condi¬ 
zione particolare per cui il problema si 
evidenzia, o magari costringe il softwa¬ 
re, fino ad allora perfettamente funzio¬ 
nante, a comportarsi in un certo modo 
(in fondo, a ben pensarci, sempre dì 
bug si trattai). 

Sembrerà strano, ma forse ì più effi¬ 
cienti collaboratori dei produttori di peri¬ 
feriche sono proprio i clienti. Quando 
una stampante, mettiamo, viene messa 


MCmìcrocomputer n. 200 - novembre 1999 


165 




































in commercio, il software di 
corredo è prodotto pensando in 
laboratorio tutte le condizioni 
estreme d'uso. Ma è impensa¬ 
bile che i progettisti possano 
prevedere o simulare tutte le in¬ 
finite variazioni e combinazioni. 

Inoltre bisogna tenere presente 
che, quasi sempre, la produzio¬ 
ne dei driver specifici precede 
l'uscita dei sistemi operativi; 
Microsoft, tanto per esemplifi¬ 
care, ha fornito ai produttori di 
stampanti, qualche tempo pri¬ 
ma dell'uscita ufficiale, copia 
del suo W98 in versione pres¬ 
soché finale, in modo da aprire 
il nuovo mercato con ogni cosa 
di corredo al suo posto Ma 
"pressoché finale" non è sino¬ 
nimo di "finale"; vai a vedere, quindi, 
che quell'insignificante modifica (o im¬ 
maginata tale) dell'ultimo momento ha 
magari creato una "trappola" per certe 
condizioni particolari di funzionamento! 
Ancora, ad esempio, vecchie periferi¬ 
che possono essere state vendute con 
driver a 16 bit, e se Windows non ha 
un sostituto in modo 32 bit il sistema 
potrebbe essere rallentato, forzato a la¬ 
vorare in modo DOS compatibile. Infi¬ 
ne, aggiornare il driver, anche se que¬ 
sto non ci ha mai creato problemi, può 
essere consigliabile perché il produtto¬ 
re potrebbe aver inserito nuove funzio¬ 
nalità nella piu aggiornata versione 
L'esempio più evidente può essere rap¬ 
presentato dagli aggiornamenti V90 dei 
driver, o le nuove utility di risparmio del 
toner per le stampanti laser, introdotte 
da qualche tempo. E, infine, giusto per 
citare un altro esempio, il passaggio da 
W95 o W98 a NT è operazione quasi di¬ 
struttiva per i driver. 

Già, ma dove andare a cercare? Ov¬ 


viamente, la fonte principale è il pro¬ 
duttore, che mantiene, in linea, sem¬ 
pre la versione più aggiornata e, talvol¬ 
ta, anche qualcuna delle precedenti, 
quando, per necessità, un utente ne 
abbisogna per essere in possesso di 


una macchina di limitate pre¬ 
stazioni (è sovente il caso del¬ 
le periferiche Apple, che so¬ 
vente richiedono driver diversi 
a seconda del processore - 
PPP o 680x0 - adottato) Que¬ 
sti siti sono anche molto utili 
quando si cerca qualche 
software per periferiche vec¬ 
chie e non piu prodotte (ad 
esempio, uno scanner recupe¬ 
rato in soffitta). Sovente, 
quando si scarica un driver, è 
opportuno dare un'occhiata 
all'immancabile file ReadMe, 
che fornisce sempre notizie 
utili su eventuali incompatibi¬ 
lità e, talora, informazioni sul 
modo di superarle Ma molto 
più redditizia può risultare la 
visita a una serie di siti specializzati, 
che hanno, tra l’altro, anche una serie 
di servizi collaterali, come newsletter e 
gruppi di discussione, capaci di aiutarci 
nelle nostre tribolazioni quotidiane. 


Leggete e dimenticate 


Devo confessare che, prima di scrivere queste righe, ci ho pensato un bel po’ Insomma, 
ci stiamo avviando in un terreno minato, quindi prudenza e proseguite solo se siete sicuri 
di quello che fate. 

Il livello più basso di upgrade del driver è l'aggiornamento del BIOS; questo fantasma er¬ 
rante è quanto di più vicino c'è all'hardware, molto più dello stesso Sistema Operativo, 
tant’è che esso risiede nel "firmware", parola difficile che indica un chip invece dell’hard 
disk. Le funzioni svolte dal BIOS sono semplici e ridotte, in fondo, ma talvolta può essere 
necessario il suo aggiornamento, per problemi relativi a compatibilità con nuovi standard, 
soprattutto hardware. 

Il BIOS è integrato in uno specifico chip, dicevamo, e la principale ragione di questa parti¬ 
colare sistemazione sta nel fatto che le RAM riscrìvibili sono una manna per i produttori di 
schede madri Sostituire il BIOS con una versione destinata ad altra motherboard o con 
una versione più recente può essere un'operazione rischiosa, che può rendere la macchi¬ 
na completamente inaccessibile, e richiedere addirittura la sostituzione del chip Quindi 
NIENTE ESPERIMENTI, e niente amici pseudoesperti. Chiedere sempre istruzioni al pro¬ 
duttore della scheda madre e attenervisi scrupolosamente. 


166 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


































































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Welcome to Drivers.com 

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Tli» Tuffk Selilv Vtlltgr 4 l 
Jrlvvra.com 


Klllv» rovJt? 


In giro per spese 

La prima visita spetta a 
httpV/www.windrivers.coml che si au¬ 
todefinisce, non a torto, "thè number 
1 resource for Windows driver", Più 
che un archivio vero e proprio è un 
portale verso diversi collegamenti (pur 
possedendo, comunque, un buon da¬ 
tabase interno). Il sito è ben realizzato, 
ed è possibile trovare praticamente 
qualunque driver ci abbisogni, con ag¬ 
giornamenti (promessi dal Webma- 
ster) alla settimana. Il sito incorpora 
anche una buona base di news, artico¬ 
li, FAQ e anche strip video. 


Piccole note 


Il sito di Windrivers.com; vi si può trova¬ 
re di tutto, non solo driver. 

"If you cannot find a driver, this is thè 
place for youl"; beh, se non lo si trova 
quii 

IhttpV/www.mrdriver. corri è un ottimo 
punto di ricerca, capace di soddisfare la 
maggior parte delle nostre esigenze. 

La specializzazione a tutti i costi; ecco, 
qui, il punto di raccolta dei modem. 

Il sito |http://www.versions.corni sebbe¬ 
ne non sia specifico per il nostro dire, 
può essere visitato con buoni risultati, 
visto che la sua libreria è molto ricca di 
titoli. 

Tom ci sa proprio fare http://www.tom- 
shardware.com; qui potrete trovare pro¬ 
prio tutto quel che vi Interessa. 
L'interfaccia è molto accattivante; com¬ 
plimenti al Webmasterl 
Il sito per antonomasia, http://www.dri- 
vers.com, è, invece, riservato agli auto¬ 
mobilisti. Non facciamoci prendere dalla 
deformazione professionale, e rispettia¬ 
mo il significato originario delle parole! 


Altrettanto vali¬ 
do, anche se un 
po' meno preciso 
nell'organizzazio¬ 
ne, è Drivers 
HeadQuarters, 
http://www,driver- 
shq.com/, che of¬ 
fre, oltre a un 
completo elenco 
di driver disponibi¬ 
li, anche un nutrito 
elenco di produt¬ 
tori con i rispettivi 
link. Addirittura è 
scaricabile un 
software che indi¬ 
vidua quale versio¬ 
ne di ogni driver è, 
in quel momento, 
disponibile sulla 
nostra macchina. Più di così? 

Meno fornito, ma dotato di una gra- 
fica semplice e intuitiva, è 
htto://www1 .wintiles.com/dnverj che 
presenta una finestra di ricerca orga¬ 
nizzata come un pannello di controllo. 
Universalmente noto è anche 
http://www.mrdriver.coml anche se 
non aggiornato in maniera continua, 
mentre, per chi desidera aree specia- 
lizzate, consigliamo una visita a 
http://www.modemhelp.coml che co¬ 
pre le esigenze per qualunque model¬ 
lo, e distribuisce un buon numero di 
upgrade a V90. In proposito, date 
un'occhiata anche a http://www.ver- 
sions.com; ci potrete trovare sicura¬ 
mente qualcosa di utile. Più generico, 
dedicato com'è anche a problemi 
hardware non specificamente dedicati 
a periferiche, è http://www.tom- 
shardware.com. Beh, avete da sce¬ 
gliere. 


Conclusioni 

Ci resta poco da dire. Una volta tro¬ 
vato quel che si cerca, i problemi do¬ 
vrebbero essere finiti; i driver sono ge¬ 
neralmente sistemati in un file auto- 
scompattante che incorpora anche le 
rispettive routine di installazione. Se 
l’installer non c'è, la via più diretta è 
quella di andare nel Pannello di Con¬ 
trollo, cliccare il bottone Proprietà della 
relativa periferica dal System, e sce¬ 
gliere di sostituire il driver. Sarà, quin¬ 
di, solo sufficiente sfogliare, al mo¬ 
mento della richiesta, il nostro disco 
per indicare i nuovi file, e il gioco sarà 
fatto (occorrerà rilanciare, nella mag¬ 
gior parte dei casi, il sistema). Una so¬ 
la raccomandazione; fare sempre un 
backup del sistema. E’ vero che la 



'***oc«>av «v itumBiunOnuX* 

l'r.-ow» . tv 4 it»l luWtninBv Biadi to«« 

no hoono >0 (mg li tharv a n» 

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GIGABYTE 


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sradatUai 

burnitoli» drive untar 
aroana dcirJtsm 

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nasi” ' "A«ih»r»ctfi 
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*•«•»» i' i'" 

pSanaVvlr"* SroaAa ! 


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Mumiir toauod 

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ifniSaUda "*' M< 

IntilifefHl'iAlMOM 

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KtfMiti infetta 




PICK ANY THREE 


nuova versione dovrebbe essere mi¬ 
gliorativa rispetto alla precedente, ma, 
anche qui, "dovrebbe essere" non si¬ 
gnifica "è". Occhio, quindi, e a risen¬ 
tirci la prossima volta. «S 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 


167 


































































a cura di Francesco Romani 




Conversione automatica 
di grafici da Mathematica 
a Java 

Viene presentato un esempio di traduzione automatica di grafici descritti da un pro¬ 
gramma Mathematica in grafici equivalenti descritti nel linguaggio Java. Lo scopo per 
cui presentiamo il nostro traduttore è soprattutto “didattico”, per mostrare un esempio 
di generazione automatica di codice in Mathematica. Un possibile utilizzo pratico po¬ 
trebbe essere la generazione in Mathematica di grafici “intelligenti” come carte geogra¬ 
fiche, mappe tematiche grafi ecc. e la loro visualizzazione in programmi Java. 


Introduzione 

È probabilmente superfluo sottolineare l'importanza che rive¬ 
ste il linguaggio Java nel panorama dell'Informatica attuale: 
ben lungi dall’essere solo "il linguaggio per mettere le anima¬ 
zioni nelle pagine Web” Java ha tutte le carte in regola per 
divenire la lingua comune per i prossimi anni. Java è un lin¬ 
guaggio multipiattaforma, come Mathematica, essendo a 
basso livello e le esecuzioni sono molto più efficienti ma la 
programmazione è meno immediata. 

Il programma di traduzione che presentiamo è molto semplifi¬ 
cato e non copre tutta la varietà dei grafici Mathematica ma, 
solo parzialmente, alcuni grafici bidimensionali. 

Tuttavia il programma completo è ancora troppo lungo per 
essere integralmente pubblicato. Provvederò ad inviare il No¬ 
tebook a coloro che ne faranno richiesta con una mail a ro- 
mani@di.unipi.it (per favore controllate che il campo 
Reply to: sia corretto; vi sono alcuni lettori che stanno 
aspettando ancora il programma dell'analisi di Fourier perché 
il mail server continua a darmi "permanent fatai error" 
sul loro indirizzo). 

Il programma Java 

Vediamo dapprima come può essere strutturato un program¬ 
ma Java che disegna un semplice grafico. Abbiamo il pro¬ 
gramma principale finestra, java che è fisso: 


import java.awt.*; 

public class finestra extends Frame { 

public static void main(String args[]) { 
new finestrati;} 

public finestra() { 

super("grafico"); 
setSize(grafico.DX,grafico.DY); 
setLayout(new BorderLayout()); 
add("Center",new grafico()); 
setvisible(true);} 

} 

Il programma grafico, java definisce la classe grafico e il 
metodo paint Nell'esempio seguente, scritto a mano, viene 
disegnato un pallino rosso. 

import java.awt.*; 

public class grafico extends Component { 
public static int DX=500,DY=250; 

public void paint(Graphics g) { 

g.setColor(new 
Color((float)1,(floatJO,(float)0)); 

g.fillOval(140,140,100,100);} 


168 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




Le dimensioni del grafico in punti (le costanti dx e dy) sono sta¬ 
bilite nella classe grafico e utilizzate nel programma fine¬ 
stra. Il nostro scopo è scrivere una funzione Mathematica che 
dato un'espressione di tipo Graphics generi automaticamente 
il file grafico, j ava che eseguito in Java disegna lo stesso 
grafico. 

Trattamento del grafico originario 

Un grafico bidimensionale in Mathematica (scritto direttamente 
o prodotto, ad esempio, da una funzione Plot) è una espres¬ 
sione composta dalla funzione Graphics seguita da una lista 
(di liste) di primitive e da eventuali opzioni. Per esempio il grafi¬ 
co 

ln[1]:= 

gl=Graphics( 

{{Pink, 

{Blue,Rectangle[{20,100},{60,140}]}, 
Disk[{60,190},20]}, 

{Green, 

Polygon[{{10,150},{20,160},{30,150},{10,150} 

>]>, 

{Orange, 

Polygon[50+{{10,150},{20,160},{30,150}, {10,1 
50}}]}, 

{Red, 

PointSize[0.1],Point[{32,159}], 

Line[{{0,100},{150,200},{0,70},{0,100}}], 
{Green, 

Line[{{40,90},{40,220}}], 

Line[{{80,90},{80,220}}]}, 

{Line[{{0,210},{120,210}}], 

Line[{{0,170},{120,170}}]}}}, 
{PlotRange->All, 

Axes->True, 

AspectRatio->l/2} ] ; 

può essere visualizzato con la funzione show 

ln[2]:= 

Show[gl] 

(Vedi Figura 1) 


Figura 2 

Le primitive grafiche possono essere solamente dichiarative 
(per esempio come RGBColor che determina il colore del¬ 
le figure che seguono ) oppure possono disegnare qualcosa. 
La possibilità di avere liste di liste permette di cambiare solo 
"localmente" il colore o la dimensione delle linee e poi di ri¬ 
tornare a quelli precedentemente stabiliti, Prima di porsi il 
problema della interpretazioni è necessario fare due opera¬ 
zioni: 

• trasformare la lista di liste in una lista semplice che di¬ 
segni lo stesso grafico; 

• stabilire le dimensioni del grafico in punti e i fattori di 
scala. 

La funzione f latten 

La prima operazione non può essere effettuata applicando sem¬ 
plicemente la funzione Flatten al grafico: si perderebbe la 
struttura a sottografici e il disegno risultante potrebbe essere 
diverso. Provate per esempio ad eseguire 

Show[Graphics!Flatten[gg[[1]]], gg[[2]]]] 

e vedrete che molti colori cambiano. 

La funzione flatten (qui non riportata) è un programma piut¬ 
tosto complicato che fa uso della ricorsione e delle regole di ri¬ 
scrittura per tradurre un oggetto Graphics in uno equivalente 
senza liste annidate. Come effetto secondario converte le pri¬ 
mitive Gray e Hue in RGBColor in modo che vi sarà solo da 
implementare la traduzione di quest'ultima. L'altra primitiva di¬ 
chiarativa trattata è Pointsize; per semplicità Thickness, 
Dashing, AbsoluteThickness, etc. sono ignorati (nel grafi¬ 
co tradotto tutte le linee saranno continue e avranno spessore 
1 punto). 

Scalati) ra 

In Mathematica le coordinate possono variare in modo qualun¬ 
que in Java bisogna esprimerle in punti. La funzione scale 
(qui non riportata) applicata ad un oggetto di tipo Graphics de¬ 
termina i valori xo, xi, YO, Yl che rappresentano i limiti del gra¬ 
fico e i valori dx e dy che rappresenteranno le dimensioni in 
punti del grafico Java. 

Servono anche definite altre quattro funzioni che durante la tra- 



MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 


169 


























duzioni permetteranno di convertire coordinate e lunghezze in 
punti. La funzione convy effettua anche il rovesciamento in 
quanto in Java l'origine vale (1,1) ed è in alto a destra e quindi 
per valori crescenti di y scende verso il basso 

ln[1]:= 

convx[x_]:=Floor[1.5+(DX-1)(x-XO)/(X1-X0)); 
convy(y_):=Floor[DY+0.5-(DY-l)(y-YO)/(Y1-Y0)) ; 
dif fx[ r_] :=Floor[0.5+(DX-1)r/(X1-X0)] ; 
diffy(r_]:=Floor[0.5+(DY-1)r/(Yl-YO)]; 

Implementazione delle primitive 

Vediamo nel seguito in dettaglio l’implementazione della tradu¬ 
zione delle primitive grafiche. Si tratta di una funzione wr che ri¬ 
ceve una primitiva grafica con i suoi argomenti e scrive nel file 
le corrispondenti istruzioni Java 

RCJBtolor 

RGBColor ha come equivalente Java il comando setcolor e 
la traduzione è immediata. 

In[ 1 ]:= 

wr(RGBColor(x_,y_,z_J]:= 

WriteString[FILE," \t\tg .setColor(new 
Color((float)", 

x, ",(float)", 

y, ",(float)", 

z, "));\n"] 

Rectangle 

Rectangle ha come equivalente Java il comando fillRect 
ma il significato degli argomenti è diverso ed è necessaria una 
conversione. 

In[2]:= 

wr[Rectangle[(xl_,yl_},{x2_,y2_}]]:= 
WriteString[FILE, "\t\tg .fillRect(", 
convx[Min[xl,x2] 
convy[Max(yl,y2J 
diffx[Abs[x2-xl] 
diffy[Abs[y2-yl])-l,");\n"); 

Disk 

Disk permette di disegnare sia un ellisse che in cerchio e biso¬ 
gna distinguere i due casi In Mathematica Disk può essere 
usato anche per disegnare uno spicchio, questa funzione non è 
stata implementata 

ln[3J:= 

wr[Disk[{xl_,yl_},r_]]:= 

WriteString[FILE," \t\tg .fillOval(", 
convx[xl-r] 
convy[y1+r 
diffx[2 r]-l,",", 
diffy [2 r]-1,")j\n"]; 

ln[4]:= 

wr[Disk[{xl_,yl_},{rx_,ry_> J]: = 


WriteString[FILE,"\t\tg.fillOval(", 
convx[xl-r] 
convy[yl-r] 
diffy[2 rx1-1,",", 
diffy[2 ry]-1,");\n"); 

PointSize 

Pointsize non scrive nulla sul file Java, si limita a modificare 
nel programma Mathematica il valore della variabile globale 

POINTSIZE 

ln[5]:= 

wr[Pointsize[x_) ] :=POINTSIZE=x; 

Point 

La differenza tra Point e Disk consiste nel fatto che Disk ha 
una forma che dipende dai rapporti di scalatura (infatti nel grafi¬ 
co il cerchio rosa viene scalato e diviene un ellisse) mentre 
Point è sempre un cerchio di dimensione relativa pointsize 

ln[6j:= 

wr[Point[{x_,y_>]]:= 

WriteString[FILE,"\t\tg.fillOval(", 

convx[x]-(rr=Floor[POINTSIZE/2 * (DX- 

1) 

convy[y]-rr,",", 

2 rr,",", 

2 rr,")j\n"]f 

Circle 

Circle si implementa come Disk con l'unica variante dell'uso 
di drawOval invece che f illOval 

Tcxt 

L’implementazione di Text è parziale ed approssimativa, per ot¬ 
tenere una reale corrispondenza si dovrebbe lavorare in modo 
molto piu accurato sulla collocazione delle lettere in funzione 
della dimensione del font. 

In[7]:= 

wr[Text[s_,(x_,y_))]:= 

WriteString[FILE,"\t\tg.drawString(, 
ss=ToString[s) 

convx[x]-2 StringLength(ss],",", 
convy[y]+3,")j\n"]; 

Line e Polygon 

Anche le funzioni che trattano Line e Polygon pongono molti 
problemi e sono troppo lunghe per essere riportate. In Java si 
può usare drawLine per un singolo segmento drawPolyline 
per una spezzata poligonale e fillPolygon per un poligono 
le ultime due primitive richiedono come argomento due array di 
interi e bisogna generarne le definizioni. Per esempio il coman¬ 
do Mathematica 

Polygon[{{10,150}, {20,160}, {30,150}, 


170 


MCmicrocomputer n. 200- novembre 1999 


Scan[wr, flatten(g)[[1]]]; 


□ grafico BB 



r 


Figura 3 
{10,150}}) 

viene tradotto come: 

{int[] x = {45,76,108,45}; 
int[] y = {118,102,118,118}; 
g.fillPolygon(x,y,4) ; } 

I numeri sono diversi perché è stata effettuata la conversione 
da coordinate cartesiane a punti assoluti. 


WriteString[FILE,"\t}\n}\n"); 

Close[FILE)); 

Esempi 

Vediamo tre esempi abbastanza significativi. Il primo è il grafi¬ 
co gl definito prima. 

In[1]:= 

Java[gl); 

(Vedi Figura 2) 

I due grafici di Figura 1 e 2 non sono identici perché il disegno 
degli assi non è stato implementato. 

II secondo esempio è la mappa dell'Africa ottenuta col pacchet¬ 
to WorldPlot 

ln[2]:= 

«Miscellaneous'WorldPlot'; 

Java[WorldPlot[{Africa,RandomColors}, 
WorldToGraphics -> True]); 

(Vedi Figura 3) 

L'ultimo esempio è la carta dei fusi orari e delle linee alba-tra¬ 
monto che avevo prodotto nell'articolo sul cambiamento di data 
{Tempus Fugit, MC n. 169 , gennaio 1997). 

In[3]:= 

Java[sole) 

(Vedi Figura 4) 

Termino con un doveroso ringraziamento ad Antonio Cisternino 
per la consulenza Java gentilmente prestatami. 


Generazione dei file Java 

Il programma di traduzione ha una struttura molto semplice. Si 
applica il programma di scalatura, si apre il file del codice tradot¬ 
to e si scrivono le intestazioni iniziali (tra cui i valori attuali di dx 
e dy). Quindi si applica wr a flattenfg) traducendo le singo¬ 
le componenti del programma grafico e infine si chiude il file. 

In[1]:= 

Java[g_Graphics] := ( 
scale(g)]; 

FILE=OpenWrite["grafico.java"); 

WriteString[FILE, 

"import java.awt.*;\n\n"); 

WriteString(FILE, 

"public class grafico extends Component 

{\n"l; 

WriteString[FILE, 

"\tpublic static int 

DX=",DX,",DY=",DY,";\n\n"] ; 

WriteString[FILE, 

"\tpublic void paint(Graphics g) {\n'']; 
WriteString[FILE, 

" \t\tg .setFont(new 
Font(\"Courier,Font.PLAIN,10));\n"); 



Figura 4 


tn£ 


Bibliografia 

Stephen Wolfram, The Mathematica Book, 4rd ed. (Wol- 
fram Media/Cambridge University Press, 1999) 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


171 












































Grafici creativi 


Non stiamo parlando di una categoria di lavoratori delle agenzie di pubblicità, 
ma della possibilità di rendere i numeri più espressivi attraverso dei grafici 
realizzati tuttavia in maniera creativa. Come si suol dire, un grafico vale mille 
numeri, ma se oltre a questo possiamo renderlo più attraente e coinvolgente, 
il suo impatto sarà ancora maggiore. 

Ci abbiamo pensato su ed eccovi qualche buona idea. 

di Mauro Candirli 


Un numero, 
mille numeri 


Mi ricordo che quando è stata pre¬ 
sentata la prima versione di Excel da 
parte di Microsoft (1985 per Macinto¬ 
sh e 1987 per Windows) una delle 
funzionalità più nuove era la possibilità 
di trasformare i numeri in "chart", 
cioè grafici, con pochissimi colpi di 


mouse. 

Ovviamente allora si potevano ave¬ 
re dei grafici estremamente semplici, 
ma era già comunque un bell'aiuto per 
chi arrivava dai tabulati pieni di numeri 
scritti fitti fitti, prodotti dai grossi cal¬ 
colatori: da quel momento si iniziò a 
parlare di grafici che valgono mille nu¬ 
meri Oggi si possono ottenere auto¬ 
maticamente grafici estremamente in¬ 
teressanti e complessi che una volta 
necessitavano ore e ore di lavoro da 
parte di grafici specializzati. 

In questo articolo non ci occupere¬ 
mo se non marginalmente di ciò che 
programmi come Excel ci consentono 
di realizzare automaticamente, ma di 
come rendere i grafici ancora più inte¬ 
ressanti dal punto di vista visivo: 
l'obiettivo è sempre il solito, attirare 
l’attenzione del lettore. 

Per fare ciò utilizzeremo tutto ciò 
che ci può essere 
utile, dalle fotogra¬ 
fie alle clip-art, dai 
pennelli alle ombre, 
dai font ai colori. 


Un orologio farro a 
fette 



172 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 










Il senso della misura 

La prima cosa a cui bisogna pensa¬ 
re quando si realizza un grafico è cosa 
vuole rappresentare. Spesso si nota 
che vengono utilizzati grafici sbagliati: 
se si devono illustrare numeri puri è 
tendenzialmente più giusto usare gra¬ 
fici a barre (istogrammi), mentre per le 
percentuali sono più adeguati quelli a 
torta. 

Dopo aver scelto la forma adeguata, 
il primo passo è quello di realizzare un 
grafico di tipo tradizionale, che ci ser¬ 
virà come base per l'elaborazione del 
nostro "grafico creativo". Questo per¬ 
ché è comunque importante mantene¬ 
re le giuste proporzioni anche se ac¬ 
compagneremo il grafico con le cifre 
esatte per ogni sua parte. Il grafico ci 
servirà come sfondo su cui andremo a 
realizzare la nostra elaborazione grafi¬ 
ca rispettando quindi le giuste misure. 

In effetti già Excel consente un mi¬ 
mmo di elaborazioni come, per esem¬ 
pio, l'inserimento di immagini all'inter¬ 
no delle varie aree del grafico, tuttavia 
può essere interessante esplorare al¬ 
tre vie di tipo grafico. 


Il senso della fantasia 

La possibilità di creare un grafico 
creativo ha una duplice valenza: per 
prima cosa dà la possibilità di attrarre 
l'attenzione di chi legge e poi consen¬ 
te di chiarire visivamente al lettore 
l'argomento trattato. Iniziamo a vede¬ 
re qualche esempio pratico (meglio 
specificare che tutti gli esempi riporta¬ 
ti sono inventati di sana pianta). 

Iniziamo parlando di orologi: come 
si suddivide un ipotetico mercato di 
orologi nel quale troviamo i tradiziona¬ 
li, quelli al quarzo, i cinetici e i satelli¬ 
tari? Visto che si parla di percentuali, 
un diagramma a torta fa al caso no¬ 
stro. Guarda caso la torta ha la stessa 
forma dell'orologio, quindi possiamo 
utilizzare questo oggetto per realizzare 
le nostre fette. Il nostro esempio lo 
abbiamo realizzato con CorelDraw 8: 
per prima cosa abbiamo realizzato un 
diagramma a torta con i dati e lo abbia¬ 
mo importato insieme alla clip-art di 
un orologio. 

Per "cancellare" due fette di orolo- 




Ambulanza a pezzi 


Beviamoci su 
per ricordare 


MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999 


173 


















Numero di ore al giorno passate dai 
bambini davanti alla TV 



Milano 


Genova 


Torino 


gio abbiamo disegnato due 
cerchi bianchi e con lo stru¬ 
mento di modifica li abbia¬ 
mo trasformati in spicchi 
(operazione da fare due vol¬ 
te). Questi due spicchi bian¬ 
chi sono stati sovrapposti al 
nostro orologio per creare 
lo spazio alle "fette”, A 
questo punto abbiamo rifat¬ 
to le operazioni al contrario, 
cioè abbiamo duplicato 
l'orologio e gli abbiamo so¬ 
vrapposto due cerchi bian¬ 
chi che, sempre con lo stru¬ 
mento di modifica, aveva¬ 
mo "aperto” a mo' di torta 
senza una fetta. 

Dopo la sovrapposizione 
resta visibile solo lo spic¬ 
chio relativo all'orologio. 
Questo però non ci consen¬ 
te di sovrapporre queste 
fette alla torta perché si 
portano dietro tutto il bian¬ 
co del cerchio sovrapposto 
all’orologio. Per ottenere 
solo lo spicchio ci siamo 
valsi della funzione di "Ta¬ 
glia” che consente di rita¬ 
gliare la parte di oggetto vi¬ 
sibile, cioè la nostra fetta di 
orologio. 

Anche questa operazione 


Uomini 

20 % 

Donne 

jù 30% 


Bambini 
Adolescenti 
fino ai 18 anni 
50% 


Le televisioni dal¬ 
le gambe lunghe 
(o cortei. 



L 'altezza non conta, l'ombra si. 


è stata fatta due volte per ot¬ 
tenere i due spicchi da mette¬ 
re nelle due posizioni, Infine il 
tocco finale, l'aggiunta delle 
scritte. 

Visto che si parla di tempo, vediamo 
ora quanto tempo passano i bambini 
davanti alla TV in alcune città italiane 
(ricordiamo che sono dati inventati) 
per questo grafico abbiamo scelto di 
utilizzare la clip-art di un televisore. Per 
prima cosa abbiamo realizzato delle 
bande che indicano il numero di ore (1, 
2, 3 e 4 ore) e inserito una linea che ci 
serve come base; abbiamo poi impor¬ 
tato la clip-art di un televisore che ab¬ 
biamo duplicato due volte per ottenere 
i tre televisori che ci servono, posizio¬ 
nandoli in modo che le antenne toccas¬ 
sero la banda con l’indicazione giusta 
delle ore per una determinata città. 

Ogni TV è stato scomposto negli 
oggetti base che lo compongono, tra 
questi anche le gambe. A questo pun¬ 
to con il mouse abbiamo allungato le 
gambe fino a far loro toccare quasi la 
linea in basso. Infine abbiamo aggiun¬ 
to le scritte in Comic Sans, tipico ca¬ 
rattere per i bambini; il gioco è fatto. 


Diamoci un taglio 

Anche degli oggetti non rotondi 
possono essere tagliati: nel prossimo 
esempio taglieremo nientepopodime- 
no che un'ambulanza. I tempi di inter¬ 
vento delle ambulanze sono molto im¬ 
portanti: il nostro grafico dovrà rappre¬ 
sentare quanti interventi sono stati 
svolti nell'ultimo mese nei tempi pre¬ 
fissati di 5, 15 e 30 minuti. 

Anche in questo caso abbiamo deci¬ 
so di utilizzare una clip-art, un'ambu¬ 
lanza naturalmente. A questo punto, 
dovendola suddividere in tre pezzi cor¬ 
rispondenti ai numeri 12, 22 e 38, ab¬ 
biamo ridimensionato il disegno con 
una base di 12 + 22 + 38=72 mm (7,2 
cm). Fatto ciò portiamo un righello a 
18 mm dall'inizio e uno a 34 mm 
(12+22): ora possiamo coprire la no¬ 
stra ambulanza con dei box bianchi po¬ 
sizionandoli a filo dei tre righelli. A tur¬ 
no andremo poi a tagliare i pezzi che ci 
servono utilizzando sempre la funzio¬ 
ne Taglia, prima illustrata. 

Ora possiamo posizionare i tre pezzi 
su un fondo a contrasto e aggiungere 
le scritte: anche questa è fatta 


All’ombra dei dati 

Un altro simpatico sistema per dare 
un'indicazione visiva di dati relativi a 


174 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 




















Le piccole carole crescono. 


persone è quella di utilizzare le loro 
ombre. 

Nell'esempio che faremo troviamo 
tre figure, un uomo, una donna e un 
ragazzino: i dati che dobbiamo illustra¬ 
re sono relativi alle persone che fre¬ 
quentano più volentieri i Luna Park. 

Per prima cosa si creano delle copie 
dei singoli personaggi: fatto ciò si dà 
alle copie il riempimento con un colore 
grigio. Se dopo tale operazione doves¬ 
sero rimanere dei filetti neri ciò è do¬ 
vuto al fatto che magari alcune parti 
della persona hanno un filetto: in tal 
caso è sufficiente assegnare a tutti gli 
elementi un "non" filetto di contorno 
e il tutto ridiventerà totalmente grigio. 

A questo punto si deve ribaltare 
l'ombra in verticale e posizionarla su¬ 
bito sotto al relativo personaggio (in 
pratica piedi contro piedi): a seconda 
dei dati relativi al singolo personaggio 
si dovrà allungare o accorciare l'om¬ 
bra in proporzione ai numeri (ovvia¬ 
mente sarà un lavoro da svolgere un 
po' ad occhio, comunque poi si met¬ 
teranno i dati numerici effettivi). 

Una volta dimensionate le ombre le 
si unisce tutte insieme e con un dop¬ 
pio click del mouse le si inclina da un 
lato, dando il tipico effetto ombra. 
Ogni personaggio alla fine avrà l'om¬ 
bra lunga quanto il relativo dato che 
andremo a trascrivere a fianco del 
personaggio stesso. 


Produzione Carote 
ultimi mesi 


Marzo 
3 tonn. 



Aprile 
2,5 tonn. 


Qualcosa di semplice 

Esistono altri sistemi ancora più 
semplici per dare vita ai vostri dati. 
Prendiamo l'esempio delle carote... 
l'obiettivo è illustrare i dati di produzio¬ 
ne delle carote negli ultimi mesi. E' 
sufficiente trovare una clip-art di una 
carota, duplicarla per i mesi di cui biso¬ 
gna illustrarne la produzione e poi ridi¬ 
mensionare le varie carote in propor¬ 
zione al dato di produzione stesso. Al 
solito le indicazioni per iscritto, un tito¬ 
lo e il gioco è fatto. 

Anche la duplicazione di oggetti si 
presta a semplici rappresentazioni gra¬ 
fiche. In questo caso si vuole mostrare 
il consumo di birra in tre paesi europei: 
si prende una clip-art di una lattina di 




Giugno 
5 tonn. 


Maggio 
3,5 tonn. 


birra e se ne fanno un certo numero di 
copie. Per non rendere troppo omoge¬ 
neo il colore generale, sarà sufficiente 
ricolorare le lattine in differenti tona¬ 
lità: riduplicandole a dovere e sovrap¬ 
ponendole in ordine sparso otterremo 
dei gruppi più o meno numerosi a se¬ 
conda del dato che dovremo illustrare. 

Più o meno con lo stesso concetto 
si possono realizzare degli istogrammi 
con una sequenza di oggetti uno die¬ 
tro l'altro: il numero di oggetti indi¬ 
cherò approssimativamente i vari dati 
che volete illustrare. 

Volete qualcosa di ancora più sem¬ 
plice? Allora realizzate uno sfondo di 
un grafico con le vostre belle righe 
orizzontali equidistanti e andate a di¬ 
segnarci sopra dei segmenti a zig-zag 
di lunghezza decrescente: l'effetto 
sarà quello di molle che vanno più o 
meno verso l'alto a seconda del dato 
che volete illustrare. 


Conclusioni 


Come abbiamo cercato di dimostra¬ 
re, i modi di trasformare un grafico in 
qualcosa di interessante sono innu¬ 
merevoli e magari meno convenzionali 
di quanto si possa credere. La fantasia 
in questo campo può veramente aiu¬ 
tarci a creare qualcosa che si fa nota¬ 
re, ma che nel contempo trasferisce, 
anche solo ad un veloce colpo d'oc¬ 
chio, le informazioni in forma veloce, 
gradevole e impressiva 

Se poi il lettore, grazie a ciò, si sof¬ 
ferma maggiormente su quelle pagi¬ 
ne, il nostro obiettivo può dirsi rag¬ 
giunto al massimo livello. f® 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


175 





































n 


PLUTO Meeting 99 

L’evento più importante dell'anno per Linux in Italia non è avvenuto nell’ambito dello 
SMAU, bensì una settimana prima, in occasione del PLUTO Meeting 99. Dopo le 

esperienze di Perugia e Roma, il raduno annuale del LUG più 
grande d’Italia il 24 e 25 Settembre è tornato a Padova, la città 
in cui vide la luce nel 1994. 

di Giuseppe Zanetti 



L’ultimo raduno ufficiale del PLUTO 
a Padova, tre anni or sono, era stato 
poco più che un incontro fra amici, an¬ 
che se già si incominciava ad intrave¬ 
dere l'interesse per Linux da parte del¬ 
le aziende. Già nelle edizioni degli ulti¬ 
mi due anni (rispettivamente a Perugia 
e a Roma), si è iniziato a notare un af¬ 
flusso significativo di presenze anche 
da parte di persone estranee al grup¬ 
po, dovuto sia ad una migliore organiz¬ 
zazione che aH’aumentato interes¬ 
se verso il nostro sistema operati¬ 
vo, dovuto all'ingresso nell'arena 
di Linux delle grandi case del 
software ed al successo ottenuto 
da Linux-aziende come S.u.S.E. e 
RedHat. 

A migliorare l'organizzazione lo¬ 
gistica del meeting ha certamente 
contribuito in modo significativo, 
oltre che l'impegno dei membri 
del gruppo, anche la presenza di 
sponsor e di espositori in grado di 
contribuire economicamente alla 
copertura delle spese necessarie. 
Fondamentale è stato anche l'ap¬ 
porto dei media, che spontaneamente 
hanno dato il loro contributo nel pub¬ 
blicizzare l'evento (non solo riviste tec¬ 
niche come MC, ma anche network 
radiotelevisivi e quotidiani locali e na¬ 
zionali). 

Il numero di persone arrivate nella 
città veneta non è stato certamente 
paragonabile a quelle che lo scorso an¬ 
no hanno visitato la manifestazione 
nella capitale, anche a causa della po¬ 
sizione geografica meno favorevole, 


ma erano comunque presenti alcune 
centinaia di persone, provenienti da 
tutta Italia. 

Lo spazio messo a disposizione 
dall'Università di Padova era suddiviso 
in due piani, siti nelle aule dell'ex fa¬ 
coltà di Agraria. Questa è stata divisa 
in due sezioni principali: un'aula ca¬ 
piente è stata interamente dedicata al¬ 
le conferenze, mentre il rimanente è 
stato utilizzato per gli stand delle 


aziende, che hanno partecipato come 
espositori alla manifestazione. A corre¬ 
do sono stati organizzati diversi eventi 
interessanti, come il PGP Party (scam¬ 
bio delle chiavi pubbliche per la codifi¬ 
ca sicura della posta elettronica), la 
raccolta di firme per una petizione 
contro i brevetti nel software e l'Install 
Fest, in cui i plutini volontari hanno 
aiutato i principianti convenuti ad in¬ 
stallare Linux nei propri computer. Ha 
concluso la giornata di sabato la tavola 


rotonda dei Linux Users Group inter¬ 
venuti: FLUG (Firenze), LUG Brescia, 
LUG Verona, LUG Vicenza. 

Il segreto della 
“gerarchia piatta” 

Parte della giornata di sabato è sta¬ 
ta dedicata agli incontri fra i membri 
del gruppo. Quando non ci sono i 
meeting, l'attività del gruppo è in¬ 
fatti per la maggior parte basata 
sullo scambio di informazioni e di 
idee mediante la posta elettroni¬ 
ca, utilizzando una delle molte 
mailing list messe a disposizione 
dal gruppo. In questo modo sono 
stati portati avanti con successo 
moltissimi progetti e discussioni 
(ad esempio la traduzione in italia¬ 
no della documentazione di 
Linux), ma si sono anche create 
profonde amicizie. 

Paradossalmente, il motivo princi¬ 
pale che ha spinto molti dei parte¬ 
cipanti a mettersi in viaggio per 
Padova è stata proprio la voglia di co¬ 
noscere personalmente gli amici e di 
dare un volto agli indirizzi di posta elet¬ 
tronica con cui si dialoga quotidiana¬ 
mente attraverso Internet. 

Più che una associazione, il PLUTO 
è un gruppo di persone unite dalla 
stessa passione per Linux e infatti non 
viene richiesta alcuna formalità per 
l'adesione, se non l'impegno a contri¬ 
buire costruttivamente alle attività ed 



176 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





Gianluca Montecchi e Marco D'Itri iRedHat e 
Debian: per la sene non è vero che le distribu¬ 
zioni non si trovano bene l'una con l’altra). 


ai progetti proposti. Questa è una co¬ 
sa decisamente importante, dato che 
il tutto è basato sulla buona volontà 
dei partecipanti, in quanto non viene 
richiesta una quota di associazione. Il 
PLUTO, da buon LUG virtuale, addirit¬ 
tura formalmente non esiste e tutta la 
parte amministrativa, ad esempio la 
raccolta e la gestione dei contributi 
degli sponsor, viene gestita da enti (in 
questo caso l'Università) che volonta¬ 
riamente e gratuitamente offrono il lo¬ 
ro aiuto al PLUTO. 

Il vero segreto del successo del 
PLUTO consiste nella cosiddetta "ge¬ 
rarchia piatta", in cui ogni persona può 
esprimere liberamente la propria opi¬ 
nione, senza che esistano particolari 
figure poste sopra degli altri. Anche il 
Capo(tm) del PLUTO - alla guida or¬ 
mai da tre anni c'è la brava Eugenia 
Franzoni - più che funzioni decisionali 
ha il compito di coordinare le attività 
del gruppo. 


Le conferenze 

Come ormai è tradizione del mee¬ 
ting, le conferenze sono state divise in 
due giornate, rivolte rispettivamente al 
pubblico ed ai soci del gruppo. Il tema 
della prima giornata è infatti stato l'uti¬ 
lizzo di Linux in 
azienda e nella ri- un momento dei- 
cerca, mentre saba- la conferenza. 
to è stato trattato - 


Stand Debian lnotare il nu 
mero di pc . .I. 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


177 

























l'argomento della "cultura hacker". Il 
termine hacker non deve però essere 
inteso negativamente, bensì nel sen¬ 
so originario del termine, che indica 
una persona dotata di conoscenze 


profonde sul sistema operativo ed in 
grado di utilizzarlo ad altissimi livelli e, 
se necessario, di modificarlo per adat¬ 
tarlo alle proprie esigenze o per ag¬ 
giungervi nuove funzioni. 


L'hacker del kernel di Linux per ec¬ 
cellenza è. ovviamente, Linus 
Torvalds, ma anche in Italia non man¬ 
cano le persone che hanno le carte a 
posto per fregiarsi di tale titolo. Un 


Fare soldi nel Bazaar dell’Open Software 


■ 


La partecipazione al meeting offre un ottimo spunto per una 
riflessione su come sia possibile fare soldi nel mercato del software 
libero, conciliando le esigenze materiali con lo spirito della licenza 
GPL. 

Visitando lo spazio espositivo del meeting, dove, accanto alle 
aziende, hanno trovato spazio le associazioni di sviluppatori senza 
scopo di lucro, come Debian e lo stesso PLUTO. viene naturale 
domandarsi come la disponibilità di tanti sviluppatori volontari ed il 
fatto che Linux venga distribuito secondo un modello Open Source 
possa lasciare spazio alle aziende o piu semplicemente a chi 
vorrebbe utilizzare Linux per guadagnarsi da vivere. 

Il meeting ha mostrato, casomai ce ne fosse bisogno, che attorno a 
Linux vi è un mercato attivo, in espansione e per nulla spaventato 
dalle "limitazioni" imposte dalla licenza GPL Quasi tutte le aziende 
che operano nel settore ne riconoscono anzi i vantaggi e le 
opportunità che esso apre dopo anni di monopolio. 

È pur vero che i programmatori per passione sono stati in grado di 
realizzare software importante (Linux stesso vale come il migliore 
degli esempi), ma è anche innegabile che un programmatore di 
professione, pagato per il proprio lavoro e spesso supportato da una 
azienda, è in grado di seguire i progetti con una migliore tranquillità 
e dando loro la priorità necessaria. Il fatto di lavorare in gruppo, di 
disporre di un adeguato management del prodotto e di essere 
sottoposti ad un audit da parte di altre persone sulla qualità del 
prodotto che si sta sviluppando, che non viene più lasciata al 
giudizio personale, è un ulteriore vantaggio che difficilmente si è in 
grado di avere se un progetto non viene finanziato 

Un modello per la 
remunerazione del software 
libero 

Un errore ricorrente è quello 
di confondere il concetto di 
Open Software con quello di 
gratuito. Non si deve 
dimenticare infatti che la cosa 
importante e rivoluzionaria 
detl'Open Software non è il 
fatto che sia gratuito bensì il 
modello di sviluppo, oltre a 
certe caratteristiche del 
prodotto finale. 

A differenza del software 
tradizionale, in cui si deve 
scrìvere tutto da zero o pagare 
delle licenze per incorporare 
nel proprio prodotto il lavoro 
altrui, nel software libero si 
può partire da pezzi già pronti 
e collaudati. Ciò facilita e 
velocizza moltissimo il lavoro 
e perciò vi sono delle 
economie significative anche 
nei costi di produzione Se si 


decide di rendere pubblico il codice sorgente vi saranno inoltre altre 
persone che contribuiranno alla correzione degli errori ed alla 
manutenzione del programma, con ulteriori risparmi. É perciò 
sbagliato applicare al software libero lo stesso modello dì 
remunerazione del software tradizionale, ma è ugualmente sbagliato 
presupporre che il proprio lavoro non debba essere pagato. 

Il modello di pagamento corretto da applicare è probabilmente 
quello di farsi pagare il proprio lavoro come se si trattasse di una 
commessa realizzata su misura per un cliente. D'altra parte in molti 
casi realizzando un programma personalizzato il diritto di usare il 
codice sorgente diventa del committente. Nel caso del software 
libero tale diritto resta anche nostro, ovvero possiamo riutilizzare il 
lavoro già fatto per altri progetti. Dal punto di vista del 
programmatore la cosa è conveniente. Semmai è II cliente che 
commissiona il lavoro che può avere delle remore, in quanto il 
risultato da esso pagato può andare a beneficio anche del suo 
concorrente. 

Esistono alcuni casi in cui ciò può essere vero e per questo motivo 
spesso le aziende che scrivono software libero offrono anche 
alternative chiuse. In tal caso però, per non violare la GPL (il 
software libero NON è di "pubblico dominio"), è necessario 
sviluppare tutto da zero o pagare le royalty sul lavoro altrui, 
rinunciando cosi ai vantaggi economici derivanti dalla possibilità di 
usare "liberamente" pezzi già scritti. Ciò significa un costo 
maggiore che ricade sul cliente, e solo questi può valutare se ne 
valga veramente la pena. 

Esistono diversi metodi per guadagnare scrivendo software libero, 

su alcuni dei quali torneremo nel 
seguito dell'articolo: sviluppo di 
software libero su commissione, 
finanziamento mediante l’offerta di 
consulenza, cofinanziamento da pane 
di aziende interessate allo sviluppo di 
un prodotto, offena di software 
commerciale a fianco del software 
libero, finanziamento verso 
organizzazioni senza fine di lucro. 

Le aziende del software libero 

Non esiste un solo modello di azienda 
che vive grazie all'Open Software, ma 
si tratta di un mercato con molte 
sfaccettature e che offre possibilità 
diverse a seconda del tipo di attività 
che si desidera intraprendere e del 
grado di coinvolgimento nel mercato 
dell'Open Software che ogni azienda 
sì sente pronta ad affrontare 
RedHat, Compaq, Profuso, Prosa. 13 
Icube, Eurotech, PLUTO, Debian 
ognuna di queste organizzazioni e 
aziende che hanno partecipato al 
meeting sta tentando di trovare nel 
complesso scenario di opportunità 



178 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 















esempio è Andrea Arcangeli, che nel 
suo intervento al meeting, venerdì po¬ 
meriggio, ha parlato degli sviluppi fu¬ 
turi del kernel e del proprio lavoro sul 
filesystem ext2 e sul supporto delle 


aperto da Linux e dal software libero delle 
opportunità da sfruttare per ritagliarsi una propria 
identità e, possibilmente, una fetta di mercato. 

Ovviamente ognuna di esse deve cercare un 
proprio modello, in quanto non esiste un’unica 
ricetta che vada bene per ogni azienda, in quanto 
sono diversi i campi di attività, le competenze, le 
ideologie, le dimensioni e le strutture. Spesso 
un'azienda che lavora nel mercato dell'Open 
Software non segue un unico modello di business, 
ma è un ibrido fra più modelli (ad esempio RedHat 
non si basa solamente sulla produzione della 
omonima distribuzione, ma offre anche 
formazione, programmi di certificazione, 

Tutte le esperienze di impresa basata sul 
software libero hanno tuttavia un aspetto 
Importante in comune: in tutti i casi l’attenzione 
viene posta più sulla professionalità e sulla 
capacità di offrire servizi reali e di fornire 
supporto, piuttosto che sull'offerta di un prodotto 
e sulla semplice capacità di vendere. 

Un’azienda non compera la scatola originale di 
RedHat invece di prelevare da Internet la versione 
gratuita solamente per avere il CD e i manuali, 
bensì per avere la certezza di ottenere un supporto da parte 
dell'azienda che lo produce. 

Sullo stesso concetto operano le aziende e i professionisti che 
offrono consulenza su Linux. Il software libero può diventare una 
vera alternativa solamente se è supportato da persone serie e 
competenti, in grado di fornire supporto, sicurezza nella 
manutenzione e nello sviluppo dei prodotti, formazione. 

Al contrario di quanto è avvenuto negli ultimi anni, nel mercato 
dell'informatica inizia ad esserci spazio per tutti, per i grandi ma 
anche per i più piccoli: senza troppe barriere d'ingresso 
invalicabili, ognuno può sfruttare un’idea o una capacità e 
diventare facilmente un imprenditore del software libero. Non 
solo scrivendo software, ma anche producendo hardware o libri 
che insegnino ad utilizzare il software libero, fornendo consulenza 
e formazione o addirittura vendendo pinguini di peluche. 

Il cofinanziamento di progetti 

Uno dei modi in cui un programmatore può tentare di 
intraprendere la strada del software libero è mediante il 
meccanismo del "cofinanziamento" dei progetti Open Source. Si 
tratta di un concetto recente, che consiste nella possibilità da 
parte di una o più aziende che abbiano necessità di disporre di un 
determinato programma o driver di finanziarne lo sviluppo 
secondo un modello Open Source. Esistono in rete diverse 
esperienze di “mercati del free software" in cui una azienda può 
proporre alla comunità di sviluppatori la sponsorizzazione dello 
sviluppo di un nuovo progetto libero. Nel caso un programmatore 
accetti la commessa, gli verrà offerto un vero e proprio contratto 
di sviluppo, esattamente come avviene per la commessa di un 
qualunque software personalizzato (verranno perciò richieste le 


Lo stand dì Eutotech il cubo metallico sopra il tavolo 6 un PC con Linux 


opportune garanzie, fatte riunioni per seguire le diverse fasi di 
avanzamento dei lavori, ...). L’unica differenza è che il software 
cosi prodotto dovrà essere distribuito pubblicamente secondo la 
GPL. Nel caso lo sviluppo dovesse interessare più committenti, 
ognuno di essi può collaborare a sponsorizzarne lo sviluppo, in 
modo da abbreviarne i tempi, 

I principali progetti di cofinanziamento del software sono Free 
Software Bazaar Ithttp /Ansai csustan edu/bazaar/l, CoSource corri 
Ihttp v/www.cosource com/i e SourceXchange 
intto://www sourcexcnanqe.com7Tl Essi propongono una specie 
di "borsa" dell’Open Software in cui fare incontrare domanda e 
offerta. Cliccando su uno dì questi siti, un programmatore può 
vedere la lista dei progetti disponibili con i soldi offerti e proporsi 
per collaborarne allo sviluppo. Generalmente i gestori dei siti 
offrono la propria competenza nel management del progetto 
(verifiche dello stato di avanzamento del lavoro e sulla qualità del 
prodotto realizzato). 

Su Linux Journal sono apparsi due articoli molto interessanti 
sull'argomento: 

Making Money in thè Bazaar, The Problem 

I http://www.cosource.com/inlo/bazaari shtmi) 

Market Making for thè Bazaar, The Solution 

|http;//www cosource.com/l nfo/bazaar2.shtml) 

Un ulteriore documento da leggere è 

The Free Software Entrepreneur's Guide 

intto://www. iinux.com/coiummsts/ laaaua 10/4 7/1 57/). 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


179 





























architetture multiprocessore SMP 
(Symmetric Multi Processing). Andrea 
ha introdotto la sua conferenza evi¬ 
denziando vantaggi e svantaggi 
dell'approccio SMP e ha spiegato in 
modo chiaro e con l'ausilio di opportu¬ 
ni esempi le strutture di dati utilizzate 
nelle kernel di Linux per supportare ta¬ 
li funzioni. In particolare ha analizzato i 
meccanismi di locking ed ha insegna¬ 
to a scrivere programmi che utilizzino 


il multiprocessing in modo sicuro, evi¬ 
tando alcuni subdoli dettagli specifici 
della architettura. 

Francesco Giovanmm ha parlato 
dell'utilizzo del linguaggio di scripting 
PHP per la creazione di motori per siti 
Web in ambiente Intranet/lnternet. Di 
Intranet e applicazioni di Linux in 
azienda hanno parlato anche Massimo 
Nuvoli (autore delle foto pubblicate in 
questo articolo) e Paolo Bizzarri, che 


DEI, la cuccia di PLUTO 


Non è un caso che il meeting italiano di Linux si sia tenuto al 
Dipartimento di Elettronica e Informatica dell'Università di Padova. 

La storia di Linux in Italia è infatti profondamente legata a questo 
Dipartimento. A quasi sette anni di distanza fa un certo effetto 
ripensarci, specialmente per chi. come il sottoscritto, ha vissuto in 
prima persona quel periodo. 

Al DEI, a differenza di quanto accadeva altrove, dove i computer erano considerati oggetti 
intoccabili, già da alcuni anni, grazie alla lungimiranza di alcuni docenti, era stato dato agli 
studenti il permesso di utilizzare come BBS una delle macchine UNIX del dipartimento e di 
accedere mediante esse ai newsgroup di Usenet (prelevati ogni notte da Genova mediante 
un modem a 1200 baud) I più bravi e volonterosi potevano addirittura aspirare ad 
amministrare le macchine, anche se il possesso della password di root di solito veniva 
concesso solo dopo una lunga gavetta. 

Grazie al BBS ed alla possibilità di mettere mano sulle macchine si è perciò creato al DEI, 
nei primi anni Novanta, un ambiente unico, sia per l’apertura mentale che per l'abbondanza 
di persone preparate su UNIX. Il terreno di coltura ideale perché nascessero e 
attecchissero le prime esperienze di Linux in Italia. 

Alla storia della BBS e delle macchine del DEI è stata dedicata una piccola ma interessante 
mostra aH'interno del meeting, curata da Chiara Paci e da Gian Uberto Lauri. 

Un paio d'anni più tardi nacque infatti il PLUTO, nome che doveva essere un acronimo - se 
solamente fossimo riusciti a dargli un significato - ma che poi è comunque rimasto perché 
molto simpatico. Ricordo che abbiamo discusso a lungo sull'opportunità di utilizzare come 
logo il personaggio di Wall Disney e che per evitare problemi legali abbiamo organizzato un 
piccolo concorso fra i soci per scegliere il logo attuale. 




Ben presto al nucleo 
originario si 
aggiunsero altre 
persone. Mai in quei 
giorni ci saremmo 
immaginati che il 
gruppo si sarebbe 
esteso fino a 
diventare il più 
grande LUG (Linux 
Users Group) 
nazionale e che dopo 
cinque anni sarebbe 
ritornato alla cuccia 
portandosi dietro 
centinaia di persone 
provenienti da tutta 
Italia. Ricordo 
l'entusiasmo quando, 
dopo pochi mesi dalla 
nascita, al gruppo di 

Una memoria a nuclei di ferrile esposta alla mini-mostra Padova iniziarono ad unirsi anche 
sui computer storici iproprietà dell’Università di Padovai. quelli di altre città. 


ha portato l'esempio di un progetto 
open source realizzato dalla Scuola 
Superiore S. Anna di Pisa per la firma 
elettronica, l’archiviazione ottica di do¬ 
cumenti ed il protocollo elettronico. 

Carlo Daffara, ritenuto il "tuttolo¬ 
go" del gruppo, ha dimostrato come 
si possa utilizzare Linux come piat¬ 
taforma per l'enterprise computing sia 
dal lato server che dal lato Client. Luca 
Polo ha introdotto l'utilizzo di NIS+ 
nell'amministrazione di reti di compu¬ 
ter, mentre Mauro Tedesco ha fatto il 
punto sullo stato attuale e sulle evolu¬ 
zioni future di Samba, un programma 
che permette di integrare Linux come 
server in reti di macchine Microsoft. 
In particolare Mauro ha mostrato un 
esempio di uso di Samba come server 
di stampa nella rete di un ufficio con 
postazioni di lavoro Win95/98, ponen¬ 
do in modo particolare l'accento 
sull'aspetto della sicurezza. 

Della sostituzione di NT con Linux 
ha parlato anche Fabio Cazzin, descri¬ 
vendo l'esperienza di una media 
azienda che ha basato su di esso par¬ 
te della propria infrastruttura di rete. 

Non si è mancato di fare il punto 
sulle distribuzioni con gli interventi di 
Michele Dalla Silvestra, che ha spiega¬ 
to alcuni "trucchi" per sfruttare al me¬ 
glio i meccanismi della distribuzione 
Debian, e di Antonio Gallo, che ha col¬ 
laborato alla realizzazione di Bad 
Penguin, una distribuzione Linux italia¬ 
na. 

Anche i linguaggi di sviluppo hanno 
avuto il loro momento di gloria, con le 
relazioni di David Welton (API C di Tel 
e Phyton) e di Massimo Nuvoli, che ha 
parlato della programmazione in Perl, 

Come era prevedibile, particolare 
interesse ha suscitato l'intervento, cu¬ 
rato da Ettore Perazzoli, sul progetto 
GNOME, il desktop environment di 
GNU. 

Simone Piccardi, riguardo alle appli¬ 
cazioni di Linux nella ricerca, ha parla¬ 
to di VME ed acquisizione dati in am¬ 
bito scientifico, 

Una parte importante delle confe¬ 
renze è stata dedicata agli interventi 
introduttivi allo spirito ed alla filosofia 
di Linux ed alla cultura hacker 
(Alessandro Tiberti) Si sono trattati i 
temi dei diritti sul software 
(Alessandro Muzzetta), dell'uso di 
Linux nella scuola e per il sostegno ai 
disabili (Paolo Molaro) e per la ricerca 
nei paesi in via di sviluppo (Carlo 
Fonda, Fulvio Postogna, Enrique 
Canessa). 

Nel suo intervento Alessandro 


180 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 









liberti ha dato "una nostalgica rispol¬ 
verata del passato per ricordarci da 
dove veniamo ed il percorso che ab¬ 
biamo fatto finora, e fare delle ipotesi 
su quale sarà il futuro di Linux e più in 
generale dell'hackerdom. Tutto que¬ 
sto passando per quelle tappe che so¬ 
no state una pietra miliare nella storia 
dell'informatica: i microcomputer, le 
prime case di hardware e software, i 
videogame, le BBS amatoriali ed i loro 
network, Internet, l'Open Source". 

È interessante notare come, al con¬ 
trario di quanto ci si sarebbe potuti 
aspettare, non vi sia stata una netta 
differenziazione fra il pubblico interve¬ 
nuto alla prima ed alla seconda giorna¬ 
ta: sia il venerdì che il sabato, nono¬ 
stante i temi trattati fossero profonda¬ 
mente diversi, erano infatti presenti, 
quasi nelle stesse proporzioni, sia stu¬ 
denti ed appassionati che persone 
provenienti dal mondo del lavoro. Ciò 
è significativo, in quanto è probabil¬ 
mente indice del fatto che Linux sta 
diventando un sistema che interessa a 
360 gradi sia chi lo utilizza a casa che 
chi ne è interessato per lavoro. 


Gli stand espositivi 

A rendere ancor più interessante il 
meeting è stata la presenza, in veste 
di espositori, delle aziende che hanno 
dato il loro contributo alla realizzazione 
della manifestazione: RedHat, 
Compaq, Profuso, Prosa, 13 Icube, 
Eurotech, Debian (oltre agli altri spon- 



Ettore Perazzoli. 

ruomo GNOME. sor che non 

assalito dagli mte- erano presenti 

ressa,, subito dopo con uno SIand; 

11 m Duke Italia, 

Nuvoli Ascen¬ 
sori, Systems, M.C.G.). 

I più affollati erano ovviamente gli 
stand delle due distribuzioni che van¬ 


no per la maggiore presso l'utenza 
professionale (RedHat. che condivide¬ 
va lo stand con Compaq) e presso gli 
sviluppatori (Debian). 

Fra le altre aziende presenti è da 
segnalare Prosa (http://www.- 
prosa.it/), l'unica società italiana che 
per statuto si occupa esclusivamente 
di software libero, che presentava le 
proprie soluzioni hardware e software 
ed una distribuzione di Linux in italia¬ 
no basata su Debian 

13 Cube llwww.icube.nl oltre a pro¬ 



porre soluzioni aziendali, consulenza 
su tematiche di sicurezza e formazio¬ 
ne per Linux, offre anche supporto 
per Zope |http://www.zope.o7g7Tl un 
potente sistema che permette la crea¬ 
zione object oriented di siti Internet e 
Intranet. ___ 

Profuso ((http://www.profuso.com/ll 
nella persona del sottoscritto, ha por¬ 
tato allo stand, oltre al Mail Gateway 
che consente l'accesso alla posta 
elettronica via Web, una soluzione per 
il collegamento wireless mediante i 
modem DECT della Siemens ed un 
adattamento a Linux della sintesi vo¬ 
cale in italiano di Audiologic. 

A riprova dell'interesse che il mon¬ 
do industriale sta nutrendo nei con¬ 
fronti del software open, ben tre delle 
aziende presenti proponevano soluzio¬ 
ni per la realizzazione di sistemi em- 
bedded basati su Linux. Eurotech, con 
sede in provincia di Udine, produce 
PC industriai basati sugli standard 
PC/104 (particolarmente adatti alla co¬ 
struzione di apparecchiature embed- 
ded molto compatte, grazie alla di¬ 
mensione dei moduli, impilabili fra lo¬ 
ro. di 90 x 96 mm) e Compact PCI, 
mentre sia Profuso che Prosa forni¬ 
scono consulenza e soluzioni per la 
parte software (device driver, realizza¬ 
zione di sistemi personalizzati, ...). 
Prosa in particolare ha realizzato la di¬ 
stribuzione ET Linux adatta a funziona¬ 
re su macchine 386 sx con 2 Mb di 
RAM. 

Una curiosità: saranno stati buoni i 
"lecca lecca col bug" (dentro alla cara¬ 
mella era presente un vero insetto) of¬ 
ferti in uno stand? 


Conclusioni 

Il bilancio della due giorni padovana 
non può che essere assolutamente 
positivo. Il meeting, organizzato in 
modo ineccepibile, si è dimostrato un 
ottimo punto di incontro in grado di re¬ 
cepire e contribuire a conciliare fra lo¬ 
ro le esigenze del mondo commercia¬ 
le e lo spirito del software libero. 
Casomai fosse necessario, ancora una 
volta si è dimo¬ 
strato come anche 
in Italia attorno a 
Linux vi siano per¬ 
sone molto attive, 
ed in grado di otte¬ 
nere risultati rag¬ 
guardevoli, anche 
nel caso di iniziati¬ 
ve no-profit. «g 


Eugenia Franzoni, 
Capo!,mi del PLU- 
TO. assieme a 
Andrea Brugiolo. 
membro dell'orga¬ 
nizzazione del 
meeting e coordi¬ 
natore del progetto 
Linux scuola 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


181 























ma. 


PD-SOFTWARE 


IBM e OS/2 


selezione o "lazo" di 
zone dell'immagine, 
ne sono disponibili 
ben tre: la selezione 
rettangolare, circola¬ 
re e a mano libera. I 
“lazo" possono 
essere spostati e 
salvati su disco. 

Sulla zona sele¬ 
zionata si possono fare operazioni di crop, 
creazione di una nuova immagine, oppure 
può essere utilizzata come pennello negli 
strumenti di disegno Infine questa può 
essere designata come area di mascheratu- 
ra, che protegge dalle modifiche l'area sot¬ 
tostante dell'immagine. 

Si vede cosi un'altra potente funzione 
del programma, che consente di protegge¬ 
re le zone buone dell’immagine e di ritocca¬ 
re solo le altre. 

Lo strumento per la creazione del testo 
consente di scrivere con caratteri semitra¬ 
sparenti, inclinati e. cosa molto importante 
per chi lavora nel campo della grafica per 
Internet, con antialiasmg. 

Esaminiamo infine lo strumento di flood 
fili, e vediamo che è dotato di una funzione 
di controllo di tolleranza per calcolare quali 
zone devono essere colorate; vale a dire 
che una volta stabilita quale zona deve 
essere riempita, il programma colora anche 
pixel di colore simile basandosi su una 
distanza da noi indicata, a scelta nello spa¬ 
zio di colore RGB o in quello HSB, più vicino 
alla percezione umana. 

Tutte queste operazioni possono anche 
essere effettuate andando ad agire su uno 
solo dei canali HSB o su una qualsiasi com¬ 
binazione questo vuol dire che se disegnia¬ 
mo una linea su un'immagine indicando che 
vogliamo modificare solo la componente H 
(Hue), noi cambieremo la tinta dell'Immagi¬ 
ne, se agiamo sulla componente S la satu¬ 
razione, e sulla B (Brightness) la luminosità. 



.wnmiiimm! 


Questo mese presentiamo un ottimo programma di fotoritocco, Phototiger, e un buon editor di 
testi che viene dal mondo Unix, EmTex. Una notizia confortante sul futuro di OS/2 viene proprio 
dall’IBM, la quale rende noto che la versione 
Client ha venduto il 34% di copie in più del 
previsto negli ultimi cinque quadrimestri. 

a cura del Team OS/2 Italia 


PHOTOTIGER 2 

• Genere: Grafica, shareware 

• FILE: PHOTO201 .ZIP, 

439 KB 

• Reperibilità Internet: 
|http://www.phototiger.corr| 

• Autore: michael Moegn, 
|into(a ) pnototiger.coff| 

• Autore recensione: Marco 
Bertini nmDertinKs’iname. còrni 

Phototiger è un 
ottimo programma di fotorltocco ormai 
giunto alla versione 2 01, ed è dotato di 
varie funzioni di tipo avanzato, come si tro¬ 
vano nel ben più blasonato e famoso 
Adobe Photoshop 

E' bene specificare subito che questo 
programma non si pone in contrasto con 
l'ormai famoso PMView, in quanto non for¬ 
nisce quelle decine di filtri per il ritocco 
delle immagini forniti con quest'ultimo. 
Piuttosto l'affianca, in quanto mette a 
disposizione dell’utente le funzioni per edi¬ 
tare le immagini, quali il disegno a mano 
libera, il tracciamento di linee, il flood fili e 
la scrittura di testi 

Se dette cosi queste funzioni vi sembra¬ 
no banali, aspettate di provarle, per vedere 
tutte le opzioni disponibili per ognuna di 
esse 

Per il disegno a mano libera é infatti 
possibile selezionare varie forme del pen¬ 
nello, stabilirne l'intensità per avere effetti 
di trasparenza con l'immagine sottostante, 
usare zone dell'immagine come pennelli (in 
modo simile al comando di clonazione di 
Photoshop), oppure usare una zona dell'im¬ 
magine selezionata con gli strumenti di 
"lazo”. 

Per quanto riguarda gli strumenti di 


Chi conosce Photoshop si rende conto che 
è come lavorare sull'immagine scomposta 
nei tre layer RGB, solo che in questo caso 
si tratta dei molto più intuitivi layer HSB! 

Le immagini possono essere scalate di 
dimensione, ruotate, modificate nella 
profondità di colori, specchiate; può essere 
corretta la luminosità ed il contrasto, esami¬ 
nando l'operazione su una preview dell'im¬ 
magine. 

Infine possono essere cambiati range di 
colore dell'immagine sostituendoli con altri, 
sempre sfruttando il calcolo della distanza 
dei colori visto nel flood fili. Anche di que¬ 
sta operazione viene mostrata la preview 
Un ottimo esempio di dove può essere utile 
questa funzione è nella creazione dei pul¬ 
santi attivi e di rollover delle pagine Web. 

Nonostante siano presenti molte funzio¬ 
ni, l'interfaccia e molto intuitiva, i tooltip 
sono presenti per tutte le funzioni del pro¬ 
gramma, consentendo di imparare il pro¬ 
gramma in pochissimo tempo. 

Per molti aspetti sembra il programma 
ideale per la creazione della grafica delle 
pagine Web. nonostante l'unica pecca di 
non supportare il salvataggio nel formato 
GIF. 

In definitiva Phototiger è un programma 
completo e molto ben fatto; affiancandolo a 
PMView si ha un sistema di elaborazione e 
ritocco di foto e disegni estremamente 
potente, ad una frazione del costo di siste¬ 
mi professionali. 


182 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 





















EMTEX 

• Genere: Text Editor, freeware 

• Reperibilità: 
http://hobbes.nmsu.edu, 
http://www.leo.orcl 

• Autore: Eberhard Matthes (mat- 
tes@azu.Informatile.uni-stutt- 
gart.de) 

• Autore recensione: 

Mentore Siesto 

Usi 359»9Cq>studenti.inq.umpuf| 


Molti utenti OS/2 
sono anche utenti Linux, e sanno che buona 
parte del software disponibile sul "nostro" 
sistema operativo proviene proprio dal 
mondo Unix, grazie all'alta compatibilità tra i 
due OS. TeX (che si pronuncia "tek"> è un 
pacchetto ben noto neH'ambiente scientifico 
e tecnico: è un insieme di programmi per la 
composizione di documenti, completo di 
generazione di indici, bibliografie, riferimenti 
incrociati e tutto quanto serve per scrivere 
qualsiasi cosa, dal dépliant informativo alla 
collana di libri, all'enciclopedia. 

In breve, TeX è assimilabile a programmi 
come Corel Ventura Publisher, piuttosto che 
MS Word o IBM Works per OS/2: la diffe¬ 
renza, rispetto a questi programmi di classe 
"visuale", è che TeX non è un ambiente 
visuale. 

Scrivere un documento TeX comporta la 
pianificazione accurata del documento su 
cui lavorare, delle immagini da accludere e 
di tutti i particolari, in definitiva un'attenta 
organizzazione del lavoro: se da una parte 
questo implica un lavoro a monte della scrit¬ 
tura, quel che è certo (e a prima vista sor¬ 
prendente) è che consente un miglioramen¬ 
to notevole della composizione, cosa che 
non sempre riesce facilmente avendo a 
disposizione un ambiente visuale, nel quale 
il lavoro organizzativo non viene sempre 
guardato sotto la luce giusta (quando avete 
scritto il vostro ultimo flow-chart mentre svi¬ 
luppavate un programma?). 

Un documento TeX viene scritto tramite 
dei comandi che controllano il modo in cui 
TeX formatterà il singolo paragrafo, un bloc¬ 
co di paragrafi, singole parole o tutto il testo, 
in maniera molto raffinata e potente: come 
nello sviluppo di un programma (o meglio di 
una pagina Web) è possibile controllare in 
maniera più o meno fine il testo e le imma¬ 
gini che verranno prodotte. 

TeX produce un file binario con estensio¬ 
ne DVI (DeVice Independent), che può 
essere letto da un apposito driver (il file DVI 
è indipendente dal sistema operativo: che 
sia scritto sotto Unix, Windows, OS/2 o altri 
non cambia), che ne dà direttamente la 
stampa o una vista a video, 

EmTeX, appunto, è la versione per OS/2 
di TeX ed è una delle più note distribuzioni di 


iaiB 


• / of 1 t 
Scnllng 0?2 1 


TeX nel mondo: i 
suoi programmi 
sono eseguibili 
anche per DOS, gra¬ 
zie al DOS extender 
di EMX (ma tra i due 
ambienti non c'è 
paragone). EmTeX 
comprende le ver¬ 
sioni native per 
OS/2 delle stesse 
’goodies' previste 
nelle distribuzioni 
Unix (come la 
TeTeX). con le quali 
è possibile trattare 
le immagini, modifi¬ 
care i font e molto 
altro, nonché le ver¬ 
sioni 2,09 e 2e di 
LaTeX (importantis¬ 
simo pacchetto di macro, ottimo per facilita¬ 
re la stesura di molti tipi di documenti). 

Tra i driver, DVIPM (neH'immagine) è il 
driver per PM, che può essere usato duran¬ 
te la stesura del documento per la verifica 
dello stesso, o in fase finale per la stampa 
(sono compresi anche driver specifici per 
varie stampanti, per fax o file .PCX). 

Per utilizzare EmTeX è necessario avere 
installato il runtime EMX (dello stesso auto¬ 
re), almeno nella versione 0.8: una volta 
installato l'ambiente EmTeX è necessario 
configurarlo, aggiungendo poche istruzioni 
SET nel file CONFIG.SYS presente nella 
directory d’avvio di OS/2. Si tratta di aggiun¬ 
te semplicissime, ben indicate nella corposa 
documentazione. 

Per i maniaci dei font, EmTeX dispone 
inoltre di molte librerie di font (e può usare 
tutti quelli disponibili per Unix), ed è compa¬ 
tibile con tutti ì formati di TeX (e dunque con 
tutti i pacchetti di macro sviluppati sotto 
Unix, alcuni assolutamente sorprendenti: 
avete mai provato a scrivere musica con un 
word processor?). 

EmTeX è composto di molti eseguibili, 
richiamabili tramite appositi file ,CMD (per 
OS/2) contenenti la giusta sintassi per la 
chiamata, che servono per la formattazione, 
l'elaborazione, il preview e la stampa del 
documento: nel '98 inoltre sono stati aggior¬ 
nati alcuni pacchetti, ed è stato sviluppato 
un programma di installazione, che però non 
ho ancora provato. 

E' nata anche una mailing-list per gli 
utenti EmTeX, chiamata emtex-user: per 
aver informazioni sull'iscrizione alla lista, 
basta spedire un messaggio contenente 
"HELP INFO EMTEX-USER" nel corpo, 
all'indirizzo |na|orqomoigphysii:.tu- 0 eriin del 

C'è molto altro ancora da aggiungere su 
EmTeX: il suo sviluppo ha portato alla nasci¬ 
ta di un'infinità di programmi accessori, di 
vari tipi (shell, stampa, trattamento,..). 

Bisogna aggiungere agli innegabili van¬ 
taggi la presenza di una documentazione let¬ 
teralmente sterminata, sia acclusa alla distri¬ 
buzione, sia in rete, che permette di coprire 
praticamente tutte le esigenze della compo¬ 



sizione, nonché almeno due libri veri e pro¬ 
pri ("The TeXbook” e "LaTeX: a document 
preparation System"), pubblicati da Addison 
Wesley, 

Mi si può ribattere la natura non total¬ 
mente WYSIWYG del programma, che alle 
prime battute lo rende un po' ostico da 
usare: può essere vero, ma è vero anche 
che un pacchetto va comunque studiato a 
fondo per poter essere utilizzato al meglio, e 
la difficoltà d'uso (in questo caso più che in 
altri) è solo un'impressione: in realtà è faci¬ 
lissimo usare TeX, più o meno come per un 
Word Processor attuale, col vantaggio di 
una resa quasi istantanea (i programmi 
richiedono un uso di risorse decisamente 
limitato, rispetto ai WP dell'ultima genera¬ 
zione). 

Mi risulta difficile trovare dei difetti in 
EmTeX, a parte forse la non eccezionale 
integrazione con WPS (EmTeX è del ’95) 
personalmente ho già letto molti documenti 
TeX e LaTeX (e su alcuni ho anche studiato 
per I miei esami di Ingegneria), e ho sempre 
notato la differenza nella leggibilità e nella 
bellezza dell'output, rispetto a documenti 
scritti con programmi più noti, che non ave¬ 
vano la stessa "pulizia" magari proprio per¬ 
ché mostravano una mancanza di organizza¬ 
zione alla base, coperta da qualche font par¬ 
ticolare e qualche più o meno gradevole 
effetto, 

In particolare la potenza di TeX si manife¬ 
sta nel trattamento di testi matematici, è 
tanto efficiente, che la versione 2 e succes¬ 
sive di Ventura Publisher (programma che 
ho usato per anni) ha quasi lo stesso set di 
comandi per la generazione delle equazioni. 
Questo per non citare altre caratteristiche, 
come il supporto delle lingue orientali 
(Giapponese e Cinese inclusi) 

In conclusione, mi sento di consigliare 
caldamente questo pacchetto per tutti gli 
utenti OS/2, compresi quelli alle prime armi: 
la conoscenza di TeX può aiutare molto nella 
stesura di documenti chiari e prima di tutto 
comprensibili, ed è più semplice di quanto 
sembra (avrete presenti le guide di 
StarOffice, credo...), jgg 


B tot 9 I 
Senllng G 77 511 
Cu»»or l?0piW4 i|>i 
litfnr 
Oltlnttr» 


0 ioni entri? Mal*) H 
l ondino font entri» «calori ti 
ondino foni r.m»IB «colmi IO 
l ondino font ernia «catari IO 
I ondimi Ioni rifilili «calmi IO 
I ondino foni cifnyB unirò II 
I omlinq Ioni fiwli icrUad 101 
I ondino foni miro un»ni 101 
I ondino Ioni lego IO «cnlnd I 
I ondino Ioni rimi IO «mimi I 
I ondino Ioni entrulO «errimi 
I ondino Ioni emltlO «colini I 
l ondino Ioni cmttIO urlimi I 
I ondino foni emonio unirti 
I ondino Ioni cimglO unlod 
I ondina ioni cm«y» unirli li 
l ondino ioni cntrlO «calai! il 
l ondino Ioni tmt «coi Od i« 
ondino Ioni icHclelfl «colmi 
I ondino foni nnolO «cnlod 11 
I ondina pona Miniar». 1 in): 

ni m I3II3I MI IH IBI MI 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


183 


















Omnis Studio 2.1 


Produttore: 

Omnis Soltworo Ine 
Avis Houso, Park Road 
Brscknell 

Reikshiio RGI? ZLY 
htip/Avww omnis-soltware.com 


Distribuito in Italie da: 

Software Products Italia 
Via Volturno, 1? 

50019 Sesto Fiorentino (Fll 
Tei 05533651 


Prezzo (IVA esclusa) 

Omnis Studio 2 1 (Mac/Win) 

L 3.000 000 


di Raffaello De Masi 


Omnis 
Studio 2.1 


coordinamento di 
Andrea de Prisco 


a una struttura granitica, a un certo 
non oceanico ma fedele gruppo d'utiliz- 
zatori ed estimatori, e a una filosofia 
d'uso che ormai è sua prerogativa e di 
pochi altri esemplari. 


Ieri, la mia diletta signora mi ha chia¬ 
mato per l'ennesima volta a rapporto, 
Dopo avermi fatto inginocchiare ed es¬ 
sersi fatta baciare mani e piedi, mi ha 
fatto presente, nell'intervallo tra le scu¬ 
disciate, che non può spende¬ 
re, a ogni rinnovo di stagione, 
nuovi danari per rinnovare il 
mio guardaroba, che ogni an¬ 
no mi va sempre più stretto. 

Ho tentato di far presente 
che alcuni studiosi hanno am¬ 
piamente dimostrato che i tes¬ 
suti si restringono spontanea¬ 
mente durante il loro misuso, 
ma non è servito a nulla. Oltre 
tutto la mia leggiadra metà mi 
ha fatto notare, con candore 
degno di ben altra causa, che 
perfino i manuali dei computer 
e dei programmi sono dimagri¬ 
ti fino all'osso. A niente è ser¬ 
vita la considerazione che è 
solo delle menti somme fare 
esattamente il contrario di 
quello che stanno facendo gli 
altri; ci ho rimediato solo due 
ore di Letto di Procuste. 

Ironia della sorte, il pac¬ 
chetto che ho tra le mani non rispetta la 
regola del contrappasso; è formato da 
un solo ciddl e da tre manuali, per com¬ 
plessivi tre chili e mezzo e circa duemi¬ 
la pagine. Neanche quando è nato 
scherzava, in fatto di peso, ma nessu¬ 
no, giunto alla sua veneranda età, credo 
gli abbia detto di dimagrire. E invece a 
me.., 

All'appuntamento con il mitico nu¬ 
mero 200 (guarda caso alle porte del 
2000), non poteva mancare una prova 
speciale per il nostro amato melone. 
Ecco quindi un incontro con questa pie¬ 
tra miliare del software di fascia alta, 
che, presente ormai da circa un venten¬ 
nio, ha superato indenne le avversità e 
le bonacce che hanno, in diverse occa¬ 
sioni, interessato i suoi colleghi, grazie 


Omnis, quando 
basta solo il nome 


Da quando il primo Apple II 
o la prima macchina sotto 
CP/M dettero il primo vagito, 
il campo del database ha 
sempre offerto esemplari de¬ 
gni di nota. Alla comparsa d 
Omnis, scrupolosamente pre¬ 
sente in ambedue le piattafor¬ 
me Mac e PC, i nomi, in tale 
campo, erano pochi, talora mi- 
sconosciuti, e il punto di riferi¬ 
mento era rappresentato es¬ 
senzialmente da dBase 2. 
Omnis offri subito una poten¬ 
te alternativa, con un pac¬ 
chetto-ambiente dalla struttu¬ 
ra articolata e non priva di un 
fascino mainframe-iike. 

Il vantaggio di Omnis era, 
indubbiamente, quello di coprire diversi 
ambienti in maniera parallela e, in un 
periodo in cui ogni macchina era un'iso¬ 
la a sé senza possibilità di scambio con 
l'esterno, la possibilità di poter portare 
un’applicazione da una piattaforma 
all'altra era considerata per certi versi ri¬ 
voluzionaria e quasi degna di inquisizio¬ 
ne. Era poi la stessa struttura di Omnis 
che incuriosiva, con la sua modularità, 
la sua relazionalità e la gestibilità di fun¬ 
zioni intrinsecamente separate ma con¬ 
correnti, Dicevamo del suo profumo di 
eredità mini e mainframe, e l'associa¬ 
zione di idee non era peregrina; in un 
mondo in cui SQL e supporto multiser- 
ver erano parole pressoché in libertà, 
parlare di orientamento all'oggetto po¬ 
teva portare a farsi guardare in maniera 


184 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


















































_(«!rt Vlrw luwu Wimiuw Aiuto 


iMigitoigzgisg 


to o**is studio V?.l 


[0MNI9 : I 


lEgnararannBinnniHignaEaFiggH 


iganamHnnHinnniHMriHHpaiEiH 


per lo meno strana, e pensare a un lin¬ 
guaggio di programmazione interno al 
database sembrava più che altro uno 
snobismo senza risvolto pratico. 0, per 
chi vi si fosse avventurato, foriero di 
grattacapi a non finire. 

Omms, comparso, a quanto ricordo, 
proprio inizialmente nel mondo Mac, 
gettò una pietra nel pur piccolo stagno 
dei programmi di fascia alta del Mac; 
subito dopo fu la versione destinata a 
MS/DOS, che assunse diverse denomi¬ 
nazioni, tra cui anche un Quartz che 
usai, per diverso tempo, con grande 
soddisfazione. E proprio nel mondo 
Mac doveva, il nostro, trovare pane per 
i suoi denti, con un agguerritissimo 4th 
Dimension che, occorre riconoscerlo, 
ne oscurò la fama, sebbene i due aves¬ 
sero somiglianze molto accentuate e, 
per certi versi, perfino sospette. Perfino 
nel prezzo, visto che i pacchetti erano, 


La finestra di startup di Omnìs Studio e l'am¬ 
biente Design 


Ritorniamo a oggi e vediamo come 
questo bellissimo ambiente è soprav¬ 
vissuto a tutte le vicissitudini, presen¬ 
tandosi a noi ancora offrendo le sue più 
interessanti prerogative; potenza impa¬ 
reggiabile, modularità, interfacciabilità 
con l'esterno, gestibilità applicabile a di¬ 
versi usi. 


Omnis, vecchiaccio 
terribile o sempiterno 
giovincello? 

Omnis Studio è un ambiente RAD 
(Rapid Application Development) di am¬ 


pio respiro e di complessa adattabilità, 
che supporta sviluppo di tipo compo- 
nent based e integrazione avanzata 
d'ambiente, oggi completamente e per¬ 
fettamente integrato anche verso l'am¬ 
biente Internet. 

Omnis Studio mette a disposizione 
dell'utente uno shell di utilizzazione di 
librerie e componenti, precostituiti o 
provenienti dall'esterno, capaci di realiz¬ 
zare ambienti di lavoro finiti compieta- 
mente intercambiabili tra piattaforme 
Windows e Mac. La sua immensa po¬ 
tenza di base è, peraltro, capace di au- 
toalimentarsi, importando componenti¬ 
stica creata da terze parti, come CASE 
e tool di test GUI. Il Data Access 
Manager offre un notevole supporto 
multiserver, attraverso il DAM (Data 
Access Module); ovviamente non man¬ 
ca la caratteristica della mappabilità au¬ 
tomatica dei dati in formato client-to- 



MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


185 




































































































































r 4 m. um >nm 


Otfell Studio domplet - liing Automotion 



L ’ambien te Run Urne, 
immacolato nella sua 
semplicità; se ne senti¬ 
va la mancanza. 


L'esportazione e l'im¬ 
portazione dei dati 
non è certo motto arti¬ 
colata , 



■.iivdi 





Studio Ei«mi>lf t - IHing Auton>4'M»n 



I 


orientata all'ogget¬ 
to, visto che incor¬ 
pora la possibilità di 
riutilizzo delle clas¬ 
si, l'ineritanza, la 
messaggistica tra 
moduli, e l'incapsu¬ 
lamento dei dati. 

Con Omnis Studio 
è possibile creare 
applicazioni capaci 
di eseguire qualun¬ 
que operazione, 
dalla gestione di da¬ 
tabase dinamici a 
flussi di cassa, a or¬ 
ganizzazione di ri¬ 
sorse umane; nel 
portafoglio di 
Omnis ci sono ap¬ 
plicazioni nel cam¬ 
po dell'amministrazione, della gestione 
dei pazienti in un ospedale, di banche 
virtuali e di e-commerce. E per costrui¬ 
re un'applicazione finale fino al runtime, 
il progettista userà una serie di pièce, 
tutte contenute nello Shell, cosi elenca¬ 
gli: 

• l'eseguibile Omnis, il vero e proprio 
programma 

• una o più librerie di file 

• il DAM, per l'accesso al database del 
server 

• il file dati specifici di Omnis, per l'ac¬ 
cesso ai dati locali 

• una serie di eventuali contributi ester¬ 
ni, come componenti, add-in e DLL. 

L'eseguibile è, come è facile imma¬ 
ginare, il vero direttore d'orchestra, che 
organizza gli oggetti dell'applicazione e 
ne gestisce l'interattività. Il suo campo 
di gioco è l’IDE, Integrated Deve- 
lopment Environment, nel quale la 


struttura del programma viene realizza¬ 
ta; ma dispone anche di un ambiente 
parallelo, il runtime, destinato a permet¬ 
tere l'utilizzo della applicazione finale. Si 
tratta, in altri termini, di un ambiente 
esattamente eguale al precedente, ma 
in cui molte, se non la maggior parte, 
delle caratteristiche destinate alla pro¬ 
grammazione e al debug non sono di¬ 
sponibili all’utente finale. 

Il componente principale dell'applica¬ 
zione, la vera massa di mattoni della co¬ 
struzione finale, è il file di libreria. Esso 
contiene le definizioni di classe che indi¬ 
viduano i dati e gli oggetti GUI nell’appli¬ 
cazione. Tanto per intenderci, i tipi di 
classe forniti in Omnis includono anche 
finestre, menu, resort, toolbar. Fanno 
parte delle librerie anche i DAM, moduli 
di accesso al contenuto di server di base 
dati, che permettono di connettersi a di¬ 
versi altri sistemi di DBMS, incluso 


Oracle, Sybase, Informix e SQL di 
Microsoft. In caso di necessità di salva¬ 
taggio dati in forma locale sulla propria 
macchina o su una LAN, è possibile usa¬ 
re i tool interni di database relazionale 
Omnis, sia direttamente sia usando 
SQL. E gli stessi dati, ovviamente, pos¬ 
sono essere manipolati, filtrati, ordinati in 
vario modo attraverso classi opportune. 

Vero pezzo di forza del pacchetto è, 
però, il suo profondo orientamento verso 
l'orientamento all'oggetto. I programma- 
tori abituati a discutere di riutilizzo di par¬ 
ti, ineritanze e sviluppo di librerie comuni 
troveranno qui un perfetto ambiente 
d'uso, del tutto consono alle loro abitudi¬ 
ni e al loro modo di pensare. 

Il modo più intelligente di usare 
Omnis è, infatti, quello di creare gli og¬ 
getti giusti, metterli insieme, e legarli 
da relazioni facendoli interagire nella 
maniera voluta. La cosa non si ferma 
qui, se si pensa che diversi tipi di dati e 
d'oggetti GUI (finestre, menu, barre di 
comandi, messaggistica! possono esse¬ 
re raccolti e raggruppati in librerie. 
Omnis ha una serie di tool capaci anche 
di esaminare librerie, estrarne "pezzi" 
utili, e magari riorganizzarli in un'altra li¬ 
breria. Più orientamento all'oggetto di 
cosi! Il risultato è un ambiente che po¬ 
trebbe, in teoria, essere del tutto diver¬ 
so da quello di partenza, ma che è quel¬ 
lo costruito ad hoc dall'utente e, quindi, 
il più consono al suo modo di lavorare e 
di produrre. 

Ogni oggetto, che sia esso contenu¬ 
to in una libreria o non, è caratterizzato 
da una o più delle seguenti caratteristi¬ 
che, che vale la pena di descrivere: 

• proprietà; si tratta di una serie di para¬ 
metri, valori, regole che definiscono 
esattamente l'aspetto dell'oggetto Le 
proprietà possono essere caratteristi¬ 
che dell'oggetto o dell'intera libreria, e 
questi parametri sono gestiti da una uti¬ 
lity laterale, il Property Manager, che 
apre una finestra di definizione dei pos¬ 
sibili valori, che da qui possono essere 
modificati. E' possibile accedere al 
Property Manager da qualunque punto 
di Omnis; 

• gli oggetti contengono metodi, che 
sono parti di codice che eseguono una 
o più azioni, quando all'oggetto viene in¬ 
viato un certo messaggio Omnis con¬ 
tiene, precostituiti, già oltre 400 metodi, 
ma è possibile, in maniera molto sem¬ 
plice, costruirne altri per realizzare 
eventi e azioni desiderate dall'utente; 

• variabili; ovvio il loro significato e uso. 
E' supportato l'uso di variabili locali, de¬ 
finite e aventi senso e valore solo in 
quel metodo; 


186 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 







































































■0B Studio I xiimplot - Iting Autom«tioo 


• istanze; si tratta di oggetti creati 
quando si apre una classe. Ad esempio, 
si crea una istanza di menu quando se 
ne schiaccia uno per selezionarne qual¬ 
che voce. E' possibile creare diverse 
istanze in un solo metodo o in una sola 
classe. Direttamente legati alle istanze 
sono i task, container di runtime che 
maneggiano gli oggetti o le stesse 
istanze in una applicazione; 

• notazioni; si tratta di strutture di og¬ 
getti organizzate in gerarchia. Esiste un 
Inspector finalizzato alla loro visualizza¬ 
zione, scrittura e modifica. Una notazio¬ 
ne può essere vista come una subrouti¬ 
ne o una funzione precostruita, che, in 
ossequio all'onnipresente legge della 
programmazione strutturata, può inclu¬ 
dere oggetti e codice recuperato dall’in¬ 
terno e dall'esterno della procedura o 
applicazione; 

• messaggi; si tratta di un componente 
essenziale del prodotto, visto che è il 
vero passe-partout per lo scambio di da¬ 
ti e risultati fra gli oggetti. Sovente i 
messaggi formano parte integrante del¬ 
la struttura delle parti successive; 

• eventi; i trigger di esecuzione di uno o 
più dei componenti precedenti. 


Alcune videate d'uso, 
traile dai lite di tutoria /. 


Vengono attivati, in 
modo automatico 
o non, all'accadere 
e al coincidere di 
alcune circostanze. Sovente traggono 
vantaggio dalla struttura ineritante 
deH'ambiente, che permette di derivare 
proprietà e metodi da altre strutture 
preesistenti. 


Conclusioni 

Difficile, con il modesto spazio a di¬ 
sposizione, tracciare un quadro finale 
riassuntivo delle caratteristiche e delle 
prestazioni di questo vero mostro. Il 
tempo lo ha reso più maturo, potente, 
complesso; per metterci mano occorre 
una gran dose di umiltà, ma, quando 
raggiungeremo il suo completo domi¬ 
nio, avremo tra le mani una vera formu¬ 
la uno. Giusto a titolo esemplificativo di 
cosa si ha di fronte, ricorderemo che il 
solo manuale del linguaggio di program¬ 


mazione ha lo spessore di un libro di te¬ 
sto e l'indice dei comandi, delle funzio¬ 
ni, e delle routine d'uso è di diciassette 
pagine. 

Un mostro, dicevamo, ma non im¬ 
possibile da dominare, specie se si ha 
esperienza di altri database dello stesso 
tipo, o se si è già lavorato con prece¬ 
denti versioni del suddetto o di 4D (cui, 
nella struttura, somiglia molto). E di 
fronte a questa fenice, che rinasce rin¬ 
novata continuamente dalle sue ceneri, 
ben più noti programmi di trattamento 
dati, inutile fare i nomi, fanno la parte 
dei giocattolini. La completa trasparen¬ 
za delle applicazioni sotto Windows e 
Mac ne consente un uso polivalente (di¬ 
ciamo un'eresia: "Se ne potrà vedere, 
un domani, una versione sotto Linux?"). 
Insomma, roba per grandi! 

«E 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


187 















































































































































a cura di Amiga Group Italia 


Appunti di viaggio 

di Daniele Franza 


I mesi di fine estate-inizio autunno 
'99, per Amiga, sono stati "strani", per 
certi versi addirittura contraddittori, 
Doveva essere il periodo in cui si sa¬ 
rebbero visti 1 primi, concreti risultati dei 
piani della casa madre; AmigaOS 3.5 e 
la terza edizione del Pianeta Amiga di 
Empoli, tradizionale appuntamento set¬ 
tembrino, avrebbero dovuto costituire 
ulteriori stimoli a un sempre maggiore 
ottimismo, ottimismo che aveva perva¬ 
so la comunità negli ultimi mesi, 

Invece, all’inizio di settembre è circo¬ 
lata la voce, poi confermata, che Jim 
Collas, il presidente di Amiga, aveva la¬ 
sciato la società. Perché? E' stato licen¬ 
ziato 0 è lui ad aver dato le dimissioni? 
Cosa farà adesso? Che ne sarà di Ami¬ 
ga? 

Mentre la comunità Amiga si poneva 
questi interrogativi, alla manifestazione 
di Empoli Pluricom presentava una nuo¬ 
va rivista Amiga, “Amiga Life”. 


Jim Collas: dimissioni 
0 licenziamento? 


Il 1° settembre 
l’agenzia di stam¬ 
pa ZDNet annun¬ 
ciava le dimissioni 
di Jim Collas dalla 
carica di Presiden¬ 
te di Amiga, ripor¬ 
tando le parole di 
un portavoce di 
Gateway, secon¬ 
do le quali Collas 
ha lasciato la pre¬ 
sidenza per occu¬ 
parsi di “suoi inte¬ 
ressi personali” 

Lo stesso gior¬ 
no Tom Schmidt, 
vice-presidente di 
Collas, prendeva il 


Eh MoBic* ynufe» V* Comuuta J 




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OPEN LETTER TO THE COMMI NITI 


September 17, 1999 


Open Leder lo Ihe Amiga Community 

Therc ha» been a great «ieal of confusion and fruitraiion expressed m the news groups and via email over thè pari severa! 
weeks I apologize that we have noi been more daecl m our Communications, and I want lo set the record stratght 

First, per my previdi* menage». I continue to be impressed with the passion and commitmen! of this community You have 
'hung m there* through a number of upheavals over the past years, and through several false start» on next-generation Amiga 
platforms You deserve better I have received many. many email» over the past two weeks. expressing your opanons and 
frusti anon» Let me try and summarur what I liave heard 

Many of you acknowledge the fact that we are focunng on software for the conung generaùon of'Internet apphances * We are 
very exctted about the new Amiga Operahng Environment, the work we are domg with Linux (and other operatmg systems that 
support Java), and the huge growth curve in Internet apphances that we are gomg to nde You have gracefuDy wuhed us weD in 
this endeavor. for that. I thank you As you know. we announced m Julv that we were pursumg the developmen! of a 


1 


"IBS 


Op.»»»c„pl« 



suo posto. Poche ore prima, Amiga 
aveva licenziato il suo responsabile 
marketing. Bill McEwen. 

Il 6 settembre 
arrivava il primo, 
atteso comunicato 
di Tom Schmidt. 
Che, tuttavia, di- 


ai iic ì.j ra s. 




La ‘‘lettera aperta alla comunità " del 1 7 set¬ 
tembre. Schmidt gelava gli amighisti dicendo 
"Abbiamo rivisto tutti i nostri plani di produzio¬ 
ne Per essere onesti, non siamo nella possi¬ 
bilità di portarvi l'MCC" 


Il prototipo di Ami- 
gaNC presentato a 
luglio, a Londra Re¬ 
tro Tyschtschenko. 
nel corso della confe¬ 
renza di Empoli, ha 
mostrato la copertina 
del numero di ottobre 
di Amiga Life Inetta 
quale era raffigurato il 
prototipo), dicendo 
"questo modello di 
AmigaNG non vedrà 
mai la luce" 


ceva poco: in sostanza, rassicurava gli 
utenti circa il fatto che Gateway avreb¬ 
be continuato 1 suoi progetti per Amiga, 
in particolare focalizzati a Internet 

Pochi giorni dopo, il 17 settembre, 
una seconda più importante "lettera 
aperta alla comunità" diceva tra l'altro: 

"Come sapete, abbiamo annunciato 
in luglio che stavamo avviando lo svi¬ 
luppo dell'MCC IMultimedia Conver- 
gence Computer: TAmigaNG. in prati¬ 
ca, NdR), che sarebbe poi stato la nuo¬ 
va generazione di computer Amiga de¬ 
sktop. Dopo il cambio di direzione in 
Amiga, abbiamo rivisto tutti i nostri pia- 


188 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 

























ni dì produzione. 

Per essere onesti, 
non siamo nella 
possibilità dì portar¬ 
vi l'MCC". 

E poi: 

"Ho deciso che 
sarebbe stato me¬ 
glio essere un part¬ 
ner OS con una 
grande varietà dì 
soci hardware alle spalle, che compete¬ 
re direttamente contro di loro con un 
prodotto su cui si son fatti le ossa 

Ancora: 

"Dal vostro punto di vista esiste un 
grande problema. 'La cosa sembra affa¬ 
scinante, ma cosa c'entra ciò con 
l'Amiga originario?' Onestamente, 
niente! ". 

Incredibile! Gateway ammetteva, 
senza pudore, che quello che aveva in 
mente di fare con Amiga... non aveva 
niente a che fare con Amiga! 

La reazione della comunità Amiga, 
come sempre, ha avuto del clamoroso. 
Newsgroup infiammati, autentica inon¬ 
dazione di messaggi inviperiti ai numeri 
di fax e agli indirizzi e-mail di Gateway 
e Amiga: gli utenti, ancora una volta, si 
sentivano presi in giro dalla "casa ma¬ 
dre", impotenti ma non rassegnati a 
guardare senza far nulla quel che stava 
succedendo. 

In realtà, Il comunicato di Schmidt la¬ 
sciava aperti alcuni spiragli. Cosa signi- 


La conferenza slam¬ 
pa di Empoli Da si¬ 
nistra: Luca Dane- 
lon, Maurizio Bono- 
mi, Marco Marinacci 
e Daniele Franza di 
Pluricom, in piedi 
Petro Tyscht- 
schenko, alla sua 
destra Giorgio Si¬ 
gnori di Software e 
Alessio Cappelli. 






1 


ficava, ad esempio, il seguente passag¬ 
gio: 

"Ci siamo accorti che questa deci¬ 
sione non avrebbe mai soddisfatto il 
desiderio della comunità, ossìa quello 
di vedere un MCC. Tuttavia cercherò, 


tra i nostri partner hardware, quelli inte¬ 
ressati a sviluppare un AmigaNG e un 
sistema operativo. Stiamo seguendo le 
discussioni interne al consorzio Phoe¬ 
nix. e stiamo parlando con compagnie 
interessate allo sviluppo dì detta mac¬ 
china. Abbiamo intenzione dì conside¬ 



rare la possibilità di dare in licenza ad 
altre aziende lo sviluppo del prodotto 


MCC". 


Questo passaggio, come vedremo 
più avanti, significava molto. Gli utenti, 
tuttavia, non erano ancora pronti (per¬ 
ché mancavano loro numerose infor¬ 
mazioni) per comprenderlo. 

Una domanda, in particolare, tutti si 
ponevano: perché Jim Collas ha lascia¬ 
to Amiga? Si è dimesso o è stato licen¬ 
ziato? E cosa ne sarà adesso di Amiga? 
I piani di Gateway saranno modificati 
ancora? 


Un altro momento 
della conferenza di 
Empoli: Petro Tyscht- 
schenko presenta il 
primo numero di Ami¬ 
ga Life. 


A molte di 
queste domande, 
nel momento in 
cui scriviamo, 
non si è ancora 
avuta risposta 
Da alcune voci 
circolate in am- 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


189 













bienti vicini a Gateway, sembra che tut¬ 
to sia nato quando la proprietaria di 
Amiga ha stipulato un accordo multimi¬ 
liardario con Microsoft per la produzio¬ 
ne di set-top box con hardware Ga¬ 
teway e software Microsoft. I metodi 
di Microsoft sono noti a tutti, Giustizia 
USA compresa. E' molto probabile che 
sia stata la stessa società di Redmond 
a pretendere, come clausola nell'ultimo 
contratto con Gateway (la produzione 
di set-top box con sistemi Windows), 
che Gateway non avrebbe potuto pro¬ 
durre sistemi concorrenti: e Amiga, 
chiaramente, sarebbe stato uno di que¬ 
sti. 




Il Pianeta Amiga 


di Empoli 


In questo contesto, la terza edizione 
della manifestazione di Empoli, tenuta¬ 
si gli scorsi 18 e 19 settembre, non ha 
potuto che confermare i timori di molti: 
un'edizione stanca, quella di quest'an¬ 
no. Poche novità, meno spazio per gli 
espositori e un clima generale che an¬ 
dava dal rassegnato allo sfiduciato. 

La presenza più importante era quel¬ 
la, ufficiale con tanto di ampio stand, 
di Amiga, nelle persone di Petro Ty- 
schtschenko e Alex Kraemer. La pre¬ 
senza fisica di importanti personalità 
della casa madre è senza dubbio rile¬ 
vante; purtroppo, e ci dispiace dirlo, 
tale presenza ci è parsa in certi casi 
imbarazzante. Il vicepresidente di 
Amiga vendeva penne, poster, bibi¬ 
te e addirittura calze e mutande col 
marchio Amiga I Sono forse questi i 
"nuovi prodotti Amiga" reclamati a 
gran voce dagli utenti di tutto il 
mondo? Ci sembra proprio di no. 

Petro Tyschtschenko, nel suo 
discorso pubblico del sabato, ha 
impiegato il 90% del tempo asse¬ 
gnatogli a parlare del passato di 
Amiga (mostrando alcuni lunghi 
video, che hanno spazientito più 
di una persona) e ha speso po¬ 
chissime parole per il futuro. 

L'unica occasione in cui lo ha 
fatto è stato per dire che "il 
modello di AmigaNG che ve¬ 
dete nella copertina di Amiga 
Life non vedrà mai la luce"! 

Evidentemente non poteva dire al¬ 
tro, o forse non sapeva cos'altro dire. E 
ci dispiace per Petro Tyschtschenko, 
che ci sembra sinceramente impegna¬ 
to. nei limiti delle competenze della se¬ 
zione tedesca di Amiga, a supportare la 
piattaforma. Noi non siamo tra quelli 
che dicono che "era meglio se non ve¬ 


niva". La nostra opinione è che la pre¬ 
senza dei vertici di Amiga è sempre im¬ 
portante, e come tale sempre auspica¬ 
bile. Ci permettiamo solo, dalla mode¬ 
stia di queste colonne, a porci una do¬ 
manda: era proprio necessaria tutta 
quella retorica sequenza di video che 
nulla hanno detto alle decine di perso¬ 


II primo numero di 
Amiga Life, presentato in anteprima al 
Pianeta Amiga di Empoli. La "nuova versione " 
di Enigma ha avuto molto successo: a detta di 
molli Amiga Life, per qualità e competenza 
degli articoli, ha costituito la novità più bella e 
interessante della manifestazione 


Presentata in occasione del recente 
Pianeta Amiga di Empoli, la nuova pub¬ 
blicazione di Pluricom ha costituito, a 
detta di molti, la novità più interessante 


ne sedute alla conferenza? Queste - ne 
siamo certi - avrebbero preferito un di¬ 
scorso più sobrio e onesto meno effet¬ 
ti speciali, e più franchezza. L'anno 
scorso Petro Tyschtschenko, in polemi¬ 
ca con Gateway, si rifiutò di parlare: il 
silenzio dell'anno scorso ci è parso 
molto più assordante dei video multi¬ 
mediali di quest'anno. 

Per il resto, il Pianeta Amiga si è 
confermato come il più importante ap¬ 
puntamento per la comunità 
Amiga italiana Praticamente 
tutti gli operatori erano presen¬ 
ti (con qualche eccezione): WG- 
Computers, NonSoloSoft. Vir¬ 
tual Works, Interactive, Darkage 
Software, Power Computing, 
AmiEquipment, più numerosi 
banchetti demo (tra i quali si fa¬ 
ceva notare, come al solito, la 
sempre volenterosa presenza dei 
ragazzi di Amiga Group Italia). Nei 
vari stand si potevano comprare 
accessori hardware, programmi, 
espansioni e giochi per tutti i mo¬ 
delli di Amiga Tuttavia, novità parti¬ 
colarmente interessanti, quest'an¬ 
no, non se ne sono viste. 

L'unica, vera e più interessante 
novità doveva venire da Pluricom 
che, presente in fiera con un ampio 
stand, mostrava in anteprima Amiga 
Life, la nuova pubblicazione esclusiva¬ 
mente dedicata al mondo Amiga, nata 
dalle ceneri di Enigma Amiga Run. 


La novità: 
Amiga Life 


190 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 











Passerà da Sun il fu¬ 
turo di Amiga> Sem¬ 
bra che Jim Collas. il 
presidente uscente di 
Amiga, abbia cercato 
finanziamenti proprio 
in Sun per rilevare 
Amiga da Gateway II 
sito della Sun 
I u tv iv a o n c o '?n 

quando si immette 

“Amiga " come parola 
chiave nel motore di 
ricerca, mostra 3 do¬ 
cumenti 


dell'annuale mani¬ 
festazione tosca¬ 
na. 

Enigma Amiga 
Life (o, più sempli¬ 
cemente, "Amiga 
Life"), nasce da 
Enigma Amiga 
Run, storica rivista 
Amiga che, dal 
1987, ha accom¬ 
pagnato mese per 
mese gli utenti 
Amiga. A settem¬ 
bre la testata è stata rilevata da Pluri- 
com, che ne ha mantenuto le basi (già 
buone) per migliorarne decisamente 
l'impostazione e i contenuti. Il primo 
numero, di ottobre, è stato presentato 
in anteprima alla fiera settembrina di 
Empoli, nel corso di una conferenza 
stampa alla quale hanno preso parte, 
oltre al sottoscritto (direttore della te¬ 
stata) e a Marco Marinacci (editore del¬ 
le riviste Pluricom e direttore di MC), i 
coordinatori di redazione Luca Danelon 
(che cura anche il CD-ROM allegato a 
ogni numero della rivista) e Maurizio 
Bonomi. 

Amiga Life esce ogni mese (quando 
questo numero di MC sarà nelle edicole 
sarà appena uscito il numero 106, "se¬ 
condo" della Enigma-nuovo corso), offre 
64 pagine ricche di recensioni, news, ar¬ 
ticoli tecnici, anteprime, tutorial, e un 
CD allegato con il meglio del panorama 
software Amiga, dimostrativi di pro¬ 
grammi commerciali, materiale di sup¬ 
porto alla rivista e contributi dei lettori. 

La rivista intende rappresentare il 
punto di riferimento per la comunità 
Amiga italiana: operatori, sviluppatori e 
naturalmente utenti. Fanno parte della 
redazione, oltre ai redattori della vec¬ 
chia Enigma, anche gli articolisti più ap¬ 
prezzati della fu Amiga Magazine (Pao¬ 
lo Canali e Sergio Ruocco tra tutti) e i 
membri più attivi e competenti della 
comunità Amiga, selezionati da Amiga 
Group Italia. 

Il numero di novembre, tra le altre 
cose, comprende un'ampia analisi della 
situazione Amiga attuale, le recensioni 
di Photogenics, Samba e di alcuni pro¬ 
grammi per la rete (le ultime versioni di 
IBrowse. Voyager e YAM), oltre alla 
consueta sezione per i programmatori 
"AmigaDev".. e a molto altro. 

Appuntamento in edicola, quindi! 


Quale futuro? 

Ma torniamo ad Amiga. 

Tutti si pongono la stessa domanda: 
e adesso? Nel momento in cui scrivia¬ 


te 




coNfc'tyjoy UffrViJ i«w4i| «wgrfil -1 


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Maitenng Interne! Secunty fot Competitive AdvanUge 
Computer and network iccurty *e topici that many 


21% d- 

13 Sep 99 




U&.A* dP EH 


mo non possiamo fare che ipotesi. 

Una delle poche cose sicure è che 
Gateway non sembra più molto inten¬ 
zionata a portare avanti il progetto Ami¬ 
ga. I vertici della società hanno capito 
che non era possibile stipulare contratti 
miliardari con Microsoft da un lato, e 
cercare di produrre un prodotto concor¬ 
rente dall'altro. 

Messa di fronte aH"'aut-aut” della 
società di Redmond, a Gateway non ri¬ 
manevano che due possibilità: conti¬ 
nuare il progetto AmigaNG, ma più in 
sordina, quasi di nascosto; o interrom¬ 
perlo 

All'inizio ha sondato la prima possibi¬ 
lità. Microsoft, come detto, aveva im¬ 
posto come clausola che Amiga abban¬ 
donasse MCC (Multimedia Convergen- 
ce Computer: l'AmigaNG, in pratica); al 
che. Gateway aveva deciso di usare un 
trucco attraverso il quale Amiga si sa¬ 
rebbe occupata del solo lato software, 
dando in licenza Thardware (cioè 
l'MCC!) a Jim Collas. Questa ipotesi, 
nel momento in cui scriviamo, pare es¬ 
sere stata accantonata in favore di una 
seconda ipotesi. Che, cioè. Gateway 
stia ora cercando di vendere la tecnolo¬ 
gia Amiga Subito sarebbe partita una 
cordata composta, tra gli altri, da Jim 
Collas, Bill McEwen e Fleccy Moss per 
cercare di rilevare la piattaforma. Tra i 
finanziatori contattati, ci sarebbero 
IBM, Sun e Dell. 

Tra questi, quello più probabile ci 
sembra Sun: il nome di Dell ci pare 
molto improbabile, dal momento che 
Dell aveva stipulato con Microsoft un 


contratto molto simile a quello poi sti¬ 
pulato da Gateway per la produzione 
dei set-top box, mentre il nuovo corso 
IBM (in numerose campagne pubblici¬ 
tarie IBM si vanta di essere "il primo 
produttore di software per Windows 
NT") ci pare lontano da logiche "alter¬ 
native". Viceversa, Sun sembrerebbe il 
candidato ideale: è alla ricerca di una 
piattaforma hardware attraverso la qua¬ 
le sviluppare la sua tecnologia Java. 

Per gli utenti, chiaramente, resta un 
nodo fondamentale: un'ennesima ven¬ 
dita non creerebbe forse ancora più 
confusione? Non costituirebbe un altro 
rallentamento nei piani di rinascita di 
Amiga? Certo, se si riuscisse a sfrutta¬ 
re il lavoro fatto finora dal team di Jim 
Collas, allora potrebbe andare tutto be¬ 
ne; ma iniziare per l'ennesima volta da 
zero sarebbe, forse, davvero troppo per 
molti... Noi pensiamo che sia più proba¬ 
bile la prima ipotesi: le informazioni che 
ci arrivano da oltreoceano sono incom¬ 
plete e non sempre chiare, ma sembra 
che Collas abbia mantenuto i contatti 
con Pantheon e con gli ingegneri di 
Amiga. Se cosi fosse, il progetto sareb¬ 
be l'esatta continuazione dell'MMC e 
non si perderebbe altro tempo 

Si tratta, ancora una volta... di aspet¬ 
tare e vedere quel che succederà. La 
domanda è: quanti utenti Amiga, per 
quanto "amighisti", saranno ancora di¬ 
sposti a farlo? 

Lo scopriremo insieme, in questa ru¬ 
brica su MCmicrocomputer... e, natu¬ 
ralmente. nelle pagine di Amiga Life! 

Kg 


MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999 


191 



































di 

MCmicrocomputer 

























( Affrettatevi! L'offerta e limitala nel tempo ) 






















anno 


a sole 


di 


un’occasione da non perdere! 




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o 20.000 (altri Paesi). 


Scelgo una delle seguenti forme di pagamento: 

O Versamento sul eie postale n 60106002 intestato a Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceshini, 73 • 00155 Roma 
O Allego assegno bancario non trasferibile 

intestato a Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceschlni, 73 • 00155 Roma 
O Versamento a mezzo bonifico bancario 

c/o Banco Ambrosiano Veneto c/c n,69542/09 ABI 3001. Cab 03202 Intestato a: Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceschini, 73 - 00155 Roma 
O Versamento a mezzo vaglia postale 

intestato a: Pluricom s.r.l, - Viale Ettore Franceschini, 73 - 00155 Roma 

O Desidero ricevere una fattura od una ricevuta valida ai fini fiscali (a seconda di quanto disposto dalla normativa vigente) vi fornisco pertanto II numero 
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Compilare se il versamento é effettuato da persona diversa dall'intestatario: 


- Versamento effettuato da: 

Cognome e nome o Ragione sociale:....... 

Indirizzo:. 

C.A.P.:. Città:.Prov.: 

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